Sant’Arpino. Elpidio Del Prete “La giunta zavorra il sindaco” – atellanews.it


Sant’Arpino. L’ex vicesindaco Elpidio Del Prete torna sul dissesto.

“Non per insistenza, ma per responsabilità. La vicenda è troppo seria e i cittadini hanno diritto di capire con chiarezza lo stato attuale. Non si può parlare di futuro per Sant’Arpino finché non avremo certezze sui punti fondamentali. Solo allora si potrà intraprendere la strada dell’uscita. Intanto il silenzio non aiuta, la trasparenza sì.
C’è un limite a tutto. Anche alla pazienza dei cittadini.
E anche alla capacità di amministrare senza una squadra all’altezza.

Il dissesto l’ha dichiarato l’amministrazione precedente. L’abbiamo detto più volte: scelta dolorosa ma necessaria, con delibera del Consiglio Comunale n. 18 del 27/05/2019, e con tutti gli atti consequenziali gestiti come imponeva la legge.
Fino a lì, i conti tornavano. Si era tracciata una rotta.
Poi, con questa amministrazione, dopo 5 anni di mandato del Sindaco Di Mattia e a 6 anni e 10 mesi dall’insediamento dell’OSL del 18/07/2019, dobbiamo constatare che la chiusura del dissesto resta una chimera. L’inerzia, lo abbiamo ripetuto, genera provvedimenti drastici e danni irreparabili all’ente.
I cittadini hanno diritto di sapere come stanno le cose. Eppure rimaniamo al palo, in attesa di risposte che tardano.

I consiglieri di minoranza Salvatore Lettera, Domenico Cammisa e Francesco Pezone, in data 06/06/2026, hanno chiesto accesso agli atti e informazioni sullo stato della procedura di dissesto alla Segretaria Generale, con copia al Sindaco, alla Prefettura, al Ministero dell’Interno, alla Corte dei Conti e al Revisore dei Conti, ponendo 7 quesiti precisi ai sensi dell’art. 245 TUEL.
La Segretaria Generale ha risposto con nota prot. n. 0014045/2026 del 11/06/2026 riconoscendo il diritto dei consiglieri ad acquisire gli atti ex art. 43 TUEL, ma rimettendo la risposta ai Responsabili di Area competenti. Nel merito ha precisato che, citando testualmente, “allo stato, non risulta che tale atto sia stato ancora adottato” riferendosi al rendiconto finale dell’OSL previsto dall’art. 256 comma 11 TUEL, unico atto che chiude la procedura di dissesto.
I consiglieri Lettera, Pezone e Cammisa hanno replicato in data 15/06/2026, prendendo atto del riscontro e rinnovando la richiesta di trasmissione urgente degli atti mancanti: richiesta di proroga OSL, decreti del Ministero, comunicazioni con Prefettura e Ministero, rendiconto OSL, autorizzazioni COSFEL e procedure assunzionali. Si resta in attesa di un riscontro completo, riservandosi ogni ulteriore valutazione nelle sedi istituzionali.

Detto questo, apriamo una parentesi.
Una parentesi di analisi, non di assoluzione.
Perché il Sindaco è alla prima consiliatura e si è trovato a gestire il dissesto finanziario che non è cosa da poco
. L’art. 50 del TUEL http://D.Lgs 267/2000 è chiaro: “il sindaco è l’organo responsabile dell’amministrazione del comune”.
Ma la legge non dice che deve fare anche il lavoro degli assessori.

E qui sta il nodo: una giunta inadeguata, priva di competenze, ha trasformato la responsabilità del Sindaco in solitudine. Sovraccarico di ogni pratica, di ogni urgenza, di ogni buca da tappare, il sindaco è stato indotto a trascurare le materie più complesse: bilancio e dissesto.
Paradossalmente, a questo si aggiunge un grosso problema politico interno che il Sindaco avrebbe dovuto affrontare per tempo. E invece, con il tempo, è aumentato.
È di dominio pubblico: nella sua stessa squadra e nella sua coalizione si contano almeno 5 candidati a sindaco in pectore. Lo sono già da 2 anni, nonostante lui sia al primo mandato e abbia quindi la possibilità di ricandidarsi. Dopo il danno, la beffa. Nessuna collaborazione adeguata, e in più una coalizione che lavora già alla successione mentre il dissesto è ancora aperto.
Dopo aver ridotto il paese in uno stato critico e irriconoscibile, non c’è più spazio per assessori senza competenze adeguate. Non c’è più tempo per chi scalda la sedia senza leggere nemmeno gli atti che firma.
Hanno assolto alle loro aspirazioni, alle loro esigenze personali.
Nel frattempo hanno rovinato un paese intero.

Risultato: errori gravi, sì. Errori che oggi pesano come macigni e che appaiono irreversibili.
Non li giustifichiamo. Li constatiamo. Perché quando chi ti sta accanto non propone, non collabora alla stesura di un atto, il Sindaco finisce per firmare da solo anche ciò che non ha avuto il tempo di verificare.

Art. 42 TUEL: il Consiglio approva. Ma approvare senza studiare è come firmare un mutuo senza leggere il tasso. Poi pagano i cittadini. Sempre loro.

Una giunta che non è squadra non aiuta il Sindaco. Lo appesantisce. Lo isola. Lo induce all’errore. E quando l’errore riguarda il bilancio di un Comune in dissesto, l’errore diventa danno per tutti.
Occorre un sacrificio di tutti. Per Sant’Arpino serve una squadra di amministratori competenti e responsabili, capaci di rimettere il paese in sesto. Nel 2026 non è più tollerabile chi occupa una poltrona senza merito. Serve competenza, non presenza. Serve responsabilità, non deleghe svuotate.

E serve trasparenza.
Una trasparenza che oggi manca. Nonostante le denunce pubbliche di Rubrica Aperta, il sito istituzionale del Comune è ancora fermo. I curriculum degli amministratori non sono aggiornati. Mancano le indennità di carica. Mancano le dichiarazioni del reddito. Art. 14 http://D.Lgs 33/2013: la trasparenza non è un optional. È un obbligo di legge. Se non si rispettano neanche le regole minime di pubblicità, come si può chiedere fiducia ai cittadini?

Il Comune non è un salotto dove occupare una poltrona.
È una sala operativa dove ogni delega deve avere competenza, impegno e trasparenza. Oggi questo manca. E si vede. Si vede nello stallo, si vede nei servizi al minimo, si vede nelle tasse al massimo.

Ne va della credibilità. Ne va della sussistenza stessa del nostro Comune. Nel 2026 questo stallo non è più tollerabile”


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 Redazione AtellaNews

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