Nel panorama dei case mid-tower orientati all’airflow, il Lian Li Lancool 217 si propone come una soluzione completa fin dalla confezione. Erede del Lancool 216, mantiene la filosofia che ha reso popolare il predecessore e la arricchisce con un frontale mesh ad alta permeabilità , due ventole frontali da 170 mm e una serie di accorgimenti pensati per chi assembla configurazioni potenti. Il prodotto si rivolge a gamer ed enthusiast che cercano un buon raffreddamento senza dover acquistare subito ventole aggiuntive, ma anche a chi apprezza un’estetica curata grazie agli inserti in vero legno e, nella variante INF, al frontale Infinity Mirror ARGB. La fascia di prezzo lo colloca leggermente sopra i mid-tower airflow più economici, ma vale la pena capire se il costo maggiore è giustificato.
La recensione in un minuto
Il Lancool 217 arriva con cinque ventole preinstallate, una dotazione generosa che riduce le spese accessorie e garantisce un flusso d’aria elevato già nella configurazione di base. Le due ventole frontali da 170 mm, abbinate al pannello mesh, costituiscono il cuore del sistema di raffreddamento e si distinguono per il diametro fuori dagli standard. La compatibilità con componenti di grandi dimensioni è ampia, con supporto a GPU fino a 380 mm, dissipatori ad aria fino a 180 mm e schede madri fino al formato SSI-EEB.
Tra gli aspetti da considerare ci sono il prezzo superiore rispetto a diversi concorrenti diretti e il fatto che le ventole frontali da 170 mm siano proprietarie, il che rende meno immediata un’eventuale sostituzione. Il layout modulare, con alimentatore ruotabile e gabbie storage spostabili, offre flessibilità ma richiede un minimo di pianificazione. Nel complesso si tratta di un case equilibrato, adatto a chi vuole prestazioni termiche solide e una build ordinata.
Com’è fatto
Il Lancool 217 è un mid-tower dalle dimensioni esterne di 238 × 482 × 503 mm, per un volume interno di circa 57 litri. La struttura si basa su acciaio per il telaio, vetro temperato per il pannello laterale sinistro e mesh metallica per il frontale. Nelle versioni standard troviamo inserti in vero legno, in noce o faggio, lungo il bordo frontale, un dettaglio che eleva la percezione di qualità rispetto ai case interamente in plastica e acciaio. Il pannello destro è in acciaio e nasconde i canali per la gestione dei cavi, mentre la copertura dell’alimentatore mantiene ordinata la zona inferiore.
Sul fronte della compatibilità , il case accoglie schede madri SSI-EEB, E-ATX, ATX, Micro-ATX e Mini-ITX, con una larghezza massima fino a 330 mm. Questo lo rende adatto anche a configurazioni workstation oltre che gaming. L’altezza massima per i dissipatori ad aria è di 180 mm, mentre le schede grafiche possono raggiungere i 380 mm, una misura che copre la quasi totalità delle GPU attuali, comprese le più ingombranti. L’alimentatore può arrivare a 220 mm in configurazione standard, ma scende a circa 180 mm quando lo si monta ruotato di 90 gradi, soluzione che libera spazio per una seconda gabbia per dischi.
Il sistema di raffreddamento parte dalle cinque ventole preinstallate. Sul frontale troviamo due unità da 170 mm, ARGB nella variante INF e prive di illuminazione nel modello standard, montate dietro il pannello mesh. Posteriormente è presente una ventola da 140 mm, mentre le restanti completano la dotazione tra fondo e top a seconda della versione. La gestione delle ventole avviene tramite PWM, quindi il controllo della velocità passa dalla scheda madre. Per il raffreddamento a liquido, la posizione principale è quella superiore, che ospita radiatori fino a 360 mm con tre ventole da 120 mm oppure 280 mm con due da 140 mm.
Lo storage prevede due alloggiamenti da 3,5 pollici in gabbia, convertibili a 2,5 pollici, più due posizioni dedicate da 2,5 pollici dietro il piatto della scheda madre. La gabbia per i dischi è modulare e può essere spostata o rimossa. Il pannello I/O frontale offre una porta USB-C Gen2, due USB 3.0 Type-A e un jack audio combinato da 3,5 mm, oltre ai pulsanti di accensione e reset. I filtri antipolvere magnetici su top e fondo, insieme al pannello mesh frontale removibile, completano un quadro pensato per la manutenzione semplice.
Esperienza d’uso
Il primo elemento che emerge è la facilità di assemblaggio. Lo spazio interno è abbondante e accoglie senza difficoltà componenti voluminosi, dalle schede grafiche di ultima generazione ai dissipatori ad aria di grandi dimensioni. Il pannello frontale mesh si rimuove rapidamente e le ventole da 170 mm sono accessibli senza fatica.
Dietro il piatto della scheda madre lo spazio per il cable management è generoso e i canali dedicati permettono di instradare e fissare i cavi in modo ordinato. Il supporto alle schede madri con connettori posteriori, le cosiddette back-connector, consente di realizzare build dall’aspetto pulito visto dal lato in vetro, con il cablaggio quasi del tutto nascosto. Ottimo anche l’hub per le ventole integrato, messo in una posiziona comoda e strategica.Â
L’alimentatore ruotabile di 90 gradi apre scenari interessanti per chi necessita di più storage, perché libera spazio per una seconda gabbia per dischi. Va detto però che questa modalità richiede un alimentatore non troppo lungo e una pianificazione preventiva del layout. Chi monta una configurazione semplice probabilmente non sfrutterà queste possibilità , mentre chi punta su build più articolate, magari con custom loop e molti dischi, dovrà dedicare maggiore attenzione alla disposizione dei componenti.
Sul piano del raffreddamento, la combinazione di frontale mesh e due ventole da 170 mm spinge un volume d’aria elevato verso i componenti interni. Le ventole oversize, ruotando a regimi più bassi rispetto alle classiche 120 o 140 mm, muovono molta aria contenendo teoricamente la rumorosità . Nei nostri test l’impressione generale è quella di un case che gestisce bene il calore con hardware esigente, mantenendo le temperature sotto controllo anche sotto carico prolungato.Â
La qualità costruttiva si mantiene su buoni livelli. L’uso esteso di acciaio e vetro temperato trasmette solidità , mentre gli inserti in legno aggiungono carattere senza risultare eccessivi. I piedini antivibrazione e la struttura pensata per ridurre i rumori meccanici contribuiscono a un’esperienza complessiva curata. Un aspetto da tenere presente riguarda le ventole frontali proprietarie da 170 mm: in caso di guasto o desiderio di upgrade, la sostituzione è meno immediata rispetto a ventole di formato standard, perché non si trovano con la stessa facilità sul mercato. Per la maggior parte degli utenti questo non rappresenta un problema concreto, ma chi ama personalizzare ogni dettaglio dovrebbe valutarlo.
Verdetto
Il Lian Li Lancool 217 si conferma un mid-tower airflow ben costruito e ricco di funzioni. I suoi punti di forza più evidenti sono le cinque ventole incluse, che riducono i costi accessori e garantiscono un raffreddamento solido fin dal primo avvio, l’ampia compatibilità con componenti di grandi dimensioni fino al formato SSI-EEB e la gestione dei cavi avanzata, con il supporto alle schede madri back-connector. L’estetica, grazie agli inserti in legno e all’eventuale frontale Infinity Mirror ARGB della variante INF, lo distingue dalla concorrenza più anonima. La modularità di alimentatore e storage aggiunge versatilità a chi cerca configurazioni particolari.
Sul fronte opposto, il prezzo si colloca sopra la media dei mid-tower airflow di base, una scelta giustificata dalla dotazione ma che resta un fattore per chi ha un budget limitato. Le ventole frontali proprietarie da 170 mm complicano eventuali sostituzioni, e il layout flessibile può richiedere più attenzione in fase di montaggio quando si sfruttano le configurazioni avanzate.
Il Lancool 217 è consigliato a chi vuole un case completo, pronto all’uso e capace di ospitare hardware potente con un buon raffreddamento stock, senza rinunciare a una build ordinata ed esteticamente curata. È meno indicato per chi cerca la soluzione più economica possibile o per chi desidera la massima libertà nella personalizzazione delle ventole. Nel complesso, rappresenta una proposta equilibrata e ben riuscita nella sua fascia di mercato.
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 Marco Pedrani
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