Caporalato. Prefettura continua a lavorare. Ma servono scelte precise del Governo


Ci sono dei progetti in corso da parte degli enti locali, azioni ispettive da parte degli organismi di settore che viene monitorato con maggiore impegno rispetto al passato, dopo la vicenda criminale di Amendolara (Cosenza) che ha visto la morte di quattro immigrati nel rogo della loro auto procurato da altri migranti nel ruolo di caporali. Ed è quanto è emerso nel corso dei lavori del tavolo permamente sul caporalato, convocato in Prefettura. L’Ugl chiede Più ispettori e controlli per difendere lavoratori e imprese oneste. Richiesta legittima. Ma occorrono scelte conseguenziali da parte del governo, con ulteriori assunzioni di personale e adeguata copertura finanziaria. Senza dimenticare la mancata soluzione delle cause circa lo scarso funzionamento dei flussi di manodopera stagionale, che funzionano in Spagna e Francia per esempio ma da noi sono fallimentari o quasi. Il sommerso resta e il caporalato continua a essere lo strumento di intermediazione di manodopera ancora in auge. Nessun intervento sulle cause. A chi giova? E’ una delle facce opache di una medaglia, riferita agli incidenti sui luoghi di lavoro con irregolari e pensionati coinvolti, insieme a quella della concorrenza sleale sulle produzioni agricole di pregio come grano e olio extravergine di oliva. Coldiretti, Cia e altre associazioni protestano, ma il made in Italy continua a pagare il persistere del ”sommerso”. Su questi tempi il Governo continua a essere evanescente. E questo è un dato di fatto, aldilà di slogan triti e ritriti che ”tutto va bene”. Quanta ipocrisia!

COMUNICATO STAMPA
Tavolo permanente sul caporalato. Vertice in Prefettura.
Si è tenuta oggi, presso il Palazzo del Governo, una riunione del Tavolo permanente sul caporalato, per fare il punto di situazione sull’efficacia delle strategie di contrasto a lavoro nero e alla lotta al caporalato, dopo i tragici avvenimenti di Amendolara (CS), dove quattro lavoratori di origine pachistana e afghana, impiegati presso un’azienda del materano, hanno perso la vita in circostanza disumane.
All’incontro, coordinato dal Prefetto, Maria Carolina Ippolito, hanno partecipato, oltre al Procuratore della Repubblica e ai vertici delle Forze di Polizia, i Direttori Provinciali dell’Inps e dell’ITL, la Responsabile provinciale dell’INAIL, i Dirigenti ASM del Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro, nonché i rappresentanti sindacali della CGIL, CISL e UIL e delle organizzazioni di parte datoriale del settore agricolo. Presenti, altresì la Regione Basilicata e la Provincia di Matera.
Il vertice fa seguito agli incontri già tenuti dalla Prefettura sul tema, anche a seguito all’incidente verificatosi in data 4 ottobre 2025 sulla strada statale 598 “Fondovalle dell’Agri”, nel territorio di Scanzano Jonico, nel quale sono deceduti quattro braccianti agricoli di nazionalità indiana e al cui esito sono state eseguite, su impulso della Prefettura, una serie di mirate attività ispettive dalle Forze di Polizia in coordinamento con Inail, INPS, ITL e ASM.
Al centro del confronto, la prosecuzione dell’analisi del fenomeno dello sfruttamento dei lavoratori stagionali e del caporalato nel territorio provinciale e il riepilogo dei controlli effettuati, specie nel settore agricolo del metapontino, dove si concentra maggiormente l’impiego di lavoratori agricoli stranieri.
In particolare, l’Ispettorato Territoriale del Lavoro ha illustrato i piani di azione attualmente attivi nella lotta al fenomeno, quali, in particolare quello del Progetto A.L.T. Caporalato D.U.E.
La Regione Basilicata si è invece soffermata sulle azioni intraprese nell’ambito del progetto Su. Pr. Eme, con particolare riferimento alle condizioni di ospitalità.
Le organizzazioni datoriali hanno evidenziato la necessità di sostenere le aziende virtuose che operano in una cornice di legalità, condannando fermamente coloro che ricorrono a forme illecite di impiego di manodopera e che creano, perciò, condizioni sleali di concorrenza.
I sindacati hanno invece sottolineato le problematiche relative al trasporto pubblico e all’accoglienza abitativa che contribuiscono ad acuire le condizioni precarie dei lavoratori sfruttati.
“Continueremo ad assicurare” ha dichiarato il Prefetto “su tutto il territorio provinciale un’attività di vigilanza nel quadro delle azioni di prevenzione e di repressione dei fenomeni di sfruttamento lavorativo”

Comunicato stampa.
Caporalato, UGL Matera: “Più ispettori e controlli, difendere lavoratori e imprese oneste”.
“Il caporalato, il lavoro nero e lo sfruttamento della manodopera non sono soltanto reati odiosi: sono una vera e propria aggressione alla dignità umana, alla sicurezza dei lavoratori, alla legalità economica e al futuro dei nostri territori. Chi sfrutta il bisogno delle persone per aumentare i propri profitti danneggia non solo i lavoratori ma anche le migliaia di imprese sane che ogni giorno rispettano le regole, pagano le tasse, investono nella sicurezza e garantiscono occupazione regolare”.
Lo dichiara il Segretario Provinciale dell’UGL Matera, Pino Giordano, commentando i recenti controlli “Alto Impatto” effettuati nel Materano e nel Metapontino da Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Ispettorato del Lavoro, INPS e altri organismi preposti.
“Allo stesso tempo – afferma Giordano – non possiamo limitarci ai comunicati di circostanza ogni volta che emergono irregolarità. È necessario avere il coraggio di dire la verità: lo Stato continua a chiedere controlli più efficaci ma troppo spesso lascia gli organi di vigilanza e le forze dell’ordine a operare con organici insufficienti, mezzi limitati e risorse non adeguate rispetto all’ampiezza del territorio da monitorare e alla diffusione dei fenomeni di illegalità. Non si può pretendere di vincere una battaglia così complessa senza investire seriamente negli strumenti necessari. Esprimiamo pieno sostegno e profonda gratitudine alle donne e agli uomini della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, del Nucleo Ispettorato del Lavoro, dell’INPS e di tutte le strutture impegnate quotidianamente nelle attività di controllo. Con sacrificio, professionalità e senso dello Stato stanno svolgendo un lavoro encomiabile. I risultati delle ultime operazioni dimostrano che quando i controlli vengono intensificati emergono irregolarità che alterano il mercato e mettono a rischio la vita e la sicurezza dei lavoratori. A loro va il nostro plauso, ma proprio per rispetto del loro lavoro diciamo con forza che servono più uomini e più mezzi”.
Per l’UGL il problema non riguarda esclusivamente il settore agricolo, ma interessa l’intero sistema produttivo, dall’edilizia alla logistica, dalla manifattura ai servizi.

“Il lavoro sommerso e il caporalato sono un problema nel problema. Creano dumping sociale, abbassano i livelli salariali, alimentano precarietà e sfruttamento, sottraggono risorse allo Stato e generano una concorrenza sleale che penalizza gli imprenditori onesti. È inaccettabile che chi rispetta i contratti e investe nella sicurezza debba competere con chi costruisce i propri margini economici sulla pelle dei lavoratori. L’UGL chiede per il nostro territorio un piano straordinario di rafforzamento dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro attraverso l’assunzione di un numero significativamente maggiore di ispettori e personale tecnico specializzato. Chiediamo inoltre il potenziamento degli organici delle forze dell’ordine e degli organismi di controllo, l’incremento delle risorse economiche e la dotazione di strumenti operativi moderni per garantire verifiche capillari e costanti su tutto il territorio. Senza un massiccio investimento in uomini, mezzi e tecnologie, ogni strategia di contrasto rischia di rimanere incompleta. La lotta al caporalato – aggiunge Giordano – non può essere affidata esclusivamente alla repressione. Le sanzioni devono essere severe e certe, ma occorre rafforzare anche la prevenzione. Bisogna garantire trasporti regolari ai lavoratori, favorire soluzioni abitative dignitose, potenziare i centri per l’impiego e la Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, contrastare ogni forma di intermediazione illecita e sostenere percorsi di integrazione che sottraggano migliaia di persone alla ricattabilità sociale ed economica. Come UGL Matera ribadiamo inoltre la necessità di introdurre sistemi di premialità per le aziende virtuose. Le imprese sane non possono essere lasciate sole. Vanno sostenute attraverso incentivi, semplificazioni amministrative e strumenti che valorizzino chi crea lavoro regolare, investe nella formazione, rispetta i contratti collettivi e garantisce condizioni di sicurezza adeguate. Lo sviluppo economico passa dalla legalità e dalla qualità del lavoro, non dalla compressione dei diritti”.

Il segretario provinciale dell’UGL richiama inoltre l’attenzione sulla stagione estiva ormai entrata nel vivo e sulla necessità di estendere i controlli anche al comparto turistico-ricettivo.
“In vista dell’arrivo di migliaia di turisti nel Metapontino, i controlli devono essere rafforzati anche nei villaggi turistici, nei campeggi, negli stabilimenti balneari, nelle strutture ricettive, nei pubblici esercizi e nei luoghi di svago frequentati dai giovani. Le straordinarie bellezze della costa jonica lucana non possono diventare il paravento dietro il quale qualcuno realizza profitti sfruttando il lavoro stagionale. Camerieri, addetti ai piani, personale di cucina, manutentori, animatori e tutti i lavoratori impiegati nella stagione estiva devono essere assunti regolarmente, retribuiti in modo dignitoso e tutelati sotto il profilo contrattuale e della sicurezza. Chi pensa di fare business sottopagando il personale o aggirando le norme deve essere individuato e sanzionato severamente. Non bastano strutture eleganti e sorrisi di facciata: la legalità deve entrare nei luoghi di lavoro e accompagnare ogni attività economica”.

Il segretario provinciale dell’UGL richiama infine l’attenzione sul dramma delle morti sul lavoro e sulla necessità di rafforzare la cultura della prevenzione.
“Ogni incidente mortale rappresenta una sconfitta per l’intero Paese. Dietro ogni numero ci sono famiglie distrutte, comunità ferite e lavoratori che non torneranno più a casa. Per questo motivo la sicurezza deve diventare una priorità assoluta e non una voce di costo da ridurre. Per tanto l’UGL Matera chiede al Prefetto di Matera dott.ssa Maria Carolina Ippolito di proseguire e rafforzare il percorso già avviato attraverso il Tavolo provinciale sul contrasto al lavoro sommerso e al caporalato, coinvolgendo in maniera permanente tutti i soggetti istituzionali, sindacali e produttivi interessati. Il Prefetto sta svolgendo un importante lavoro di coordinamento e sensibilizzazione del territorio. È fondamentale consolidare questa rete di collaborazione perché la lotta al caporalato riguarda tutti: istituzioni, imprese, lavoratori, organizzazioni sindacali e società civile. Chi sfrutta i lavoratori deve sapere che non avrà alcuna giustificazione e alcuna copertura. Chi invece crea occupazione sana, produce ricchezza nel rispetto delle regole e contribuisce allo sviluppo del territorio deve essere tutelato e valorizzato. Questa è la battaglia dell’UGL: difendere il lavoro vero, la legalità e la dignità delle persone. Su questo non faremo mai un passo indietro”, conclude Giordano.
Matera, 13 giugno 2026

COMUNICATO STAMPA
Attività di incapsulamento all’interno di ITREC. Incontro in Prefettura.
Il 9 giugno 2026 si è tenuto un incontro in Prefettura con la SOGIN, società pubblica che gestisce l’area di disattivazione all’interno dell’impianto ITREC di Rotondella, l’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione (ISIN), nonché le varie componenti del sistema territoriale di Protezione civile, tra cui i Sindaci dei Comuni di Rotondella, Nova Siri e Policoro.
Nel corso della riunione, la SOGIN che si occupa del decommissioning degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi, ha illustrato le attività di trasferimento degli elementi di combustibile irraggiato Elk River, custodito in sicurezza nel sito, dalle attuali capsule di confinamento alle nuove capsule compatibili con contenitori idonei sia al trasporto che allo stoccaggio a secco, in attesa del conferimento al CSA – Complesso Stoccaggio Alta attività – del Deposito Nazionale, una volta disponibile.
Il progetto, approvato dall’ISIN, prenderà avvio nelle prossime settimane e le relative operazioni verranno eseguite esclusivamente all’interno dell’impianto, dove sono tutt’ora custoditi gli elementi di combustibile.
All’esito della presentazione è stato assicurato che le operazioni avverranno nella più ampia cornice di sicurezza.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Franco Martina

Source link

Di