Iersera a Fermo il primo consiglio comunale. Oggi la prima interrogazione a firma Di Ruscio. Il Girfalco casus belli


Caldo fuori e caldo dentro. Saturnino Di Ruscio non fa passare tempo. Scatta in avanti. Brucia tutti e scrive questa lunga interrogazione. «Nel corso della recente campagna elettorale, in qualità di candidato Sindaco della Lista Servire Fermo, avevo preso l’impegno di portare al primo consiglio comunale utile la problematica relativa alla riqualificazione del Girfalco. Gli impegni presi vanno rispettati e mantenuti a prescindere da quali possano essere i risultati delle elezioni. Ieri si è tenuto il primo consiglio comunale con il suo insediamento ufficiale ed è stato l’avvio alla costituzione delle Commissioni Consiliari. A seguito di ciò, si trasmette, in allegato, l’interrogazione relativa al Progetto di riqualificazione del Girfalco affinché possa essere discussa nel primo consiglio utile».

Ed ecco l’interrogazione nella sua completezza: «II 7 marzo 2026 il Coordinamento Ambientalista di Fermo (Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Demos, ecc.) ha organizzato una Assemblea Pubblica alla quale hanno partecipato circa 150 persone che aveva al centro del dibattito il progetto di riqualificazione del parco del Girfalco, progetto già approvato dalla Giunta e in fase di appalto per la realizzazione di opere per un importo di circa 1,2 milioni di euro. La preoccupazione derivava dal fatto che “Il Girfalco non è solo un parco: è l’anima di Fermo. Mа oggi quell’anima trema davanti a un progetto che promette riqualificazione e restituisce, agli occhi di molti, uno stravolgimento della propria identità. Tra pavimentazioni invasive, prati non più accessibili e panchine rimosse, viene tradito il Genius Loci. Un iter rapido che, pur partendo da presupposti condivisibili, rischia di trasformare per sempre il salotto verde del centro storico della città, cancellando abitudini e memoria”. Per l’Amministrazione erano presenti l’Assessora ai Lavori pubblici Ing. Ingrid Luciani, il progettista Arch. Nazzareno Petrini, il Responsabile del procedimento Ing. Giacomo Torresi e il Dirigente del Settore Lavori pubblici Geol. Alessandro Paccapelo che hanno illustrato il progetto stesso. Di seguito si riporta integralmente quanto emerso dall’incontro e pubblicato sugli organi d’informazione locali: “Un primo tema riguarda la mancata condivisione preliminare del progetto con la cittadinanza, non tanto per l’assenza delle associazioni quanto per la grande importanza urbanistica e sociale rivestita dal Parco. Per quanto riguarda le aiuole intorno alla fontana, saranno inseriti un cordolo in corten e una siepe per impedire l’accesso al prato, e questa scelta inibirà la fruizione di ampie sezioni del parco da parte specialmente dei giovani. Diversi cittadini hanno definito il corten potenzialmente pericoloso perché tagliente e hanno sottolineato che, inserito nel terreno, può danneggiare la vegetazione circostante. I tecnici hanno risposto che saranno presi gli accorgimenti necessari Si è poi discusso degli interventi previsti nell’area sud della Cattedrale. Nella zona del cedro i pini che lo circondano, disposti in ellisse attorno ad esso, saranno inseriti all’interno di aiuole – anche queste inibite al passeggio e alla fruizione diretta – in parte piantumate con arbusti locali o rustiche a cespuglio, autoctone e a bassa manutenzione, ed in parte destinate a prato. La forma geometrica dei pini sarà evidenziata da un percorso pedonale ellittico e con due tagli trasversali realizzati con una pavimentazione drenante in graniglia di marmo per recuperare, come affermato dal progettista, una tecnologia degli anni ’60. Alcuni dei presenti hanno espresso i propri dubbi poiché sotto i pini il prato difficilmente cresce a causa dell’acidità del terreno, la superficie calpestabile risulterebbe fortemente ridotta e si modificherebbe in maniera sensibile il Girfalco, per come i fermani sono abituati a farne uso. La ghiaia evita i dissesti tipici delle pavimentazioni: assecondando il movimento delle radici, impedisce che queste vengano tagliate per ripristinare il passaggio, salvaguardando la salute dell’albero. Nel progetto alcuni pini saranno circondati dalle pavimentazioni drenanti. Sono stati inoltre criticati i circa 1700 metri quadri di nuova pavimentazione drenante, ritenuti eccessivi, e la scelta di un materiale giudicato da alcuni poco adatto al contesto. Sono emersi dubbi riguardo la durabilità delle pavimentazioni posate a secco, sia per la presenza delle radici di pino, notoriamente superficiali, sia per il transito dei veicoli dei residenti (che continuerebbe ad essere consentito) che, come testimoniato dai dissesti creatisi recentemente su Via del Teatro Antico, potrebbero pregiudicarne la conservazione. Una delle domande più ricorrenti ha riguardato l’assenza di bagni pubblici. Secondo l’Amministrazione, la gestione dei servizi igienici potrà essere affidata al privato che prenderà in concessione lo Chalet, mentre non sarebbe possibile realizzare nuovi volumi a causa dei vincoli presenti. In riferimento a ciò, si segnala che la realizzazione di un progetto complessivo di tale portata sarebbe stata una perfetta occasione per risolvere il problema. È stato chiesto inoltre di quanto diminuirà la superficie su cui sarà possibile transitare a piedi. Secondo molti interventi, l’area realmente fruibile potrebbe ridursi in modo significativo: i prati saranno di fatto non percorribili e anche alcune nuove aiuole limiteranno ulteriormente il passaggio. Riteniamo che nel progettare importanti aree pubbliche ci si debba sempre porre nei panni di una mamma con un bambino su carrozzina: a progetto finito i suoi spazi per passeggiare saranno enormemente ridotti, e per inciso i tecnici comunali non hanno saputo (o voluto) quantificare la diminuzione. Ulteriori perplessità hanno riguardato gli scavi previsti sotto le nuove panchine e il rispetto del principio di invarianza idraulica. Lo stato attuale del fondo in ghiaia, oggi molto compattato a causa del passaggio delle auto, non dovrebbe essere considerato come condizione di riferimento, perché si tratta di una situazione degradata e non di quella “ordinaria” di un terreno ghiaioso unicamente pedonale. Un’altra osservazione riguarda la mancanza di un intervento nel viale del Sagrato: secondo molti cittadini sarebbe stato opportuno sostituire l’asfalto con una pavimentazione più coerente con il contesto storico del luogo, cosa che invece il progetto non prevede. Analogo discorso vale per il Parco della Rimembranza, per il quale non sono previsti interventi. È stata sollevata anche la questione degli arredi storici: non è chiaro quali saranno conservati e quali sostituiti. In particolare, la panchina circolare attorno al cedro è destinata a essere eliminata e sostituita da una seduta in pietra. È stato segnalato poi che il progetto non terrà sufficientemente conto della presenza del Monumento ai Caduti e della statua del leone che fiancheggia la Cattedrale, poiché le nuove aiuole previste davanti a tali elementi potrebbero limitarne la visibilità. È stato chiesto come il cantiere si concilierà con quello della Casina delle Rose, qualora dovesse partire. Una porzione del viale di tigli che fiancheggia la casina, tra l’altro, in seguito alla vendita della stessa, è soggetta al “diritto di transito pedonale e carrabile” da parte del privato. Ulteriori richieste hanno riguardato la funzione delle linee trasversali che attraverseranno l’ellisse pavimentata. L’Assessora Luciani ha dichiarato che l’Amministrazione recepirà il suggerimento di rivedere i percorsi, pur precisando che la Soprintendenza ha richiesto linee più dritte rispetto a soluzioni inizialmente più morbide. Petrini ha aggiunto che la pavimentazione lungo il fianco della Cattedrale e sul belvedere verso il mare servono per limitare il passaggio sul prato. Sono emerse perplessità anche sul reperimento dell’acqua per l’impianto di irrigazione, per cui il progettista ha affermato che sarà alimentato da un serbatoio di recupero dell’acqua piovana. È poi emersa la preoccupazione che l’intervento modificherà in modo sostanziale l’aspetto del Girfalco, rendendolo eccessivamente pavimentato, scelta percepita lontana dal gusto dei fermani e dalla identità del luogo. Il dirigente ha commentato che “il tempo ci darà ragione e ci giudicheranno i posteri”. È stato sottolineato che quanto previsto dal progetto non si adatterebbe al contesto e non restituirebbe il “Genius Loci” del Girfalco. È stata inoltre proposta la valorizzazione dei resti archeologici presenti nel sottosuolo, oggetti di scavo archeologico qualche decennio fa, per valorizzare la memoria storica dell’area. Nel corso dell’assemblea sono stati anche ricordati i tempi molto rapidi dell’iter progettuale: in data 07/10/2025 è stato approvato il progetto di fattibilità, il 26/01/2026 è stato consegnato il progetto esecutivo che è stato approvato unicamente dalla Giunta Comunale (e non dal Consiglio) in data 30/01/2026. II 12/02/2026 è stata avviata la procedura di gara su invito. Si è attualmente in attesa dell’aggiudicazione. Si specifica che alcune osservazioni emerse durante l’assemblea derivano dall’analisi del progetto preliminare, unico elaborato attualmente a disposizione del Coordinamento. Il Coordinamento Ambientalista ha presentato ulteriore richiesta di accesso agli atti relativamente al progetto esecutivo e si è attualmente in attesa di riscontro secondo le tempistiche previste dalla normativa. In conclusione, diversi cittadini e associazioni hanno denunciato che solo grazie all’iniziativa del Coordinamento Ambientalista è stato possibile informare la cittadinanza sulle decisioni prese, ricevendo peraltro dall’amministrazione molta attenzione ma scarsa disponibilità a modificare il progetto. Il Coordinamento, anche alla luce dell’assemblea, ha chiesto formalmente all’Amministrazione di fermare il progetto esecutivo, anche in considerazione della scadenza del mandato. L’Assessora ha risposto che fermare il progetto significherebbe rischiare la perdita dei finanziamenti, pertanto non è una strada percorribile. È stata data disponibilità a valutare alcune piccole modifiche. La direzione dei lavori sarà gestita direttamente dall’ufficio tecnico comunale pertanto il Coordinamento propone la realizzazione di una variante in corso d’opera che tenga conto degli spunti di riflessione pervenuti dalla cittadinanza. In linea generale l’amministrazione sembra però considerare chiuso il percorso di confronto, mentre per gli ambientalisti questo è appena iniziato”. In data 19 aprile 2026 è stato promosso il corteo da piazza del Popolo al colle Sabulo, il Girfalco, per una pacifica manifestazione di protesta e di proposta all’amministrazione comunale da parte delle organizzazioni ambientaliste con una massiccia presenza di cittadini. Sui tavolini sono state raccolte numerose firme a sostegno della petizione popolare promossa dalle associazioni ambientaliste che, richiamandosi all’art. 36 dello statuto comunale, punta a ottenere una risposta scritta del sindaco alle osservazioni presentate e, alla convocazione di un consiglio comunale dedicato. Le criticità del progetto rilevate riguardavano: a) Il rischio di snaturare l’identità storica del Girfalco, considerato “l’anima di Fermo” b) La possibile riduzione delle aree realmente fruibili, con prati non più calpestabili c)Interventi ritenuti troppo invasivi per un contesto storico e paesaggistico delicato d) L’assenza di condivisione del progetto con la cittadinanza. La richiesta, tenuto conto delle tante criticità rilevate mira a: 1) Sospendere temporaneamente il progetto 2) Aprire un confronto con i cittadini, tecnici e associazioni 3) Rivedere le soluzioni più critiche 4) Costruire insieme un progetto di cui Fermo possa andare fiera. Le associazioni e i cittadini non sono contrari al cambiamento né alla riqualificazione ma chiedono un migliore cambiamento e una revisione del progetto per renderlo più rispettoso del luogo. In data 21 maggio 2026, attraverso un comunicato stampa, le associazioni: Italia Nostra sezione del Fermano, Legambiente Circolo Terramare, Lipu Fermo (Coordinamento Ambientalista di Fermo) e Demos, hanno formalizzato la consegna delle firme raccolte a corredo della petizione popolare redatta ai sensi dell’art. 36 dello Statuto del Comune di Fermo, richiedendo formalmente di inserire nel primo Consiglio Comunale utile, successivo alle prossime consultazioni elettorali, un apposito punto all’ordine del giorno interamente dedicato al tema della riqualificazione del Girfalco. A supporto di tale richiesta, le Associazioni hanno specificato e chiarito su una serie di aspetti fondamentali rispetto per la verità e la medesima correttezza nel dialogo e nel dibattito vengano adottati d’ora in avanti da tutti i soggetti coinvolti. Considerato che: II 24 e 25 maggio 2026 si sono tenute le elezioni per il rinnovo dell’amministrazione comunale e che il 18 giugno 2026 si è insediato il nuovo consiglio comunale. Anche l’Arcivescovo Rocco Pennacchio ha voluto nei mesi scorsi inviare il seguente messaggio agli amministratori: “La comunità è chiamata ad una corresponsabilità, è la sfida di pensare col noi e condividere pensieri e progettazioni. A Fermo si parla tanto di Girfalco, io dico che un conto è presentare un progetto per quello che è un luogo caro a tutti e un conto è pensarlo insieme e condividere. È vero che tutte le occasioni vanno colte ma è vero anche che bisogna partire da un’idea e poi trovare le risorse che ci vogliono. Ci deve essere una visione che guida la progettazione diversamente, diversamente è tutta una sceneggiata”. Rilevato che: Nonostante il Girfalco sia stato abbandonato da anni all’incuria generale, rappresentava, nel passato, il classico esempio di “Giardino all’italiana”, imitato ed apprezzato in tutto il mondo. Una creazione complessa, mutevole, polimaterica, una perfetta sintesi delle Arti, in cui edifici, acque ed elementi scultorei si sposano con la vegetazione, costituendo nel suo complesso un vero e proprio “monumento vivente” secondo la Carta di Venezia e la Carta di Firenze dei giardini storici. A tal fine, sarebbe stato opportuno riconoscere il Girfalco come parco e giardino storico, con uno status specifico nell’ambito del patrimonio culturale. In particolare come elemento distintivo della tradizione culturale italiana e fattore chiave per preservare l’identità dei luoghi.

Atteso che: Oltre 1000 cittadini hanno sottoscritto la petizione ai sensi dell’articolo 36 dello Statuto Comunale, il quale, al 2° comma, recita :”I cittadini, singoli o associati, possono rivolgere al Comune istanze, petizioni e proposte dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi, alle quali viene data risposta scritta nel termine di trenta giorni dal loro ricevimento”. II Sindaco, in considerazione della loro rilevanza, può inserire le questioni sollevate all’ordine del giorno della prima seduta utile del competente organo comunale convocato dopo la scadenza di detto termine. È altresì tenuto ad inserire. nell’ordine del giorno le questioni alle quali non sia stata data risposta scritta nel termine di trenta giorni. Per tali motivi, il sottoscritto consigliere interroga il Sig. Sindaco e la Giunta Comunale per: Sapere se e quando sarà posta all’attenzione del prossimo consiglio comunale ai sensi dell’articolo 36 comma 2 dello Statuto Comunale la proposta avanzata dagli oltre 1000 cittadini, tra i quali l’interrogante, tesa a: 1) Sospendere temporaneamente i lavori relativi al progetto di riqualificazione del Girfalco. 2) Aprire un confronto reale con i cittadini, tecnici e associazioni. 3) Rivedere le soluzioni progettuali più critiche. 4) Costruire insieme un progetto di cui la Fermo possa andare fiera. 5) Fornire le necessarie strategie di intervento volte alla realizzazione di varianti al progetto iniziale. Tali varianti dovranno essere elaborate di concerto con la competente Soprintendenza e dovranno tenere in seria considerazione le istanze e le preoccupazioni legittimamente avanzate dalla cittadinanza e dalle associazioni. Sapere se, con la variante al progetto di riqualificazione, intende procedere con interventi in linea con quelle che erano i canoni del “giardino storico all’italiana” ovvero regolati da precise linee guida che impongono il rispetto della forma del paesaggio, dei materiali originali e delle essenze storiche e conseguentemente procedere alla richiesta di apposizione del vincolo alla Soprintendenza per la rilevanza storico-artistica. Concedere l’accesso agli atti alle associazioni richiedenti per consentire una valutazione più accurata del progetto di riqualificazione in corso di realizzazione. Chiede che la presente interrogazione venga inserita all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale, con risposta scritta entro i termini regolamentari e successiva discussione pubblica, affinché i consiglieri e la cittadinanza presente possano valutare compiutamente le scelte effettuate».

Venerdì, 19 giugno 2026


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