Fermo. Saturnino Di Ruscio: troppi nove assessori. Troppe spese. La città non cresce. Primo atto: il Girfalco


Fermo. Saturnino Di Ruscio: troppi nove assessori. Troppe spese. La città non cresce. Primo atto: il Girfalco

Ieri a Fermo, la presentazione dei nove assessori: molte le riconferme, alcune le novità. Il 18 giugno si riunirà il nuovo consiglio comunale. Tra gli scranni dell’opposizione, siederà anche

Saturnino Di Ruscio, già sindaco della città. Abbiamo voluto conoscere il suo giudizio sulle scelte assessorili compiute dal nuovo sindaco Alberto Maria Scarfini.

Dr Di Ruscio, che idea s’è fatto di questa giunta?

Contrariamente alla canzone di Guccini “l’Avvelenata” posso dire che era già tutto previsto. La continuazione del metodo Calcinaro. D’altronde gli elettori, con una vittoria al primo turno, hanno premiato quel metodo. Scarfini, alias Calcinaro, ha dato continuità al finto progetto civico. Nel 2020 sia FI che FDI erano all’interno della amministrazione Calcinaro con finte civiche, ora FDI (ricordo che Torresi è sempre stato molto vicino a FDI), Lega e corpuscoli vari sono stati tenuti fuori per meri calcoli elettorali e di poltrone. Quindi la candidatura di Tosoni non nasce da un progetto politico nuovo ma da un mancato accordo. Il peso dato a FI con due assessori potrebbe presagire qualche novità alle prossime elezioni politiche, novità di cui si parla in città. Ovvero ingresso Calcinaro in FI e candidatura alle politiche. Nel merito Scarfini, alias Calcinaro, ha bisogno di Assessori che stanno al loro posto, non debbono prendere particolari iniziative, tenere un livello di attività medio-basso, controllare l’attività della struttura burocratica. In altre parole più esecutori che altro. Infatti se dovessimo depurare gli 11 anni delle due giunte di Calcinaro da tutti i finanziamenti ricevuti dalla Regione, dallo Stato e dall’Europa (ITI Urbano 1, ITI Urbano 2, sisma, periferie, PNRR, fondi complementari e tanto altro) resta solo l’ordinaria amministrazione e neanche ben fatta (vedi situazione strade, verde pubblico, sicurezza, degrado centro storico, ecc.);

Ricostruzione non certo benevola la sua. E che ci dice dei nove assessori: le sembrano equilibrati?

Equilibrati per tenere in piedi la maggioranza!

Se pensiamo che la Regione Marche ha solo 6 assessori, cosa dovrei rispondere? Lascerei la risposta agli elettori che paradossalmente l’hanno già data. Comunque sul piano amministrativo sono troppi. Basta considerare che un Assessore costa 60/70 mila euro all’anno e che corrisponde alla somma stanziata in bilancio per il “bonus affitti” (circa 77 mila euro). Questa sarebbe la politica che tiene al “bene comune”? Noi avremmo addirittura dimezzato le indennità.

Un elemento che mi desta preoccupazione è che a fronte di un aumento sconsiderato dei costi della politica si è verificato un taglio pesante delle posizioni dirigenziali, ingrossando il numero di alcune figure intermedie, ma su questo tema spero di poterne parlare in futuro.

Quale sarà la sua prima azione in consiglio?

Servire Fermo” è un progetto politico al quale sarà data continuità e porteremo avanti tutti gli impegni presi con gli elettori nel corso della campagna elettorale. Dal punto di vista formale, per il primo consiglio comunale utile, presenteremo una interrogazione sui lavori del Girfalco. Il 18 giugno ci sarà l’insediamento ufficiale e dopo quella data si potrà avviare l’attività dei Consiglieri.

Dal punto di vista più sostanziale tengo a sottolineare quanto detto in occasione della mia candidatura, le cui motivazioni erano legate alla situazione della città di Fermo. Facevo riferimento a due elementi che sono strettamente legati tra loro: un declino che sembra ineludibile e la mancanza di etica nella politica fermana che ha portato al superamento di qualsiasi limite di umana comprensione. Sintetizzando, l’etica politica riguarda i buoni comportamenti del politico che mette al centro l’interesse generale per la città e per la popolazione fermana, quindi qualcosa che ha più valore rispetto all’interesse particolare personale, la propria carriera ad esempio, e dispone della libertà necessaria per poter perseguire quell’interesse superiore, quindi è soggetto responsabile e capace di intendere (sa distinguere l’interesse personale da quello generale-bene comune e giustizia) e di volere (libero da lacci e lacciuoli e responsabile) dal punto di vista etico.

Le relazioni tra i comportamenti privi di sensibilità etica e il declino della città sono facilmente dimostrabili e riguardano sia la maggioranza che le variegate opposizioni che sono state silenti per troppo tempo e senza giustificazione.

Il declino è costituito da una popolazione che continua a scendere (-2000 abitanti residenti), circa 500 attività chiuse, pensioni e redditi più bassi tra le 5 province marchigiane, sicurezza problema non più legato a Lido Tre Archi ma tutta la città, centro storico desertificato non solo commercialmente, manutenzione strade assente, ecc. Fermo 15 anni fa non era così. C’erano meno feste ma meno negozi chiusi i quali si contavano sulle dita di una mano. Infine c’era una prospettiva di crescita che portava gli imprenditori ad investire su Fermo ( PIP GIROLA E CAMPIGLIONE).

Questa situazione non si arresta nonostante gli oltre 150 milioni di euro arrivati con il PNRR e le misure collegate ad esso, i fondi per il sisma, i fondi per le periferie, e tanto altro. Anzi, ci sono timori che la città possa diventare un area ottimale per ripulire il denaro sporco.

Perché non si arresta il declino?

Perché molte delle scelte compiute sono solo apparentemente per il bene della città ma nascondono altri interessi. Non sto parlando di reati o illeciti, per quelli ci sono altri organi che se ne occupano, parlo di scelte politiche che non tengono conto in modo adeguato del vero interesse generale.

Vogliamo tornare anche sull’ ex Stazione di Santa Lucia?

È contro ogni logica amministrativa, economica, urbanistica il fatto che sia il Comune che la Provincia di Fermo, che la Regione Marche, i primi due soci della STEAT e la terza grande finanziatrice della Steat, abbiano permesso che il bene andasse all’asta pur potendolo acquistare a 590 mila euro, costringendo la STEAT a spendere quasi 1,7 milioni di euro. La motivazione della scelta deriva da chi ha partecipato alla gara: un gruppo commerciale. Se soggetti di quel livello hanno partecipato alla gara è perché avevano qualche assicurazione e non so da chi ma è facile immaginare. La STEAT ha buttato a mare 1,1 milioni di euro per l’acquisto dell’area. È stato fatto il bene della città? Assolutamente NO. Ecco perché parlo di etica politica, di comportamenti politicamente corretti, di valore (riconoscere che ci sono cose che hanno un valore superiore al nostro interesse personale) e di libertà/responsabilità di decidere. Vogliamo parlare poi dell’ITS e del Mercato Coperto? Della Casina delle Rose? Dell’ex Conceria? Dello Spazio Betti? Della Camera di Commercio e della Soprintendenza Marche Sud? Dell’aborto volontario della Provincia di Fermo? Della sicurezza e Lido Tre Archi? Dell’ASITE e del Biodigestore? Di Turismo e di Brand? Di Sanità? Dell’ex Ristorante Mario? Dei Lotti alberghieri Casa Bianca…

Può bastare così. Credo che ne farà dei cavalli di battaglia. Però la mancata crescita?

Ecco spiegato perché la città di Fermo e il territorio non crescono. Oltre a mancare una visione territoriale di futuro…c ercasi politico vero…. ci sono comportamenti di amministratori che vanno contro l’interesse del territorio e ne impediscono lo sviluppo. Vengono accontentati gruppi di potere che però non si traducono in crescita, ricchezza per il territorio. È tutto qui, molto semplice, non c’è niente di complicato ma occorre saper dare il giusto valore alle cose ed essere liberi nelle scelte.

Lei è stato protagonista della Provincia di Fermo. Data la situazione ha qualche pentimento?

La Provincia di Fermo era ed è cosa buona e giusta e non ci si può pentire nonostante come siano andate a finire le cose.

Intanto, la Provincia c’è e prima o poi le cose cambieranno e ci sarà qualcuno che rimetterà le cose al loro posto. Dobbiamo trascendere da quello che può essere il nostro arco temporale di vita attiva.

Concludo con le parole di Howard Zinn, storico, saggista, attivista per i diritti civili statunitense pronunciate nel 2005, quarantuno anni dopo essere stato licenziato dalla Spelman, e dove era tornato per il conferimento del dottorato onorario in lettere umanitarie. Nel discorso di apertura intitolato “Contro lo scoraggiamento”, sosteneva che “la lezione di quella storia è che non devi disperare, che se hai ragione e insisti, le cose cambieranno. Il governo può cercare di ingannare la gente, e anche i giornali e la televisione possono fare lo stesso, ma la verità ha un modo per venire fuori. La verità ha un potere maggiore di cento bugie”.

Mercoledì, 10 giugno 2026


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