La Salute è una industria e privatizza(non da ora) il Servizio sanitario pubblico


Ed è una delle tante certezze, purtroppo, che viene fuori dopo aver letto il libro del battagliero e competente Vittorio Agnoletto ”L’industria della salute. Farmaci, privatizzazioni e affari. Ecco perché un’altra medicina è necessaria” (Paper First editore)Le ricordiamo ancora, e devono ricordarle, quanti dovrebbero garantire il diritto alla cura e il rispetto della Costituzione a tutela del Servizio sanitario pubblico, durante la pandemia da virus a corona con tutte quelle carenze evidenti di programmazione e di risorse che videro medici e infermieri in trincea- a costo della vita- assicurare ( e talvolta dovendo scegliere chi curare)- per fare fino in fondo e oltre il proprio dovere. L’annuncio dell’ex assessore alla Sanità Roberto Speranza per una inversione di rotta, con quel Pnrr salute che avrebbe dovuto rimediare ad anni di abbandono, e quanto messo in campo o tentato di mettere in campo dal Governo presieduto da Giorgia Meloni, hanno confermato che la politica degli annunci, delle verifiche a metà ha finito con il consolidare la strisciante o palese privatizzazione del servizio sanitario pubblico. Chi ha soldi si cura attraverso scorciatoie o canali privilegiati con il privato. Il paradosso Lombardia, tra le poche Regioni dove la privatizzazione è un dato consolidato e con pressioni dei governi locali verso l’autonomia differenziata, è il modello ”trampiano” che si vorrebbe consolidare nel resto del Belpaese, dove la migrazione sanitaria (la Basilicata è tra queste) è un dato di fatto. Così conti in rosso, sprechi, situazioni consolidate e intoccabili, ”coacervo di interessi” e serbatoi di voti, insieme a una oggettiva carenza di organici favorita dalla pratica delle onerose prestazioni a gettoni, dall’intra o dal superintramoenia, e da tentativi di coinvolgere con prestazioni e a orari limitati i medici di medicina generale.

E il libro, che riporta in copertina una Croce rossa, riassume i contenuti di una battaglia tuttora in salita su quella prassi consolidata dei brevetti della grandi case farmaceutiche (big farma) che nell’Unione Europea è né tantomeno l’Italia hanno inteso contrastare. E non è la sola questione aperta. Il diritto alla cura fa il paio con le liste di attesa e Vittorio Agnoletto, con una casistica di paradossi e di battaglie contro il muro di gomma di Asl e Regioni, descritte dal medico , che insegna all’Università degli Studi di Milano, durante la trasmissione sulla salute ”37e2” in onda sulla storica Radio Popolare. Un grazie per tanto impegno e ostinazione portati avanti con Medicina Democratica e l’associazione Costituzione Beni Comuni dove pubblica la newsletter Diritti in Salute. E con una osservazione a pagina 280 del libro che è un invito a medici,infermieri, cittadini a fare sistema. ” Gli interessi- scrive Agnoletto- sono comuni, tra chi sta da un lato all’altro dello sportello, tra chi soffre giacendo ‘orizzontale’ in un letto di ospedale e chi gli sta di fronte, in piedi nel tentativo di alleviare tale sofferenza. Eppure , quest’incontro non si è ancora realizzato, se non in situazioni e momenti particolari”. Il ridimensionamento della sanità pubblica viene da anni, e con governi diversi, di tagli finanziari e di strabismo verso quella privata, che ha raggiunto percentuale di operatività superiori al consentito. E allora chi non ha soldi non si cura? Serve la prevenzione.

E qui sono illuminanti, nella prefazione, le parole di Silvio Garattini, oncologo e ricercatore di fama mondiale, prossino al traguardo dei 100 anni, che insiste nel ricordare buoni consigli per vivere meglio ed evitare di ammalarsi, ricorrere a farmaci e terapie. ” Non fumare, non bere alcol, non utilizzare droghe, mantenere una alimentazione varia e moderata e un buon esercizio fisico per evitare sovrappeso e obesità, almeno sette ore di sonno, mantenere attività sociali. E poi effettuare le vaccinazioni, partecipare agli screening per valutare precocemente la presenza di tumori”. Il resto lo troverete nel libro, quasi 300 pagine di buon senso e di buona salute da conquistare sul campo…

SINOSSI
L’industria della salute
Vittorio Agnoletto
Farmaci, privatizzazione e affari. Ecco perché un’altra medicina è necessaria
La nostra Costituzione riconosce la tutela della salute come diritto universale e garantisce le cure agli indigenti. Ma oggi la possibilità di curarsi appare sempre più dipendente dalla dimensione del singolo portafoglio. Quotidianamente vengono riportate notizie di lunghe liste d’attesa e di cittadini che rinunciano a curarsi, ma raramente si va oltre la cronaca, alla ricerca delle cause e delle responsabilità di tale situazione.
La sanità, dalla cura all’assistenza e ai farmaci, costituisce oggi uno dei principali mercati mondiali che coinvolge grandi realtà industriali e fondi finanziari. Un ristretto gruppo di aziende farmaceutiche, Big Pharma, ha il monopolio, in occidente, nella produzione dei farmaci; gli accordi TRIPs sui brevetti impediscono a milioni di persone di accedere alle cure. Il tentativo di costruire un’azienda farmaceutica pubblica a dimensione europea è stato immediatamente contrastato. La prevenzione è ridotta ai minimi termini.
In Italia il peso della sanità privata è in continua crescita; ma pubblico e privato in sanità hanno obiettivi opposti, il primo cresce sulla salute, il secondo sulla malattia.
Il libro, intrecciando la dimensione locale e quella globale, affronta diversi piani: dalle conseguenze dello smantellamento del SSN e della penetrazione del privato nella sanità pubblica alle forme di attivismo possibili e alle strategie necessarie per riconquistare il diritto alla salute.

Vittorio Agnoletto
Medico, insegna all’Università degli Studi di Milano, conduce 37e2 la trasmissione sulla salute di Radio Popolare, è membro di Medicina Democratica e dell’associazione Costituzione Beni Comuni dove pubblica la newsletter Diritti in Salute. È stato tra i fondatori e presidente della Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids (Lila). Nel 2001 è stato portavoce della delegazione italiana al Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre, ed in seguito del Genoa Social Forum in occasione del G8 a Genova. Nel 2004 è stato eletto al Parlamento Europeo nel gruppo della Sinistra Unitaria Europea. Presentatore per l’Italia della petizione europea per rendere i vaccini e le cure anti-pandemiche un bene pubblico globale. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche e di vari saggi tra i quali: L’eclisse della democrazia, Le verità nascoste sul G8 2001 a Genova, Feltrinelli, 2011 e 2021 (con Lorenzo Guadagnucci), Senza respiro. Un’inchiesta indipendente sulla pandemia Coronavirus, in Lombardia, Italia, Europa, Altreconomia 2020.


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 Franco Martina

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