Tra le strade secondarie della Spagna, ricche di boschi radi, pendii aridi e il senso di trovarsi in una parte del Paese lontano dai grandi itinerari turistici, quasi senza preavviso ci si ritrova al cospetto di una delle formazioni geologiche più insolite della penisola iberica. Due lunghissime pareti calcaree parallele affiorano dal terreno con una precisione sorprendente, disegnando una linea frastagliata che ricorda la sagoma di una fortificazione monumentale. In molti, infatti, la chiamano la “Grande Muraglia di Spagna” oppure la “Muraglia Cinese d’Aragona, ma il suo vero nome, però, è Roques de la Vila, anche se l’espressione più diffusa è Muralla de Finestres (Muraglia di Finestres).
Qualunque definizione si scelga, l’effetto resta identico: davanti agli occhi svetta una barriera naturale che sembra costruita da una mano umana, mentre in realtà rappresenta il risultato di processi geologici iniziati circa 100 milioni di anni fa. Attorno a essa, tra le altre cose, si estende il paesaggio severo del Montsec, catena prepirenaica modellata dall’acqua e dai movimenti della crosta terrestre.
Qui il fiume Noguera Ribagorzana ha inciso vallate profonde per millenni, fino alla realizzazione del bacino artificiale di Canelles negli anni ’60 del ‘900. Quest’ultimo ha inevitabilmente contribuito (e lo fa ancora) a rendere la scena ancora più spettacolare, anche perché qui emergono persino le tracce di una comunità che per secoli ha abitato le montagne e che, dopo la costruzione della diga, ha progressivamente lasciato la zona.
Breve storia della Muraglia di Finestres
La storia di questo luogo insolito di Spagna si intreccia profondamente con quella del territorio di frontiera tra Aragona e Catalogna. Per secoli questo settore dei Prepirenei ha avuto una funzione strategica grazie alla posizione dominante sulle vallate circostanti. Il piccolo nucleo abitato di Finestres sorse su un’altura affacciata sulle pareti rocciose. Pur senza raggiungere particolare importanza politica o commerciale, il villaggio rappresentò per generazioni il centro della vita agricola locale.
La presenza umana sfruttò intelligentemente la conformazione naturale del posto: tra le due creste calcaree venne realizzato il Castello di Finestres, una fortificazione medievale costruita in una posizione difficilmente espugnabile. Le fonti indicano origini musulmane per il primo complesso difensivo, successivamente modificato durante il Medioevo cristiano.
Tra l’XI e il XII secolo venne costruita la Cappella romanica di San Vicente, edificio che costituisce uno degli aspetti più affascinanti dell’intero sito. Le sue strutture si integrano perfettamente con la roccia circostante, al punto che la montagna stessa diventa parte dell’architettura. Nel borgo restano inoltre la Chiesa di Santa María, risalente al XVIII secolo, la Cappella di San Marcos e alcune testimonianze delle attività agricole del passato, tra cui un antico frantoio che ricorda l’importanza della coltivazione degli ulivi.
La svolta arrivò nel 1960 con la realizzazione del bacino di Canelles. L’invaso modificò radicalmente l’economia della zona, tanto che molti terreni produttivi finirono sott’acqua e gran parte della popolazione lasciò il territorio. Nel giro di pochi anni Finestres entrò nel lungo elenco dei villaggi spagnoli fantasma a causa dello spopolamento rurale. Oggi le case in rovina, le stradine silenziose e i resti delle costruzioni storiche narrano una vicenda fatta di adattamento, resistenza e progressivo abbandono.
Visita e cosa vedere
L’esperienza inizia generalmente dal villaggio disabitato. Muretti, edifici in pietra e scorci aperti sul lago accompagnano i primi passi, mentre il silenzio domina senza sosta la scena. Pochi minuti più avanti si raggiunge la Cappella di San Marcos, e proprio accanto a questo edificio si trova uno dei punti panoramici più suggestivi dell’intera area: da qui la Muraglia di Finestres mostra tutta la sua straordinaria geometria. Le due linee rocciose parallele si sviluppano lungo il versante fino a raggiungere il bacino artificiale.
La formazione misura circa 840 metri di lunghezza. Le pareti meridionali raggiungono altezze superiori a 20 metri nel tratto che attraversa il lago. Osservandole da vicino colpisce la verticalità quasi perfetta degli strati di calcare. In origine queste rocce avevano una disposizione molto diversa, ma i movimenti tettonici avvenuti milioni di anni fa le sollevarono progressivamente. Allo stesso tempo, l’erosione scolpì il profilo frastagliato visibile attualmente.
Il percorso più celebre conduce alla Cappella di San Vicente tramite un tracciato che scende verso il livello del bacino e attraversa lo spazio compreso tra le due grandi pareti. Alcuni tratti risultano ripidi e richiedono attenzione, soprattutto nelle discese. Raggiungere il cuore della formazione regala sensazioni particolari: le creste si alzano ai lati come bastioni naturali e la percezione delle dimensioni cambia completamente rispetto alla vista panoramica. La roccia domina il paesaggio e accompagna il visitatore fino ai resti del santuario romanico.
Della cappella sopravvivono parte dell’abside, sezioni murarie e frammenti della copertura originaria. L’insieme conserva un fascino notevole proprio grazie alla sua incompletezza. Tra pietra medievale, vegetazione spontanea e pareti calcaree si crea un equilibrio eccezionale.
Molti visitatori scelgono anche una prospettiva differente. Il Lago di Canelles permette infatti escursioni in kayak grazie a cui osservare la muraglia direttamente dall’acqua. Da questa angolazione la struttura appare ancora più impressionante, con le pareti che emergono dal bacino come una gigantesca spina dorsale di pietra che divide il paesaggio.
L’area presenta inoltre un notevole valore naturalistico: rapaci, piccoli mammiferi e numerose specie vegetali tipiche dei Prepirenei trovano rifugio tra boschi, pareti rocciose e vallate. Lo scenario cambia sensibilmente con le stagioni, passando dai colori secchi dell’estate alle tonalità intense della primavera.
Dove si trova e come arrivare
Finestres si trova nella parte orientale della provincia di Huesca, all’interno della comarca della Ribagorza, lungo il confine tra Aragona e Catalogna. Il sito si sviluppa accanto al grande bacino di Canelles, creato lungo il corso del fiume Noguera Ribagorzana. L’accesso più pratico avviene in automobile: gran parte del tragitto segue strade asfaltate, mentre gli ultimi chilometri si sviluppano lungo piste sterrate che attraversano zone montane isolate. Le condizioni del fondo possono variare in base alle precipitazioni e conviene informarsi prima della partenza.
Una delle vie più utilizzate passa da Benabarre e successivamente dalla N-230, proseguendo verso Estopiñán del Castillo. Da qui una pista conduce al villaggio abbandonato. Chi parte da Barcellona impiega mediamente 2 ore per raggiungere l’area. Dal lato catalano il percorso attraversa paesaggi spettacolari dei Prepirenei e permette di abbinare la visita ad altre attrazioni del Montsec, tra cui il celebre Congost de Mont-Rebei.
Tra rocce verticali, acque turchesi, architetture medievali e memorie di un villaggio ormai svuotato, Finestres riesce a offrire qualcosa che raramente si incontra nei luoghi più frequentati: una meraviglia geologica nata milioni di anni fa e rimasta per lungo tempo ai margini delle rotte turistiche, pronta ancora oggi a sorprendere chi raggiunge questo angolo remoto dei Prepirenei.
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