Non è certo la prima volta che vi parliamo di World of Tanks Heat su queste pagine. Fin dal suo annuncio alla Gamescom dello scorso anno, al quale abbiamo assistito da vicino, stiamo infatti seguendo con molta attenzione l’opera di Wargaming che prova a declinare in una chiave molto più dinamica e accessibile uno dei propri prodotti di punta.
Ibridare il gameplay tipico del gioco con meccaniche da hero shooter non è infatti una scommessa da poco, per quanto in grado di aprire la strada a scenari particolarmente interessanti. A partire dal lancio ufficiale del titolo, avvenuto lo scorso 25 maggio, ci siamo immersi all’interno dell’opera di Wargaming e, dopo svariate ore sul campo di battaglia, siamo ora finalmente pronti a tirare le somme a riguardo e raccontarvi meglio perché World of Tanks Heat meriti la vostra attenzione.
Una saggia commistione
Per quanto possa sembrare strano a molti un hero shooter a base di carri armati, così come possa far storcere il naso ai puristi solamente l’idea, alla prova dei fatti World of Tanks Heat è davvero ben realizzato e in grado di restituire delle ottime impressioni. Certo, bisogna tenere bene a mente che Heat non nasce per sostituire il classico World of Tanks, ma se siete alla ricerca di un’esperienza differente da quelle a cui siete abituati, Wargaming ha dato vita a un piccolo gioiellino.
Nonostante si differenzi dal capostipite e disponga di una propria identità ben definita, World of Tanks Heat riesce poi in ogni caso a mantenere i giusti legami con il franchise e a restituire alla grande l’impressione di essere sopra degli imponenti mezzi corazzati, per quanto decisamente più agili, reattivi e, perché no, accessibili che in passato. Heat, insomma, rappresenta il tassello mancante, pensato per tutti coloro che amano i carri armati e che sono alla ricerca di un’esperienza più veloce ma non per questo banale.
Sull’altare della sua natura da hero shooter, World of Tanks Heat non sacrifica infatti assolutamente la sua vena strategica, con il posizionamento del mezzo che resta un aspetto fondamentale, mentre le skill dei vari agenti e dei carri armati contribuiscono a rendere ancor più importante la composizione dei team. Non aspettatevi insomma di poter girovagare per i campi di battaglia semplicemente sparando a tutto ciò che si muove: se volete sperare di raggiungere la vittoria, infatti, oltre ai giusti riflessi, dovrete essere anche in grado di giocare di squadra e di pianificare ogni singola azione.
Attacco e difesa
Essendo un hero shooter, World of Tanks Heat permette di scegliere tra una serie di sette differenti agenti e una decina abbondante di carri armati, divisi in tre grosse macro-categorie. All’interno del gioco possiamo infatti scegliere tra Assault, che come suggerisce il nome stesso è contraddistinta da opzioni particolarmente offensive, Defender, che rappresenta la scelta perfetta per chi vuole invece stare più sulla difensiva, e, infine, i Marksman, che si muovono nelle retrovie e colpiscono gli avversari con potenti e precisi colpi dalla distanza.
Inizialmente solo una parte di essi è a disposizione del giocatore, con i rimanenti che dovranno essere sbloccati attraverso l’utilizzo di valuta in game. Ogni agente e ogni carro armato, poi, è dotato di abilità e caratteristiche uniche, da modificare e potenziare a piacimento attraverso l’equipaggiamento e dei semplici skill tree.
Presenti, trattandosi di un free to play, le microtransazioni, che non rendono però assolutamente il titolo pay-to-win, per quanto non si concentrino esclusivamente su modifiche estetiche ma permettano anche di progredire più velocemente sotto diversi punti di vista. Ogni elemento di gioco, escludendo skin e contenuti puramente estetici, può però essere ottenuto anche senza sborsare un euro e ciò alla fine dei conti è quello che importa veramente.
Un’esperienza di livello
Come vi dicevamo in apertura di articolo, World of Tanks Heat è un’esperienza da tenere in grande considerazione e il motivo lo capirete fin dai primi istanti in cui deciderete di provare il titolo. Il feedback restituito dal governare uno dei bestioni è infatti grandioso e stupisce in particolare come Wargaming sia riuscita a ricreare la pesantezza e la potenza di tali mezzi all’interno di un gioco comunque decisamente dinamico e contraddistinto da una velocità di azione non indifferente.
Il grande ventaglio di scelta offerto dai vari agenti e dalle loro abilità, oltre che ovviamente dai carri armati veri e propri, rende poi ogni diversa combinazione di pilota e mezzo differente e capace di dare vita a diverse situazioni. Scegliere un qualcosa di veloce e scattante, ma dotato di una corazza meno spessa, o, piuttosto, un grosso bestione in grado di esplodere tremendi colpi permette infatti di vivere il gioco in maniera completamente differente, esplorandone la grande versatilità.
Grandi protagoniste di Heat sono poi le diverse mappe di gioco, tutte davvero ben realizzate sia dal punto di vista visivo che per quanto riguarda il level design. È infatti un vero e proprio piacere muoversi tra di esse, nascondendosi tra pilastri ed edifici e colpire con la giusta angolazione la flotta nemica. Il tutto passando da paesaggi urbani a distese desertiche, grandi stadi e molto altro ancora.
Dove ci saremmo aspettati qualcosa di più è invece per quanto riguarda le modalità di gioco, che per ora sono le classiche, vedi dominio, deatmatch, uccisione confermata e simili, che possiamo trovare in molti altri titoli analoghi in cui solitamente si impersonano personaggi a piedi. Sarebbe stato bello vedere delle opzioni costruite attorno agli imponenti protagonisti dell’esperienza, ma si tratta comunque di un qualcosa che può essere espanso in seguito con qualche aggiornamento e che non preclude in nessun modo il divertimento dato dal titolo.
Assolutamente di livello è infine il comparto audio-visivo del gioco, che riesce a restituire fin dai primi istanti la pesantezza dei mezzi di trasporto e dei loro colpi. Ogni singola cannonata ha infatti un feedback decisamente consistente, capace di trasmetterne la fisicità non solo a livello visivo e fisico, ma anche per il suono prodotto. Un comparto tecnico di livello, che tra l’altro abbiamo trovato ben ottimizzato su PC, completa poi un quadro oltremodo roseo, restituendoci un’opera tanto bella da giocare quanto da vedere in movimento.
Presente e futuro
Alla fine dei conti World of Tanks Heat è insomma una saggia declinazione in chiave hero shooter della formula che ha reso tanto apprezzata l’opera di punta di Wargaming. Il risultato finale è un’esperienza decisamente godibile, capace di regalare momenti di grande adrenalina durante gli scontri.
Resta l’incognita di un mercato estremamente affollato, dove ritagliarsi una fetta di pubblico non è mai semplice. Da quello che abbiamo avuto modo di vedere, Heat sembra comunque avere le spalle abbastanza larghe per farlo e la speranza è proprio quella di vedere l’ultima fatica del celebre publisher ritagliarsi nel corso del tempo una fanbase sempre maggiore.
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Giacomo Todeschini
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