Ai piedi del massiccio del Pollino, l’agricoltura calabrese sta riscrivendo le regole della produzione frutticola per far fronte, in modo proattivo, alle sfide dei cambiamenti climatici. In un territorio capace di offrire microclimi unici e preziose escursioni termiche a pochi chilometri di distanza, i produttori locali e il sistema cooperativo hanno trasformato l’adattamento ambientale in un’eccellenza. Tra “oasi” incontaminate e isolate dedicate esclusivamente al kiwi biologico, sistemi di irrigazione all’avanguardia che calcolano millimetricamente l’evapotraspirazione giornaliera delle piante e lo sviluppo di innovative nettarine piatte capaci di raggiungere gradi zuccherini ineguagliabili, questa fertile piana si propone oggi come un laboratorio a cielo aperto, dove l’alta tecnologia e la resilienza si incontrano per garantire frutti di altissima qualità ai mercati di tutta Europa.
È l’obiettivo che si pone Agrintesa, insieme al Gruppo Alegra, in Calabria. A dare concretezza a questa visione, oltre a un convegno, soci e produttori, istituzioni, partner della Grande distribuzione e stampa hanno potuto visitare due campi nel cosentino e una parte dello stabilimento a Castrovillari.
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© Maria Luigia Brusco | FreshPlaza.it
Sito di Malvito: eccellenza nel kiwi verde biologico
Nella piana di Malvito, ampia area pianeggiante situata nella media valle del fiume Esaro, in provincia di Cosenza, Agrintesa sta sviluppando uno dei progetti più strategici per il kiwi verde biologico del Sud Italia. L’azienda visitata, appartenente a uno dei soci (Azienda Agricola F.lli Nola), che si estende su circa 70 ettari di cui 50 già coltivati, nasce dalla riconversione di aree precedentemente occupate da boschi di eucalipto e rappresenta oggi un modello avanzato di agricoltura sostenibile.
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La scelta del sito non è casuale: l’area è stata selezionata per il suo naturale isolamento, lontano dalle coltivazioni intensive, così da creare una vera e propria “oasi biologica”. Terreni incolti e aree boschive circostanti fungono da barriera naturale contro possibili derive chimiche, mentre l’intera produzione è gestita in regime “glyphosate-free“, a conferma di una strategia produttiva orientata alla massima tutela ambientale e qualitativa. La Calabria è stata la prima Regione italiana a vietare l’uso del glifosato nei disciplinari di produzione integrata.
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Il focus produttivo è interamente dedicato al kiwi verde Hayward biologico, varietà che in queste condizioni pedoclimatiche riesce a esprimere standard elevati sia in termini di conservabilità sia di qualità organolettica. Le rese oscillano tra le 15 e le 20 tonnellate per ettaro, con pezzature medie comprese tra 85 e 100 grammi e circa 900 ore di freddo annue, fondamentali per garantire la corretta dormienza della pianta.
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Sul fronte agronomico, l’azienda punta su tecniche innovative come la baulatura per favorire il drenaggio ed evitare fenomeni di “moria del kiwi”, oltre a impianti completamente coperti che proteggono le colture dalla grandine e dagli effetti estremi del clima. Particolare attenzione viene dedicata anche alla gestione idrica, assicurata attraverso pozzi aziendali e l’integrazione con la rete del Consorzio di Bonifica, in un’ottica di utilizzo sempre più efficiente delle risorse.
Sito di Castrovillari: progetto Ondine
Nel comprensorio di Castrovillari e Cammarata, Agrintesa ha investito con decisione nel progetto Ondine dedicato alle nettarine piatte a polpa bianca. L’impianto visitato, di circa 40 ettari, appartiene sempre al socio F.lli Nola, che sta testando tutte le varietà del programma. Una scelta che punta su un prodotto distintivo, apprezzato per l’intensa aromaticità e il profumo più marcato rispetto alle tradizionali varietà a polpa gialla.
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A favorire risultati qualitativi elevati è anche il particolare microclima della Piana di Sibari: le forti escursioni termiche consentono infatti di ottenere frutti con livelli zuccherini superiori fino a due gradi Brix rispetto a quelle prodotte in altre zone vocate come Emilia-Romagna o Spagna. Nei campi trovano spazio varietà innovative e complementari come CakeBella, CakeStar, CakeDrim e CakeBuzz, per citarne alcune, pensate per ampliare il calendario di raccolta e rispondere alle esigenze della GDO.
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La qualità finale del prodotto passa anche attraverso tecniche agronomiche altamente specializzate. Negli impianti viene utilizzato prevalentemente il portainnesto GF 677, considerato uno dei più affidabili a livello internazionale per la coltivazione delle drupacee. Le piante sono allevate con il sistema a “vaso catalano” modificato, una struttura a Y con quattro branche principali progettata per massimizzare l’intercettazione della luce e gestire al meglio la forte vigoria vegetativa tipica delle aree meridionali. Centrale anche il lavoro sul diradamento produttivo, gestito con grande precisione per garantire pezzatura uniforme e standard qualitativi elevati: nelle nettarine piatte si arriva fino a circa 600 frutti per pianta, il doppio rispetto alle varietà tradizionali tonde.
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Lo stabilimento di Castrovillari
È uno degli otto centri di confezionamento della cooperativa Agrintesa. Situato in una posizione chiave per la produzione ortofrutticola calabrese, il sito rappresenta un’eccellenza tecnologica nel Mezzogiorno, frutto di investimenti lungimiranti avviati nel 2018. Con una capacità refrigerata all’avanguardia e l’integrazione di sistemi di selezione ottica e intelligenza artificiale, lo stabilimento non solo gestisce la produzione locale (pesche, nettarine, kiwi e kaki), ma ha il ruolo di hub logistico coordinato centralmente per ottimizzare la distribuzione verso la Gdo italiana ed estera.
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Il complesso dispone di cinque sale di lavorazione totali: tre situate nella parte storica (“parte bassa”) e due nella parte nuova (“parte alta”). La struttura vanta circa 100.000 metri cubi di spazio refrigerato. L’80% di questa capacità è concentrata nella parte nuova, inaugurata circa 20 giorni prima della visita (a inizio maggio). L’area più recente si estende su 11.000 metri quadrati e comprende sale di lavorazione e celle refrigerate di ultima generazione.
L’attività dello stabilimento segue un calendario stagionale rigoroso, adattando la forza lavoro e le linee di produzione alle esigenze dei raccolti. La sequenza operativa prevede nettarine, pesche, kiwi giallo, kiwi verde e, stagionalmente, kaki e verdure. Lo stabilimento impiega annualmente circa 150 persone, con picchi che possono raggiungere le 400 unità durante le fasi più intense. La maggior parte del personale è composta da operatori stagionali. Il lavoro è organizzato su due turni. Sebbene non si ricorra abitualmente al turno notturno, la struttura garantisce la massima flessibilità operativa, lavorando anche nei giorni festivi e nei fine settimana durante i picchi di produzione.
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Per la prima volta, la produzione di nettarine piatte Ondine dell’area calabrese sarà lavorata interamente a Castrovillari (precedentemente centralizzata a Bagnacavallo), grazie al raggiungimento di volumi critici sufficienti. Le previsioni per la campagna attuale sono ottimistiche, con l’obiettivo di gestire l’intera produzione dell’area di Castrovillari e della Calabria. Il consolidamento delle attività mira a garantire buone prospettive occupazionali per i dipendenti e solidi risultati economici per i produttori associati, riportando vitalità nel tessuto economico locale.
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