La grazia a Minetti è confermata, ma…..! Lettera alla Procuratrice.


Possono anche raccontare che gli asini volano, ma l’unica cosa che la Procura Generale non può fare è accusare il Fatto Quotidiano di falso, perché questa è una diffamazione. E non possono farlo perché non hanno sentito le persone che abbiamo sentito noi. Quella cosa lì se la rimangiano e ci chiedono scusa, altrimenti li denunciamo“. Sono le parole nette pronunciate a Otto e mezzo (La7) dal direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, sul caso della grazia concessa a Nicole Minetti e sulle verifiche della Procura Generale di Milano che smentirebbe l’inchiesta del quotidiano. In effetti, Francesca Nanni, della Procura della Repubblica di Milano, dopo il supplemento di istruttoria richiesto dal capo dello Stato, ha dato ragione a se stessa. Perchè è sempre lei che aveva firmato il parere favorevole iniziale. E come lo fa? Non procedendo ad acquisire le testimonianze di coloro che hanno dato vita all’inchiesta giornalistica che ha indotto il Presidente Mattarella a chiedere un supplemento di inchiesta, ma facendo riferimento alle “indagini difensive” degli avvocati della Minetti che citano testimonianze di amici della coppia e massaggiatrici ospiti del ranch uruguaiano “Gin Tonic”. Ha senso? Per niente. Soprattutto se si sostiene che “Dagli accertamenti svolti risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero.” Da qui la orgogliosa e netta dichiarazione iniziale di Marco Travaglio che non ci stà. Giustamente. E le “indagini difensive” (ammesse nel contraddittorio penale) qui assurte ad elemento a base di valutazione in un procedimento sostanzialmente amministrativo? Per Enrico Grosso (avvocato e costituzionalista):” Con le regole di una procedura di grazia le indagini difensive non centrano nulla“. Ma tant’è. E appare realistica una conclusione della vicenda -come rileva Antonio Di Pietro- guardando ad: “un superiore interesse…garantendo la reputazione e la corretta condotta di tutti gli attorui coinvolti.”  Ed è vieppiù palesemnete contraddittorio ammettere una attività giudiziaria non realizzata e nel contempo affermare che quanto riportato dal Fatto è falso. Infatti, Travaglio nell’editoriale di oggi “Lettera alla Procuratrice” che riportiamo a seguire, in cui ribadisce il rigore e la veridicità delle inchieste, annunciando che continueranno, pretende le “scuse” da parte della destinataria. Ma è più probabuile che arrivino prima la annunciata richiesta danni da parte dei legali di Minetti per  gli “oltre cinquanta articoli pubblicati anche nelle rispettive edizioni online dalla testata  del Il Fatto Quotidiano’”, oltre a una puntata di ‘È sempre Cartabianca’ e un’altra di ‘Report’.” Ovviamento con il godimento generale di tutti coloro che vedono il lavoro di inchiesta giornalistica come una jattura. Anche purtroppo nell’ambito dei media. Che è una contraddizione in termini. Ma accade anche questo.

                                                                 LETTERA ALLA PROCURATRICE
“Egregia procuratrice generale Francesca Nanni, lei è liberissima di credere a Santa Nicole Minetti, di passare un colpo di spugna sulle sue condanne per reati gravissimi senza che abbia scontato un minuto di pena; di cancellare le pesanti accuse lanciate da una testimone oculare senza neppure ascoltarla, anzi facendola “smentire” dai testimoni della difesa, cioè affidando alla Minetti le indagini sulla Minetti; di rinunciare alla rogatoria in Uruguay perché si tratta di un procedimento amministrativo e poi di prendere per oro colato le “indagini difensive” della coppia (quindi nei procedimenti amministrativi indaga solo la difesa?), anche se basta googlare i nomi giusti o andare a Ibiza e Punta del Este e tendere l’orecchio per conoscere la verità. Tutto questo lei lo può fare perché è nel suo potere insindacabile (nel procedimento amministrativo non esistono gradi di giudizio ed è lei a giudicare se stessa). Ciò che lei non può fare, perché non è nei suoi poteri, è infangare e diffamare con accuse di falso il lavoro giornalistico di un quotidiano, il Fatto che ho l’onore di dirigere, in un comunicato che non ammette contraddittorio, ma permette alla peggior feccia di darci dei falsari come se l’avesse accertato una sentenza definitiva (la famosa presunzione d’innocenza). Dopo i nostri scoop, delle 23 righe del suo parere pro grazia non resta in piedi una virgola sui due punti- cardine: la nuova vita di Santa Nicole (ha continuato quella di prima) e l’esigenza di evitare i servizi sociali per far curare il bimbo negli Usa (poteva farlo in 9 ospedali italiani).
Abbiamo intervistato Graciela, ex massaggiatrice di casa Cipriani, riportando fedelmente ciò che ci ha detto e ha poi ripetuto, terrorizzata dalle possibili conseguenze, a una tv uruguayana, sui festini nel ranch di Cipriani con escort d’importazione selezionate dalla Minetti. In tv ha aggiunto di avere altre cose da riferire per non passare da “complice” di ciò che ha visto e subìto, ma che l’avrebbe fatto solo “alla Procura italiana che presumibilmente mi convocherà”. Cioè a lei, dottoressa Nanni, che invece ha scelto di non ascoltarla. Se l’avesse fatto, avrebbe potuto sapere le “altre cose” e sottoporle alle doverose verifiche. Magari sentire le due ex colleghe che le hanno scritto lodandone il “coraggio” (quindi escludono che stia mentendo). O trovare altri testimoni che i nostri cronisti sul campo continuano a incontrare registrando sempre nuove conferme su quei festini che presto il Fatto racconterà e che la Procura generale ha omesso di cercare, esponendo la Presidenza della Repubblica a nuove figuracce involontarie. Le auguro di lavorare un giorno con la passione, lo scrupolo e il culto della verità che contraddistingue i giornalisti del Fatto. Intanto attendo le sue scuse.” (di Marco Travaglio- Il Fatto Quotidiano- 5/6/2026)


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 Vito Bubbico

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