Cinquepalmi: Castelletti ha sbagliato a dire no all’ipotesi di un accordo con il M5S



di Andrea Tortelli – I partiti del centrosinistra cittadino, negli ultimi anni, non hanno brillato per compattezza. Non sono mancate, infatti, le divisioni tra l’ala più a sinistra e quella più destra della coalizione. Mentre il Pd (principale azionista dell’alleanza) appare semi-paralizzato da un sistema correntizio che – per numeri e articolazione – non ha precedenti nella storia bresciana (Bragaglio-Pagani, Bianchi, Cominelli, Cammarata-Tolotti e i cosiddetti puristi per la sola Schlein, a cui si sommano girelliani, delboniani e bazoliani al centro). Il risultato di tutti questi fattori combinati è un sistema politico cittadino che – a detta di molti – ha mostrato scarsa capacità di incidere sulle scelte della Loggia e di condizionare (in positivo) l’attività di Laura Castelletti.

Ma l’operazione unità (anzi: unità allargata) è in atto. E per una volta sembra procedere nella direzione giusta. Dallo scorso 12 dicembre, infatti, i segretari dei partiti dell’alleanza si ritrovano periodicamente con quelli Italia Viva, M5S e Partito liberale per discutere di strategie politiche. E non deve confondere il fatto che questo tavolo, ad oggi, abbia prodotto un solo documento pubblico (oltretutto su un tema “facile” come le carceri). Perché la notizia è già l’esistenza del tavolo, che – a dispetto di quanto dichiarato dall’interessata – potrebbe determinare la ricandidatura di Laura Castelletti con il campo largo o comunque con un campo più largo dell’attuale. Incidendo, per una volta, sulle dinamiche della Loggia.

L’anfitrione – non chiamatelo coordinatore – di questa nuova iniziativa è Lorenzo Cinquepalmi, avvocato, segretario del Psi bresciano e membro della direzione nazionale del partito, che abbiamo intervistato.

Cinquepalmi, chi c’è al suo tavolo?

Iniziamo con il dire che il tavolo è mio solo fisicamente… nel senso che le riunioni si fanno a casa mia. Non ne sono il coordinatore, sono solo l’ospite, cioè colui che offre ospitalità agli altri per discutere di questioni politiche (e non solo) in amicizia e serenità, al riparo da orecchie indiscrete. Con me ci sono Michele Zanardi (Partito democratico), Luca Cremonini (Movimento Cinque Stelle), Luca Trentini (Sinistra italiana), Dario Balotta (Europa Verde), Marco Garza (Azione), Davide Bresciani (+Europa), Andrea Ratti (Italia Viva) e Manuel Zobbio (Partito liberaldemocratico). Tutte persone che hanno un riferimento politico nazionale e, a mio avviso, hanno anche un sentire comune. A partire dal fatto che non sono affini a questa destra.

Mancano solo i civici…

E’ stata una scelta. L’appartenere a un partito, grande o piccolo che sia, comporta regole e rituali. Mentre l’aggregazione civica è un’altra cosa, più anarchica da molti punti di vista. Sarebbe difficile trovarsi insieme per discutere e costruire qualcosa in questo momento…

E di cosa parlate? Difficile pensare che tra i prossimi argomenti non ci siano anche le prossime elezioni della città.

Ceniamo insieme, innanzitutto. E parliamo di diverse questioni, tra cui ovviamente la politica cittadina e provinciale. Ma le prossime elezioni sono ancora piuttosto lontane. Facciamo soprattutto ragionamenti politici su questioni più larghe.

E’ un tavolo ufficiale del centrosinistra?

Niente di ufficiale. L’obiettivo è semplicemente quello di costruire un rapporto personale più solido e confidenziale, oltre che basato sulla fiducia, tra le persone coinvolte. Perché è mia convinzione che questa sia una delle premesse per costruire insieme qualcosa di buono anche a livello politico. Mi fa piacere rilevare che, per ora, sia un successo: niente vieterebbe ai partecipanti di smettere di presentarsi. Ma alle cene la presenza di tutti è sempre stata costante.

E’ significativo che ai vostri incontri, oltre a Italia Viva, siano rappresentati anche i cinquestelle. Movimento che oggi è fuori dall’esperienza di governo della città.

Ho molte perplessità, a livello nazionale, su Giuseppe Conte (con cui ho avuto modo di parlare di persona in occasione di iniziative nazionali del Psi) e la politica camaleontica dei cinquestelle. Ma Cremonini (il coordinatore provinciale del M5S, ndr) non è un camaleonte. A me pare una persona leale e schietta. Mi fa molto piacere che venga ai nostri incontri.

La sindaca, però, ha pubblicamente escluso l’ipotesi di accordi elettorali con il M5 nel 2028. 

Penso sia stato poco intelligente e improvvido colpire a freddo Cremonini. Bisogna essere capaci di distinguere l’attitudine e l’affidabilità dei leader locali da quelle dei leader nazionali. L’ipotesi di un accordo andava sposata. E mi pare di non essere il solo a pensarlo, per quanto ho capito. Con i segretari c’è ormai un rapporto di confidenza e schiettezza che io e altri, purtroppo, non possiamo dire di avere con il sindaco…

Dunque lei auspica il campo largo alle prossime elezioni. Lo considera anche fattibile?

Credo che le idee vengano prima di qualsiasi cosa e posso dire che le persone che incontro ne hanno molte di più in comune di quante le dividano, a partire dal fatto che sono alternative al centrodestra. Farò di tutto perché non ci siano interferenze o veti che impediscano a forze che sono fatte per lavorare insieme di farlo anche alle prossime comunali. Ovviamente ripartendo dal sindaco in carica come candidato, che è la scelta naturale. Perché una forza politica che non ricandida l’uscente si smentisce e delegittima da sola: ha già perso.

Sono le opinioni di tutto il tavolo?

E’ la mia opinione personale. Rappresento un partito molto piccolo, ma siamo un luogo in cui qualche intelligenza è rimasta…

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 Redazione BsNews.it

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