Sanità, scuola, università, forze dell’ordine e forze armate insieme per trasformare la donazione del sangue da gesto occasionale a responsabilità condivisa. È questo il messaggio emerso questa mattina, giovedì 3 settembre, nell’Aula Dusmet del presidio Garibaldi-Centro di Catania, dove si è svolto il partecipato evento formativo «Il valore della donazione del sangue e le neuropatie periferiche». L’iniziativa, accreditata per cinque crediti ECM, ha affiancato alla sensibilizzazione sulla necessità di garantire scorte adeguate – soprattutto nei mesi estivi – una sessione scientifica dedicata alle anemie, all’impiego degli emoderivati, alla donazione di organi e tessuti e alle neuropatie acute e croniche.

Ad aprire i lavori è stato il direttore generale dell’ARNAS Garibaldi, Giuseppe Giammanco, che ha ringraziato Antonino Pavone e le istituzioni presenti. Donare, ha osservato, significa mettere al servizio degli altri non soltanto il sangue, ma anche una parte del proprio tempo. La carenza estiva incide sui pazienti talassemici e oncologici e sulle attività di emergenza-urgenza: una sola giornata non basta, occorre preparare subito la prossima stagione diffondendo il messaggio nelle famiglie, nelle scuole e nei luoghi di lavoro. Strutture, tecnologie e protocolli, ha aggiunto, sono davvero efficaci soltanto se accompagnati da una cultura del dono costruita fin dall’infanzia e consolidata tra i professionisti. Il percorso compiuto dal Garibaldi nella donazione degli organi dimostra che formazione e continuità possono cambiare il sistema.
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Il direttore sanitario dell’ARNAS Garibaldi, Mauro Sapienza, ha ricordato che l’azienda consuma più sangue di quanto riesca a raccoglierne e che l’estate resta particolarmente critica, nonostante l’impegno dell’Unità diretta da Nuccio Sciacca e le iniziative per i dipendenti. L’obiettivo è programmare per tempo le attività del prossimo anno e coinvolgere maggiormente giovani, scuole, forze armate e forze dell’ordine attraverso giornate di donazione dedicate.
È quindi intervenuto il direttore amministrativo dell’ARNAS Garibaldi, Carmelo Ferrara, che ha indicato nella rete il modello da seguire: da una parte il cittadino che compie un gesto di generosità, dall’altra l’azienda chiamata a trasformarlo in cura. In una fase difficile per la sanità, l’amministrazione deve garantire, con ascolto e concretezza, una cornice organizzativa solida per il lavoro clinico, scientifico e volontaristico.
Il presidente nazionale della SNO e direttore dell’UOC di Neurologia dell’Ospedale di Prato, Pasquale Palumbo, ha evidenziato il legame tra donazione e neuroscienze: le anemie possono associarsi a neuropatie periferiche, mentre i neurologi sono spesso coinvolti nei percorsi di donazione degli organi. Richiamando la tradizione neurologica del Garibaldi, Palumbo ha assicurato il contributo della società scientifica alle future iniziative di sensibilizzazione.
Il presidente nazionale della SIN e direttore della Clinica neurologica dell’Università di Catania, Mario Zappia, ha indicato negli specializzandi il futuro della neurologia. Dal sangue, ha ricordato, derivano preparazioni essenziali come albumina e gammaglobuline, impiegate anche nelle terapie neurologiche delle patologie disimmuni e talvolta importate dall’estero. Per questo è necessario diffondere soprattutto tra i giovani una cultura della donazione che coinvolga l’intera società.
Il direttore sanitario dell’ASP di Catania, Gianfranco Di Fede, ha ricordato che il sangue non può essere acquistato né sostituito e che anche una sola sacca può risultare decisiva per un bambino, un paziente oncologico o una persona sottoposta a intervento. Invitando a superare paure e deleghe, ha richiamato la propria esperienza tra i fondatori di un centro AVIS a Francofonte e ha ribadito l’impegno dell’ASP nel diffondere la cultura della donazione degli organi.
L’introduzione è stata affidata al primario emerito dell’ARNAS Garibaldi, Antonino Pavone, responsabile scientifico dell’evento. Pavone ha rievocato il 1964, quando, ancora studente, cercò sangue per una giovane colpita da una grave emorragia e incontrò la realtà dei donatori a pagamento. Oggi l’emergenza assume altre forme: in luglio e agosto le scorte non bastano per pazienti talassemici, oncologici e chirurgici e per le urgenze. La mobilitazione deve cominciare dal Garibaldi, che conta oltre duemila dipendenti, e raggiungere istituzioni e scuole con l’autoemoteca del Centro trasfusionale. Le disponibilità manifestate vanno trasformate in raccolte programmate. Pavone ha infine chiarito che il dono non appartiene a una singola struttura o associazione: ciò che conta è donare, ovunque sia possibile.
Il direttore del DASOE dell’Assessorato regionale della Salute, Giacomo Scalzo, ha definito la donazione un atto che interpella la coscienza e orienta le scelte quotidiane, compresi comportamenti responsabili e corretti stili di vita. Ha ricordato la risposta maturata a Palermo dopo le stragi mafiose e il ruolo svolto dalle associazioni dei donatori, contrapponendola alle difficoltà ancora presenti a Catania e Messina. Scalzo ha collegato il sangue al tema più ampio di prevenzione, vaccinazioni e screening, chiedendo il coinvolgimento di scuole e famiglie e un impegno contro la disinformazione. Agli studenti e ai futuri professionisti sanitari ha ricordato il dovere di mettere le competenze al servizio di chi chiede aiuto. Ha infine proposto di legare il 3 settembre alla memoria del generale Carlo Alberto dalla Chiesa e della moglie Emanuela Setti Carraro, passando simbolicamente dal sangue versato al sangue donato.
Il generale Salvatore Altavilla, rappresentante del Comando provinciale dei Carabinieri di Catania, ha ricondotto la donazione ai principi di solidarietà e appartenenza alla comunità. Ha ricordato la propria esperienza di donatore presso un centro sorto in un bene confiscato alla mafia, collegando cittadinanza attiva, contrasto alla criminalità e cura del prossimo. Donare, ha osservato, non aiuta soltanto chi riceve: il benessere di ciascuno dipende da quello di tutti. Il generale ha richiamato gli articoli 2 e 32 della Costituzione, l’articolo 5 del Codice civile e la legge 219 del 2005, che sancisce la gratuità della donazione. Per l’Arma, ha assicurato, la raccolta non è un impegno estemporaneo, ma un dovere coerente con la funzione di servizio. Altavilla ha concluso con la propria testimonianza di donatore, confermando la partecipazione dei Carabinieri alle future iniziative.
Il dottor Lanzalone, in rappresentanza della Questura di Catania, ha definito la donazione una partecipazione spontanea, gratuita e disinteressata ai bisogni degli altri. Chi dona non conosce il destinatario, ma può salvargli la vita o migliorarne le condizioni. La Polizia di Stato, che incontra quotidianamente la sofferenza nelle aggressioni e negli incidenti stradali, continuerà a promuovere la raccolta tra il proprio personale e attraverso le associazioni interne.
Il rappresentante del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Catania ha osservato che il progresso di una comunità non si misura soltanto attraverso risultati economici e innovazione tecnologica, ma nella capacità di prendersi cura dei più fragili. La donazione è una forma autentica di altruismo, responsabilità civica e cittadinanza attiva. A nome delle Fiamme Gialle catanesi ha garantito la piena partecipazione alle prossime raccolte.
Il dirigente del Centro operativo sicurezza cibernetica – Sicilia orientale, Marcello La Bella, ha legato la donazione al motto della Polizia di Stato, «Esserci sempre»: donare significa esserci per gli altri. Richiamando l’esperienza della Polizia postale nel contrasto alle fake news sui vaccini, ha evidenziato i pericoli della disinformazione online. Agli studenti e agli specializzandi ha affidato il compito di diffondere la verità scientifica.
Il tenente di vascello Mancini, in rappresentanza della Direzione marittima e della Guardia costiera, ha portato il saluto del direttore marittimo, contrammiraglio Raffaele Macauda. Ha definito la donazione un gesto volontario e responsabile, capace con poco tempo di salvare vite, e ha collegato le neuropatie alla necessità di sostenere pazienti e famiglie con informazione, ascolto e ricerca. Responsabilità, collaborazione e tutela degli altri, ha concluso, sono valori centrali della Guardia costiera.
Il rappresentante del 41° Stormo dell’Aeronautica militare, maggiore Antonello Calabrese, ha portato i saluti del comandante, colonnello pilota Paolo Castelli, e ha ricordato i voli sanitari di urgenza effettuati dall’Aeronautica. Sicilia e Sardegna richiedono spesso trasferimenti di pazienti, organi e sangue. Da qui l’appello alla comunità civile a seguire l’esempio delle forze armate e di polizia, offrendo, quando possibile, una piccola parte di sé per salvare un’altra vita.
La dirigente scolastica del Liceo “Leonardo” di Giarre, Tiziana D’Anna, ha annunciato che l’istituto ospiterà l’autoemoteca del Garibaldi, coinvolgendo personale e studenti maggiorenni dell’ultimo anno. In qualità di dirigente della scuola capofila dell’Ambito 06, estenderà la sensibilizzazione alle altre 42 istituzioni scolastiche della rete. La scuola, ha ribadito, deve educare al rispetto, al dono e all’aiuto reciproco.
La dirigente scolastica del Liceo classico “Nicola Spedalieri” di Catania, Vincenza Ciraldo, ha indicato nei giovani il principale investimento per una società più consapevole. La donazione permette di parlare anche di salute e stili di vita corretti, responsabilizzando gli studenti. Anche lo Spedalieri è pronto ad accogliere l’autoemoteca e a diffondere il messaggio tra ragazzi e famiglie.
A chiudere gli interventi istituzionali è stato il direttore del Dipartimento materno-infantile dell’ARNAS Garibaldi, Giuseppe Ettore, che ha ricordato una donna giunta nel 2004 in sala operatoria con una gravissima emorragia: la risposta della Questura fece arrivare 40 sacche di sangue e 40 di plasma, salvandole la vita. Ettore ha reso merito a Nuccio Sciacca e ai suoi collaboratori e ha proposto di fare del 3 settembre una giornata della consapevolezza, sostenuta da un’agenda stabile tra ospedali, associazioni, scuole e forze dell’ordine.
Nel corso della mattinata è stata inoltre comunicata la disponibilità della Fondazione Gruppo Arena ad accogliere l’autoemoteca del Garibaldi presso i propri punti vendita, ampliando al mondo dell’impresa la rete territoriale prospettata durante il convegno.

Dopo un ricco break – in cui primeggiavano cibi dolci e salati, granite, tavola calda e un panino rigorosamente imbottito di mortadella -, il convegno è proseguito con la relazione del dott. Nuccio Sciacca, direttore dell’UOC di Medicina Trasfusionale dell’ARNAS Garibaldi di Catania, sul tema Le anemie. A seguire, il dott. Antonio Marino, direttore dell’UOC di Oculistica dell’ARNAS Garibaldi di Catania, ha introdotto l’intervento del dott. Corrado Pizzo, dirigente medico della medesima UOC, dedicato a Espianto e trapianto di cornea.
La sessione Psichiatria-neurologia: come avviare e mantenere il dialogo è stata affidata al dott. Giuseppe Cardamone, direttore del Dipartimento Salute mentale e dipendenze dell’USL Toscana Centro, con la moderazione del dott. Luca Franco, già capo del Dipartimento dei Servizi territoriali dell’ASP di Catania, e del dott. Davide Maimone, direttore dell’UOC di Neurologia dell’Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania.
Il dott. Gino Volpi, direttore dell’UOC di Neurologia di Pistoia, ha affrontato il tema New trends nelle neuropatie autoimmuni, mentre il prof. Domenico Restivo, professore associato di Fisiatria dell’Università di Messina, ha relazionato su Le neuropatie infiammatorie croniche.
Il convegno si è concluso con la tavola rotonda L’importanza della donazione, animata dai contributi del prof. Antonino Pavone, del dott. Pasquale Palumbo e del dott. Gino Volpi. L’evento formativo è stato curato dall’UOS Formazione dell’ARNAS Garibaldi, diretta dalla dott.ssa Adriana Cuspilici, con il supporto dell’ing. Alfredo Amico; la segreteria organizzativa è stata curata dal dott. Carlo Cristofaro.
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