Borse europee deboli con tecnologici sotto pressione dopo il crollo di Samsung. Milano -0,15%, energia e difesa in rialzo, spread Btp-Bund a 77,5 punti.
I listini europei arrivano a metà seduta in territorio misto, con un clima di generale prudenza e un focus particolare sul comparto tecnologico. A pesare sugli scambi è il crollo di Samsung alla Borsa di Seul, che ha innescato una raffica di vendite sui produttori di semiconduttori anche in Europa.
Future Usa divisi tra Dow Jones e Nasdaq
Sullo sfondo, il quadro a Wall Street appare contrastato: i future – i contratti derivati che anticipano l’apertura dei listini americani – risultano positivi sul Dow Jones, l’indice che raccoglie 30 tra le maggiori blue chip Usa, mentre mostrano un forte calo sul Nasdaq, il principale listino statunitense ad alta concentrazione tecnologica. Un segnale coerente con le tensioni che stanno colpendo il settore dei chip a livello globale.
Samsung affonda e trascina i produttori di chip europei
Alla base del nervosismo c’è il tonfo di Samsung in Asia, arrivato paradossalmente dopo conti migliori delle attese. A far scattare le vendite non sono stati i risultati trimestrali, bensì i timori sulle consegne di memorie fino al 2027. Le prospettive sul mercato delle memorie, componente chiave per smartphone, data center e intelligenza artificiale, hanno così spaventato gli investitori.
L’effetto domino si vede chiaramente sul comparto dei semiconduttori europeo, finito sotto forte pressione. Fra i titoli più colpiti figurano Soitec (-11,87%), società francese specializzata in materiali per semiconduttori, Infineon (-6,51%), gruppo tedesco dei chip, STMicroelectronics (-6%), il produttore di semiconduttori italo-francese quotato anche a Piazza Affari, e ASML (-5,77%), colosso olandese che realizza macchinari per la produzione di chip.
Milano in lieve calo, meglio Parigi, Madrid e Londra
A metà giornata Piazza Affari si muove leggermente sotto la parità, con Milano in flessione dello 0,15%. Il quadro è leggermente più positivo per Parigi e Madrid, entrambe in rialzo di circa lo 0,1%, mentre Londra avanza in modo più deciso con un guadagno dello 0,45%. In controtendenza Francoforte, che cede lo 0,67%, zavorrata proprio dal peso dei titoli tecnologici sul mercato tedesco.
Petrolio, gas e oro: come si muovono le materie prime
In parallelo, le materie prime energetiche restano al centro dell’attenzione. Il petrolio WTI (il benchmark americano) sale dello 0,85% a 69,14 dollari al barile. Ancora più vivace l’andamento del gas naturale europeo, che guadagna il 3,76% attestandosi a 45,79 euro al MWh. Il prezzo si è riportato così sotto la soglia dei 46 euro, superata in apertura dopo la notizia di un attacco a una nave nello Stretto di Hormuz, una delle principali rotte mondiali per il trasporto di petrolio e gas via mare.
In recupero anche l’oro, bene rifugio per eccellenza in fasi di incertezza, che sale dello 0,3% a 4.147,5 dollari l’oncia. Sul fronte valutario, il dollaro si rafforza: il cambio si consolida a 1,14 contro l’euro e a 1,34 contro la sterlina.
Spread Btp-Bund in lieve rialzo
Movimenti anche sul fronte obbligazionario. Il differenziale di rendimento tra Btp decennali italiani e Bund tedeschi, noto come spread Btp-Bund e considerato un indicatore del rischio percepito sull’Italia rispetto alla Germania, sale a 77,5 punti base.
Il rendimento annuo del Btp decennale italiano si muove al rialzo di 2,8 punti base, attestandosi al 3,74%. In aumento anche il rendimento del Bund tedesco decennale, che sale di 2,1 punti base al 2,97%, e quello del titolo francese a 10 anni, che cresce di 2,7 punti base al 3,76%. L’aumento dei rendimenti implica un calo dei prezzi delle obbligazioni già in circolazione, in un contesto di mercato che resta sensibile alle aspettative sui tassi di interesse e sulla politica monetaria.
Energia in controtendenza, corrono Saipem e Subsea7
Il settore energia si muove in controtendenza rispetto al resto del mercato, sostenuto dall’andamento delle materie prime. Tra le big oil europee si registrano progressi per Shell (+2,39%), BP (+1,05%), TotalEnergies (+0,76%) ed Eni (+0,64%), il gruppo energetico italiano attivo nell’oil & gas e nelle rinnovabili.
In evidenza Saipem (+2,1%), la società di ingegneria e servizi per il settore energetico, che beneficia della nuova commessa in Indonesia. Bene anche Subsea7 (+2,1%), gruppo specializzato in servizi per l’industria offshore, che sale in vista delle imminenti nozze con Saipem.
Difesa sugli scudi dopo il deal Fincantieri-Saab
Molto tonico il comparto difesa, che conquista il podio dei rialzi di giornata. Brilla Fincantieri (+6,88%), gruppo italiano attivo nella cantieristica navale, promossa dagli analisti dopo l’ingresso nella subacquea, in sinergia con Saab (+3,66%), colosso svedese della difesa.
Acquisti anche su Babcock (+2,2%), attiva nei servizi di ingegneria e difesa, e Avio (+2,1%), gruppo italiano dei lanciatori spaziali. Più prudente Leonardo (+0,86%), il maggiore player italiano dell’aerospazio e difesa, che avanza ma con un passo più contenuto rispetto ai peer.
Banche in ordine sparso, focus su Unicredit e Commerzbank
Il settore bancario si muove senza una direzione univoca. Tra gli istituti italiani, Mps cede lo 0,8% e Banco Bpm arretra dello 0,53%. Più stabile Intesa Sanpaolo, che segna un timido +0,2%.
Positiva invece Unicredit (+0,64%), in attesa dei dati definitivi dell’Ops su Commerzbank (-0,29%). L’Ops, ovvero offerta pubblica di scambio, è un’operazione con cui una società propone agli azionisti di un’altra società di scambiare le proprie azioni con titoli nuovi o già esistenti dell’offerente, invece che pagare in contanti. L’attenzione del mercato resta quindi concentrata sugli sviluppi del dossier Commerzbank, che coinvolge uno dei principali gruppi bancari tedeschi.
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