Con la legge regionale 3 giugno 2026, n. 11, recante “Disposizioni in materia di insediamento di centri dati” e in vigore dal 20 giugno 2026, la Lombardia è la prima regione italiana a a disciplina con una disciplina specifica la realizzazione, l’ampliamento e il monitoraggio dei data center.
La logica della legge è considerare il data center soltanto come opera tecnologica, ma come insediamento produttivo complesso, da valutare in rapporto al territorio, alle reti, alle risorse naturali e agli effetti sulle comunità locali.
La norma non si limita a prevedere incentivi o procedure più rapide, ma definisce un modello di localizzazione e gestione dei centri dati fondato su quattro direttrici principali:
- attrazione di investimenti pubblici e privati nel settore dell’innovazione digitale;
- recupero di aree dismesse, contaminate, degradate, inutilizzate o sottoutilizzate;
- riduzione dell’impatto ambientale, con particolare attenzione a energia, acqua, suolo e paesaggio;
- coordinamento con le infrastrutture esistenti, in particolare reti elettriche, idriche e di teleriscaldamento.
La legge richiama anche il Regolamento delegato UE 2024/1364, relativo al sistema europeo di classificazione dei data center, assumendo quindi come riferimento indicatori energetici e ambientali di matrice europea.
Priorità localizzative ed energetico-ambientali
Uno dei punti centrali della disciplina riguarda la localizzazione dei nuovi data center. La Regione individua come prioritarie le aree già compromesse o da rigenerare: ambiti di rigenerazione urbana e territoriale, aree dismesse, cave e miniere non più attive, siti contaminati o potenzialmente contaminati, aree degradate, inutilizzate o sottoutilizzate.
La scelta localizzativa deve tenere conto anche della prossimità e compatibilità con le infrastrutture elettriche, così da limitare l’impatto delle nuove opere di connessione.
Sul piano energetico e ambientale, la legge incentiva:
- l’utilizzo di energia da fonti a impatto carbonico neutrale;
- la produzione di energia rinnovabile in sito, sfruttando al massimo le superfici disponibili;
- il recupero del calore prodotto dai sistemi di raffreddamento, anche mediante reti di teleriscaldamento;
- l’impiego dei cascami termici a favore di utenze pubbliche, collettive o comunità energetiche;
- l’adozione di sistemi di raffreddamento ad alta efficienza idrica, con esclusione dei prelievi da acquedotto pubblico, acque potabili, acque irrigue e corpi idrici tutelati.
I criteri tecnici, i parametri e le soglie relativi a tali priorità dovranno essere definiti dalla Giunta regionale con apposita deliberazione.
Misure premiali per gli operatori virtuosi
La legge prevede un sistema di misure premiali per gli operatori che rispettano una o più delle priorità localizzative ed energetico-ambientali individuate dalla Regione.
Tra le agevolazioni previste rientrano:
- la riduzione dei termini del procedimento di valutazione di compatibilità;
- l’adozione di protocolli di semplificazione;
- la priorità nell’accesso a risorse finanziarie regionali destinate a innovazione digitale, transizione industriale, infrastrutture tecnologiche, connettività in fibra ottica e rigenerazione urbana;
- la riduzione del contributo di costruzione, limitatamente alla componente relativa al trattamento e smaltimento dei rifiuti solidi, liquidi e gassosi, in misura compresa tra il 10% e il 30%;
- la riduzione della superficie destinata a parcheggi pertinenziali del 50%, incrementabile fino al 75% con deliberazione del consiglio comunale o in sede di variante al PGT.
I comuni potranno inoltre introdurre ulteriori misure premiali nell’ambito della propria disciplina urbanistica, nel rispetto della normativa ambientale, urbanistica ed edilizia e dei principi di concorrenza, trasparenza, proporzionalità e non discriminazione.
Procedimenti autorizzatori e Sportello regionale
La legge interviene anche sul versante procedimentale. Quando per l’insediamento o la modifica sostanziale di un data center è necessaria l’Autorizzazione integrata ambientale (AIA) e ricorrono i presupposti previsti dalla normativa statale, la Regione assume il ruolo di autorità competente nell’ambito del procedimento unico previsto dall’art. 8 del D.L. 21/2026, convertito dalla legge 49/2026.
A supporto di questo sistema viene istituito, presso la direzione regionale competente, lo Sportello regionale per i centri dati, incaricato della gestione del procedimento unico nei casi di competenza regionale.
I progetti di realizzazione o ampliamento dovranno essere corredati da una relazione energetica contenente:
- le soluzioni adottate per massimizzare la produzione di energia rinnovabile in sito;
- le modalità di approvvigionamento da fonti rinnovabili;
- le eventuali ragioni tecnico-economiche che impediscono il pieno utilizzo delle superfici disponibili;
- le valutazioni previsionali sugli indicatori di prestazione energetica e ambientale;
- lo studio di fattibilità tecnico-economica per il recupero del calore tramite teleriscaldamento, ove previsto.
È inoltre istituita una task force tecnica, composta da rappresentanti di Regione, ARPA, ATS, ERSAF, Province, Città metropolitana di Milano e ANCI Lombardia, con il compito di proporre linee di indirizzo tecnico-amministrativo per rendere più uniformi e rapidi i procedimenti AUA e AIA.
Disciplina urbanistica e soglie di potenza
La legge chiarisce la qualificazione urbanistica dei data center in base alla potenza richiesta di connessione.
I centri dati con potenza superiore a 5 MW assumono destinazione d’uso produttiva. Quelli con potenza fino a 5 MW sono invece compatibili anche con destinazioni produttive, terziarie e direzionali.
L’insediamento può essere ammesso anche in aree destinate a servizi tecnologici, purché in forma complementare o accessoria e qualora il centro dati sia integrato con impianti o centrali di teleriscaldamento per il recupero dell’energia termica prodotta.
Ai fini del contributo di costruzione e delle dotazioni territoriali, i data center sono ricompresi tra gli insediamenti produttivi.
Particolarmente rilevante è la disciplina sul consumo di suolo agricolo: se il data center viene realizzato in aree diverse da quelle prioritarie e comporta consumo di suolo agricolo nello stato di fatto, il contributo di costruzione è aumentato del 100%. L’aumento sale al 200% se l’area ricade nel perimetro delle aree tutelate dalla legge regionale 86/1983, con destinazione delle maggiorazioni a misure compensative ecologiche, ambientali, energetiche e di riqualificazione urbana e territoriale.
Interventi di rilevanza sovracomunale
Gli interventi con potenza richiesta di connessione superiore a 10 MW sono qualificati come interventi di rilevanza sovracomunale. In questi casi è prevista una valutazione di compatibilità tramite conferenza consultiva di concertazione, finalizzata a verificare le esternalità e gli impatti territoriali, ambientali, infrastrutturali e sociali.
La conferenza è convocata dalla Città metropolitana di Milano o dalla provincia competente su istanza del comune interessato. La Regione interviene direttamente nei casi più rilevanti, ossia per interventi superiori a 50 MW, localizzati in ambiti interprovinciali o comunque rientranti nel procedimento autorizzatorio unico di competenza regionale.
La valutazione può portare alla sottoscrizione di un accordo territoriale di pianificazione sovracomunale, con l’individuazione di misure perequative e compensative, anche in favore delle comunità locali.
La legge prevede inoltre che le soglie di potenza siano ridotte della potenza fotovoltaica installata in copertura o a terra all’interno dell’area oggetto dell’intervento, quando l’insediamento avviene nelle aree prioritarie individuate dalla norma.
Mappatura delle aree e monitoraggio
Un altro elemento qualificante della legge è la ricognizione territoriale. Entro 365 giorni dall’entrata in vigore, i comuni devono individuare o aggiornare l’elenco delle aree dismesse, contaminate, degradate, inutilizzate e sottoutilizzate presenti sul territorio, nonché delle aree interessate da data center esistenti, di nuova realizzazione o in ampliamento.
Le informazioni dovranno essere trasmesse in formato digitale alla Regione e alla Città metropolitana di Milano o alla provincia competente, per la successiva pubblicazione tramite geoportale. La mancata individuazione o il mancato aggiornamento delle aree non impedisce comunque la presentazione delle istanze per nuovi data center o ampliamenti.
Sul piano del monitoraggio, la Giunta regionale dovrà definire, previa intesa con il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, le modalità di interoperabilità con la banca dati europea sui data center prevista dal Regolamento UE 2024/1364.
Cabina di regia permanente
La legge istituisce una Cabina di regia permanente sui centri dati, con funzioni di indirizzo e monitoraggio. L’organismo è presieduto dal Presidente della Giunta regionale o da un assessore delegato ed è composto da rappresentanti della Regione, di ANCI Lombardia, UPL, ARPA, ERSAF, Città metropolitana di Milano, università, gestori delle reti elettriche e soggetti competenti in materia di servizio idrico integrato.
La Cabina di regia dovrà analizzare l’evoluzione tecnologica del settore, valutare l’efficacia delle politiche regionali e monitorare gli impatti cumulativi degli insediamenti, con particolare riferimento a consumo energetico, prelievi idrici, consumo di suolo, qualità ambientale, rumore ed effetto “isola di calore”.
Provvedimenti attuativi
La piena operatività della disciplina dipende dall’adozione di diversi provvedimenti attuativi da parte della Giunta regionale. In particolare, sono previsti atti per definire criteri energetico-ambientali, misure premiali, modalità di funzionamento dello Sportello regionale, linee di indirizzo tecnico-amministrativo, criteri per la valutazione di compatibilità e modalità di sottoscrizione degli accordi territoriali sovracomunali.
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Nell’ambito della progettazione di data center, le esigenze di integrazione, precisione e coordinamento multidisciplinare sono particolarmente elevate. Grazie alla modellazione 3D/4D, all’integrazione con la progettazione MEP e alle forme di collaborazione interdisciplinare offerte, l’utilizzo di un software di progettazione edilizia BIM consente di affrontare le sfide progettuali tipiche di infrastrutture critiche.
Indirizzo articolo: https://biblus.acca.it/notizie/data-center-la-lombardia-vara-la-prima-legge-regionale/
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Sergio Volpe
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