Bonus caldaia 2026: a chi spetta, requisiti e scadenze


Precisiamo subito che il bonus caldaia di fatto non esiste. Il termine si riferisce all’insieme dei bonus per l’edilizia che prevedono, tra le spese ammissibili, la sostituzione di un caldaia.

Fatte queste premesse, il bonus caldaia si può ottenere nel 2025 grazie all’Ecobonus, al Bonus Ristrutturazione e al Conto Termico.

Su queste misure “pesa” tuttavia il divieto imposto dalla Direttiva Case Green agli Stati – proprio a partire dal 2025 – di concedere incentivi per le caldaie alimentate unicamente con combustili fossili.

Pertanto, nel 2025 si potrà continuare a far ricorso al Bonus Ristrutturazioni e all’Ecobonus per avere lo sconto fiscale del 50% sulle caldaie, ad eccezione degli interventi “di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili“.

La disposizione contenuta nella Legge di Bilancio 2025 e fa salvi gli incentivi gli apparecchi ibridi, composti cioè da una pompa di calore e da una caldaia a condensazione, controllate da una centralina unica.

Analizziamo nello specifico tutti i casi.

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Bonus Caldaia 2026: salvi i sistemi ibridi

Con la circolare 8/2025 l’Agenzia delle Entrate fornisce importanti chiarimenti sulle novità contenute nella Legge di bilancio 2025.

Acquisiti i pareri dell’ENEA e del MASE, l’Agenzia delle Entrate ritiene che, per quanto riguarda l’Ecobonus, gli interventi esclusi dagli incentivi fiscali riguardino le caldaie a condensazione e i generatori d’aria calda a condensazione, alimentati a combustibili fossili.

L’esclusione non si applica, invece, a:

  • microcogeneratori, quand’anche siano alimentati da combustibili fossili;
  • generatori a biomassa;
  • pompe di calore ad assorbimento a gas, il cui bruciatore assolve a una diversa funzione, considerato, altresì, l’elevato grado di rinnovabilità dell’energia fornita per la copertura degli usi finali.

Possano continuare a beneficiare dell’agevolazione i sistemi ibridi costituiti da una pompa di calore integrata con una caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro, così come disciplinati dal D.M. 6/08/2020.

Stesso discorso vale per il Bonus Ristrutturazione: esclusi dagli incentivi fiscali le caldaie a condensazione e i generatori d’aria calda a condensazione, alimentati a combustibili fossili; agevolabili gli interventi riguardanti i microcogeneratori, quand’anche siano alimentati da combustibili fossili, i generatori a biomassa, le pompe di calore ad assorbimento a gas e i sistemi ibridi costituiti da una pompa di calore integrata con una caldaia a condensazione.

Tenuto conto di quanto previsto dalla Direttiva, che «per installazione (..) intende l’acquisto, l’assemblaggio e la messa in funzione di una caldaia unica», nonostante il comma 55 della legge di bilancio 2025 si riferisca solo agli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili, si ritiene che, con riferimento al
Bonus Ristrutturazione siano esclusi dalla detrazione anche gli interventi di nuova installazione delle caldaie a condensazione.

Le spese non più ammesse a detrazione ai sensi dell’Ecobonus e del Bonus Ristrutturazione sono quelle sostenute negli anni 2025, 2026 e 2027 per gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili come sopra declinati.

Resta fermo che sono ammesse alle agevolazioni le spese sostenute fino al 31 dicembre 2024, in relazione ai predetti interventi, anche se gli stessi sono realizzati o completati dal 1° gennaio 2025.

Lo stop alle caldaie a condensazione riguarda anche il Superbonus.

Pertanto le spese sostenute nel 2025 per gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili sono escluse da tale detrazione.

Tuttavia, qualora, prima del 1° gennaio 2025, risulti presentata, per gli interventi ammessi al Superbonus, la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA), o l’istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo in caso di interventi comportanti la demolizione e la ricostruzione degli edifici, l’intervento di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili, anche se realizzato nel 2025, continua a rilevare ai fini del miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio o delle unità immobiliari oggetto di intervento oppure, ove non sia possibile, del conseguimento della classe energetica più alta, anche nei casi in cui sia l’unico intervento “trainante”.

Come specificato dall’Agenzia delle Entrate nella guida 2026 alle agevolazioni fiscali, dal 2025 non sono agevolabili le spese per gli interventi accessori e funzionali all’intervento principale di sostituzione della caldaia, anche nel caso in cui si parli di semplice adeguamento e di messa a norma dell’impianto esistente, in ottemperanza ad obblighi di legge.

Dal 2025, inoltre, non è più possibile collegare alla sostituzione di questi impianti il bonus mobili ed elettrodomestici. La possibilità, ammessa in passato, è venuta meno con lo stop alle agevolazioni per effetto delle norme europee.

Cos’e una caldaia hybrid ready

Una caldaia hybrid ready è un dispositivo (o un impianto) in cui sono presenti più generatori di calore alimentati da diverse fonti di energia, solitamente un combustile fossile, come il metano o il GPL, e una fonte di energia rinnovabile, come il fotovoltaico.

I sistemi ibridi “intelligenti” di ultima generazione danno la priorità di volta in volta al generatore più conveniente in ogni preciso momento in base alle condizioni di esercizio, assicurando sempre massima efficienza e risparmio sui costi energetici.

Di solito una caldaia ibrida integra due diversi tipi di generatori: una caldaia a condensazione e una pompa di calore. All’occorrenza, viene attivato quello più efficiente, ovvero quello più idoneo in quel momento.

Ad esempio in caso di richiesta termica molto elevata, è la caldaia a condensazione ibrida ad erogare il 100% del calore richiesto. Se la temperatura esterna si aggira tra i -4°C e i 7°C, si attiveranno entrambi i generatori. Se, invece, la temperatura supera i 7°C, sarà la pompa a gestire completamente in autonomia la temperatura.

Generalmente, l’impiego di un sistema hybrid ready offre vantaggi in termini d risparmio dei consumi e riduzione del ricorso a fonti fossili.

Si migliora la classe energetica e quindi il valore di mercato dell’immobile. Di contro, il costo iniziale di acquisto e installazione di un impianto del genere è generalmente più alto rispetto a una caldaia tradizionale; anche la manutenzione è più onerosa.

Acquisto e sostituzione con Ecobonus

Il beneficio consiste in una detrazione dall’IRPEF o dall’IRES del 50%, da dividere in 10 rate annuali di pari importo.

La conditio sine qua non per poterne usufruire è che gli interventi siano eseguiti su unità immobiliari e su edifici (o su parti di edifici) esistenti, censiti o per i quali è stato chiesto l’accatastamento, di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali per l’attività d’impresa o professionale, merce o patrimoniali.

E’ ammessa la  sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con:

  • impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione almeno pari alla classe A, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro, o per le spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione;
  • impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, anche dotate di sistemi di termoregolazione evoluti (classi V, VI oppure VIII della comunicazione 2014/C 207/02 della Commissione).

L’agevolazione maggiorata al 50% può essere richiesta per le spese sostenute sull’abitazione principale, mentre scende al 36% sulle altre abitazioni; la detrazione massima prevista ammonta a 30.000 euro.

Negli interventi ammessi alla detrazione sono compresi, oltre a quelli relativi al generatore di calore, anche gli eventuali interventi sulla rete di distribuzione, sui sistemi di trattamento dell’acqua, sui dispositivi di controllo e regolazione nonché sui sistemi di emissione.

Sono, in ogni caso, comprese tra le spese in questione anche quelle:

  • relative alle prestazioni professionali, comprendendovi sia quelle necessarie per la realizzazione degli interventi agevolati sia quelle sostenute per acquisire la certificazione energetica
    eventualmente richiesta per fruire del beneficio;
  • sostenute per le opere edilizie funzionali alla realizzazione dell’intervento. A titolo di esempio, rientrano tra tali spese quelle sostenute per la demolizione del pavimento, del massetto sottostante e quelle relative alla successiva posa in opera del nuovo pavimento se connesse alla realizzazione di un impianto radiante a pavimento

Per approfondimenti: Ecobonus 2026: cosa rientra e come funziona?

Sostituzione caldaia con Bonus Ristrutturazione

La sostituzione di generatori di calore rientra tra gli interventi di manutenzione straordinaria agevolati con il Bonus Ristrutturazione.

In questo caso la detrazione è del 50% da ripartire in 10 quote annuali di pari importo fino a un ammontare complessivo non superiore a  96.000 euro per unità immobiliare.

È possibile beneficiare della detrazione fiscale anche se si acquista la caldaia senza sistema evoluto di termoregolazione. Il requisito richiesto è che la caldaia sia almeno di classe A.

L’agevolazione è rivolta ai contribuenti soggetti all’Irpef, residenti o meno nel territorio dello Stato, che sostengono le spese di ristrutturazione.

Tenuto conto di quanto previsto dalla Direttiva, che «per installazione (..) intende l’acquisto, l’assemblaggio e la messa in funzione di una caldaia unica», nonostante il comma 55 della legge di bilancio 2025 si riferisca solo agli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili, l’Agenzia delle Entrate (circolare 8/2025 ) ritiene che, con riferimento al Bonus Ristrutturazione, siano esclusi dalla detrazione anche gli interventi di nuova installazione delle caldaie a condensazione.

Per approfondimenti:
Bonus Ristrutturazione 2025 al 50%: guida completa e novità

Agevolazioni per le caldaie: cosa rientra nel Conto termico

Il Conto termico 3.0 incentiva con un contributo a fondo perduto interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili di edifici o singole unità immobiliari accatastate e dotate di un impianto di riscaldamento.

Il Conto Termico consente di ottenere un contributo:

  • fino al 40% della spesa sostenuta per la sostituzione del vecchio generatore di calore con una caldaia a condensazione;
  • fino al 65% nel caso di caldaie ibride (caldaia a condensazione più pompa di calore).

L’agevolazione sulle caldaie è tuttavia limitata alle pubbliche amministrazioni.

In caso di privati, sono agevolati i seguenti interventi:

  • 2.A – Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale utilizzanti pompe di calore elettriche o a gas, anche geotermiche (con potenza termica utile nominale fino a 2000 kW);
  • 2.B – Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre esistenti e dei fabbricati rurali esistenti con generatori di calore alimentati da biomassa (stufe, termo-camini o caldaie con potenza termica nominale fino a 2000 kWt);
  • 2.C – Installazione di collettori solari termici, anche abbinati a sistemi di solar cooling (con superficie solare lorda fino a 2500 m2);
  • 2.D – Sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore;
  • 2.E – Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con sistemi ibridi a pompa di calore.

Per il Conto Termico 2.0 privati, i costi massimi ammissibili sono determinati sulla base della producibilità stimata dell’intervento; il contributo massimo è del 65% in funzione delle caratteristiche dell’impianto.

Per le caldaie, le pompe di calore, i collettori solari, etc., inclusi nel Catalogo degli apparecchi domestici reso pubblico e aggiornato periodicamente dal GSE, la procedura di accesso è semplificata, poiché la conformità dei requisiti tecnici al dettato normativo è stata preventivamente verificata dal GSE.

Per approfondimenti:
Conto Termico 3.0: come funziona e quali incentivi prevede

Bonus caldaia con Superbonus

Se gli interventi ammessi all’Ecobonus ordinario sono trainati da quelli con Superbonus, la percentuale di detrazione sale al 70% nel 2024, con decalage al 65% se i lavori ricadono nell’anno d’imposta 2025.

Ricordiamo in premessa che:

  • il beneficio riguarda solo condomini, persone fisiche proprietarie di edifici composti da 2 a 4 unità immobiliari, Onlus, ADV e APS;
  • la Legge di Bilancio 2025 limita l’accesso al Superbonus solo ai lavori iniziati entro il 15 ottobre 2024.

La sostituzione della caldaia rientra negli interventi agevolabili del Superbonus, ossia nella sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni. Nello specifico, si riferisce ad apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro.

Lo stop alle caldaie a condensazione riguarda infatti anche il Superbonus.

Pertanto le spese sostenute nel 2025 per gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili sono escluse da tale detrazione.

Tuttavia, qualora, prima del 1° gennaio 2025, risulti presentata, per gli interventi ammessi al Superbonus, la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA)17, o l’istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo in caso di interventi comportanti la demolizione e la ricostruzione degli edifici, l’intervento di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili, anche se realizzato nel 2025, continua a rilevare ai fini del miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio o delle unità immobiliari oggetto di intervento oppure, ove non sia possibile, del conseguimento della classe energetica più alta, anche nei casi in cui sia l’unico intervento “trainante”.

Per approfondimenti:
Superbonus 65%: come funziona nel 2025

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 Giusi Rosamilia

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