Dal 17 luglio rc auto obbligatoria per i monopattini. Assosharing: noi già assicurati, rischio 1 milione di privati fuori norma. Ecco cosa cambia.
Dal 17 luglio entra in vigore l’obbligo di copertura rc auto per i monopattini, un passaggio che punta a regolamentare in modo più stringente uno dei mezzi simbolo della cosiddetta micromobilità urbana.
Cosa prevede la nuova regola sui monopattini
L’rc auto (responsabilità civile auto) è la polizza obbligatoria che copre i danni causati a terzi in caso di incidente. Finora questo obbligo riguardava in primo luogo auto, moto e ciclomotori; ora viene esteso anche ai monopattini, sempre più diffusi nelle città italiane come mezzo alternativo all’auto privata.
Secondo le indicazioni riportate, l’obbligo scatterà in maniera generalizzata, ma con una differenza sostanziale tra chi utilizza i mezzi in sharing e chi guida un monopattino di proprietà:
- le società di sharing si sono già adeguate e offrono monopattini assicurati;
- resta invece un’incognita il comportamento di circa 1 milione di utenti privati, che dovranno dotarsi di copertura assicurativa per circolare in regola.
Casco e targa: obblighi ancora largamente disattesi
La novità dell’assicurazione si inserisce in un quadro normativo già inasprito negli ultimi anni. È stato introdotto da tempo l’obbligo del casco per i monopattini – in vigore ormai da circa due anni – e quello del targhino, già previsto dalla normativa.
Eppure, sul piano pratico, questi obblighi “appaiono una chimera”: sono difficili da vedere applicati con sistematicità sulle strade italiane. Anche sul fronte delle multe per chi non rispetta queste regole non ci sono, al momento, dati pubblici puntuali. Eventuali numeri sulle sanzioni elevate potranno essere resi noti in futuro dal ministero dell’Interno, competente in materia di sicurezza e controlli.
L’allarme delle società di sharing: “Noi gli unici davvero in regola”
A lamentarsi apertamente non sono però gli utenti privati, bensì le aziende che gestiscono i monopattini in sharing, cioè i servizi che consentono di affittare il mezzo per pochi minuti tramite app. In Italia queste imprese sono riunite in un’associazione di categoria che rappresenta il comparto della micromobilità in condivisione.
Dall’associazione arriva un messaggio netto: le società di sharing rivendicano di essere già pienamente in regola con le norme. “Le regole le rispettiamo dal primo giorno: siamo l’unico segmento autorizzato, controllato e assicurato da sempre”, spiegano dall’associazione delle imprese del settore.
Il punto critico, sottolineano, non sarebbero dunque i mezzi a noleggio ma i monopattini privati: “Forse non in regola sono i privati: un milione di persone che dal 17 luglio circolerà fuori norma”. Il rischio paventato è che il nuovo obbligo assicurativo finisca per pesare soprattutto sulle aziende che hanno già internalizzato quei costi, senza incidere davvero sui comportamenti meno regolamentati dei singoli proprietari.
Incidenti e sicurezza: il nodo dei monopattini privati
Resta poi il tema della sicurezza stradale. Negli ultimi anni non sono mancati casi di incidenti gravi, con esiti anche mortali, legati all’uso dei monopattini. Le imprese dello sharing distinguono però chiaramente tra il proprio perimetro di attività e l’universo dei mezzi privati.
“E i morti da monopattino? Ci sono, ma sullo sharing zero morti dal novembre dal 2021”, evidenzia l’associazione, collegando questo dato a un intervento normativo specifico: “da quando la legge Rosso (Forza Italia) ha abbassato la velocità a 20 km/h”.
La legge Rosso è un provvedimento che ha fissato limiti più stringenti per l’utilizzo dei monopattini, tra cui la riduzione della velocità massima consentita. Nel caso dei servizi di sharing, tali limiti vengono applicati in modo automatico: “Norme che noi applichiamo via software su ogni singolo mezzo”, ricordano le imprese del settore. In pratica, i monopattini condivisi sono programmati per non superare i 20 km/h.
Secondo le società, però, il legislatore avrebbe concentrato l’attenzione soprattutto sugli incidenti che coinvolgono i monopattini privati: “Il legislatore ha visto gli incidenti dei privati e ha presentato il conto a noi”, è la critica rivolta al nuovo impianto normativo.
Micromobilità e regole: cosa significa per utenti e città
La cosiddetta micromobilità elettrica – che comprende monopattini, bici elettriche e altri mezzi leggeri – è diventata in pochi anni una componente stabile del trasporto urbano, specie nei grandi centri. L’intervento sulle assicurazioni rc auto per i monopattini si inserisce in un processo più ampio di regolamentazione di questi strumenti, con l’obiettivo dichiarato di aumentare la sicurezza di pedoni e utenti della strada.
Per gli utilizzatori privati, il nuovo obbligo dal 17 luglio significa dover valutare la sottoscrizione di una polizza di responsabilità civile dedicata al proprio monopattino per evitare di circolare fuori norma ed esporsi a potenziali sanzioni e responsabilità economiche in caso di incidente.
Per i servizi di sharing, già “autorizzati, controllati e assicurati da sempre” secondo la loro associazione, il nodo riguarda invece il possibile impatto competitivo: in un contesto in cui dichiarano di applicare rigidamente limiti di velocità, casco e regole di circolazione, le imprese temono che una stretta normativa pensata sulla base dei dati dei privati finisca per comprimere ulteriormente un settore che si definisce già regolato.
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