Tappa numero 11 del viaggio di “Cosa sarà” nei quartieri di Varese, la penultima della serie: il Consiglio di Quartiere 2, che comprende Avigno, Masnago, Calcinate degli Orrigoni e Carrozzeria. L’incontro si è svolto ad “Al posto giusto”, già circolo di Masnago, dove i residenti si sono raccontati senza filtri, tra ricordi di un passato agricolo ormai scomparso e le sfide di quartieri che cambiano pelle.
A raccontare Avigno e Masnago sono soprattutto le voci di chi ha visto cambiare pelle queste zone di Varese. Prima degli anni Sessanta, ricordano i residenti, Avigno era prevalentemente campagna: dove oggi sorge un supermercato c’era una palude, poco oltre una cava, e la “giazzera” dove d’inverno ci si andava a pattinare e dove oggi c’è un noto fast food. Poi è arrivato il boom edilizio e le case popolari, che hanno trasformato un quartiere agricolo in un quartiere popoloso. Oggi, secondo chi vi abita da più tempo, la tendenza si è invertita: la popolazione invecchia, le famiglie diminuiscono, e cresce la richiesta di un maggiore presidio del territorio, tra decoro urbano, viabilità e occasioni di socialità di prossimità.
Quello che funziona: comunità che si tengono per mano, tra oratori e vicinato
Ad Avigno e Masnago la vita sociale ruota ancora in gran parte attorno alle parrocchie, che restano il principale luogo di incontro e di attività per i residenti. A Masnago, in particolare, il Palio anima l’intero anno con iniziative sportive e comunitarie legate all’oratorio.
Negli ultimi anni è nato un esperimento che i residenti definiscono in evoluzione: i gruppi di controllo di vicinato, sorti inizialmente per la sicurezza e oggi in fase di trasformazione verso un ruolo più ampio, legato alla cura del degrado e all’adozione volontaria di spazi comuni. Il progetto coinvolge, secondo quanto riportato, oltre quattrocento persone.
Un altro esempio citato come modello riuscito è quello del parchetto per cani nato vicino al supermercato Lidl di Avigno: nato per risolvere un conflitto tra famiglie con bambini piccoli e proprietari di cani, ha finito per diventare esso stesso un punto di socialità informale, insieme a un secondo spazio verde vicino alla gastronomia del quartiere.
Il parco Mantegazza, con il suo bar e il museo, viene descritto come uno dei luoghi meglio riusciti e più frequentati della zona, e c’è chi spera che possa diventare un polo di aggregazione più ampio per il quartiere con il nuovo museo che sorgerà nella rinnovata Villa Baragiola, uno dei progetti fiore all’occhiello dell’amministrazione comunale di Varese.
Tra le iniziative in corso portate avanti dal Consiglio di Quartiere, spicca una camminata annuale che attraversa Avigno, Masnago e Calcinate degli Orrigoni, alla scoperta di angoli meno conosciuti del territorio — dagli orti di Utopia Tropicale al fontanile di Masnago, fino al percorso boschivo che collega la zona a Villa Baragiola e al Parco Mantegazza, passando per il Sentiero Noseda, la Torre di Velate e la chiesa di San Cassiano.
Proprio il Sentiero Noseda, dedicato alla memoria di una sportiva scomparsa in un incidente stradale, viene ricordato come un progetto ben riuscito nella sua concezione originaria. E lungo la scalinata Bertoni, che collega via Caracciolo alla chiesa di Masnago, è in corso un progetto per realizzare un murale dedicato al designer automobilistico Flaminio Bertoni, che coinvolgerà gli studenti del liceo artistico Frattini durante il loro percorso estivo.
Quello che non funziona: traffico, marciapiedi e un palazzetto diventato terra di nessuno
Il tema più ricorrente è la viabilità: velocità eccessiva delle auto, in particolare nella discesa da Velate verso Avigno e uno stop all’incrocio nei pressi della farmacia che, secondo i residenti, viene sistematicamente ignorato. Si chiede da tempo, senza risultato, un presidio dei vigili in quel punto. Anche l’accessibilità dei marciapiedi viene segnalata come disomogenea: alcuni tratti rifatti a regola d’arte, altri no, proprio nei pressi della farmacia.
Diversi residenti descrivono con toni preoccupati lo stato dell’area dietro l’ex vivaio Gervasini, in prossimità della zona commerciale: edifici in evidente deterioramento e disordine diffuso, secondo quanto riportato. Resta inoltre bloccata, per ragioni che i residenti non sanno spiegarsi, la destinazione commerciale prevista per l’area ex Bernasconi.
Anche la riqualificazione dell’area ex Aermacchi, passata di proprietà, viene seguita con grande attesa attesa per un importante pezzo di Varese che cambierà volto a questa parte di città.
Il palazzetto dello sport e le sue aree limitrofe, in particolare lungo via Manin, sono descritti come un punto critico del quartiere: rumori molesti, utilizzo improprio degli spazi, scarsa pulizia e le difficoltà legate ai weekend di calcio (soprattutto in passato) e basket.
Altri temi ricorrenti: cassonetti della raccolta abiti usati abbandonati con rifiuti impropri nella piazzola del bus di via Saffi; difficoltà nei rapporti con la società di igiene urbana per la manutenzione del verde pubblico.
Ad Avigno si lamenta la scomparsa dei negozi di vicinato — giornalaio e cartoleria hanno chiuso — a fronte di una concentrazione di supermercati che, secondo i residenti, ha finito per “cannibalizzare” il commercio di prossimità. Il Centro Soranzo, pensato come punto di socialità per gli anziani del quartiere, viene descritto come quasi sempre chiuso. Anche via Crotti resta chiusa da tempo, senza una soluzione in vista (la chiusura è stata prolungata fino a fine dicembre 2026). Nella zona del Quartiere delle Stelle, infine, viene segnalato un attraversamento pedonale rialzato ritenuto poco funzionale e poco visibile.
Quello che potrebbe cambiare: più cura del verde, più socialità, più attenzione agli anziani soli
Tra le richieste più concrete emerse: un monitoraggio sistematico dell’accessibilità dei marciapiedi, l’installazione di dissuasori di velocità e una maggiore presenza di vigili nei punti più critici della viabilità. Sul fronte ambientale, si chiede una manutenzione più regolare del Sentiero Noseda, oggi percorribile, ma con attrezzature ormai giudicate pericolose, e del ponticello che attraversa il torrente Vellone.
Per le aree ex Gervasini ed ex Bernasconi, i residenti chiedono che si sblocchi la situazione e si dia seguito alla destinazione commerciale già prevista. Anche per l’area ex Aermacchi l’auspicio condiviso è che la riqualificazione annunciata si traduca in un intervento reale e positivo per tutto il quartiere.
C’è chi propone di ampliare il modello dei gruppi di controllo di vicinato, portandolo oltre la sola sicurezza verso un ruolo di cura del territorio e di supporto diretto agli anziani soli o con difficoltà di mobilità, anche attraverso reti informali di vicinato non gestite direttamente dal Comune. In parallelo, si chiede di rilanciare il Centro Soranzo come reale punto di socialità per la popolazione anziana del quartiere.
Molti residenti indicano la creazione di nuovi spazi di aggregazione — anche a partire da Villa Baragiola — come una priorità per un quartiere che, dicono, rischia altrimenti di trasformarsi sempre più in un “dormitorio”. Prosegue infine il progetto della scalinata Bertoni, che il Consiglio di Quartiere spera di completare entro la prossima primavera.
Il progetto “Cosa sarà”
Non aspettare che la politica – e le scadenze elettorali – dettino l’agenda, ma provare ad aprire una riflessione sui temi della città di Varese in maniera indipendente, ascoltando tutti: è nato così il progetto Cosa sarà — Voci che disegnano Varese tra passato e futuro, che ha visto finora la realizzazione di venti interviste, diventate un libro acquistabile su Amazon qui. Ma ha visto anche l’incontro a porte chiuse con 31 consiglieri comunali, e due tavoli separati con le forze di centrodestra e centrosinistra. Ora, l’incontro con i quartieri.
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