FOTO DI MARIO CARRUOZZOLO
Sabato 30 e domenica 31 maggio, presso l’Abbazia di san Michele Arcangelo di Montescaglioso (MT), si è svolto il laboratorio di scrittura “Lo zaino dello scrittore“, a cura di Sidecar Academy (scuola di scrittura di Francesca Montuschi e Luca Briasco).
A conclusione della due giorni di attività, presso la Sala del Capitolo abbaziale, si è tenuta l’interessante serata che ha visto protagonista lo scrittore Luca Briasco, americanista, direttore editoriale e traduttore, già gradito ospite della città montese nel 2025.
Nell’occasione aveva illustrato la figura letteraria di Stephen King, autore statunitense universalmente riconosciuto come maestro dell’horror contemporaneo (tra i suoi successi troviamo Shining, It, Misery, Il miglio verde). Dal 2018 è la sua voce italiana: ha curato una nuova edizione dell’opera completa dello scrittore americano, al quale, nel 2023, ha dedicato “Il re di tutti”, edito da Salani. E’ collaboratore delle pagine culturali del Manifesto e Venerdì di Repubblica. E’ autore di “Americana. Libri, autori e storie dell’America contemporanea” (Minumum fax, 2016) e curatore di “La letteratura americana dal 1900 a oggi” (Einaudi 2011). Con Mattia Carratello ha favorito la conoscenza, in Italia, di autori come David Foster Wallace, Richard Yates, William T. Vollman. Ha tradotto diversi autori statunitensi e britannici, fra cui: Joe R. Lansdale, Howard Marks, Paul Harding, Jim Thompson, J.G. Ballard, Richard Brautigan, Daniel Mendelsohn, Richard Powers, Viet Than Nguyen, Hanya Yanagihara. È stato editor per Einaudi Stile Libero e, in precedenza, direttore editoriale di Fanucci. Ha ideato la collana “AvantPop”, pubblicando come primo titolo la raccolta “Schegge d’America. Nuove avanguardie letterarie”.
L’iniziativa è stata organizzata da “Il Paese dei Libri”, rassegna letteraria e culturale creata da Giuseppe “Pippo” Bellone e rientra nell’attività “Rotte Letterarie – la Letteratura come viaggio”, svolta in collaborazione, oltre che con la scuola di scrittura Sidecar Academy, con il Comune di Montescaglioso (MT).
Briasco, nella sua lectio magistralis, ha parlato di 8 grandi voci della letteratura americana (e mondiale), evidenziando la tematica del viaggio quale filo conduttore tra le opere citate; di ognuna di esse ha raccontato la trama, realizzando collegamenti tra gli aspetti storici e culturali degli Stati Uniti d’America del passato e attuali; si è, inoltre, soffermato sulla lingua utilizzata.
Le letture dei passi proposti sono state curate da Luisa Artuso, Cristina Contuzzi, Cinzia Suglia, Gianfranca Buompastore, Maria Didio e Vittoria Natalia Abate (componenti l’associazione del Paese dei libri); da Grazia Ventrelli e Maria Bubbico (libero gruppo di lettura “Invincibile Estate”).
Primo autore citato è stato Herman Melville (1819 – 1891) e la sua celeberrima opera “Moby Dick” (1851): da parte di Briasco sono stati sottolineati il tema dell’allegoria della morte, del viaggio e il desiderio di vendetta del capitano Achab.
Di seguito è stato esaminato il celebre “Le avventure di Huckleberry Finn” (1884) di Mark Twain (pseudonimo di Samuel Langhorne Clemens, 1835 – 1910): tra i temi affrontati il razzismo e lo schiavismo ma anche la nascita di una lingua davvero americana, grazie all’uso di termini dialettali;
è poi stata la volta di “On the road” (1957) di Jack Kerouac (1922 – 1969): nella vicenda narrata, quasi tutta declinata al maschile, è possibile scorgere la scommessa di libertà e di ribellione di una generazione intera (la cosiddetta Beat Generation), che ha avuto legami anche con altri ambiti della cultura (ad esempio con la musica).
Sono state lette due poesie di Emily Dickinson (1830 – 1886), autrice di circa 1.775 poesie e centinaia di lettere; le sue parole costituiscono un’importante testimonianza della condizione femminile negli USA del XIX secolo; le poesie sono profondamente teologiche; dai suoi testi comprendiamo come il viaggio possa essere inteso e compiuto in modo diverso (Emily Dickinson trascorse la quasi totalità della sua vita nella casa dove era nata).
Briasco ha poi parlato della scrittrice Flannery O’Connor (1925 – 1964), autrice di notevole fede; nel brano citato si racconta di un’esperienza personale vissuta a Lourdes; ha viaggiato molto nonostante i limiti imposti dalla malattia, che la portò alla morte a soli 39 anni di età.
Di Toni Morrison (pseudonimo di Chloe Ardelia Wofford (1931 – 2019), prima donna afroamericana a ricevere il Premio Nobel per la letteratura nel 1993, è stato letto un passo di “Beloved” (1987): il romanzo (Premio Pulitzer 1988) è ambientato dopo la fine della Guerra Civile Americana (1861 – 1865) ed è ispirato alla storia di una schiava nera, fuggita dalla schiavitù. L’americanista Briasco ha fatto riferimento al viaggio della migrazione compiuto da chi, in precedenza, era stato strappato alla propria terra natìa.
E’ stato poi il turno di Ernest Hemingway (1899 – 1961, Premio Nobel per la letteratura nel 1954): è stato letto un passo del libro di memorie “Festa mobile” (1964, postumo) nel quale faceva riferimento ai suoi lunghi soggiorni a Parigi durante gli anni Venti.
Ultimo autore citato è stato lo scrittore e saggista David Foster Wallace (1962 – 2008); è stata data lettura di un passo che racconta un dépliant su una crociera: non è solo una denuncia o satira del modello americano. E’ un vero e proprio abbandono delle mitizzazioni del passato.
Iscritto dal 28.02.2001 all’Ordine dei Giornalisti di Basilicata, El. Pubblicisti; Dr. Magistrale in NTSBC (Nuove Tecnologie per la Storia e i Beni Culturali – Facoltà di Lettere e Filosofia) c/o l’Università degli Studi della Basilicata; docente di Italiano, Storia, Geografia e Ed. Civica nella Scuola Secondaria di I e II grado. Dal 1998 al 2011 corrispondente giornalistico per due quotidiani a diffusione regionale; ha, inoltre, curato l’attività di Ufficio Stampa per il Comune di Montescaglioso (MT). Autore dei romanzi, editi da Youcanprint Spa: “Che caldo quella notte…” (2017); “La via del suo destino” (2022).
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Michele Marchitelli
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