Oro e titoli auriferi: cosa aspettarsi ora


Secondo il World Gold Council, il 2026 si è aperto con un mercato dell’oro ancora sostenuto da tensioni geopolitiche, inflazione persistente e crescente incertezza economica globale. Nel primo trimestre dell’anno la domanda mondiale di oro è aumentata seppur non di molto rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre il valore complessivo della domanda ha toccato un nuovo record storico grazie all’impennata dei prezzi del metallo prezioso. A trainare il mercato sono stati soprattutto gli investimenti finanziari e gli acquisti delle banche centrali, che continuano a vedere nell’oro uno strumento strategico di protezione in una fase caratterizzata da forte volatilità dei mercati e instabilità internazionale.

Gli investitori hanno rafforzato la propria esposizione sull’oro sia attraverso lingotti e monete sia tramite ETF specializzati. La domanda di oro fisico da investimento è cresciuta in modo significativo soprattutto nei mercati asiatici, dove l’incertezza economica e le tensioni commerciali hanno alimentato la ricerca di beni rifugio. Parallelamente, le banche centrali hanno continuato ad accumulare riserve auree, acquistando circa 244 tonnellate nel trimestre. Una strategia che riflette la volontà di molti Paesi emergenti di diversificare le proprie riserve valutarie e ridurre la dipendenza dal dollaro.

Più debole invece il comparto della gioielleria, penalizzato dai prezzi record dell’oro che hanno frenato i consumi, in particolare in Cina. Nonostante il calo dei volumi, il valore economico del settore è rimasto elevato proprio grazie alle quotazioni molto alte del metallo.

Anche il mercato degli ETF auriferi mostra segnali di forte ripresa; il World Gold Council segnala un ritorno degli afflussi verso i fondi legati all’oro. Europa, Stati Uniti e Asia hanno registrato flussi positivi, a conferma del crescente interesse degli investitori istituzionali per l’oro come asset difensivo in uno scenario ancora dominato da rischi geopolitici e aspettative incerte sui tassi d’interesse.

Le prospettive degli analisti restano nel complesso positive: dopo il forte rally degli ultimi mesi, il mercato sembra orientato più verso una fase di consolidamento su livelli elevati che verso nuove accelerazioni. A sostenere le quotazioni restano soprattutto domanda finanziaria, banche centrali e incertezza geopolitica. In questo contesto ribadiamo, pertanto, il nostro consiglio mantieni su…


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