Presentate a Matera le terne finaliste del Premio per la Cultura del Mediterraneo tra riflessioni, musica e danza.


Peccato che la eccessiva frescura abbia messo a dura prova la “resistenza” del pubblico presente ieri sera in Piazza San Francesco a Matera, sino ad un opportuno quanto necessario taglio del palinsesto della eccellente manifestazione promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania per annunciare le terne finaliste della XX edizione del Premio per la Cultura Mediterranea.  L’evento, “Un mare di musica. Un racconto del Mediterraneo”  ideato e coordinato da Stefano Bellu, direttore organizzativo del Premio, meritava maggiore fortuna meteorologica e di pubblicizzazione, per la qualità del messaggio a cui tende la premialità del concorso, come spiegato nella prima parte della serata, nonchè per la qualità della performance multidisciplinare della seconda, con contenuti così alti in tempi così bui e completamente sovrapponibili a questo 2026 in cui Matera, in tandem con Tetuan, è Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo. Una preziosa incastonatura tematica pregnante su guerre in corso e paci desiderate, con una nettezza che ci auguriamo sia da spunto per il work in progress di Matera 2026. Temi ribaditi anche in questa edizione, sebbene essa sia stata dedicata in modo specifico alla rivoluzione dirompente in corso, quella dell’avvento sempre più pervasivo dell’intelligenza artificiale.

Giovanni Pensabene, presidente della Fondazione Carical, ha infatti ricordato nel saluto iniziale come  «Nel corso degli ultimi anni, attraverso il Premio per la Cultura Mediterranea, si sia deciso di offrire una serie di riflessioni sul contesto sociale come filo conduttore della cerimonia di consegna dei riconoscimenti. Nelle scorse edizioni abbiamo parlato di immigrazione, di guerra, di pace e dei cambiamenti climatici; la ventesima sarà dedicata all’intelligenza artificiale, che rappresenta, probabilmente dopo la Rivoluzione industriale, una sfida ancora più grande e pervasiva per l’umanità, come afferma anche Papa Leone XIV nella sua enciclica ‘Magnifica humanitas’». Sono seguiti poi gli interventi della Direttrice della Fondazione Matera Basilicata 2019, Rita Orlando, e del Sindaco Antonio Nicoletti. Quindi, si è dato il via alla prima parte della serata in cui sono rese note e commentate, da parte di Karima Moual e dal fondatore e presidente del Premio, Mario Bozzo, le terne finaliste delle diverse sezioni del Premio. Tra cui saranno scelti i vincitori che verranno premiati nella cerimonia che si svolgerà il prossimo 16 ottobre al Teatro “Alfonso Rendano” di Cosenza. Sono stati, ha detto Bozzo, “Vent’anni di dialogo tra culture, popoli, lingue e visioni del Mediterraneo questi del Premio che, tagliando questo traguardo, dimostra la validità della intuizione originaria.” Quest’anno -ha aggiunto- le terne finaliste delle sezioni in concorso del nostro Premio vengono presentate nella suggestiva piazza San Francesco di Matera per una scelta voluta dal Presidente Pensabene per un duplice festeggiamento: quello del nostro Premio, che compie vent’anni, e quello di Matera che ha ottenuto, insieme con una cittadina del Marocco, il riconoscimento di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo.”

Dopo la elencazione delle terne (apprezzate dalla platea per il prestigio dei finalisti scelti dalla Giuria internazionale e il cui elenco completo pubblichiamo più avanti) si è dato corso alla seconda parte del programma della serata. Quella de “Il viaggio”, un percorso musicale tra tradizioni, contaminazioni e suggestioni provenienti dalle diverse culture mediterranee proposto dalla Ikona Band, diretta dal musicista Stefano Saletti, con un repertorio di brani pieni di contaminazioni che hanno raccontato meglio di ogni parola l’identità plurale del Mare Nostrum, introdotto dalle voci della giornalista e scrittrice Karima Moua e di Manuel Santagata. Brani arricchiti dalle coreografie  curate da Mary D’Alessio ed eseguite dalle allieve della propria scuola di danza.

I FINALISTI DELLA XX EDIZIONE

Articolato in diverse sezioni, il riconoscimento ogni anno è assegnato a studiosi, giornalisti, scrittori, poeti e traduttori, che con il loro lavoro e le loro opere hanno contribuito ad approfondire la conoscenza delle diverse espressioni culturali del Mediterraneo, anche nelle loro implicazioni più attuali. Il Premio per la Cultura Mediterranea si è affermato nel corso degli ultimi due decenni come uno dei più autorevoli osservatori multidisciplinari dedicati al Mare Nostrum e alle sue trasformazioni geopolitiche e sociali. Il Premio per la Cultura Mediterranea incentiva, inoltre, la diffusione della lettura soprattutto tra i giovani,
anche attraverso iniziative collaterali che coinvolgono le scuole dei territori calabresi e lucani. Questi i nomi delle terne per ogni sezione del premio: Società Civile: Oscar Camps, fondatore della ONG Proactiva Open Arms | Nicolò Govoni, attivista per i diritti umani e fondatore di Still I Rise | Taghi Rahmani, giornalista e attivista iraniano.
Scienze dell’Uomo: Massimo Cacciari, filosofo e saggista | Antonella Fioravanti, biologa molecolare | Marina Valensise, scrittrice e consigliera delegata Fondazione Istituto Nazionale del Dramma Antico.
Cultura dell’Informazione: Milena Gabanelli, giornalista, autrice e conduttrice televisiva | Barbara Gallavotti, giornalista e divulgatrice scientifica | Yaroslav Trofimov, giornalista di origine ucraina, capo corrispondente per gli affari esteri del Wall Street Journal. Traduzione: Liljana Cuka Maksuti (albanese) | Yasmina Mélaouah (francese) | Elvira Mujčić (bosniaco, croato, serbo).  Per la Narrativa saranno premiate opere rappresentative del contesto mediterraneo. In concorso i seguenti titoli: Gli antropologi di Ayşegül Savaş (Feltrinelli) | Il mondo che ha fatto di Roberto Ferrucci (La Nave di Teseo) | La coscienza di Ottavio di Livio Gambacorta (Iacobelli Editore).
Per la Narrativa Giovani sarà una giuria di oltre 300 studenti e studentesse delle scuole superiori ad assegnare la palma all’autore o all’autrice di un’opera prima, che affronta temi legati all’universo giovanile e ai problemi che lo attraversano. I tre volumi selezionati: La grande sete di Erica Cassano (Garzanti) | Malanima di Rosita Manuguerra (Feltrinelli) | Bellagio di Monica Savaresi (Feltrinelli). Infine, solo nella serata finale, sarà annunciato anche il vincitore o la vincitrice del Premio Speciale della Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania, assegnato a personaggi d’eccellenza a livello internazionale del mondo economico, imprenditoriale, culturale, sociale e scientifico della Calabria e della Basilicata.

I finalisti sono stati scelti da una giuria internazionale presieduta da Mario Bozzo e composta da: Felicita Cinnante, scrittrice; Arnaldo Colasanti, scrittore e critico letterario; Paolo Collo, ispanista, traduttore e critico letterario; Shahrzad Houshmand Zadeh, docente di Lingua e Letteratura Persiana – Università “La Sapienza” di Roma; Martine Van Geertruijden, docente di Lingua e Traduzione Francese – Università “La Sapienza” di Roma; José Manuel Martín Morán, ordinario di Letteratura Spagnola – Università del Piemonte Orientale; Karima Moual, scrittrice e giornalista; Ayse Saracgil, docente di Lingua e Letteratura
Turca – Università di Firenze.
Per questa edizione la giuria internazionale ha voluto attribuire un Premio Speciale a Il mio cuore libero, la forza di una madre di Majd al-Assar (Garzanti), scrittrice e giornalista palestinese, nata nel campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza, che racconta le vicissitudini di una donna che non ha più una casa né certezze, ma può contare ancora sull’eco della sua voce. Nelle scorse edizioni il riconoscimento è stato assegnato, tra gli altri, a: Amos Oz e David Grossman, Enzo Bianchi, Andrea Riccardi, Gustavo Zagrebelsky, Domenico Starnone, Mathias Énard, Gianni Amelio, Salvatore Settis, Alberto Angela, Andrea Purgatori, ‘Ala’ al-Aswānī, Ismail Kadare, Luciano Canfora, Aldo Cazzullo, Lucia Goracci, Francesca Mannocchi, Don Dante Carraro, Luis García Montero.


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 Vito Bubbico

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