Sentirsi fuori posto. Avere seguito una strada e, a un certo punto, domandarsi se fosse davvero quella giusta. Cercare negli altri, nei viaggi, nel lavoro o nell’arte qualcosa che possa riempire la distanza tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere.
È da queste inquietudini molto contemporanee che prende forma Opachi frammenti sparsi, il nuovo romanzo di Andrea Dell’Erba, autore varesino classe 1995. Il libro è stato selezionato da bookabook e si trova ora nella fase di campagna editoriale: attraverso il preordine, i lettori possono sostenere concretamente il progetto e accompagnarlo verso la pubblicazione.
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Al centro del romanzo ci sono Greta e Gabriele, due giovani apparentemente lontani ma uniti dalla stessa sensazione di incompletezza. Greta è una pubblicista milanese. Vive la solitudine come una ferita, ma anche come uno spazio nel quale riesce ancora a sentirsi autentica. Per questo sente continuamente il bisogno di partire, incontrare persone nuove e provare, attraverso di loro, a comprendere qualcosa in più di sé stessa.
La sua storia comincia nella primavera del 2019, quando raggiunge un rifugio per animali in una valle del Lago Maggiore per un periodo di volontariato. Porta con sé un blocco da disegno, sul quale trasforma in immagini i ricordi dei propri viaggi.
Nel rifugio incontra altri volontari, dipendenti e soprattutto Roberto, il proprietario della struttura. Tra i due nasce un rapporto sempre più stretto. Quello che inizialmente appare come un uomo maturo e affascinante, però, mostra progressivamente un lato diverso, ossessivo e possessivo, fino a costringere Greta a confrontarsi con una situazione da cui sente il bisogno di fuggire.
Qualche mese dopo la ritroviamo a Milano. È autunno e la sensazione di essere fuori posto non è scomparsa. Greta si rifugia nella propria arte e aspetta un’altra occasione per partire. L’opportunità arriva dal giornale per cui lavora: un’inchiesta a Barcellona, nel pieno delle manifestazioni indipendentiste successive alla condanna dei leader politici catalani. Pur di ottenere quell’incarico, però, Greta si trova davanti a nuovi compromessi e a nuove domande su sé stessa.
Ed è proprio a Barcellona che il romanzo cambia prospettiva. La terza parte è affidata a Gabriele, un giovane scrittore alle prese con il suo secondo romanzo. Ospite di Mireia, una vecchia conoscenza con la quale ha un rapporto complesso, Gabriele entra in contatto con Rafel e con il fermento politico e umano delle proteste catalane.
Osserva ciò che accade anche con gli occhi dello scrittore: cerca storie, personaggi, esperienze da trasformare in narrativa. Ma davanti alla pagina bianca emergono soprattutto le sue fragilità. Durante le notti insonni Gabriele scrive lettere rivolte a un’anima gemella che ancora non conosce, ma della cui esistenza sembra essere certo. Immagina che quella persona possa un giorno colmare il vuoto che avverte dentro di sé.
Ed è qui che Opachi frammenti sparsi apre il suo interrogativo più interessante: quella persona potrebbe essere Greta? Oppure Greta stessa potrebbe essere un personaggio nato dalla penna di Gabriele?
Il libro non impone una risposta. Lascia al lettore la possibilità di ricomporre i frammenti e scegliere la propria interpretazione. Il romanzo diventa così non soltanto il racconto di due giovani in cerca di sé, ma anche una riflessione sul rapporto tra chi scrive e ciò che scrive. Le esperienze vissute, le paure, le persone incontrate e i desideri possono spezzarsi, trasformarsi e ritornare sulla pagina sotto una forma completamente nuova.
È anche per questo che nella storia di Greta e Gabriele si intravedono alcuni elementi del percorso personale dello stesso Dell’Erba.
Nato a Varese, l’autore ha seguito inizialmente una strada molto diversa dalla letteratura. Dopo il diploma si è laureato in Informatica all’Università dell’Insubria e ha lavorato come sviluppatore software. Tra il 2017 e il 2018 ha però deciso di lasciare quell’impiego e cambiare direzione. Durante un periodo sabbatico ha completato il suo primo romanzo, La Scatola Senza Pareti, pubblicato nel 2019. Successivamente ha intrapreso gli studi di Lingue e Letterature Straniere all’Università degli Studi di Milano. Negli anni ha vissuto e studiato tra Malta, Barcellona e Murcia, fino ad arrivare in Germania. Oggi è ricercatore PhD in linguistica all’Università Friedrich-Alexander di Norimberga. Esperienze diverse che sono confluite, direttamente o indirettamente, anche nella sua seconda opera.
Opachi frammenti sparsi parla infatti soprattutto a chi sta attraversando quella fase della vita in cui le certezze cominciano a incrinarsi: studenti vicini alla fine dell’università, giovani alla ricerca del primo lavoro o persone che, dopo averne trovato uno, scoprono di desiderare qualcosa di completamente diverso. Una generazione alla quale spesso viene chiesto di avere già tutte le risposte mentre sta ancora cercando di formulare le domande.
Ora il futuro del romanzo passa anche dai suoi potenziali lettori. La selezione da parte di bookabook ha infatti aperto una campagna di preordine attraverso la quale è possibile sostenere il libro prima della pubblicazione.
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