Nel primo semestre 2026 le aste di Christie’s, Sotheby’s e Phillips volano a 6,7 miliardi di dollari (+71%). L’analisi Deloitte su live, online e Passion Assets.
Preferisci ascoltare il riassunto audio?
Il mercato internazionale delle aste d’arte e dei beni da collezione torna a correre nei primi sei mesi del 2026. Secondo l’analisi di Deloitte Private Art&Finance, il fatturato delle principali case d’asta globali – Christie’s, Sotheby’s e Phillips – ha raggiunto circa 6,7 miliardi di dollari, con un incremento del 71% rispetto al primo semestre 2025.
Il dato arriva dalla conferenza “Il mercato dell’arte e dei beni da collezione”, organizzata da Deloitte Private Art&Finance all’Auditorium Deloitte di Roma, e offre una fotografia aggiornata di quello che, a tutti gli effetti, è diventato un segmento rilevante per molti investitori privati e grandi patrimoni.
Come sta cambiando il mercato delle aste internazionali
Il balzo del 71% nel valore complessivo delle vendite all’asta si accompagna a un aumento molto più contenuto del numero di aste: +10,3% rispetto al primo semestre 2025. In altre parole, non sono tanto cresciuti gli appuntamenti in calendario, quanto la dimensione economica delle singole vendite.
Le case d’asta come Christie’s, Sotheby’s e Phillips – che organizzano vendite di opere d’arte, design, gioielli, orologi e altri beni da collezione – operano nel cosiddetto mercato secondario, cioè la compravendita di opere e oggetti che hanno già avuto almeno un proprietario. È proprio questo segmento a mostrare, secondo Deloitte, segnali di ripresa sempre più evidenti.
“L’andamento positivo, che sembra confermare i segnali di ripresa del mercato secondario già emersi nella seconda parte del 2025, è riconducibile anche alla rinnovata fiducia che il mercato aveva trasmesso ai collezionisti, in particolare sul fronte dei venditori”, spiega Ernesto Lanzillo, Deloitte Private leader.
Un elemento chiave è la costruzione dei cataloghi: “I mesi di ottobre, novembre e dicembre sono infatti determinanti per la costruzione dei cataloghi delle vendite dei primi mesi dell’anno successivo e gli ottimi risultati registrati dalle single-owner collection nelle aste autunnali potrebbero aver favorito l’immissione sul mercato di opere di elevata qualità”, aggiunge Lanzillo.
Con “single-owner collection” si indicano aste composte interamente da opere o beni provenienti da un singolo collezionista o famiglia: spesso si tratta di cataloghi molto curati, con pezzi rari o di qualità elevata, in grado di attirare l’interesse di compratori internazionali e spingere verso l’alto i risultati.
Aste live protagoniste, ma l’online cresce a doppia cifra
La crescita del valore complessivo delle vendite al martello – cioè il prezzo di aggiudicazione dei lotti, prima delle commissioni – è stata trainata in particolare dalle aste live, quelle tradizionali con banditore in sala, partecipazione di pubblico e offerte in presenza o al telefono.
In questo segmento, segnala Deloitte, l’aggiudicazione media per lotto è quasi raddoppiata, con un balzo del +96,5%, fino a sfiorare circa 1 milione di dollari per lotto. Un dato che indica una maggiore concentrazione di opere e beni di fascia alta all’interno dei cataloghi.
Parallelamente, continuano a svilupparsi anche le aste online, cioè le vendite che si svolgono interamente via web, senza componente fisica in sala. Nel primo semestre 2026 queste aste hanno generato l’8,2% del volume d’affari complessivo, pari a circa 562 milioni di dollari, in crescita del 54,9% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Si tratta ancora di una quota minoritaria rispetto al totale, ma la dinamica di crescita dimostra come il canale digitale stia diventando sempre più importante anche per l’arte e i beni da collezione, intercettando un pubblico più ampio e spesso più giovane.
Pietro Ripa, Private Banker Fideuram, invita però a leggere i numeri tenendo conto del punto di partenza: “Allo stesso tempo, è opportuno considerare che gli ottimi risultati registrati nel primo semestre 2026 si confrontano con un primo semestre 2025 caratterizzato da performance meno brillanti e da un andamento disomogeneo per le principali major internazionali”.
Passion Assets: design, antichi, orologi e gioielli in evidenza
Un capitolo specifico dell’analisi Deloitte riguarda i Passion Assets, ovvero quei beni da collezione acquistati non solo con logica finanziaria, ma anche per passione personale: opere d’arte, design, beni antichi, orologi, gioielli e oggetti rari.
Deloitte rileva che, anche nel primo semestre 2026, il mercato di questi asset conferma un forte interesse da parte dei collezionisti, in particolare giovani e first-time buyer, cioè acquirenti alla prima esperienza all’asta.
Nel dettaglio, guidano la crescita:
- Design: +44,3% rispetto al primo semestre 2025;
- Beni antichi: +39,9%;
- Orologi e Gioielli: +33,4%.
Queste categorie mostrano come l’interesse dei collezionisti non si concentri solo sull’arte contemporanea o moderna, ma si estenda a un’ampia gamma di oggetti da collezione, spesso percepiti anche come possibili strumenti di diversificazione patrimoniale.
Roberta Ghilardi, Deloitte Private Art&Finance Senior Manager, sottolinea che “anche nel primo semestre 2026 il mercato dei Passion Assets conferma il forte interesse dei collezionisti, soprattutto giovani e first-time buyer”. E aggiunge che, accanto alle categorie più tradizionali, resta “forte anche l’interesse per lotti fuori dall’ordinario”.
Un esempio emblematico citato da Ghilardi è il Golden Ticket della fabbrica di Willy Wonka, venduto per oltre 200 mila dollari nell’ambito di una single-owner collection. Si tratta di un “lotto fuori dall’ordinario”, cioè un oggetto particolarmente iconico o legato all’immaginario collettivo, capace di attirare l’attenzione di collezionisti e appassionati anche al di là del suo valore strettamente materiale.
Il caso dimostra come il mercato dei Passion Assets non sia limitato ai beni tradizionalmente considerati da investimento, ma includa sempre più spesso memorabilia, oggetti pop e simboli culturali, in grado di intercettare nuove fasce di pubblico e di ridefinire i confini del collezionismo internazionale.
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
aigc-n-ansa
Source link



