E Pietro Simonetti che ha buona memoria e parla con dati alla mano, proprio non resiste a puntare il dito su quanto la Regione Basilicata continua a non fare affinchè il rapporto con i Lucani che vivono in altri Stati e Continenti non vada oltre gemellaggi, viaggi e un piccolo contributo una tantum di 4000 euro per gli studenti in arrivo. E fa il confronto con la Calabria. Altro pianeta. Simonetti sollecita l’applicazione di un Piano che resta sulla carta ed elenca le cose da fare.Un invito a darsi una mossa, in relazione allo spopolamento che continua a investire la nostra regione. Chiede che Giunta regionale renda immediatamente operativo il Piano 2025, indicando tempi certi per l’erogazione delle misure previste. Che venga chiarito lo stato del Piano 2024 e le ragioni dei ritardi accumulati.Che venga avviato immediatamente l’iter del Piano 2026, con una roadmap pubblica e verificabile.Che venga istituito un programma strutturale di borse di studio per i giovani Lucani all’estero — distinto e aggiuntivo rispetto alle misure ARDSU per l’internazionalizzazione — con importi adeguati e continuità pluriennale, sul modello UniCal.Che il patrimonio A.D.E.L.M.O venga finalmente messo in rete e reso accessibile alle comunità lucane nel mondo.
• Che la Regione Basilicata avvii un tavolo di confronto con le associazioni della diaspora e con l’Universita degli Studi della Basilicata per definire un programma strutturato sul modello calabrese. <E,infine, che il Presidente della Regione e l’Assessore competente rispondano pubblicamente alle associazioni dei Lucani nel Mondo.
COMUNICATO STAMPA
Potenza, 18 giugno 2026
Lucani nel Mondo abbandonati: tre anni di piani bloccati, una misura spot non pertinente, zero risposte
Mentre la Calabria eroga oltre 5.200 borse di studio annuali strutturate, la Basilicata presenta come risposta un contributo una tantum da €4.000 destinato a studenti stranieri in arrivo — non ai Lucani all’estero. Nel frattempo i piani diasporici sono bloccati, €350.000 di patrimonio culturale giace in un magazzino, e €120.000 si spendono per una passerella annuale. Il CSERES chiede risposte urgenti.
Lo stallo che dura da anni
Siamo a metà del 2026 e la Basilicata non ha ancora reso operativo il Piano annuale 2024 per i Lucani nel Mondo, non ha concluso l’iter del Piano 2025 e non ha ancora avviato quello del 2026. Tre annualità di politiche a favore dell’emigrazione lucana di fatto inesistenti, nonostante la Legge Regionale n. 11 del 11 gennaio 2025 che le prevede e finanzia.
La D.G.R. n. 866 del 30 dicembre 2025 ha approvato il Piano 2025. Le Commissioni consiliari (IV e II) hanno espresso i loro pareri tra gennaio e febbraio 2026. I pareri sono stati trasmessi alla Giunta regionale il 3 marzo 2026. Da allora: silenzio totale.
Associazioni di Lucani residenti all’estero attendono da mesi risposte che non arrivano. Le borse di studio non vengono erogate. I contributi alle associazioni diasporiche sono bloccati. La rete dell’emigrazione lucana — costruita in decenni — rischia di sgretolarsi per indifferenza istituzionale.
La risposta della Regione: un rimbalzo di competenze
Alla richiesta urgente del CSERES di conoscere lo stato dei provvedimenti e le ragioni dei ritardi, la risposta degli uffici del Consiglio regionale si è limitata a precisare che le Commissioni consiliari “hanno esaurito il proprio compito” dopo aver trasmesso i pareri alla Giunta. Un passaggio di carta. Nessuna risposta di merito. Nessuna indicazione su quando i Piani diventeranno operativi.
Intanto i cittadini lucani all’estero — studenti, famiglie, associazioni — restano in attesa di misure che esistono sulla carta ma non nella realtà.
La misura ARDSU: un’iniziativa meritoria ma non pertinente
La stampa locale ha recentemente dato risalto ai protocolli d’intesa tra ARDSU (Azienda Regionale per il Diritto allo Studio) e Unibas, che prevedono borse per studenti stranieri che scelgono di studiare in Basilicata. L’iniziativa prevede alloggio gratuito per 12 mesi nelle residenze ARDSU, servizio mensa, tasse universitarie agevolate e un contributo una tantum fino a €4.000 per coprire spese di viaggio, visto e assicurazione.
Questa misura, apprezzabile come strumento di internazionalizzazione dell’Unibas, non ha tuttavia nulla a che vedere con le politiche per i Lucani nel Mondo. Non è rivolta ai cittadini lucani residenti all’estero. Non prevede borse per il rientro qualificato. Non sostiene le associazioni della diaspora. Non finanzia percorsi universitari per giovani lucani che vivono fuori regione.
Presentarla come risposta alla crisi delle politiche diasporiche sarebbe fuorviante. E’ una misura per attrarre studenti in entrata, non per mantenere legami con i Lucani in uscita.
Il confronto con UniCal: non solo quantitativo, ma strutturale
Confrontando la misura ARDSU con il sistema di diritto allo studio dell’Universita della Calabria emerge un divario non solo economico ma di filosofia istituzionale. UniCal garantisce un ecosistema integrato e strutturale; la Basilicata offre una misura spot, una tantum, e rivolta a una platea diversa:
Indicatore Basilicata ARDSU UniCal / Calabria
Destinatari Studenti stranieri → Basilicata Studenti ital. e internaz. a UniCal
Natura del contributo Una tantum (viaggio, visto, assicurazione) Borsa annuale rinnovabile
Quota cash Max €4.000 (una tantum, non annuale) Fino a €3.844/anno (fuori sede)
Alloggio Gratuito 12 mesi (ARDSU) Incluso (+20% posti dal 2019)
Mensa Inclusa Inclusa
Tasse universitarie Agevolate (per Paese di provenienza) Esenzione totale
Premio di laurea No Sì — esteso a tutti gli idonei
Mobilità internazionale aggiuntiva No Sì, fino a €600/mese (max 10 mesi)
Beneficiari totali (a.a. 2024/25) Non comunicato Oltre 5.200 borse erogate
Aumento idonei dal 2019 n.d. +41%
Riguarda i Lucani all’estero? No (è per stranieri in arrivo) — (modello di riferimento)
Continuità pluriennale No (piani bloccati) Sì (bando annuale garantito)
Il dato piu rivelatore: UniCal ha erogato oltre 5.200 borse nell’anno accademico 2024/25, con un aumento del 41% di studenti idonei rispetto al 2019. La Basilicata non ha comunicato alcun dato equivalente, perche i Piani per i Lucani nel Mondo — che avrebbero dovuto finanziare borse analoghe — sono fermi da anni.
Un declino documentato: trent’anni di rete distrutti in otto anni
Non si tratta di un problema recente. Ci sono voluti oltre 35 anni per costruire una rete di oltre 170 associazioni di Lucani all’estero e in Italia, che rappresentano circa 1.200.000 migranti lucani e discendenti. Sono bastati 8 anni per destrutturare questo tessuto organizzativo.
Il calo delle associazioni attive ha raggiunto il 20%, con molte ormai esistenti solo sulla carta. Le ragioni sono chiare: poche iniziative, ritardi sistematici nell’approvazione dei Piani annuali, assenza di una linea guida e di innovazione. La Commissione Regionale dei Lucani nel Mondo e diventata un organo svuotato, il cui unico momento di visibilita e ridotto a un appuntamento annuale che costa oltre 120.000 euro — trasformato in una passerella di due giorni per i “notabili” anziche uno spazio di lavoro per i delegati delle comunita.
A questo si aggiunge uno scandalo silenzioso: il programma A.D.E.L.M.O ha scannerizzato 25.000 passaporti di migranti lucani, un patrimonio storico e culturale inestimabile, costato alla collettivita oltre 350.000 euro. Questo archivio non e mai stato messo in rete. Giace nei depositi regionali insieme alle mostre fotografiche del Maestro Cresci, ai costumi, ai quadri e alla banca dati dei migranti lucani acquisita in Argentina.
Una fuga silenziosa che nessuno contrasta
I numeri sull’emigrazione giovanile rendono ancora piu urgente il quadro. Nel solo 2023, 335 giovani lucani tra i 18 e i 34 anni hanno lasciato la Basilicata per trasferirsi all’estero, risultando iscritti all’AIRE. Tra il 2011 e il 2023 sono stati 3.147. Dall’Unita d’Italia ad oggi, oltre 800.000 persone hanno lasciato la Basilicata.
In questo contesto, le politiche per i Lucani nel Mondo non sono un accessorio folkloristico: sono uno strumento essenziale di coesione, identita e potenziale rientro qualificato. Bloccarle significa scegliere attivamente di non contrastare questa emorragia.
Un danno che si moltiplica
Allo stallo sui Piani per i Lucani nel Mondo si aggiungono altre emergenze gia segnalate:
• La perdita dei finanziamenti per il completamento del Centro di accoglienza di Scanzano Jonico per i migranti stagionali.
• La mancata continuita nelle borse di studio per i giovani lucani all’estero, con la misura ARDSU (€4.000 una tantum, per studenti stranieri in arrivo) che non colma in alcun modo questo vuoto.
• L’assenza di un Piano 2026 ancora all’orizzonte, a meta anno inoltrato.
• Un patrimonio culturale da €350.000 (ADELMO) chiuso in un deposito regionale, mai accessibile al pubblico ne alla diaspora.
• Il silenzio della politica regionale di fronte alle sollecitazioni delle associazioni della diaspora.
Le richieste del CSERES
Il CSERES chiede con urgenza:
• Che la Giunta regionale renda immediatamente operativo il Piano 2025, indicando tempi certi per l’erogazione delle misure previste.
• Che venga chiarito lo stato del Piano 2024 e le ragioni dei ritardi accumulati.
• Che venga avviato immediatamente l’iter del Piano 2026, con una roadmap pubblica e verificabile.
• Che venga istituito un programma strutturale di borse di studio per i giovani Lucani all’estero — distinto e aggiuntivo rispetto alle misure ARDSU per l’internazionalizzazione — con importi adeguati e continuita pluriennale, sul modello UniCal.
• Che il patrimonio A.D.E.L.M.O venga finalmente messo in rete e reso accessibile alle comunita lucane nel mondo.
• Che la Regione Basilicata avvii un tavolo di confronto con le associazioni della diaspora e con l’Universita degli Studi della Basilicata per definire un programma strutturato sul modello calabrese.
• Che il Presidente della Regione e l’Assessore competente rispondano pubblicamente alle associazioni dei Lucani nel Mondo.
“Non si ricorda, a memoria d’uomo, una tale situazione.” Queste parole non sono una figura retorica: sono il grido di allarme di chi conosce da decenni la rete dell’emigrazione lucana e la vede svuotarsi per abbandono istituzionale. Non e accettabile.
CSERES
Centro Studi e Ricerche sull’Emigrazione e i Sistemi Regionali
Contatto: Pietro Simonetti — pietrosimonetti60@gmail.com
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Franco Martina
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