Guida al Parco delle Alpi Marittime: i trekking più belli


John Muir, il naturalista scozzese che dedicò la vita a percorrere le montagne nordamericane, scrisse: the mountains are calling, and I must go, le montagne mi chiamano e io debbo andare. Difficile dargli torto quando ci si trova nel cuore delle Alpi Marittime: non sono le vette della California che raccontava, ma qui, nella provincia di Cuneo, dove le Alpi finiscono e il Mediterraneo comincia a farsi sentire nell’aria, il richiamo della roccia, dei boschi e delle vette si fa sentire. Non serve una vetta a tremila metri per percepirlo, basta fermarsi su un pianoro d’alta quota ad ammirare lo straordinario panorama, lasciandosi sorprendere dal fatto di non essere soli: prima o dopo si coglierà la sagoma di un rapace in volo, cerchio dopo cerchio, o il saltellare potente ed elegante di uno stambecco, a ricordare che in certi posti l’uomo è ancora l’ospite.

Il Parco Naturale delle Alpi Marittime è un’area protetta di quasi 28mila ettari in Piemonte, incastonata tra le ultime propaggini alpine, prima che la pianura lasci il posto alla Liguria e, poco oltre, al mare. È un luogo non particolarmente gettonato, anche in estate: il Parco del Gran Paradiso cattura più attenzione, le Dolomiti più fotografie, le Alpi valdostane più visitatori. Le Alpi Marittime restano per lo più ai margini delle conversazioni sul trekking estivo, frequentate da appassionati della montagna e da chi ci è già stato una volta e ci torna perché sa cosa aspettarsi: sentieri che si immergono nella natura pur conservando la memoria di una storia secolare, fra strade militari e vie del sale; fauna selvatica non difficile da avvistare; laghi glaciali in quota perfetti per la foto ricordo delle vacanze.

Il Parco Naturale delle Alpi Marittime: storia, dove si trova e come arrivare

La storia del Parco Naturale delle Alpi Marittime affonda le radici nell’Ottocento, più precisamente nel 1857, quando re Vittorio Emanuele II istituì qui la Riserva Reale di Caccia di Valdieri ed Entracque. I Savoia frequentarono queste valli per decenni, lasciando in eredità un patrimonio fatto di palazzine di caccia, una fitta rete di mulattiere e, soprattutto, la reintroduzione dello stambecco, proveniente dal Gran Paradiso, che ha contribuito in modo determinante alla biodiversità che oggi caratterizza il parco. Il territorio venne poi tutelato nel 1980 come Parco Naturale dell’Argentera e assunse il nome attuale nel 1995.

Il parco si estende nell’alta Valle Gesso, nella Valle Gesso della Valletta e nei Valloni della Valletta e del Reduc in Valle Stura di Demonte, abbracciando i comuni di Aisone, Entracque, Roaschia, Valdieri e Vernante, tutti in provincia di Cuneo. Al suo interno si trovano numerose cime oltre i 3mila metri, con la vetta più alta rappresentata dal Monte Argentera a quota 3297 metri. Sul versante opposto del crinale, lungo un confine comune di 35 chilometri, si estende il Parc National du Mercantour francese: i due parchi sono gemellati dal 1987 e insieme formano un’area protetta di oltre centomila ettari, una delle più grandi d’Europa.

Per raggiungerlo da Cuneo si percorre la strada statale 20 fino a Borgo San Dalmazzo, da dove si risalgono le valli verso i principali centri visitatori del parco: Entracque, Terme di Valdieri e Vernante. Chi proviene da Genova o dalla Liguria può seguire la strada statale 28 da Imperia, attraverso il Colle di Nava. Da Torino, il tragitto in auto fino a Entracque è di circa un’ora e mezza.


Cosa fare in estate nel Parco Naturale delle Alpi Marittime

L’estate trasforma il Parco delle Alpi Marittime in un palcoscenico naturale di rara bellezza: i pascoli di alta quota si animano di fioriture vivaci, che punteggiano il verde acceso dei prati, mentre i diversi laghi di origine glaciale del territorio creano uno splendido contrasto con le loro acque turchesi e cristalline.

La bella stagione, peraltro, è quella in cui i camosci, la specie più diffusa del parco con una popolazione di oltre 4mila esemplari, si spostano liberamente sui versanti erbosi, spesso a quote accessibili anche agli escursionisti non esperti. Lo stambecco, che i Savoia contribuirono a reintrodurre e che oggi conta circa 500 esemplari nell’area protetta, si avvista con più facilità in quota, lungo i canaloni e le creste rocciose. Non è raro imbattersi anche in cervi, caprioli e, nelle zone boscose, in qualche traccia del lupo, tornato a popolare queste valli alla fine degli anni Novanta.

L’attività principale è naturalmente il trekking: con 400 chilometri di sentieri segnalati, undici rifugi alpinistici, sei rifugi escursionistici e undici bivacchi, il parco offre percorsi per tutti i livelli di preparazione fisica. Si cammina spesso e volentieri lungo percorsi che hanno una lunga storia alle spalle: ci sono mulattiere storiche che un tempo venivano percorse dai cacciatori della casa reale e ancor più antiche vie del sale, tracciati di collegamento tra i versanti piemontesi alla costa nizzarda dedicati al commercio dell’essenziale materia. Non mancano, pure, strade militari lastricate, risalenti alla Prima e alla Seconda Guerra Mondiale. Il tutto contornato da un ambiente dove fitti boschi di conifere si alternano a ampie praterie o aspre pietraie.

La mountain bike è un’altra possibilità concreta in estate, soprattutto sulle strade sterrate che attraversano i fondovalle e risalgono verso i rifugi. L’arrampicata sportiva trova il suo terreno d’elezione intorno al massiccio dell’Argentera, dove le pareti rocciose offrono vie di ogni difficoltà.

Tre escursioni da non perdere nel Parco delle Alpi Marittime

Come detto, il trekking è l’attività principale per l’estate tra le cime delle Alpi Marittime. Il Parco offre una grande varietà di escursioni adatte a tutti i livelli e a tutte le esigenze, dai camminatori del weekend fino agli escursionisti più esperti e preparati.

Da Terme di Valdieri al Pian del Valasco

Escursione facile e adatta a ogni gamba, è un classico per tutti e tutte che coniuga la semplicità della camminata al fascino immediato del Parco delle Alpi Marittime. Il percorso è lungo sette chilometri e mezzo con un dislivello di circa 400 metri.

Si parte dal parcheggio nei pressi della chiesetta di Terme di Valdieri, si segue il sentiero che costeggia il fiume Valasco risalendo il fondovalle tra larici e rododendri e si arriva al Rifugio Valasco a oltre 1700 metri di quota, ospitato nella storica Real Casa di Caccia dei Savoia, recentemente restaurata.

Il percorso è adatto a famiglie con bambini e a chi non ha particolare allenamento alpinistico e passa sulla vecchia strada militare costruita negli Anni Trenta, oggi una strada sterrata che in pochi tornanti permette di salire di quota con una splendida cornice naturale da ammirare per tutto il percorso.

I Laghi di Fremamorta

Uno dei panorami simbolo del parco, raggiungibile da Terme di Valdieri attraverso un itinerario di media difficoltà: i quattro Laghi di Fremamorta, con le loro acque limpide e pure, riflettono le pareti dell’Argentera. Si trovano sull’omonimo altipiano a oltre 2600 metri di altitudine, in un contesto naturale unico, circondato da una corona di vette spettacolare.

Il percorso attraversa ambienti diversissimi, tra boschi, morene glaciali e verdi praterie d’alta quota. Raggiunge quindi il Rifugio Emilio Questa a 2386 metri, per poi spingersi fino alla conca dei laghi di Fremamorta, disposti a catena in un catino dove, in estate, fiorisce la viola argenteria, piccolo fiore endemico che caratterizza il panorama.

È un’escursione che richiede una buona preparazione fisica e attrezzatura adeguata, ma che ripaga con panorami e opportunità di avvistamento faunistico di assoluto rilievo.

Da Sant’Anna di Valdieri al Rifugio Livio Bianco

Partendo da Sant’Anna di Valdieri, questo itinerario risale il selvaggio vallone della Meris, seguendo una ripida mulattiera storica, fino al Rifugio Livio Bianco, che sorge sulle sponde del Lago Sottano della Sella ai piedi del Monte Matto.

È un angolo del parco frequentato prevalentemente da escursionisti abituali, lontano dai percorsi più battuti, con un’atmosfera solitaria e aspra che ne costituisce il fascino principale.

Larici e rododendri caratterizzano il panorama, al termine di una salita ripida e adatta soprattutto ai più allenati. Dai 1100 metri di altitudine di Sant’Anna, infatti, si sale fino ai 1910 del rifugio. Ci vogliono circa 3 ore per completare la salita.

Per i più intraprendenti, il rifugio è il punto di partenza per la salita ad alcune tra le cime più alte del Parco, come il Monte Matto, a 3097 metri di quota, la Rocca di Valmiana (3006) o la Rocca della Paur (2972).




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 lorenzocalamai

Source link

Di