Ce ne eravamo già occupati il 15 maggio scorso, quando avevamo ricevuto e pubblicato una nota di un gruppo di volontari di AGATA di Rotondella che denunciavano la chiusura della sede locale da parte del direttivo di quella Associazione. E nell’occasione auspicavamo, a fronte di questa triste vicenda, la opportunità di “rendere note le ragioni del deliberato dell’associazione madre, considerata la delicatezza della tematica oggetto dell’attività di volontariato in questione.” Per quanto ci riguarda non abbiamo ricevuto nulla in tal senso, ma sembra che nemmeno agli interessati di Rotondella siano state esplicitate le ragioni di tale scelta, apparentemente incongrua. Infatti, abbiamo ricevuto (e pubblichiamo a seguire) un ulteriore comunicato stampa a firma di Antonio Ripoli, marito di Laura, la donna “membro del direttivo dell’associazione fino al giorno della sua scomparsa, avvenuta nel 2022″ a cui tale sede era intitolata. Lo stesso, nella mail a cui è allegato il CS, ribadisce che “La decisione di smantellare una sede pienamente operativa, nata dall’impegno della comunità e senza costi di gestione per l’ente, è stata assunta senza un confronto con il territorio e con la famiglia.” Non solo, ma che, scrive “Di fronte a legittime richieste di chiarimento espresse via social, una figura di riferimento ed ex presidente dell’associazione ha risposto con la rimozione dei commenti e il blocco dei profili.” Un’atteggiamento che -se non chiarito- non può che risultare incomprensibile anche ai tanti che leggono e che guardano con simpatia e magari hanno sostenuto e sostengono la meritoria azione di AGATA. Ci auguriamo che ciò avvenga quanto prima, pronti a darne conto.
Il dovere della trasparenza nel volontariato oncologico – La vicenda della sede AGATA di Rotondella
Rotondella (MT), 22 giugno 2026 – “Ci sono storie in cui il dolore privato si trasforma in impegno collettivo e in energia al servizio della comunità. È il caso di quanto è avvenuto a Rotondella grazie a Laura, che fino agli ultimi momenti della sua vita, nel novembre 2022, ha lavorato per promuovere e radicare sul territorio il sostegno ai malati oncologici. Laura ha ricoperto anche il ruolo di membro del direttivo dell’associazione “AGATA Volontari Contro il Cancro”, con la cui presidenza dell’epoca condivideva un profondo rapporto di stima e collaborazione.
In occasione di quello che sarebbe stato il suo compleanno, a seguito della sua scomparsa avvenuta il 4 dicembre 2022, ritengo doveroso intervenire pubblicamente per richiamare l’attenzione sulla gestione e sulle successive decisioni relative al presidio territoriale di Rotondella.
La nascita del presidio e il contesto
All’indomani della scomparsa di Laura, la comunità locale si è stretta attorno al suo desiderio di rendere concreto un servizio di supporto ai pazienti oncologici. Grazie alla collaborazione tra la famiglia, i cittadini, i volontari, l’Amministrazione Comunale e la FIDAS, il 28 dicembre 2022 è stata inaugurata la sede di Rotondella dell’Associazione.
Si trattava di uno spazio operativo nato senza costi vivi di locazione o utenze per l’associazione, grazie al contributo del Comune di Rotondella e alla generosità del tessuto sociale locale. Nel tempo, attraverso donazioni mirate e il contributo del 5×1000, l’impegno del territorio ha contribuito anche all’acquisto di un mezzo destinato al trasporto dei pazienti oncologici dell’area jonica.
La chiusura del presidio
Il 13 maggio 2026, dopo circa tre anni e mezzo di attività, il percorso del presidio di Rotondella è stato interrotto. Con una comunicazione interna trasmessa ai volontari tramite messaggistica, è stata disposta la chiusura della sede e la rimozione dei loghi e della targa “La stanza di Laura”, simbolo dell’origine del progetto. La decisione è stata motivata in termini generali con riferimento a una riorganizzazione dei servizi, senza un confronto preventivo con i referenti locali né con la famiglia di Laura. La richiesta di chiarimenti In assenza di un canale di confronto diretto sulle ragioni della decisione, ho ritenuto opportuno sollecitare pubblicamente un riscontro. Ho quindi inserito una richiesta di chiarimenti sotto un contenuto pubblico condiviso online dalla fondatrice e figura di riferimento dell’associazione, in un contesto dedicato alla celebrazione dell’operato di AGATA. La reazione a questo tentativo di dialogo sulla chiusura del presidio di Rotondella è stata la rimozione immediata del commento e il successivo blocco dei profili personali mio e di mia figlia, limitando di fatto ogni possibilità di replica o civile interazione virtuale.
L’appello di Antonio Ripoli
“Fa male constatare che di fronte a una richiesta di dialogo su un percorso condiviso, l’unica reazione riscontrabile sia stata la rimozione dei commenti e il blocco virtuale, anziché la via del confronto aperto e del rispetto per il passato”, dichiara Antonio Ripoli. “Questa assenza di risposte mi spinge oggi a rivolgermi direttamente alla pubblica opinione, alla stampa e, soprattutto, a tutti i sostenitori che offrono il proprio contributo economico e morale alle attività dell’associazione. Chi dona ha il diritto di conoscere i criteri di gestione dei presidi territoriali e di ricevere chiarimenti quando un servizio viene interrotto in modo così
repentino”.
“La solidarietà, l’ascolto e l’attenzione al territorio non possono essere concetti validi solo per la retorica dei post online; devono tradursi in rispetto e trasparenza nelle azioni concrete. La dignità del ricordo di Laura e l’impegno della comunità di Rotondella non possono essere archiviati da una decisione d’ufficio o dalla moderazione di un contenuto sui social. Chiediamo pubblicamente che il direttivo di AGATA accolga questo invito al dialogo e chiarisca le proprie decisioni davanti ai cittadini e ai sostenitori che hanno creduto e investito in questo progetto“.
Antonio Ripoli
Chiusa a Rotondella, nelle polemiche, la sede “AGATA – La Stanza di Laura”
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Vito Bubbico
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