Avviata autonomia differenziata nella sanità in 4 regioni del Nord: una pagine buia del Paese.


Conferenza Stampa Basilicata Casa Comune e consiglieri di centro sinistra sull’autonomia differenziata-Resoconto
Con l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri dei percorsi di autonomia differenziata in favore di quattro Regioni del Nord (Liguria, Lombardia, Veneto e Piemonte) in un ambito particolarmente sensibile come la sanità il Governo Meloni ha scritto una delle pagine più buie della storia del Paese perché viene smantellato il sistema universalistico delle cure previsto dalla Costituzione e vengono acuite le attuali diseguaglianze tra i diversi sistemi sanitari regionali, consentendo a chi è già avanti, come le Regioni del Nord, di progredire ulteriormente, lasciando indietro chi oggi è ultimo o penultimo come le regioni del Mezzogiorno e la Basilicata in particolare”. E’ quanto emerso dalla conferenza stampa indetta dal Gruppo Consiliare regionale Basilicata Casa Comune e che si è tenuta questa mattina, presso il Palazzo del Consiglio regionale di Basilicata, con la presenza dei consiglieri di Basilicata casa Comune, Giovanni Vizziello e Angelo Chiorazzo e del consigliere del Partito Democratico Piero Marrese.
Le intese preliminari del Governo Meloni con le quattro regioni del Nord oltre a celebrare il funerale del sistema universalistico delle cure, cioè l’obbligo di garantire a tutti lo stesso livello di cure, a prescindere dal luogo di residenza e dall’essere ricchi o poveri”dichiara Vizziello-“sono particolarmente pericolose perché legittimano, per legge, un sistema sanitario a più velocità, nel quale a Liguria, Lombardia, Veneto e Piemonte viene consentito di gestire autonomamente gli investimenti in edilizia e tecnologia sanitaria, di prevedere autonome tariffe di remunerazione delle strutture private accreditate, di istituire fondi sanitari integrativi con cui finanziare extra LEA di matrice regionale e infine di offrire stipendi più elevati ai propri medici e infermieri”.
E’ chiaro a tutti come le differenziazioni regionali sulle politiche retributive del personale sanitario e sul ventaglio delle prestazioni offerte ai pazienti” -sottolinea Vizziello- “determineranno una esasperata competizione tra i sistemi sanitari regionali e una vera e propria desertificazione dei servizi sanitari nel Mezzogiorno d’Italia, per effetto della fuga di pazienti e soprattutto di medici e infermieri dal Sud verso il Nord”.
Già oggi, purtroppo, il diritto alla salute dipende dal luogo in cui si è nati o in cui si vive” -ricorda Vizziello- “perché i dati sulla migrazione sanitaria ci dicono che le quattro regioni del Settentrione d’Italia, alle quali il Governo vuole concedere più autonomia, in dieci anni hanno guadagnato dalla mobilità sanitaria 7 miliardi di euro, mentre quelle del Sud ci hanno rimesso 8 miliardi di euro”.
E’ francamente sconcertante che al cospetto di provvedimenti come le intese preliminari che sono un grande moltiplicatore di diseguaglianze e che, se confermate dal Parlamento, potrebbero rendere i lucani diversamente italiani” -sottolinea il Vice Presidente del Consiglio regionale Angelo Chiorazzo-“ il governo Bardi, notoriamente attentissimo alla comunicazione, non abbia adempiuto al dovere istituzionale di informare i cittadini sulle determinazioni espresse dalla Regione nella Conferenza unificata del 2 aprile, chiamata a deliberare sulle pre-intese predisposte dal Governo Meloni.”
Lecito chiedere al Presidente Bardi”-sottolinea Chiorazzo-“ quali vantaggi concreti ha ottenuto la Basilicata votando favorevolmente alle pre-intese? Quali maggiori poteri saranno riconosciuti alla nostra regione che oggi assicura più del 70 per cento del petrolio estratto nel Paese? Come infine è possibile conciliare il percorso dell’autonomia differenziata con la realtà sanitaria lucana fatta di clamorosi ritardi e criticità nell’attuazione del nuovo modello di sanità territoriale, elevata emigrazione sanitaria e scarso livello qualitativo dei servizi sanitari erogati ai cittadini?
Ogni decisione diretta ad incidere su tematiche vitali, come appunto le politiche sanitarie”- sottolinea il consigliere Piero Marrese di Basilicata Democratica-“ richiede un ampio confronto consiliare, che a tutt’oggi è mancato e che speriamo si possa ricostituire, anche alla luce degli apporti spesso migliorativi che possono derivare dalle forze della minoranza consiliare su temi particolarmente sensibili come la sanità
Con il voto favorevole alle intese preliminari il Presidente Bardi ha immolato la Basilicata sull’altare dei propri interessi personali e di partito. Per sollecitare una risposta su queste tematiche da parte del Presidente Bardi”- concludono Chiorazzo e Vizziello-“Oggi depositeremo in Consiglio regionale un Ordine del Giorno con il quale impegniamo la Giunta regionale ad assolvere puntualmente agli obblighi di trasparenza nei confronti dei lucani e a manifestare nelle sedi di confronto con il Governo nazionale la contrarietà della Basilicata ai percorsi di autonomia differenziata che dividono il Paese e ledono i principi di uguaglianza tra i cittadini”.

                     Sanità e autonomia differenziata, Marrese: “No a un’Italia con diritti diversi tra Nord e Sud”

Le notizie relative ai percorsi di autonomia differenziata che il Governo Meloni starebbe portando avanti con alcune Regioni del Nord, in particolare Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto, destano forte preoccupazione, soprattutto laddove riguardano un settore delicato e fondamentale come quello della sanità. Ritengo che non sia possibile procedere verso il riconoscimento di ulteriori forme e condizioni di autonomia senza che siano stati preventivamente definiti e adeguatamente finanziati i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) su tutto il territorio nazionale. Farlo significherebbe accentuare divari già esistenti tra aree del Paese, mettendo a rischio il principio costituzionale di uguaglianza e il diritto di ogni cittadino ad accedere ai medesimi servizi essenziali, indipendentemente dalla Regione di residenza. La Basilicata, come tutte le regioni del Mezzogiorno, ha bisogno di politiche che rafforzino la coesione territoriale e riducano le disuguaglianze, non di scelte che rischiano di consolidare una geografia dei diritti differenziata. È necessario garantire a tutti gli italiani pari opportunità e pari livelli di tutela, evitando che il luogo di nascita o di residenza possa determinare condizioni diverse nell’accesso alla sanità, all’istruzione, ai trasporti e agli altri servizi fondamentali. Per questo motivo considero indispensabile che venga fermato qualsiasi ulteriore avanzamento di questi percorsi fino alla piena definizione e copertura finanziaria dei LEP. Solo così sarà possibile affrontare il tema dell’autonomia in un quadro di equilibrio, solidarietà e reale unità nazionale. In questo contesto, non posso non evidenziare la grave responsabilità politica di chi, in sede di Conferenza Unificata Stato-Regioni, continua ad avallare le scelte del Governo senza una preventiva e rigorosa valutazione delle ricadute per la Basilicata. Troppo spesso il presidente Bardi, direttamente o attraverso assessori da lui delegati, ha espresso posizioni di sostanziale assenso verso indirizzi politici del centrodestra nazionale che appaiono in evidente contrasto con gli interessi generali della comunità lucana. La Conferenza Stato-Regioni non può essere considerata un luogo nel quale ratificare automaticamente decisioni assunte altrove per ragioni di appartenenza politica. Al contrario, rappresenta la sede nella quale ogni Regione dovrebbe difendere con determinazione i propri cittadini, le proprie prerogative e le proprie esigenze. Quando sono in gioco il diritto alla salute, la qualità dei servizi pubblici e le prospettive di sviluppo dei territori più fragili, il dovere delle istituzioni lucane è quello di far sentire una voce autonoma e autorevole, non di adeguarsi passivamente a scelte che rischiano di penalizzare ulteriormente il Mezzogiorno. Su questi temi non servono atteggiamenti remissivi né logiche di schieramento: serve una difesa ferma degli interessi della Basilicata e dei diritti dei lucani, affinché il principio di unità della Repubblica si traduca concretamente in pari dignità e pari opportunità per tutti i cittadini.”


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 Vito Bubbico

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