Stazioni appaltanti: dal 1° luglio 2026 monitoraggio ANAC sui tempi di affidamento


Dal 1° luglio 2026 parte il nuovo monitoraggio ANAC sull’efficienza delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza qualificate.

Il sistema informatico predisposto dall’Autorità nazionale anticorruzione consentirà di verificare i tempi medi delle procedure di affidamento, prendendo come riferimento il periodo compreso tra la scadenza per la presentazione delle offerte e la stipula del contratto.

L’obiettivo è rendere più misurabile la capacità delle amministrazioni di concludere le gare in tempi adeguati, riducendo ritardi e inefficienze nella fase che precede l’affidamento definitivo.

Il nuovo meccanismo prevede anche conseguenze operative precise:


  • se il tempo medio supera i 160 giorni, la stazione appaltante dovrà trasmettere ad ANAC un piano di riorganizzazione;
  • chi riesce a chiudere le procedure entro una media di 115 giorni potrà ottenere un punteggio premiale ai fini della qualificazione.

Monitoraggio ANAC: cosa parte dal 1° luglio 2026?

Il nuovo sistema informatico ANAC dà attuazione alle modifiche introdotte dal decreto correttivo al Codice dei contratti pubblici, il D.Lgs. 209/2024, intervenuto sull’art. 11 dell’Allegato II.4. La finalità è supportare stazioni appaltanti e centrali di committenza qualificate nel controllo periodico della propria efficienza decisionale.

Il monitoraggio avrà cadenza semestrale e sarà basato su un indicatore principale: il tempo medio necessario per arrivare alla stipula del contratto dopo la scadenza del termine fissato per la presentazione delle offerte. In pratica, ANAC non si limiterà a verificare la corretta gestione formale della procedura, ma misurerà anche la rapidità con cui la stazione appaltante riesce a concludere il percorso di affidamento.

Il parametro dei 160 giorni: quando scatta il piano di riorganizzazione

Il punto focale del nuovo sistema riguarda la soglia dei 160 giorni. Quando il tempo medio delle procedure supera questo limite, la stazione appaltante o la centrale di committenza qualificata dovrà predisporre un piano di riorganizzazione da trasmettere ad ANAC.

Il piano dovrà individuare le cause dei ritardi e indicare le misure da adottare per ridurre i tempi di affidamento. Tra gli interventi da considerare rientrano:

  • la riorganizzazione del personale;
  • il potenziamento della formazione specialistica;
  • il maggiore utilizzo degli strumenti digitali;
  • la definizione di obiettivi temporali più efficaci per la gestione delle procedure.

Non si tratta, quindi, di un adempimento solo formale: il piano dovrà contenere azioni concrete, misurabili e coerenti con le criticità rilevate.


Valutazione ANAC e confronto con la stazione appaltante

Una volta ricevuto il piano, ANAC ne valuterà l’efficacia in contraddittorio con la stazione appaltante o con la centrale di committenza interessata. La verifica riguarderà sia la capacità delle misure proposte di incidere sulle cause dei ritardi, sia il rispetto degli obiettivi di riduzione del tempo medio delle procedure.

Se il piano non dovesse risultare adeguato, l’Autorità potrà richiederne la rimodulazione. Il confronto con ANAC diventa quindi una fase essenziale per correggere eventuali criticità organizzative e migliorare le performance della stazione appaltante nel ciclo degli affidamenti.

Punteggio premiale per chi conclude entro 115 giorni

Accanto agli obblighi previsti per le amministrazioni meno efficienti, il sistema introduce anche un meccanismo premiale. Le stazioni appaltanti e le centrali di committenza qualificate che registrano un tempo medio di svolgimento delle procedure non superiore a 115 giorni potranno ottenere un punteggio aggiuntivo ai fini della qualificazione.

Non solo intervenire sui ritardi, ma anche valorizzare le amministrazioni che dimostrano una maggiore capacità organizzativa e decisionale.

Il parametro dei 115 giorni diventa così un indicatore positivo di efficienza, utile per rafforzare la posizione della stazione appaltante nel sistema di qualificazione.


Monitoraggio digitale tramite BDNCP

Il procedimento sarà gestito in modalità digitale e standardizzata. Il sistema utilizzerà i dati presenti nella Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici, così da assicurare una misurazione oggettiva e uniforme dei tempi delle procedure.

La BDNCP diventa quindi la base informativa per:

  • calcolare il tempo medio degli affidamenti;
  • verificare l’eventuale superamento della soglia dei 160 giorni;
  • controllare gli effetti dei piani di riorganizzazione;
  • attribuire il punteggio premiale in caso di tempi medi entro 115 giorni.

L’utilizzo dei dati digitali consente di ridurre margini di discrezionalità e di rendere il monitoraggio più trasparente, omogeneo e verificabile.

Formulario Excel e istruzioni operative

Per facilitare l’applicazione del nuovo sistema, ANAC ha predisposto strumenti e indicazioni operative per le amministrazioni interessate.

In particolare, sono disponibili:


  • un formulario in formato Excel per la programmazione del piano di riorganizzazione;
  • istruzioni operative per l’utilizzo del sistema informatico;
  • indicazioni sulle scansioni temporali;
  • chiarimenti sulla prima applicazione della procedura;
  • modalità e tempistiche per il caricamento dei piani.

Le stazioni appaltanti dovranno quindi prestare attenzione non solo ai tempi medi delle proprie procedure, ma anche al corretto rispetto delle modalità di trasmissione e aggiornamento dei dati richiesti.

Mancato invio del piano: cosa rischiano le stazioni appaltanti?

La mancata trasmissione del piano di riorganizzazione, così come la mancata adozione delle misure previste, costituisce una grave violazione nell’ambito del sistema di qualificazione.

Il riferimento è all’art. 63, comma 11, del Codice dei contratti pubblici, che disciplina le conseguenze connesse a comportamenti non conformi, dichiarazioni non veritiere o condotte elusive.

Per le stazioni appaltanti qualificate, dunque, il nuovo monitoraggio ANAC non rappresenta un semplice controllo statistico, ma un vero strumento di verifica della capacità organizzativa.

Il sistema in partenza dal 1° luglio 2026 punta a rafforzare la qualificazione delle stazioni appaltanti e a migliorare la gestione delle procedure di gara. Ridurre i tempi tra la presentazione delle offerte e la stipula del contratto significa rendere più efficiente l’intero ciclo dell’appalto, con effetti positivi per amministrazioni, operatori economici e realizzazione degli interventi.


La novità introduce quindi un doppio binario:

  • misure correttive per le amministrazioni che superano i 160 giorni;
  • premialità per chi conclude le procedure entro 115 giorni.

La qualificazione delle stazioni appaltanti passa sempre più dalla capacità di garantire procedure non solo corrette, ma anche rapide, digitalizzate e organizzativamente efficienti.

Per approfondire il tema, leggi l’articolo dedicato alla qualificazione delle stazioni appaltanti, tenendo presente che il nuovo monitoraggio ANAC conferma l’importanza di procedure più rapide, organizzate e digitali per le stazioni appaltanti. Con il software per la gestione informativa digitale delle costruzioni hai a disposizione una piattaforma pensata per supportare i responsabili degli appalti digitali nella gestione dei processi tecnico-amministrativi, migliorando efficienza, trasparenza e controllo delle attività.

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 Giusi Rosamilia

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