Beberto amarcord all’ombra della luna tra Poesia, Politica e Pensiero…


…naturalmente è il pensiero unico(lasciate perdere gli ismi che spaziano dai sovranismi agli integralismi) di Roberto ”Beberto” Linzalone, che è tornato a scrivere dopo un lungo letargo di riflessione, all’insegna del ”Mo’ mo’ sto scrivendo…” dopo l’unica raccolta di versi datata 1978 ” “Chiù chiù / non c’è chiù”. E ora. Anzi, era ora. Ha affidato a ”All’ombra della Luna” un piccolo libricino di 28 pagine, con alcune pagine in bianco per appunti o disegni,quasi fosse il breviario di don Rocchino il prete dell’Appennino. Versi alternati alle opere di un maestro della grafica come Assadour, che a Matera ha lavorato ed esposto, oltre allo Studio Arti Visive- che il 24 giugno alle 19.00- ospiterà un evento che legherà i due artisti della cultura della Città dei Sassi- anche alla scuola di grafica di via dei Sette dolori. Assente l’ottuagenario artista di origini libanesi, ma ci saranno le sue opere, toccherà a Roberto Linzalone spaziare da una stagione all’altra della narrazione sintetizzata – ci è piaciuta per questo- negli ultimi brevi versi della raccolta. ” I campanili scrivono come matite in cielo, la notte sopra i tetti di nebbia cala un velo, il vento non cancella la voce delle grotte, la storia di Matera è l’uomo e le sue lotte”. Una sintesi di quello che per Assadour e per Linzalone ha rappresentato e rappresenta la Città dei Sassi ”capitale” della cultura finchè si vuole, ma che mantiene una dimensione ”provinciale” che ne disegna limiti e originalità. E qui ci sarebbe da raccontare con uscite a fascicoli settimanali, come si diceva prima dell’avvento del digitale, quanto ha fatto con il circolo poi sia, con le serate di ”per via orale” ospitate in cantine private e poi nella sua casa ipogea del Sasso Barisano, con gli incontri con i cantori della cultura di strada di varie e contrade o per quelle provocazioni, rimaste negli annali, che lo avevano messo sotto osservazione dal Potere Costituito… come recita un ritornello di una nota canzone di Fabrizio De Andrè.

E la comparsa nel giugno 1983 sui muri cittadini di un manifesto su fondo blu della Lega italiana contro i maiali con tanto di forca per il povero suino non potè che destare sospetti e preoccupazione da parte del Potere Costituito. Lo slogan,del resto, la diceva tutta sullo stato di crisi del Belpaese, con il popolo a tirare la cinghia mentre altri ingrassavano di piacere…” Stringere la cinghia! ammonì il maiale e affondò il suo grugno nel piatto di caviale…” Roba da ricchi, visto che da queste parti non si andava oltre la cialledda contadina. Roberto Linzalone è andato avanti con il grugno e i grugniti e altri suoni da contrappeso sul pentagramma della cultura orale, venendo fuori periodicamente con calendari e altri simboli di una ironia che fa riflettere,semmpre, anche quando è nel buen retiro di Timmari.

Una chicca
La prima poesia scritta da Roberto Linzalone nel 1964, con successive modificazioni.
”è la notte santa”
e la chiesa bianca
di luci e d’incenso
emana vapori
verso il cielo immenso
cade la neve
sopra la siepe
cala la notte
sopra le grotte
vola cometa
è nato il bambino
per ogni uomo
cambia il destino

Nella mostra, presso lo Studio Arti Visive, saranno esposte varie creazioni di poesia da me realizzate soprattutto a partire dagli inizi degli anni Ottanta come Orologi da muro,Borse con cinghie, Cartoline. Manifesti da camera,Calendari,Almanacchi.Poesie per prodotti gastronomici, baci di dama, vino.

Una dedica anche dal poeta ingegnere di Montemurro A ROBERTO LINZALONE
Mani materne
impastano poesia e verità.
Nel pane sta scritta l’equità.
Questa sì è storia eterna:
le chiamate alla luce della lanterna.
Leonardo Sinisgalli
Tratto da: “Dimenticatoio”
Collana Lo Specchio
Arnoldo Mondadori Editore
Milano, 1978
Linzalone Roberto:
è una lapide
non una poesia
la dannazione eterna dei materani
è l’apatia
non sono protagonisti della storia
arsi da fiamme d’invidia
languono tristi e senza memoria

Linzalone Roberto: un dato caratterizza matera
il vuoto
il vuoto del pane
che nasce dal lievito
il vuoto dei sassi
ventre materno
che accoglie tutti
nelle sue caverne
il vuoto della memoria
che è la vera causa
della sua sconfitta
roberto linzalone

IL COMUNICATO STAMPA DELLO STUDIO ARTI VISIVE
COMUNICATO STAMPA/INVITO
Roberto Linzalone presenta “All’ombra della luna” nello Studio Arti Visive di Matera.
Mercoledì 24 giugno 2026, alle ore 19, presso lo Studio Arti Visive di via delle Beccherie n. 41 a Matera, il poeta Roberto Linzalone presenterà le poesie raccolte nel libretto “All’ombra della luna”, pubblicato nel 2025 con i disegni di Assadour. In occasione dell’incontro saranno esposte alcune opere dell’artista armeno-francese.
Attraverso letture poetiche, racconti e narrazioni, Roberto Linzalone ripercorrerà oltre sessant’anni di attività creativa, dagli esordi nel 1964 fino alle più recenti esperienze artistiche e letterarie.
Nato a Matera nel 1953, bibliotecario presso il Museo Nazionale “Domenico Ridola”, Linzalone rappresenta una delle figure più originali del panorama culturale lucano e nazionale. Nel corso degli anni è stato definito poeta-cabarettista, agitatore culturale, poeta sovversivo, poeta di strada, poeta orale e poeta satirico. La sua ricerca si inserisce nella tradizione di una cultura critica e anticonformista che affonda le proprie radici nelle esperienze dei futuristi, dei lacerbiani e negli insegnamenti di Leo Longanesi, Ennio Flaiano e Mino Maccari.
Scoperto e sostenuto da poeti e intellettuali quali Michele Parrella, Leonardo Sinisgalli, Roberto Roversi, Tonino Guerra e Amelia Rosselli, Linzalone ha raccolto apprezzamenti da protagonisti della letteratura italiana come Eugenio Montale, Leonardo Sciascia, Maria Luisa Spaziani, Andrea Zanzotto e Dacia Maraini.
Particolarmente significativo il rapporto umano e professionale con il regista Francesco Rosi, del quale è stato assistente alla regia nel film “Cristo si è fermato a Eboli” e aiuto regista nel documentario “A sud di Eboli – Viaggio nel cinema di Francesco Rosi”, presentato nel 1979 a Mosca e Cannes.

La sua attività artistica si è sviluppata soprattutto attraverso la dimensione orale della poesia e del racconto. Dagli anni Settanta ha portato in cantine, teatri, piazze e osterie d’Italia spettacoli ispirati alla storia, alla cucina, alla musica popolare, alla satira e al lirismo, contribuendo a promuovere l’identità culturale materana e il pane di Matera attraverso eventi, letture e performance.
Tra le iniziative più significative si ricorda la rassegna “Per via orale – Vino e poesia nelle cantine di Matera”, animata dalla presenza del cantautore Matteo Salvatore e successivamente ospitata in numerose città italiane. Nel 1983 ideò inoltre il manifesto satirico della “Lega Italiana Contro i Maiali”, affisso in molte città italiane e oggetto di un’inchiesta della polizia politica dell’epoca.
Numerosi anche i personaggi creati e interpretati da Linzalone, tra cui Don Rocchino, “primo prete europeo in cassa integrazione”, e il protagonista di “Assurdest – Storia di Roberto Linzalone, il poeta materano emigrato a Matera”.
Accanto all’attività poetica, ha realizzato e pubblicato nel tempo manifesti, almanacchi, cartoline, magliette e altri oggetti editoriali d’autore.
Tra le sue principali pubblicazioni figurano “Nudo Profilo” (La Scaletta, 1975), con copertina di Luigi Guerricchio; “Chiù chiù / non c’è chiù” (Roma, 1978); “Natura molta” (L’Arco Edizioni, 1983), con acquaforte di Assadour e cura di Giuseppe Appella; la partecipazione all’antologia “W la Poesia!” (Vallecchi, 1985), curata da Marco Marchi; “Ore pro nobis” (Matera, 2003), con incisioni di Mino Maccari; fino al recente “All’ombra della luna” (Matera, 2025), impreziosito dai disegni di Assadour.
L’incontro rappresenta un’occasione per ripercorrere il lungo percorso artistico e umano di una delle voci più originali della poesia orale italiana, in dialogo con l’arte visiva e con la memoria culturale di Matera.
Ingresso libero.
Matera, 22 giugno 2026 Il Presidente
Studio Arti Visive ATS


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 Franco Martina

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