Scania e Wibax firmano un maxi accordo per 105 camion elettrici


Scania ha firmato un accordo per vendere 105 camion elettrici a batteria a Wibax, gruppo nordico specializzato in bio-oli, prodotti chimici liquidi e logistica industriale. Secondo la ricostruzione pubblicata da Electrek, l’ordine viene presentato come un passaggio rilevante per l’elettrificazione del trasporto pesante in Europa.

Il punto industriale è la scala: Scania definisce l’intesa come la più grande vendita singola nell’UE di camion elettrici per il bulk transport. L’operazione riguarda un segmento nel quale autonomia, ricarica, peso utile e costi operativi contano più del messaggio ambientale, perché i mezzi devono servire tratte ripetitive e carichi pesanti.




Non solo camion: nell’accordo anche i servizi di flotta

La nota ufficiale di Scania indica che l’accordo include anche servizi di ottimizzazione della flotta, non soltanto la fornitura dei veicoli. Per un operatore logistico questo dettaglio è centrale: il passaggio al camion elettrico non si limita all’acquisto del mezzo, ma impone di ripensare turni, ricariche, disponibilità energetica e pianificazione delle rotte.

Wibax, secondo quanto comunicato dalle parti, opera tra Svezia e Finlandia e serve clienti industriali con trasporti di bio-oli e prodotti chimici liquidi. Sono attività in cui la regolarità dei percorsi può rendere più gestibile l’elettrificazione rispetto al lungo raggio meno prevedibile, perché le tratte ripetute consentono di dimensionare meglio batterie, finestre di ricarica e infrastrutture nei depositi.

L’azienda non ha comunicato nel materiale disponibile il valore economico dell’ordine, né un calendario dettagliato delle consegne. Il dato certo resta quindi la dimensione della fornitura, pari a 105 nuovi camion elettrici, e il fatto che l’accordo sia inquadrato da Scania come una fase successiva nella decarbonizzazione del trasporto pesante nel Nord Europa.

Da una tratta pilota di 80 km alla flotta elettrica

L’ordine non nasce da zero. Electrek ricorda che Scania e Wibax collaborano almeno dal 2022, quando Wibax ha iniziato a utilizzare una combinazione trattore-rimorchio elettrica a tre assi su una tratta di 80 km tra Piteå e Skellefteå, nel nord della Svezia. Il passaggio da un mezzo pilota a un ordine a tre cifre indica che la sperimentazione ha fornito alle parti elementi sufficienti per aumentare la scala, anche se i risultati operativi del test non sono stati dettagliati nelle fonti disponibili.

La ricostruzione tecnica di Electrive aggiunge che quel progetto coinvolgeva combinazioni elettriche oltre le 60 tonnellate di peso complessivo e che il veicolo Wibax impiegato sulla rotta svedese aveva una batteria da circa 300 kWh, con ricarica fornita da Skellefteå Kraft. Sono informazioni utili per leggere il nuovo accordo: il trasporto pesante elettrico entra più facilmente dove le missioni sono misurabili e ripetibili.

Il comunicato di Wibax descrive l’intesa come un accordo di esclusiva che si sviluppa nei prossimi cinque anni. Il comunicato diffuso da Wibax parla anche di una collaborazione più ampia che comprende manutenzione, soluzioni di ricarica e servizi digitali. In termini business, significa che il fornitore non vende soltanto asset fisici, ma entra nella gestione del costo totale di esercizio.

Wibax collega l’operazione al proprio obiettivo di elettrificare completamente la flotta. Jonas Wiklund, CEO del gruppo, citato dalle fonti, sostiene che l’elettrificazione può risultare efficace nel lungo periodo per trasporti pesanti, relativamente brevi e ripetitivi, che rappresentano una parte centrale della logistica aziendale. È una formulazione prudente ma significativa: non promette che ogni tratta diventi elettrica subito, bensì individua un perimetro operativo dove il modello può funzionare.

Perché l’ordine pesa oltre Scania e Wibax

Per Scania, l’ordine è anche un segnale commerciale verso altri operatori. Tobias Ejderhamn, responsabile globale vendite per le soluzioni e-truck di Scania, interpreta l’accordo come prova della fiducia di Wibax nella capacità del costruttore di accompagnare l’espansione delle attività eMobility. La chiave è la scalabilità: passare da test isolati a flotte numerose richiede assistenza, dati e infrastrutture.

L’ordine Wibax porta i camion elettrici oltre la fase pilota: scala, dati e ricarica diventano leve industriali per la logistica pesante UE.

Per le imprese che gestiscono flotte, il caso Wibax mostra una traiettoria possibile ma non automaticamente replicabile. La convenienza dipende da profilo delle tratte, accesso alla ricarica, utilizzo giornaliero, capacità di programmare i viaggi e rapporto tra costo iniziale e spesa energetica. La fonte primaria sottolinea il potenziale per operazioni sostenibili, affidabili ed economicamente accessibili, ma non fornisce numeri di costo o risparmio: quei dati non possono quindi essere dedotti dall’ordine.

La dimensione del deal interessa anche la filiera: produttori di veicoli, operatori energetici, fornitori di software di pianificazione, manutentori e aziende industriali clienti della logistica. Secondo Scania, l’accordo include attività per esplorare soluzioni di ricarica, produzione solare e nuovi modelli di business. Per un trasportatore, questi elementi incidono sulla capacità di usare i mezzi con continuità e non soltanto sulla riduzione delle emissioni allo scarico.

Nel comunicato Wibax, un ruolo esplicito viene dato alla pianificazione basata sui dati: analisi dei pattern di guida, pianificazione delle rotte e consumo energetico. È un passaggio coerente con il trasporto elettrico pesante, dove l’energia disponibile a bordo e la ricarica devono essere integrate nella programmazione operativa. Per le PMI della logistica, questo è forse l’aspetto più concreto: l’elettrificazione richiede competenze gestionali oltre al capitale per comprare i camion.

L’Europa stringe sulle emissioni dei mezzi pesanti

L’ordine si inserisce in un contesto normativo più severo per i veicoli pesanti. La pagina della Commissione europea ricorda che i mezzi pesanti sono responsabili di oltre un quarto delle emissioni del trasporto stradale nell’UE e di oltre il 6% delle emissioni totali di gas serra dell’Unione. È il motivo per cui Bruxelles ha introdotto standard specifici per camion, autobus e pullman.

La Commissione indica inoltre che il regolamento europeo sui veicoli pesanti prevede obiettivi di riduzione delle emissioni sempre più stringenti: 45% entro il 2030, 65% entro il 2035 e 90% entro il 2040, rispetto ai periodi di riferimento applicabili. Scania richiama proprio lo sviluppo degli standard emissivi come uno dei motivi per cui i camion elettrici a batteria rappresentano una opportunità strategica per i clienti.

Questo non significa che l’accordo Wibax risolva da solo il problema della decarbonizzazione del trasporto pesante europeo. Significa piuttosto che alcuni casi d’uso stanno diventando maturi abbastanza da giustificare ordini consistenti. La logistica industriale su tratte ricorrenti è diversa dal trasporto internazionale a lungo raggio, dove infrastruttura pubblica, tempi di sosta e densità energetica restano variabili più complesse.

Vendite globali a +80%, ma il mercato resta agli inizi

Il contesto di mercato resta in costruzione. L’analisi IEA sui camion elettrici rileva che nel 2024 le vendite globali di camion elettrici medi e pesanti hanno superato 90.000 unità, con una crescita di quasi 80% su base annua. La stessa analisi segnala però che oltre l’80% delle vendite globali del 2024 è avvenuto in Cina, mentre in Europa sono stati venduti più di 10.000 camion elettrici per il secondo anno consecutivo.

Rispetto a questi numeri, l’ordine Wibax non cambia da solo le dimensioni del mercato europeo, ma pesa perché riguarda un singolo operatore e un segmento specializzato. Il bulk transport ha requisiti industriali stringenti: carichi consistenti, vincoli di sicurezza, puntualità e continuità del servizio. Per questo una commessa da 105 veicoli ha un valore segnaletico superiore a una sperimentazione dimostrativa.

Per Scania, controllata dal gruppo Traton, la partita è competitiva: i costruttori europei devono dimostrare che il camion elettrico non è solo un prodotto da catalogo, ma un sistema operativo integrabile nella logistica dei clienti. Per Wibax, invece, l’operazione diventa un investimento industriale sulla flotta e sulla reputazione presso clienti che a loro volta devono ridurre l’impronta ambientale delle catene di fornitura.

Il punto da monitorare sarà l’esecuzione: consegne, disponibilità dei mezzi, prestazioni sulle rotte, costi energetici e capacità di ricarica. Le fonti non forniscono ancora questi dati, quindi il giudizio economico resta aperto. L’accordo, tuttavia, mostra che nel trasporto pesante europeo l’elettrificazione sta passando da progetto pilota a decisione di flotta, almeno dove le missioni sono abbastanza prevedibili da rendere il modello industrialmente governabile.


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 Sara Romano

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