Con la legge regionale 15 giugno 2026, n. 11 l’Abruzzo stabilisce nuove norme per il riconoscimento, la tutela e la valorizzazione di ville, palazzi, castelli, masserie, casali, case padronali, giardini storici e altre residenze di particolare pregio storico, artistico e culturale presenti sul territorio regionale.
L’obiettivo è duplice: da un lato riconoscere il valore identitario del patrimonio edilizio storico; dall’altro trasformarlo in leva di sviluppo culturale, turistico ed economico, soprattutto per borghi e aree interne.
Il sistema disegnato dalla Regione non si limita al censimento degli immobili, ma punta a creare una filiera di valorizzazione che coinvolge cultura, turismo, promozione territoriale e sviluppo locale con una una serie di strumenti operativi:
- Registro regionale delle Dimore Storiche;
- Elenco regionale delle Residenze d’Epoca;
- Riconoscimento delle Residenze d’Epoca a destinazione ricettiva;
- Rete regionale per la valorizzazione coordinata dei beni.
Per i tecnici, la nuova disciplina apre uno spazio operativo nella predisposizione delle domande di riconoscimento e nella documentazione dei requisiti degli immobili.
Per gli enti locali, invece, la legge può diventare uno strumento di pianificazione culturale e turistica. I Comuni potranno censire le dimore presenti sul territorio, istituire elenchi comunali, collaborare con la Regione e promuovere itinerari culturali, visite guidate, progetti scolastici ed eventi.
Quali immobili possono essere riconosciuti come dimore storiche: il Registro regionale delle Dimore Storiche
La legge definisce dimora storica ogni edificio, complesso architettonico o insediamento abitativo che presenti rilevanza storica, artistica o culturale. Per ottenere il riconoscimento, l’immobile deve essere stato costruito anteriormente al 1950, conservare elementi originari significativi e avere avuto rilievo nella storia locale o nazionale.
La legge istituisce il Registro regionale delle Dimore Storiche presso la Direzione regionale competente in materia di beni culturali.
L’iscrizione avviene su richiesta del proprietario o del gestore dell’immobile. L’istanza deve essere corredata da documentazione storico-artistica e tecnico-fotografica.
La verifica dei requisiti è affidata a una Commissione tecnico-scientifica nominata dalla Giunta regionale, chiamata a valutare storicità e integrità del bene.
L’iscrizione nel Registro regionale costituisce titolo ufficiale di riconoscimento ai fini culturali e promozionali.
In particolare, il riconoscimento può assumere valore preferenziale per:
- programmi regionali di valorizzazione e promozione turistica e culturale;
- richieste di patrocinio o co-organizzazione di eventi da parte della Regione;
- bandi pubblici che prevedano la rilevanza storico-artistica tra i criteri di valutazione.
Per gli enti pubblici, il Registro può diventare uno strumento utile per politiche di promozione territoriale, strategie di rigenerazione dei borghi, itinerari culturali e iniziative di turismo sostenibile.
Per i proprietari, invece, il riconoscimento può rafforzare la spendibilità culturale e promozionale dell’immobile, anche in vista della partecipazione a reti, eventi e progetti territoriali.
La rete regionale delle dimore storiche
La Regione promuove la costituzione di una rete regionale delle dimore storiche, finalizzata alla promozione, al coordinamento e alla valorizzazione integrata.
La rete potrà coinvolgere soggetti pubblici e privati, enti locali, associazioni, fondazioni, operatori culturali e operatori turistici.
Si tratta di uno degli aspetti più rilevanti della legge: la valorizzazione non viene costruita sul singolo immobile, ma su un sistema territoriale coordinato, capace di integrare patrimonio edilizio storico, cultura, accoglienza e turismo.
Il ruolo dei Comuni
La legge assegna ai Comuni una funzione importante nella fase di censimento e promozione.
Gli enti locali possono istituire elenchi comunali delle dimore storiche e collaborare con la Regione per la raccolta e la valutazione preliminare delle istanze.
Inoltre, la Regione promuove attività educative, didattiche e turistiche attraverso visite guidate, progetti scolastici, itinerari culturali regionali e materiali informativi multilingue.
Per le amministrazioni comunali, la norma può rappresentare l’occasione per costruire una mappatura aggiornata del patrimonio storico presente sul territorio e inserirlo in programmi di valorizzazione culturale e turistica.
Residenze d’Epoca: riconoscimento per le strutture ricettive
La legge disciplina anche le Residenze d’Epoca a destinazione ricettiva.
Sono considerate tali le strutture alberghiere o extralberghiere situate in immobili di pregio storico, artistico e architettonico, dotate di arredi d’epoca o di alto valore e destinate a un’accoglienza qualificata.
Le strutture ubicate in immobili vincolati ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio, se in adeguato stato di conservazione e in possesso dei requisiti previsti, acquisiscono la qualifica di Residenza d’Epoca e sono iscritte nell’Elenco regionale istituito presso il settore Turismo.
Anche gli immobili non vincolati possono ottenere il riconoscimento, ma in questo caso è necessaria la valutazione della Commissione regionale per il riconoscimento delle Residenze d’Epoca.
Residenze d’Epoca extralberghiere: requisiti e limiti
Le Residenze d’Epoca extralberghiere sono inserite nel sistema informativo turistico della Regione Abruzzo.
La legge prevede che possano esercitare l’attività nella sede principale, nelle pertinenze e in immobili posti entro 100 metri, anche per attività accessorie ricreative, culturali e di somministrazione di alimenti e bevande, senza cambio di destinazione d’uso.
È previsto un limite massimo di 25 persone, in non più di 10 camere e unità abitative.
L’attività può essere svolta:
- in forma imprenditoriale, se aperta tutto l’anno ed esercitata in modo continuativo, abituale e professionale;
- in forma non imprenditoriale, se gestita prevalentemente dai titolari e dal loro nucleo familiare, con numero limitato di dipendenti e periodi di chiusura anche non continuativi.
La legge istituisce anche un logo regionale ufficiale delle Residenze d’Epoca, da esporre visibilmente all’ingresso.
Doppio riconoscimento: dimora storica e residenza d’epoca
Le dimore storiche iscritte nel Registro regionale possono ottenere anche il riconoscimento come Residenza d’Epoca, se svolgono attività ricettiva secondo la normativa turistica.
Il doppio riconoscimento può essere utilizzato nelle attività promozionali, nel rispetto dei regolamenti regionali.
Per proprietari e gestori, questa previsione consente di collegare il valore storico dell’immobile alla sua possibile destinazione turistica qualificata.
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Sergio Volpe
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