L’ASUS Zenbook A16 UX3607 si presenta come un Copilot+ PC ultraportatile costruito attorno alla piattaforma Qualcomm Snapdragon X2 Elite Extreme, pensata per offrire prestazioni eccellenti e consumi contenuti. Il posizionamento è chiaro fin dal nome scelto dall’azienda, che lo definisce lo Zenbook da 16 pollici più leggero mai prodotto. In un segmento dominato da macchine premium come il MacBook Pro 16, il Dell XPS 16 e diversi modelli Lenovo e HP, ASUS cerca un equilibrio differente tra portabilità, qualità del display e autonomia. Vale la pena acquistarlo? Scopriamolo.
La recensione in un minuto
Lo Zenbook A16 UX3607 convince soprattutto per il rapporto tra dimensioni dello schermo e peso, fermo intorno a 1,2 kg nonostante il pannello da 16 pollici. Il display OLED 3K con refresh fino a 120 Hz è uno dei suoi punti di forza più evidenti, perché in questa fascia molti concorrenti adottano ancora soluzioni IPS o mini-LED. La piattaforma Snapdragon X2 garantisce reattività nelle attività quotidiane e un’autonomia che supera ampiamente la giornata, valore notevole per chi lavora in mobilità.
Restano però alcuni aspetti da valutare con attenzione. L’architettura ARM impone considerazioni sulla compatibilità con i software x86 tradizionali, e chi dipende da applicativi specifici dovrà verificarne il funzionamento. La dotazione di porte e la sezione multimediale risultano allineate ai modelli ASUS di pari livello, senza elementi che spicchino in modo particolare. Nel complesso parliamo di un portatile interessante per chi mette portabilità e schermo in cima alle priorità.
Com’è fatto
Il cuore dello Zenbook A16 UX3607 è il SoC Qualcomm Snapdragon X2 Elite Extreme nella versione X2E94100, che mette a disposizione 18 core totali, suddivisi in 12 Prime e 6 Performance, frequenza fino a 4,7 GHz e 53 MB di cache. C’è ovviamente anche una NPU dedicata all’elaborazione dei carichi di intelligenza artificiale direttamente in locale, elemento ormai centrale nella categoria dei laptop Windows più recenti, con una potenza di 50 TOPS. La grafica è affidata invece all’integrata Adreno X2-90, che può raggiungere una frequenza di 1,85 GHz. Il chip è accompagnato da 48 GB di RAM LPDDR5X on package e un SSD NVMe da 1TB PCIe 4.0.
Il display rappresenta uno degli aspetti più curati. Si tratta di un pannello OLED da 16 pollici con risoluzione 2880 × 1800 pixel, chiamato comunemente 3K, in formato 16:10. Il refresh rate arriva a 120 Hz e il pannello supporta la riproduzione HDR, combinazione che lo rende adatto sia alla produttività sia al consumo di contenuti multimediali. Si tratta di un display con copertura 100% DCI-P3, quindi orientato a creativi e professionisti, capace di raggiungere una luminosità massina di 500 nits.
Sul fronte costruttivo, il peso di circa 1,2 kg è veramente contenuto per un 16 pollici, mentre le dimensioni sono nella media, pari a 35,35 x 24,24 x 1,38 cm, che diventano circa 1,65 cm nella parte più spessa.
Lato connettività, lo Zenbook A16 conserva una porta USB-A USB 3.2, dettaglio che lo distingue da alcuni concorrenti che hanno abbandonato del tutto questo formato. Sono presenti poi due porte USB-C 4.0 da 40Gbps, utili sia per la ricarica sia per il collegamento di schermi e altre periferiche, un’uscita HDMI 2.1, un lettore di schede SD e il classico jack da 3,5mm. La connettività wireless è assicurata dal chip Qualcomm Fastconnect C7700, che mette a disposizione WiFi 7 e Bluetooth 5.4.
La batteria da 70Whr offre un’autonomia dichiarata che supera le 21 ore in uso tipico, grazie soprattutto all’efficienza energetica della piattaforma Snapdragon.
Esperienza d’uso
Durante i test, il primo elemento che colpisce è la sensazione di leggerezza. Sollevare un portatile da 16 pollici che pesa appena oltre 1,2 kg cambia il modo in cui lo si trasporta e lo si utilizza fuori dalla scrivania. La macchina si infila senza problemi in uno zaino sottile e si appoggia comodamente sulle gambe, due aspetti che molti laptop di pari diagonale faticano a garantire. Questo rende lo Zenbook A16 un compagno affidabile per chi lavora in movimento e desidera comunque uno schermo ampio.
Il pannello OLED 3K offre neri profondi, contrasto elevato e una buona resa dei colori, qualità che si apprezzano tanto nella lettura di documenti quanto nella visione di contenuti video. Il refresh a 120 Hz rende fluido lo scorrimento delle pagine e l’interazione con il sistema operativo, dettaglio che incide sulla percezione complessiva di reattività. Il supporto HDR aggiunge profondità nelle scene ad alto contrasto, e nel complesso lo schermo si comporta in modo convincente nelle attività che coinvolgono fotografia, editing leggero e fruizione multimediale.
Sul piano delle prestazioni, la piattaforma Snapdragon X2 si è dimostrata adeguata alla produttività di tutti i giorni. La gestione di più applicazioni aperte contemporaneamente avviene senza incertezze evidenti, e il sistema risponde in modo pronto durante la navigazione, la scrittura e l’uso degli strumenti d’ufficio. Anche alcune attività creative più leggere vengono affrontate senza particolari rallentamenti. Il SoC ARM porta con sé un ulteriore vantaggio pratico, perché lavora in modo molto silenzioso e contribuisce a mantenere bassa la rumorosità rispetto a molte soluzioni x86 di pari fascia.
Benchmark alla mano, la CPU ottiene buoni risultati in Cinebench R24 (nella versione dedicata ai chip ARM) raggiungendo i 1069 punti in multi core e i 148 punti in single core, così come in Blender Benchmark, dove arriva a 349 punti. È difficile fare confronti con i chip Intel vista la differenza di architettura, ma con questi numeri il nuovo X2 Elite Extreme si dimostra all’altezza dei recenti chip Intel Panther Lake top di gamma.
Ho fatto qualche test anche nei giochi, per capire se su questo laptop è possibile anche giocare, ovviamente senza troppe pretese. Alla massima risoluzione non si riesce a fare molto: Cyberpunk 2077 con preset medio e FSR 3 (senza ray tracing) arriva a 31 FPS medi, Shadow of the Tomb Raider a 36. Le cose vanno meglio scendendo a 1920 x 1200 pixel, dove Cyberpunk è giocabile con 44 FPS medi (che diventano 54 FPS attivando la generazione dei frame, ma la fluidità non è delle migliori), mentre Shadow of the Tomb Raider raggiunge i 43 FPS con preset medio e i 57 FPS con i dettagli al minimo.
Il risultato quindi è che tripla A di qualche anno fa e titoli indie sono giocabili, specialmente abbassando la risoluzione. Per i giochi più moderni invece le prestazioni non sono ancora sufficienti.
Ovviamente è cruciale il tema della compatibilità software, perché l’architettura ARM rappresenta la principale variabile da considerare prima dell’acquisto. Grazie all’ottimo lavoro fatto da Qualcomm, Microsoft e le varie aziende si sviluppo, oggi la maggior parte degli applicativi moderni gira correttamente, ma chi dipende da programmi x86 specifici, magari professionali o legacy, dovrebbe verificarne in anticipo il supporto: il layer di compatibilità Prism potrebbe essere in grado di eseguirle, ma le prestazioni potrebbero essere insufficienti.
Per quanto riguarda l’autonomia, l’uso reale conferma in buona sostanza le 21 ore dichiarate da ASUS all’interno degli scenari tipici. Significa che potrete tranquillamente affrontare una giornata in movimento lasciando a casa il caricatore, senza il timore di restare a secco a metà pomeriggio.
Verdetto
Lo Zenbook A16 UX3607 riesce nell’intento di proporre un laptop da 16 pollici davvero leggero senza rinunciare a buone prestazioni e uno schermo di qualità. Tra i pregi spiccano il peso intorno a 1,2 kg, il display OLED 3K con refresh a 120 Hz e supporto HDR, l’autonomia che supera comodamente la giornata lavorativa e la presenza di una porta USB-A che molti concorrenti hanno eliminato. La piattaforma Snapdragon X2 garantisce reattività nelle attività quotidiane e un funzionamento silenzioso, due caratteristiche che contribuiscono a un’esperienza d’uso piacevole.
Gli aspetti da ponderare riguardano soprattutto la natura ARM della macchina, che impone una verifica preliminare della compatibilità con i software x86 più specifici.
Lo consigliamo a chi cerca un portatile premium con schermo grande da portare in viaggio ogni giorno, a chi privilegia autonomia e qualità del display e a chi lavora prevalentemente con applicazioni moderne. È meno adatto a chi dipende da software x86 particolari o desidera una dotazione di porte più estesa. Nel complesso si tratta di una proposta solida e coerente, capace di ritagliarsi uno spazio preciso nel panorama dei laptop ultraportatili da 16 pollici.
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Marco Pedrani
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