San Mauro Forte: polemica tra opposizione e amministrazione su aumenti a capi area


Fra qualche giorno scoccherà il conto alla rivescia dell’ultimo anno dell’amministrazione in carica a San Mauro Forte, prima del rinnovo che dovrebbe avvenire nella tornata elettorale -presumibilmente- del primo semestre 2027, e già la polemica cresce di tono con lo sguardo già palesemente proteso a tale orizzonte. A scatenare l’attacco a testa bassa della minoranza è questa volta un decreto del primo cittadino (n.3/2026) con cui si eleva la indennità di posizione ai responsabili dell’area amministrativa e di quella finanziaria. Un atto di ordinaria amministrazione che doverosamente si emana all’interno di vincoli dettati dalle norme contrattuali (nazionali e decentrati), regolamentari e dalle risorse finanziarie a tal fine allocate in bilancio. Che non dovrebbe alimentare polemiche considerato che deriva dall’obbligo di applicazione di istituti contrattuali conseguiti nella dialettica sindacato/datore di lavoro. E i diritti dei lavoratori, per quanto ci riguarda, vengono prima di tutto. Fatta questa premessa, pubblichiamo a seguire, per dovere di cronaca la nota inviataci dal gruppo “Uniti per San Mauro Forte“, sia il post di risposta pubblicato dall’Amministrazione comunale sulla propria pagina social. Con la considerazione finale che atti lineari, con puntuali riferimenti (magari con citazioni testuali) delle norme e dettagliate nei passaggi prodromici, difficilmente si presterebbero ad  interpretazioni diverse dalla sostanza. Situazione che sembrerebbe alquanto attagliarsi a questa vicenda. Con i cittadini chiamati in causa tra una minoranza che accusa chi governa di aver elargito un “aumento a dismisura” e l’Amministrazione che ribatte: trattasi “esclusivamente di un adeguamento previsto dalla normativa contrattuale nazionale“. Due note colme di risentimento reciproco e poco utili a far comprendere i fatti ai cittadini. Peccato che per lo mezzo ci siano dei lavoratori chiamati a far funzionare la macchina comunale, oggi e domani, con qualsiasi amministrazione. E bisognerebbe tenerli fuori dalla polemica politica. Ma tant’è.

SAN MAURO, CITTADINI COME BANCOMAT” – aumentate a dismisura le indennità dei capi area del Comune.
Giù le mani dalle tasche dei cittadini!”. È perentorio il gruppo di minoranza in Consiglio comunale. L’ultimo provvedimento varato dall’Amministrazione Savino proprio non lo tollerano. “Mentre le famiglie faticano non poco ad arrivare alla fine del mese – dichiarano i componenti del gruppo Uniti per San Mauro Forte – tassate come sono con l’imposta dell’Irpef comunale, istituita proprio da questa compagine di governo, col Decreto n. 3/2026 il sindaco ha deciso di far pesare ulteriormente, sulle casse pubbliche, un aumento complessivo di oltre 12mila euro annui”. Un vero e proprio “schiaffo” ai cittadini di questa comunità, lo definiscono i consiglieri di minoranza. Uno schiaffo inferto, peraltro, con un meccanismo davvero inaccettabile. “Mentre i servizi erogati dall’ente mostrano plasticamente tutte le loro falle e le loro carenze, con un sol colpo di penna – stigmatizzano nella loro nota – vengono contemporaneamente aumentate due retribuzioni, quella del Capo Area Amministrativo e quella del Capo Area Finanziaria di ben 4.000 euro ciascuno. Otto mila euro in due!”. Questi aumenti sostanziosi si andrebbero ad aggiungere ai 10 mila euro a Capo Area che già percepiscono, oltre allo stipendio. “Come conseguenza di questo azzardo immotivato – proseguono – si fa impennare a catena anche il terzo stipendio, quello del Segretario Comunale, attivando così la famigerata clausola di galleggiamento. Tali incrementi, fra l’altro ingiustificati dal fatto che molte attività dell’ente sono esternalizzate (soprattutto nel settore finanziario), gravano interamente sul bilancio di un Comune privo di Dirigenza, dove ogni singolo euro dovrebbe essere speso in modo parsimonioso per i servizi ai cittadini e non per gonfiare a dismisura le indennità. I contribuenti non possono essere affatto utilizzati come bancomat!” tuonano dall’opposizione. Che aggiungono: “per fare i propri comodi, l’Amministrazione comunale ha ignorato le regole scritte, convinta forse che nessuno se ne accorgesse. Peccato (per loro) che c’è un’opposizione vigile e determinata! I fatti dicono che il decreto è totalmente illegittimo, per una serie di motivi. Innanzitutto c’è la violazione del regolamento: aumentate le retribuzioni senza la preventiva “pesatura” delle posizioni (obbligo tassativo imposto dall’art. 16 comma 2 del Contratto Nazionale CCNL Funzioni Locali)”. Non solo. “Nel provvedimento – proseguono i consiglieri di minoranza – gli amministratori cercano di giustificarsi richiamando il contratto decentrato, quando la legge vieta espressamente che questa materia sia trattata dalla contrattazione locale. Per cui, non si prendano in giro i cittadini con delle scusanti a dir poco ridicole!”. Il gruppo di minoranza “Uniti per San Mauro Forte” esige una retromarcia immediata per precise ragioni politiche, di opportunità e di equità. Nell’ordine: 1) No ai ricorsi forzati; a tal riguardo chiediamo l’annullamento in autotutela perché non vogliamo assolutamente essere costretti a ricorrere alle autorità esterne competenti; 2) iniquità verso i dipendenti: riteniamo questo provvedimento profondamente ingiusto e discriminatorio nei confronti di tutti gli altri dipendenti comunali; 3) offesa alla cittadinanza: l’atto è politicamente sbagliato e asimmetrico rispetto ai sacrifici richiesti a tutti i cittadini di San Mauro Forte.
“Non saremo complici silenziosi e non tollereremo questo scherno verso i cittadini/contribuenti – concludono i membri dell’opposizione – Abbiamo già notificato una formale diffida al sindaco, al segretario comunale, al Nucleo di valutazione e al revisore dei conti. Se il sindaco e la sua maggioranza pensano di poter gestire allegramente il denaro pubblico come fosse cosa loro, si sbagliano di grosso. In mancanza di un annullamento immediato, denunceremo i fatti alla Corte dei Conti e useremo ogni strumento legale disponibile per accertare e sanzionare tutte le responsabilità per danno erariale. La trasparenza si applica nei fatti e non a chiacchiere! Non si predica bene (in mcampagna elettorale) per razzolare male (quando si è al governo della comunità). I diritti dei cittadini si difendono sempre. Senza se e senza ma. E noi di Uniti per San Mauro Forte lo stiamo facendo”.

                                               CARI CONCITTADINI, FACCIAMO CHIAREZZA
Abbiamo letto il recente comunicato dell’opposizione e lo riteniamo offensivo nei toni e fuorviante nei contenuti.
Crediamo che la politica debba confrontarsi sui fatti e sulle idee, non alimentare rancore sociale, processi mediatici o campagne costruite per colpire persone che ogni giorno lavorano al servizio della nostra comunità.
Ancora una volta si sceglie la strada del populismo becero: si presenta un normale adeguamento previsto dalle norme e dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro come un presunto “banchetto”, insinuando privilegi inesistenti e gettando discredito su professionisti che svolgono con serietà il proprio lavoro al servizio della comunità.
Quando si amministra ci vuole serietà e onestà intellettuale, non è cercando di prendere in giro le persone che si può pensare di amministrare questa comunità.
1- Non c’è alcun aggravio per i cittadini. Nemmeno un euro in più viene richiesto ai sammauresi, chiariamolo.
La spesa complessiva del personale è rimasta invariata. Chi sostiene il contrario dice una cosa falsa!
Peraltro se vi fosse stato un incremento del fondo destinato al personale sarebbero stati necessari specifici passaggi amministrativi, tra cui la delegazione trattante e un apposito atto di Giunta (bisogna studiare, non basta Chat GPT). Nulla di tutto questo è avvenuto perché non c’è stato alcun aumento della spesa. Si tratta esclusivamente di un adeguamento previsto dalla normativa contrattuale nazionale.
2- Coloro che oggi vengono additati e denigrati pubblicamente hanno recentemente rinunciato ai compensi spettanti per la partecipazione a due commissioni concorsuali, per un importo complessivo di circa 16.000 euro.
Un fatto concreto che dimostra senso delle istituzioni e responsabilità verso l’ente, ben lontano dall’immagine caricaturale che qualcuno tenta di costruire per convenienza politica, denigrando le persone.
3- anche sulla “famigerata clausola di galleggiamento” del Segretario Comunale si continua a fare disinformazione. Oltre a essere un istituto previsto dalla normativa vigente, il relativo costo non grava esclusivamente sul nostro Comune, ma viene ripartito tra altri tre enti nell’ambito della gestione associata del servizio. Anche in questo caso si preferisce alimentare polemiche invece di raccontare ai cittadini come stanno realmente le cose.
Colpisce, inoltre, che a impartire lezioni di trasparenza siano proprio coloro che hanno amministrato il Comune negli anni passati.
Chi oggi punta il dito dovrebbe ricordare ai cittadini le condizioni in cui è stata lasciata la macchina amministrativa: uffici in difficoltà, macchina amministrativa all’osso e criticità che questa amministrazione ha risanato, ricostruendo, con fatica, impegno e determinazione, un clima di efficienza e professionalità.
È singolare che chi per anni ha avuto il compito di governare, e non è riuscito a costruire una prospettiva concreta per la comunità, scelga oggi la strada dell’allarmismo e delle accuse. Invece di assumersi la responsabilità degli errori del passato, si tenta di spostare l’attenzione con slogan e ricostruzioni prive di fondamento.
Per questo respingiamo con forza accuse e allusioni costruite esclusivamente per creare polemiche.
Le istituzioni meritano rispetto e la verità merita di essere raccontata per intero.
Altro che ultimatum!
Noi continueremo a lavorare con serietà, trasparenza e senso delle istituzioni, concentrandoci sulle soluzioni e non sulla propaganda.
Mentre qualcuno continua a cercare consenso attraverso la polemica costruita ad arte, noi siamo impegnati a rafforzare gli uffici, migliorare i servizi e risolvere problemi che spesso abbiamo ereditato.”


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 Vito Bubbico

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