L’UE versa i primi 3,2 miliardi del prestito da 90 miliardi all’Ucraina



Roma, 25 giugno 2026 – L’Ucraina ha ricevuto 3,2 miliardi di euro dall’Unione Europea (UE), la prima tranche del prestito di 90 miliardi di euro. Ad annunciarlo è stata la stessa presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, durante il suo intervento alla Conferenza per la Ricostruzione dell’Ucraina a Danzica, in Polonia.

Il prestito di sostegno all’Ucraina da 90 miliardi di euro è essenziale sia per supportare direttamente lo sforzo bellico ucraino sia per finanziare il bilancio statale nel suo complesso, e si prevede che coprirà due terzi del fabbisogno totale dell’Ucraina per il 2026 e il 2027. L’accordo definitivo sul prestito è stato raggiunto ad aprile.

La Conferenza di Danzica è stata co-presieduta dal premier polacco Donald Tusk e dalla premier ucraina Yulia Svyrydenko, giunta in rappresentanza di Kyiv al posto del presidente Volodymyr Zelensky, assente sullo sfondo delle recenti tensioni politico-diplomatiche tra Polonia e Ucraina. Al vertice hanno anche preso parte il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, a conferma della centralità dell’Unione europea e di Berlino nel sostegno finanziario, industriale e politico alla ricostruzione del Paese. La conferenza, co-organizzata da Varsavia e Kyiv, punta a mobilitare investimenti nei settori più colpiti dall’invasione russa, in particolare energia, infrastrutture critiche e logistica.

“Oggi trasferiamo la prima tranche di questo prestito: oltre 3 miliardi di assistenza macrofinanziaria. E nei prossimi giorni inizieremo anche a erogare i primi fondi dei 6 miliardi destinati alla produzione di droni. Questa è la solidarietà in azione”, ha affermato von der Leyen nel suo intervento.

Secondo la presidente della Commissione UE, questo prestito “dimostra che il sostegno dell’Europa all’Ucraina è destinato a durare”. Allo stesso tempo, ha aggiunto “continuiamo a sollecitare tutti i nostri partner a mantenere il loro sostegno, perché un’Ucraina forte e indipendente è nell’interesse di tutti”.

Per von der Leyen, l’ambizione dell’UE “non è solo quella di aiutare il Paese a resistere, ma a crescere e prosperare come Paese libero ed europeo”.

Successivamente all’annuncio di von der Leyen, il governo ucraino ha confermato l’erogazione dei fondi e il loro trasferimento al bilancio statale. “I fondi sono già stati trasferiti al bilancio statale e saranno utilizzati per rafforzare le capacità di difesa e la resilienza sociale dell’Ucraina”, ha scritto Svyrydenko su Telegram.

Il ministero delle Finanze ucraino ha dichiarato che i fondi saranno utilizzati “per finanziare le spese prioritarie del bilancio statale, sostenere la stabilità macroeconomica e garantire il funzionamento ininterrotto dello Stato durante una guerra su vasta scala”.

La prima tranche di tre pagamenti previsti nel 2026

Secondo quanto riferisce la Commissione in una nota, l’erogazione odierna costituisce il primo di tre pagamenti previsti quest’anno nell’ambito dell’Accordo multilaterale (AMF), per un totale di 8,35 miliardi di euro nel 2026. L’AMF si basa su un apposito Memorandum d’intesa firmato dall’UE e dall’Ucraina nel maggio 2026, che definisce i prerequisiti, le riforme e le misure politiche connesse al funzionamento dell’AMF. I pagamenti vengono erogati a rate, subordinatamente al soddisfacente adempimento da parte dell’Ucraina delle relative riforme e condizioni. Queste sono concepite per aiutare l’Ucraina a mobilitare le entrate interne, migliorare la sostenibilità e la qualità della spesa pubblica e rafforzare i sistemi di gestione delle finanze pubbliche.

Per la prima tranche, l’Ucraina ha soddisfatto sette condizioni politiche. Tra queste, misure per rafforzare la mobilitazione delle entrate interne, in particolare l’estensione del prelievo militare, la presentazione al Parlamento ucraino di una proposta di legge sulla tassazione dei redditi derivanti da piattaforme digitali e sull’eliminazione delle esenzioni IVA per i pacchi importati di basso valore.

L’Ucraina ha inoltre portato avanti riforme per migliorare la gestione degli investimenti pubblici, allineare maggiormente la legislazione doganale all’acquis comunitario, rafforzare la governance doganale e consolidare il programma di riforma a medio termine della gestione delle finanze pubbliche.

L’AMF fornisce all’Ucraina un sostegno finanziario prevedibile e flessibile per far fronte alle sue urgenti esigenze di finanziamenti derivanti dal proseguimento della guerra di aggressione russa che continua a imporre costi molto elevati all’economia e alle finanze pubbliche ucraine. Come sottolinea l’esecutivo UE, “il sostegno finanziario dell’UE aiuta l’Ucraina a preservare la stabilità macrofinanziaria, a mantenere le funzioni statali essenziali e a continuare a finanziare le spese prioritarie, comprese le esigenze di ripresa e ricostruzione”.

Il via libera alla prima tranche del nuovo Prestito di sostegno all’Ucraina arriva dopo settimane di stallo politico, superato anche grazie al mutato quadro emerso in Ungheria con la sconfitta elettorale di Viktor Orbán e la vittoria di Péter Magyar. Il cambio di maggioranza a Budapest non è stato, sul piano formale, l’atto che ha sbloccato il meccanismo, ma ha contribuito a rimuovere il principale ostacolo politico al consenso europeo: il governo Orbán aveva infatti mantenuto il veto sul pacchetto da 90 miliardi di euro, collegandolo anche alla disputa sulle forniture di petrolio russo attraverso l’oleodotto Druzhba. Il ritiro dell’opposizione ungherese ha poi consentito al Consiglio di completare il 23 aprile l’iter necessario per rendere operative le erogazioni.

Il prestito è stato istituito dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel febbraio 2026 con il regolamento (UE) 2026/467 e mette a disposizione dell’Ucraina fino a 90 miliardi di euro per il biennio 2026-2027. La struttura del programma riflette la duplice esigenza di sostenere Kyiv sul terreno militare e di garantire la tenuta dello Stato: circa 60 miliardi sono destinati al rafforzamento delle capacità di difesa e dell’industria militare ucraina, mentre altri 30 miliardi serviranno a coprire le necessità di bilancio, assicurando la continuità dei servizi pubblici essenziali e la resilienza economica del Paese. Il finanziamento sarà raccolto sui mercati dei capitali dall’Unione europea e dovrà essere rimborsato da Kyiv soltanto nel momento in cui riceverà riparazioni dalla Russia.

Dopo la presentazione della strategia di finanziamento ucraina nel marzo scorso, il Consiglio ha definito il 23 aprile la ripartizione delle risorse per il 2026. Per quest’anno saranno messi a disposizione fino a 45 miliardi di euro: 16,7 miliardi per il sostegno al bilancio statale e 28,3 miliardi per le capacità industriali della difesa. La quota di assistenza macroeconomica sarà divisa in parti uguali tra una nuova operazione di assistenza macrofinanziaria e un’integrazione del Fondo per l’Ucraina, con un importo massimo di 8,35 miliardi di euro per ciascuna componente. L’accesso alle risorse resta subordinato a condizioni legate allo Stato di diritto, alla lotta alla corruzione, alla sostenibilità economica e al rispetto degli impegni concordati con Bruxelles.

Nell’ambito dell’assistenza macrofinanziaria sono previste ulteriori erogazioni indicative da 3,7 miliardi di euro a settembre e da 1,45 miliardi entro la fine del 2026, a condizione che Kyiv rispetti i prerequisiti e le garanzie previsti. Sul fronte della difesa, invece, la prima tranche da 6 miliardi di euro dovrebbe essere erogata nei prossimi giorni e sarà destinata in particolare all’acquisto di droni prodotti in Ucraina per le esigenze delle forze armate ucraine. Altri pagamenti attraverso il Fondo per l’Ucraina dipenderanno dalla modifica del Piano per l’Ucraina proposta dalla Commissione e dal successivo rispetto delle condizioni politiche previste dal programma; l’ottava erogazione del Fondo è attesa a settembre.

Dall’inizio dell’invasione russa, l’Unione europea e gli Stati membri hanno mobilitato complessivamente 211,3 miliardi di euro a sostegno dell’Ucraina e della sua popolazione. Una quota di 3,8 miliardi deriva dai proventi collegati ai beni russi immobilizzati, mentre il nuovo prestito punta a garantire a Kyiv risorse sufficienti per sostenere contemporaneamente il funzionamento dello Stato e lo sforzo bellico nei prossimi due anni.


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