MITO SettembreMusica 2026, un patto culturale che dura da vent’anni. Milano e Torino unite dal filo dell’Harmonia


Torino, 5 giugno 2026 – Harmonia è il filo conduttore della 20esima edizione di MITO SettembreMusica, il festival internazionale di musica classica che anche quest’anno andrà in scena tra Milano e Torino. Un doppio cartellone con oltre 60 concerti dal 6 al 20 settembre 2026

Il festival compie 20 anni, un anniversario che coincide con un nuovo inizio: Speranza Scappucci firma il suo primo programma da direttrice artistica, scegliendo come tema il senso di Harmonia

Un cartellone d’eccezione con oltre 60 concenti e omaggi importanti, tra cui spiccano Ravel (nel 2027 si celebrano i 90 anni dalla morte) e l’avvio del cammino verso il bicentenario beethoveniano. Il tutto guidato da una grande attenzione ai giovani interpreti. 

Il senso di Harmonia: “Trasformare il conflitto in ascolto”

Speranza Scappucci, la nuova direttrice artistica di MITO SettembreMusica

“Harmonia è una parola simbolica, diretta e apparentemente naturale per un festival di musica”, afferma la direttrice artistica di MITO Speranza Scappucci, direttrice d’orchestra e pianista, prima donna italiana a dirigere un’opera alla Scala. “In un tempo segnato da fratture e polarizzazioni – continua – l’armonia mi sembra uno dei valori più necessari e forse anche uno dei più fraintesi”.

“In musica, l’armonia non è assenza di tensione: è relazione tra voci diverse, è equilibrio costruito attraverso ascolto, attrito, movimento. La dea Harmonia nasce dall’unione di Ares e Afrodite, divinità della guerra e dell’amore. L’armonia, dunque, non è eliminare il conflitto, ma trasformarlo in possibilità di ascolto”.

Milano-Torino: un patto culturale tra due città

“Con la ventesima edizione di MITO SettembreMusica – dicono i sindaci di Torino e Milano e presidenti onorari del festival, Stefano Lo Russo e Giuseppe Sala – le nostre città rinnovano un patto culturale che, anno dopo anno, ha saputo unirle: vent’anni di musica insieme, di ascolto, di dialogo fra luoghi, pubblici e tradizioni diverse, fino a imporsi come modello di buone pratiche”.

“Il tema Harmonia – aggiungono gli assessori alla Cultura Rosanna Purchia (Torino) e Tommaso Sacchi (Milano) – interpreta con chiarezza questa vocazione: l’armonia come nobilitazione delle differenze e volontà di farle convivere in equilibrio. La musica non sostituisce la politica, né cancella le difficoltà del presente, ma ricorda che nessuna voce trova senso pieno se resta isolata e che che ogni comunità cresce quando impara ad ascoltare ciò che le è diverso”.

Il Quartetto Scala

Il Quartetto Scala

Vent’anni di un progetto condiviso

“Ci sono anniversari che servono a riconoscere il cammino fatto più che a misurare il tempo trascorso”, sottolinea il presidente del festival Alberto Meomartini. “Era il 2007 quando le due città scelsero di dare vita a un’unica grande proposta culturale: da allora il festival ha accompagnato generazioni diverse di ascoltatori, ha abitato teatri, auditorium, chiese, spazi urbani e luoghi meno consueti. Uno dei grandi valori di MITO SettembreMusica è di essere appunto un progetto condiviso”. 

L’inaugurazione: il ‘War Requiem’ di Britten

Il festival si apre domenica 6 settembre al Teatro alla Scala di Milano e prosegue lunedì 7 settembre all’Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino con il ‘War Requiem’ di Benjamin Britten, affidato all’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai sotto la direzione di Simone Young e con un cast vocale formato dal soprano Elena Guseva, dal tenore Allan Clayton e dal baritono Bo Skovhus.

Composto per la consacrazione della nuova Cattedrale di Coventry, ricostruita dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, il ‘War Requiem’ è al contempo simbolo di un’umanità divisa che cerca la riconciliazione e manifesto ideale di Harmonia.

L’omaggio di Scappucci con lo Stabat Mater

Uno dei momenti più rappresentativi della nuova direzione artistica sarà il concerto regalato alle due città da Speranza Scappucci che dirige l’Orchestra di studenti dei Conservatori di Milano e Torino, il Coro Maghini preparato da Claudio Chiavazza e un cast formato da Maria Grazia Schiavo (soprano), José Maria Lo Monaco (mezzosoprano), Levy Sekgapane (tenore) e Andrea Pellegrini (basso).

In programma, lo Stabat Mater di Gioachino Rossini, a Milano (S. Barnaba in Gratosoglio) mercoledì 16 e a Torino (San Filippo Neri) giovedì 17 settembre, concerto simbolico sia per la levatura artistica della pagina rossiniana, sia per il coinvolgimento di tanti giovani musicisti, guidati dalla direttrice artistica del festival e affiancati da interpreti di esperienza internazionale.

Concerto sinfonico di chiusura del festival è quello con i ‘Bamberger Symphoniker’ diretti da Jakub Hrůša e con Lukas Sternath pianoforte, a Milano sabato 19 e a Torino domenica 20 settembre impegnati in un programma interamente dedicato a Johannes Brahms, con la Sinfonia n. 3 e il Concerto per pianoforte n. 2, che vuole essere un commiato che parla dell’armonia come ascolto reciproco. 

Ravel, prima assoluta in Italia

La presenza di brani di Ravel in prima assoluta italiana e pagine di Falla consente a MITO SettembreMusica 2026 di tracciare un altro sentiero: quello delle identità musicali reinventate.

Martedì 8 settembre a Milano (Teatro Dal Verme), l’Orchestra del Teatro Regio di Torino diretta da Ludovic Morlot, con il mezzosoprano Rinat Shaham e il tenore Pierre Derhet, propone le Trois mélodies hébraïques e Prélude et danse da Sémiramis di Ravel accanto alle Siete canciones populares españolas di Falla.

A questa geografia sonora appartiene anche il recital della chitarrista Gaëlle Solal, a Milano (Teatro Blu) lunedì 14 e a Torino (Auditorium grattacielo Intesa Sanpaolo) martedì 15 settembre, intitolato “Da Granada a Montmartre”.

Sempre in questa direzione si collocano l’Italian Clarinet Quartet, (Milano Teatro Martinitt 14 e Torino Tempio Valdese 16 settembre) con un programma che da Vivaldi arriva a Puccini, Falla, Granados, Albéniz, Debussy ed Escaich, e il duo Pietro Maria Cintura / Marco Gerolin, chitarra e fisarmonica, impegnato tra nuove scritture e trascrizioni da Piazzolla (Milano CineTeatro La Creta 16 e Torino Piccolo Regio Giacomo Puccini

17 settembre).

I quartetti per archi di Beethoven

Un altro tema evidente consiste nel rapporto fra tradizione cameristica e prospettiva futura. Nel 2026 si avvia infatti l’integrale dei quartetti per archi di Beethoven, affidata al Quartetto d’archi del Teatro alla Scala (Francesco Manara e Daniele Pascoletti violini, Simonide Braconi viola e Massimo Polidori violoncello) e in collaborazione con Iren, che si svilupperà in due edizioni, accompagnando il pubblico verso il bicentenario della morte del compositore tedesco. Quest’anno, tra le due città, diversi appuntamenti tra Milano e Torino, con quartetti giovanili, maturi e tardi: dall’op. 18 all’op. 127, dall’op. 130 con la Grande Fuga all’op. 74 “delle arpe” e all’op. 59 n. 2 “Razumovskij”.

Il cartellone

Oltre 60 appuntamenti, molti dei quali in entrambe le città, tra grandi concerti sinfonici, musica da camera, repertorio barocco, prime esecuzioni, progetti per famiglie e diffusione nei quartieri meno centrali.

Il cartellone intreccia anniversari importanti – Britten, Henze, Ravel e l’avvio del cammino verso il bicentenario beethoveniano – nuove commissioni e un’attenzione costante ai giovani interpreti. Il programma completo, le sedi e tutte le informazioni sono disponibili sul sito ufficiale del festival. Qui il programma di MILANO e di TORINO.

Prenotazioni e biglietti

A Torino le vendite aprono domani: da sabato 6 giugno è possibile rinnovare o sottoscrivere i Carnet, dal 13 giugno saranno in vendita i singoli biglietti, mentre dal 20 giugno sarà possibile acquistare anche i Pass. A Milano le vendite aprono la prossima settimana: da lunedì 9 giugno è possibile rinnovare o sottoscrivere i Carnet, mentre dal 23 giugno sono disponibili i Pass e i biglietti singoli.

Tutte le informazioni su modalità, orari e canali di rinnovo sono disponibili sul sito ufficiale del festival.


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