Le Nuove Tecniche Genomiche saranno sicuramente d’aiuto


“Molti Paesi dispongono già di una legislazione più permissiva in materia”, esordisce Sjaak van der Ploeg, responsabile Breeding & Strategy presso l’azienda olandese Axia, specializzata nel miglioramento genetico degli ortaggi, in particolare del pomodoro. “Se il settore europeo del breeding sementiero vuole rimanere competitivo, dobbiamo assolutamente adeguarci”, continua Sjaak, riferendosi al clima di attesa per il probabile allentamento della legislazione Ue. Questo dovrebbe consentire, a partire dal 2028, l’utilizzo delle Nuove Tecniche Genomiche (NGT), a determinate condizioni.

Sjaak, tuttavia, ridimensiona le elevate aspettative riposte in queste tecniche. “Si pensa che le NGT accelereranno il miglioramento genetico. Questo sarà certamente vero per problematiche più generali, come l’oidio, che colpisce colture diverse e di cui si conosce già molto a livello genico”.

La situazione sarà invece diversa per i problemi più complessi che coinvolgono più geni o per tratti genetici sconosciuti, molti dei quali hanno sequenze e DNA che devono ancora essere mappati. “Ma le NGT saranno sicuramente d’aiuto anche se, nel 2028, non porteranno immediatamente a un’ampia gamma di caratteristiche colturali. Inoltre, il miglioramento genetico convenzionale continua a fare progressi”, spiega Sjaak.

© Axia Seeds

Dati e IA
“Il breeding convenzionale ha ancora molto da offrire”. Ad esempio, vi sono importanti sviluppi nel campo dei dati e dell’intelligenza artificiale. “Oggi raccogliamo enormi quantità di dati, dai profili del DNA delle piante ai dati di crescita raccolti nelle serre”, afferma Sjaak, ritenendo che questa evoluzione sia destinata a trasformare radicalmente il settore.

Combinando dati genotipici (DNA), fenotipici (caratteristiche visibili) e dati di coltivazione in serra, emerge un quadro sempre più completo. “È possibile utilizzare l’IA per individuare pattern nei dati e prevedere quali varietà presentano le migliori prestazioni in determinate condizioni. Ma i dati non raccontano mai tutta la storia: bisogna continuare a fare verifiche in serra e a confrontarsi direttamente con i produttori”, sottolinea Sjaak.

La resistenza alle malattie resta una priorità nel miglioramento genetico del pomodoro. L’impatto del Tomato Brown Rugose Fruit Virus (ToBRFV) ne è un chiaro esempio. “Il ToBRFV si diffonde facilmente, meccanicamente e persino tramite i bombi. Oggi sono disponibili varietà resistenti, ma il virus sta già mutando”, spiega Sjaak.

La sfida non riguarda solo la genetica, ma anche i comportamenti sul posto di lavoro. “Una volta che si ottiene la resistenza, le misure igieniche tendono ad allentarsi. Lo si vede nella pratica. È come quando le persone hanno affrontato il coronavirus: ora che non rappresenta più una minaccia importante, si presta meno attenzione alle misure igieniche volte a prevenirlo, e questo a volte porta a focolai sporadici”.

La crisi energetica influenza il breeding
Anche gli eventi attuali condizionano gli obiettivi di miglioramento varietale. La crisi energetica, emersa molto più chiaramente dopo l’invasione russa dell’Ucraina, e tornata a essere una questione urgente, incide direttamente sulle decisioni dei coltivatori. “Quando i prezzi del gas aumentano, i coltivatori riducono l’illuminazione e mantengono temperature più basse”, sottolinea Sjaak. Questo orienta anche la domanda verso i breeder.

“I coltivatori hanno bisogno di varietà più efficienti dal punto di vista energetico, piante che producano bene anche a temperature più basse o con meno luce”. Anche la diffusione dell’illuminazione a LED sta creando nuove sfide. “Questo tipo di illuminazione ad esempio può influenzare la colorazione delle colture in inverno. Ne teniamo conto nel nostro processo di selezione”, continua Sjaak.

Un’altra tendenza che sta avendo un impatto sempre maggiore sul settore è l’automazione. I coltivatori di diversi Paesi utilizzano già robot per la raccolta o la potatura delle foglie. “Il primo di questi, con un funzionamento intorno all’80%, è ora operativo anche nei Paesi Bassi”, afferma il responsabile Breeding & Strategy, aggiungendo però che la tecnologia non è ancora del tutto matura.

“I robot per la raccolta non riescono ancora a stare al passo con la velocità dell’uomo”, afferma Sjaak. Questo impatto va oltre la semplice tecnologia. “Per far funzionare i robot è necessario adattare la coltura: struttura della pianta più aperta, grappoli più visibili e steli più uniformi e facili da tagliare. Si tratta di caratteristiche che riguardano l’architettura della pianta e che integriamo nella selezione genetica per rendere le colture adatte alla robotizzazione”.

Nuovi sistemi di coltivazione
Parallelamente alla robotizzazione, stanno emergendo anche nuovi sistemi di coltivazione. Sjaak fa riferimento a concept in cui i pomodori vengono coltivati ​​in fuori suolo o in colture a ciclo breve. “Questi sistemi richiedono meno attività manuali, come la legatura o la potatura. Si raccoglie un numero limitato di grappoli e poi si ricomincia”, spiega Sjaak, aggiungendo che innovazioni come queste affrontano sfide strutturali come la carenza di manodopera e il controllo dei costi. “Il settore deve trovare soluzioni alla ridotta disponibilità di manodopera e ai costi energetici continuamente elevati. Ciò porta naturalmente a modelli di coltivazione diversi”.

Secondo Sjaak, il futuro non risiede in un’unica soluzione, bensì in una combinazione di sviluppi. “Nuove Tecniche Genomiche (NGT), dati, intelligenza artificiale, automazione e nuovi sistemi di coltivazione sono sempre più interconnessi. Non è una scelta tra due alternative, ma una combinazione di entrambe. Tutto si integra”. Tuttavia, l’esperienza pratica resta il principio guida. “Si possono avere tutti i dati del mondo, ma alla fine una varietà deve rispondere alle esigenze dei coltivatori e del mercato”.

Innovazione continua nel settore del pomodoro
Oltre alla tecnologia e ai sistemi di coltivazione, l’innovazione di prodotto rimane una costante nel mercato del pomodoro. Un tempo i classici pomodori a grappolo dominavano gli scaffali della distribuzione. Negli ultimi decenni, tuttavia, l’offerta si è ampliata significativamente. “Le nuove tipologie di pomodoro nascono inizialmente come nicchia e possono poi diventare un prodotto standard”. Sjaak fa riferimento all’ascesa dei pomodori snack e delle specialità, come le diverse colorazioni, che ora sono comuni nel reparto ortofrutta.

Sjaak sottolinea come l’innovazione non riguardi solo l’aspetto dei pomodori, ma soprattutto l’esperienza gustativa e la shelf life. “Le persone si aspettano un sapore davvero eccellente, soprattutto nei pomodori di piccolo calibro. Ma i pomodori devono anche conservarsi bene. Devono poter essere distribuiti lungo tutta la filiera per un periodo prolungato senza comprometterne la qualità. Se una nuova varietà riesce in questo e aggiunge valore in termini di esperienza, può evolvere da prodotto di nicchia a prodotto ampiamente accettato dal mercato”, conclude Sjaak.

Per maggiori informazioni:
Axia Seeds
Monnikenlaan 6B
2671 NE Naaldwijk – Paesi Bassi
+31 0 174 255 255
[email protected]
www.axiaseeds.com


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