Office 2024 a vita o Microsoft 365: con i rincari conviene cambiare?


Per anni la scelta tra una licenza Office “tradizionale” e l’abbonamento a Microsoft 365 è stata quasi una questione di gusto: chi voleva pagare una volta sola comprava Office, chi preferiva avere sempre l’ultima versione e un terabyte di spazio cloud sottoscriveva l’abbonamento. Era un equilibrio comodo, in cui nessuna delle due opzioni faceva davvero un torto all’altra. Nel 2026 quell’equilibrio si è rotto, e a romperlo è stata Microsoft stessa con una serie di ritocchi al listino che spingono l’utente a rifare i conti.

Il primo colpo è arrivato sul fronte consumer, ed è quello che riguarda da vicino chi usa Office a casa o per il proprio lavoro da freelance. Microsoft 365 Personal è passato da 69 a 99 euro l’anno, mentre il piano Family è salito da 99 a 129 euro: trenta euro in più a testa, un rincaro che in percentuale sfiora il 43% sul piano singolo. La giustificazione ufficiale ha un nome preciso, Copilot: l’assistente basato sull’intelligenza artificiale è stato integrato di serie nei piani consumer, insieme a Microsoft Designer e a un pacchetto di crediti AI mensili, e il sovrapprezzo viene presentato come il costo di questa nuova dotazione. Il punto è che nessuno ha chiesto agli abbonati se la volessero: chi non ha alcun interesse per l’AI si è ritrovato a pagare di più per una funzione che non userà. Esiste una via d’uscita poco pubblicizzata: Microsoft consente di passare ai cosiddetti piani “classici”, privi di Copilot e ancora ancorati ai prezzi vecchi, ma è un downgrade che bisogna però cercare attivamente, perché l’azienda non ha alcun interesse a metterlo in evidenza.

A questo si aggiunge un secondo aumento, che partirà il 1 luglio 2026 e porterà aumenti dal 8% al 33% nei piani business ed enterprise, dal Business Basic fino agli abbonamenti E3 ed E5 per le grandi aziende. Un rincaro che, nonostante non sia indirizzato direttamente all’utenza consumer, racconta qualcosa di importante anche a chi Office lo usa solo per scrivere una lettera o tenere un bilancio familiare: la direzione del listino Microsoft è una sola, e va verso l’alto. Consumer prima, business poi, con la stessa motivazione (l’intelligenza artificiale) usata come leva per ogni ritocco.

In questo scenario torna improvvisamente attraente l’opzione che Microsoft avrebbe volentieri lasciato invecchiare: la licenza perpetua. Office 2024, l’ultima versione “a vita” del pacchetto, costa 149 euro nella variante Home, che include Word, Excel, PowerPoint e OneNote ma non Outlook. Chi ha bisogno del client di posta e dell’uso commerciale deve salire alla Home & Business da 299 euro. Si paga una volta sola, il software resta di proprietà per sempre e non c’è alcun canone da rinnovare. In cambio si rinuncia a parecchio: l’installazione è limitata a un solo dispositivo, non c’è il terabyte di spazio su OneDrive, non ci sono Copilot né le nuove funzioni che continueranno ad arrivare sugli abbonamenti, e soprattutto non si ha diritto agli aggiornamenti di versione futuri. Quando uscirà l’erede di Office 2024, per averlo bisognerà rimettere mano al portafoglio.

Il calcolo, ridotto all’osso, è questo. I 149 euro di Office 2024 Home equivalgono a circa un anno e mezzo di Microsoft 365 Personal al nuovo prezzo. Se si tiene il software per due, tre o quattro anni (come fa la stragrande maggioranza degli utenti, che certo non cambia suite ogni dodici mesi) la licenza perpetua diventa nettamente più conveniente sul puro costo. Il confronto con il piano Family è meno netto, perché 129 euro l’anno coprono fino a sei persone con account, archiviazione e installazioni separate, qualcosa che Office 2024 non può offrire. Per una famiglia numerosa o per chi vive dentro l’ecosistema cloud di Microsoft, insomma, l’abbonamento conserva un senso. Per il singolo che usa Word, Excel e PowerPoint sul proprio computer, no.

C’è poi un terzo attore che complica – e in un certo senso ridicolizza – l’intero ragionamento sui prezzi: il mercato delle licenze a basso costo. Da tempo è possibile trovare chiavi Office 2024 a cifre attorno agli 11 euro, spesso versioni LTSC come Office Professional Plus 2024 pensate in origine per l’utenza aziendale e rivendute a privati. È una zona grigia, e va affrontata con la consapevolezza che il supporto e la garanzia non sono quelli del canale ufficiale, ma il dato resta clamoroso: tra pagare 11 euro una volta e pagare 99 euro l’anno per sempre corre una distanza che nessuna funzione di Copilot riesce davvero a colmare nella percezione dell’utente medio.

Visto la direzione in cui stanno andando le cose, credo che ormai l’abbonamento non sia più la scelta più sensata anche per il singolo utente domestico. Microsoft ha costruito Microsoft 365 su una promessa precisa, quella di pagare poco ogni anno e avere sempre tutto aggiornato, e quella promessa funzionava finché il “poco” restava davvero poco. Trasformando Copilot in un sovrapprezzo obbligatorio e spostando verso l’alto l’intero listino, l’azienda ha indebolito proprio l’argomento che le aveva fatto vincere la partita contro la licenza perpetua. Per chi scrive documenti, gestisce fogli di calcolo e prepara presentazioni senza alcun bisogno di assistenti AI o di un cloud da un terabyte, Office 2024 a vita è oggi la scelta economicamente più razionale, e non di poco.

Resta una domanda di fondo, che vale più dei singoli euro di differenza. Quanto a lungo Microsoft continuerà a offrire una licenza perpetua, quando tutta la sua strategia punta in direzione opposta? Office 2024 potrebbe essere una delle ultime occasioni per comprare la suite ed evitare l’abbonamento, e approfittarne adesso, prima che sia troppo tardi, potrebbe rivelarsi la mossa più lungimirante. Chi vuole farlo trova le diverse edizioni perpetue, a confronto con i piani in abbonamento, nella categoria Office di PrimeLicense, spesso a prezzi ben lontani da quelli del listino ufficiale.


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 Marco Pedrani

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