Si chiude con Bizzozero il percorso di Fuori Materia — Varese nei quartieri, la tappa itinerante che ha accompagnato la redazione di VareseNews nei dodici consigli di quartiere della città per ascoltare, senza agenda e senza filtri, la voce di chi li abita ogni giorno. Dopo undici incontri, l’ultimo appuntamento si è svolto al CircoloBizzozero, in via Monte Generoso, cuore del Consiglio di quartiere 11, che comprende Bizzozero, Bustecche e San Carlo.
Ad accogliere i cronisti di VareseNews sono arrivati residenti di lunga data e new entry, storie che vanno dagli anni Trenta a oggi, ma con un filo conduttore comune: l’amore per un rione ancora molto legato al verde e la fatica di vederlo trattato, a volte, come un’appendice dimenticata della città.
Quello che funziona: un rione che si è difeso da solo
A Bizzozero il primo pregio che viene in mente ai residenti è la vicinanza con la natura. C’è chi racconta di non sentire mai la solitudine perché vive circondato dal verde, tra boschi e vecchie campagne che un tempo occupavano tutta la zona. Altri parlano della bellezza di poter camminare a piedi tra i boschi e le chiese di Santo Stefano e Sant’Evasio fino al centro del borgo, un percorso che negli anni i residenti hanno anche difeso attivamente, riuscendo per esempio a bloccare l’installazione di un’antenna nella zona.
Non mancano altre battaglie vinte nel tempo: è stato fermato un progetto di carcere previsto nella piana di Luco, così come un insediamento residenziale che negli anni Duemila avrebbe dovuto sorgere ai Duni. Sul fronte della mobilità, c’è chi apprezza il recupero della pista ciclabile dell’Olona, che si può imboccare da viale Borri in direzione Gurone, e la comodità della linea bus E, che permette a molti di muoversi senza l’auto.
Quello che non funziona: una fogna che manca da sempre
Tra i temi sollevati, quello della mancanza della rete fognaria in diverse vie del quartiere, a partire da via delle Vigne, dove alla fogna assente si aggiunge la carenza di illuminazione pubblica lungo le diramazioni secondarie. Un tema che qualcuno ha accostato al progetto del canile in discussione vicino a via Duno, chiedendosi se i lavori potessero portare anche un allacciamento fognario per la zona: un collegamento su cui i residenti stessi mantengono più di un dubbio, e su cui sostengono di non avere elementi certi.
Sul progetto del canile, alcuni residenti di via Duno hanno raccontato di non essere mai stati coinvolti in un confronto diretto sul progetto, di averne appreso la notizia dalla stampa e di aver presentato obiezioni rimaste, a loro dire, senza risposta: dalla vicinanza eccessiva alle abitazioni alla presenza di un corridoio ecologico che l’area dovrebbe tutelare. Il loro timore è un impatto su traffico, rumore e salubrità, in un punto già servito da una viabilità di accesso ritenuta troppo stretta.
Sul fronte della circolazione, il quadro che emerge è quello di un quartiere in affanno: strade come via dei Cavalli, a doppio senso, risultano spesso bloccate da soste selvagge dopo la sparizione della segnaletica di divieto mai ripristinata, mentre diverse vie centrali vengono descritte come costantemente sature di auto in sosta. Anche chi si muove in bicicletta segnala una viabilità pericolosa, aggravata paradossalmente dagli stessi restringimenti pensati per la sicurezza pedonale. A questo si aggiungono segnalazioni di furti nella zona e il degrado del capolinea della linea E, usato in modo improprio in assenza di un bagno pubblico, e con un cassonetto di abiti dismessi che contribuisce al senso di abbandono del luogo.
Infine, preoccupa la trasformazione urbanistica in corso: la notizia della ex concessionaria Terziroli destinata a diventare un supermercato Penny, con un parcheggio da 200 posti nei pressi della chiesa di Santa Maria Maddalena, viene vista come una minaccia alla vivibilità di un angolo ancora oggi apprezzato.
Quello che potrebbe cambiare: cosa chiede Bizzozero
Le richieste che arrivano dal quartiere sono concrete e circoscritte: completare la rete fognaria nelle vie ancora sprovviste, ripristinare i punti luce mancanti, reintrodurre una segnaletica efficace per regolare la sosta nelle strade più critiche e valutare nuovi sensi unici dove la circolazione risulta più congestionata. Si chiede inoltre un bagno pubblico al capolinea della E e qualche panchina lungo la pista ciclabile dell’Olona, oggi priva di punti di sosta.
Sul canile, la richiesta che emerge con più forza è quella di un reale confronto con i residenti prima di procedere, e di una rivalutazione della collocazione scelta, vista la vicinanza alle abitazioni e la presenza di aree naturalistiche da tutelare. Più in generale, chi ha preso la parola chiede che le scelte urbanistiche che riguardano il quartiere — dal futuro studentato universitario ai progetti di viabilità come la rotonda ipotizzata in via Piana di Luco, che rischierebbe di intaccare il parco Cintura Verde Sud — vengano condivise con chi il quartiere lo vive ogni giorno, prima ancora che vengano presentate come decisioni già prese.
Il progetto “Cosa sarà”
Non aspettare che la politica – e le scadenze elettorali – dettino l’agenda, ma provare ad aprire una riflessione sui temi della città di Varese in maniera indipendente, ascoltando tutti: è nato così il progetto Cosa sarà — Voci che disegnano Varese tra passato e futuro, che ha visto finora la realizzazione di venti interviste, diventate un libro acquistabile su Amazon qui. Ma ha visto anche l’incontro a porte chiuse con 31 consiglieri comunali, e due tavoli separati con le forze di centrodestra e centrosinistra. Ora, l’incontro con i quartieri.
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