Castello di Salorno, Alto Adige, sembra uscito da una fiaba medievale


Domina il borgo di Salorno, il paese più a Sud dell’Alto Adige, l’Haderburg anche noto come Castello di Salorno. A volte è difficile distinguerlo a colpo d’occhio. Arroccato su un ripidissimo strapiombo di roccia viva, ci si domanda come sia possibile raggiungerlo, ma soprattutto come facessero nel Medioevo a inerpicarsi su per la montagna attraversando il fitto bosco di faggi.

Ancora oggi, per arrivare a quel che resta del castello bisogna salire lungo un arduo sentiero. Ma la fatica vale il viaggio. Il Castello di Salorno è un castello medievale. Le sue origini risalgono circa all’XI–XIII secolo e la sua posizione era strategica per il controllo della Val d’Adige. Oggi la Haderburg è una rovina parzialmente conservata, grazie al lavoro quotidiano svolto da una coppia che lo gestisce e lo tiene in vita. È molto apprezzato anche per il panorama di cui si gode sulla valle, per l’atmosfera storica e perché vengono organizzati tanti eventi, che vanno dalle visite guidate alle manifestazioni a tema celtico e medievale.

La storia del Castello di Salorno

Scenograficamente è uno dei castelli più suggestivi dell’architettura castellana dell’arco alpino. Della sua storia si hanno pochi dati certi. La sua eccezionale posizione dominante la Chiusa di Salorno lo ha visto protagonista di alcuni eventi significativi storia locale, in quanto dominava l’unico ponte che collegava Bolzano a Trento pertanto aveva una funzione difensiva ma serviva anche come dogana. Secondo alcuni studi archeologici recenti, sotto il castello passava una delle più importanti strade romane, la via Claudia Augusta; infatti, è stata scoperta una necropoli con resti proprio di epoca romana.

La prima testimonianza del castello risale al 1053. La tecnica costruttiva indica un periodo tra il XII e il XIII secolo. La struttura originaria però ha subito delle modifiche, degli ampliamenti e dei rifacimenti nel corso dei secoli.

La fortificazione si estende su due pinnacoli rocciosi staccati dal Monte Gaier che un tempo erano collegati fra loro da camminamenti e da un ponte levatoio. Il castello non serviva per essere abitato, quando per controllare il territorio e il passaggio dei viandanti. Il castello venne conquistato per la prima volta nel 1282 da Mainardo II di Tirolo con soli 30 uomini armati. Dopo sessant’anni subì un altro attacco da parte di Corrado IV duca di Tech. Il suo carattere strategico fu modificato dai vasti lavori intrapresi da Massimiliano d’Asburgo nel 1504 per adeguare la fortezza alle nuove tecniche militari introdotte dalle armi da fuoco. In seguito, incominciò la lenta e inarrestabile decadenza del castello, acquistato dal Conte veneziano Zenobio nel 1648, anche con l’arrivo, nel 1858, della prima ferrovia del Brennero. Attualmente il castello, insieme a tutto il terreno circostante, è di proprietà privata e appartiene al Barone Ernesto Rubin de Cervin Zenobio Albrizzi.


Furono fatti diversi interventi nel corso degli anni: uno nel 1964, un altro nell’81 e un altro nel ’96. Ma il salvataggio del rudere dalla completa rovina e la conseguente apertura al pubblico è opera degli ultimi restauri avvenuti nel 2003. In questa occasione è stata aperta anche una strada forestale detta Sentiero delle visioni, che porta al castello.

Le leggende intorno al castello

Sono moltissime le leggende che ruotano intorno al castello. Pare che tra le fessure delle pietre si nascondano ancora dei tesori e c’è chi dice che vi si aggirino dei fantasmi, facendo del castello un luogo evocativo da cui emanano energie positive e benefiche. E poi c’è la leggenda delle 18 botti. Che ci crediate o meno poco importa, è innegabile che l’atmosfera del Castello di Salorno sia davvero unica e che molte sono le storie che il castello potrebbe raccontare se solo potesse parlare: punto strategico sulla Chiusa di Salorno, lungo una delle principali rotte che attraversano le Alpi, è infatti stato testimone dei difficili tempi di guerra e custodisce tra le sue mura antichi segreti.

Gli eventi a tema celtico e medievale

Il castello è molto attivo grazie a una coppia, marito e moglie, lui, Martin Gluderer, che guida le visite, lei, Alexia, che cucina, e organizza spesso eventi suggestivi e tema Medioevo come le rievocazioni storiche (la prossima è il 28 giugno 2026), Viking days, combattimenti con le spade, cavalieri, tiro con l’arco, musica dal vivo con tanti eventi anche per i bambini e persino matrimoni, facendo rivivere la storia del castello.
Nel castello si trova una vera locanda in stile celtico, Zum 18. Fass, dove vengono cucinati pietanze con ricette antiche, come l’arrosto di maiale o le costine affumicati, accompagnati da ottime birre irlandesi. Tavoloni e panche di legno, lume di candela e grandi boccali, proprio come avveniva nel medioevo.

Come visitare il Castello di Salorno

Il Castello di Salorno è aperto tutti i giorni da primavera all’autunno dalle 11 alle 17, tranne il mercoledì e il giovedì. L’ultimo ingresso è alle ore 16.45. Il tour guidato dura circa 45 minuti e costa 8 euro a persona. Le visite vengono organizzate a partire da dieci persone. C’è anche un tour che include una degustazione dei migliori idromeli e di alcuni stuzzichini della cucina medievale (16 euro). Infine, si può accompagnare la guardia notturna nel tour del castello per capire com’era la vita di una vera guardia medievale e quali erano i suoi compiti. Alla fine del tour viene offerto un buon bicchiere. Questo tour dura circa 60 minuti e costa 15 euro a persona.

Visitare il castello è una vera esperienza, la costruzione è un tutt’uno con la roccia sulla quale è stato eretto mille anni fa. Ci sono diversi ambienti, al chiuso – trasformati in sale banchetti – e all’aperto, l’antico pozzo, nel quale ci si può introdurre, torri merlate e ampie finestre con vista sulla valle. Alcune passerelle di legno e acciaio, aggiunte negli anni passati, collegano le diverse ali del maniero ed è tutto un sali-scendi. Si consiglia di indossare scarpe comode perché il terreno è impervio.




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