La Vitaetom sta investendo in una nuova serra. Con la primavera 2027, l’azienda agricola biologica è pronta a fare un ulteriore passo avanti. “Con questo investimento, vogliamo essere pronti per i prossimi vent’anni dell’azienda, e della mia carriera”, afferma Koen Van Hauteghem dell’azienda di famiglia con sede a Zwijndrecht, nelle Fiandre.
La storia della Vitaetom risale a diverse generazioni fa. Il nonno di Koen iniziò a coltivare fragole negli anni ’50 e suo padre si unì in seguito all’attività. Tuttavia, alla fine degli anni ’80, l’azienda passò alla coltivazione dei pomodori. “In Belgio entravano molti prodotti spagnoli, e questo rendeva sempre più difficile ottenere un buon profitto dalle fragole. Abbiamo quindi dovuto pensare al futuro dell’azienda e, alla fine, abbiamo deciso di passare alla coltivazione dei pomodori”, racconta Koen.
© Jannick Flach | FreshPlaza.it
Koen Van Hauteghem
Koen è entrato a far parte dell’azienda nel 1997, e in seguito si è unita anche sua sorella. Oggi Koen gestisce Vitaetom insieme a lei. La decisione di passare al biologico è nata dalla necessità di guardare ancora una volta al futuro. “Avevamo una serra di 35 anni e dovevamo pensare a quello che volevamo fare. È allora che ci siamo posti la domanda: modernizzare e continuare con l’agricoltura convenzionale oppure scegliere una strada diversa?”.
Secondo Koen, il passaggio al biologico non è stata una scelta ovvia. “All’epoca, il biologico non godeva ovunque di un’ottima reputazione. Molti si chiedevano se fosse davvero la strada giusta. Inizialmente, anche i colleghi hanno reagito con scetticismo. Ciononostante, abbiamo deciso di buttarci”. Una decisione che, secondo Koen, ha rappresentato un cambiamento importante e che resta una delle migliori mai prese. “Volevamo allontanarci da un un mercato caratterizzato da prezzi di dumping e concentrarci maggiormente sulla coltivazione specializzata. Con le specialità biologiche, si crea davvero valore aggiunto”.
Processo di apprendimento
I primi anni sono stati soprattutto di apprendimento. Secondo Koen, la sfida più grande riguardava il suolo. “Il cambiamento più grande non ha riguardato solo il prodotto, ma soprattutto il modo di coltivare. Si passa dalla lana di roccia alla coltivazione in pieno campo. È un mondo completamente diverso. Il terreno della serra era stato coperto di plastica per anni. Era compatto e quasi privo di vita, ma nell’agricoltura biologica tutto parte dal suolo”.

Questo processo ha richiesto tempo. “I primi tre o cinque anni sono stati davvero una fase di tentativi ed errori. Si pianta qualcosa aspettandosi un certo risultato, ma la pianta reagisce in modo diverso. Ecco perché lavoriamo molto con compost, batteri e funghi, cercando di ricostruire la vita del suolo. Ora la differenza è evidente: il terreno è tornato di colore marrone scuro, quasi nero, ed è ricco di vita. La transizione non è qualcosa che si possa semplicemente attivare: è un processo di apprendimento in cui si migliora anno dopo anno”.
Specialità come Tatayoyo
Vitaetom ha quindi scelto consapevolmente di concentrarsi su una nicchia all’interno della nicchia: le specialità biologiche. Secondo Koen, questo rende l’azienda meno dipendente dal grande mercato all’ingrosso. “A volte può essere difficile con i pomodori tondi o i pomodori a grappolo standard, segmenti in cui la concorrenza è agguerrita. Noi ci concentriamo maggiormente su prodotti più di nicchia e specialità. È una scelta che richiede più lavoro, più personale e più attenzione ma che crea anche maggiore valore aggiunto”.
L’azienda coltiva ortaggi biologici in serra su circa 2 ettari. “La gamma spazia dai pomodori ciliegino, mix di ciliegino e pomodori Rubyred, fino ai mini-cetrioli, ai peperoni e, negli ultimi anni, ai peperoni biologici Tatayoyo”, un prodotto in cui sia Koen sia il suo partner commerciale BelOrta vedono un grande potenziale. Tuttavia, dopo un’ottima annata lo scorso anno, in questa stagione il prodotto si è rivelato più difficile da commercializzare. “Ha pochi semi, un sapore tropicale e non ha il tipico gusto acidulo del peperone. Ma in Belgio un peperone arancione resta una sfida. L’anno scorso era il nostro prodotto più venduto, quest’anno è il meno venduto. A volte è difficile da spiegare. Credo che le persone debbano semplicemente imparare a conoscerlo, visto che chiunque lo assaggi ne vuole ancora”, sottolinea Koen.

Continuare a innovare
Il Belgio assorbe la maggior parte delle vendite. Inoltre, parte della produzione viene venduta nei Paesi Bassi e nel Regno Unito. “C’è ancora una chiara domanda di specialità biologiche. Questo è importante. Si sta passando da un mercato in cui bisogna lottare per ogni centesimo a uno in cui i clienti cercano specificamente determinati prodotti”. Koen vede un particolare potenziale di crescita nei mini-cetrioli. “Vorremmo espanderci ulteriormente in questo settore. La Germania, ad esempio, è un operatore importante nel settore biologico, ma il mercato lì è anche molto più autosufficiente”.
Sebbene in Belgio non esistano ancora grandi catene di supermercati specializzati in prodotti biologici come in altri Paesi, la Vitaetom prevede un’evoluzione in tal senso. “Ogni anno ci sono novità. Siamo ancora indietro rispetto ai Paesi Bassi, ma il mercato rimane stabile. Il settore retail si sta concentrando sempre di più sui prodotti biologici, il che contribuisce a sviluppare ulteriormente il mercato”, continua Koen.
In questo senso, la partnership con BelOrta, tramite la quale Vitaetom commercializza tutti i suoi prodotti, è cruciale. “Non lanciamo mai un nuovo prodotto senza prima consultarci. È sempre un processo bidirezionale. A volte l’idea viene da noi, altre volte arriva da BelOrta, ma è chiaro che ci confrontiamo sempre sulle potenziali opportunità. Analizziamo le esigenze dei clienti e cerchiamo di adattare la produzione di conseguenza. Questo è anche il ruolo che ci siamo dati. Se si presentano nuove opportunità, siamo felici di intervenire e metterci al lavoro”, spiega Koen.

Secondo Koen, l’innovazione resta fondamentale nel settore. “Siamo costantemente alla ricerca di novità. A volte in risposta alle richieste dei clienti, altre volte perché individuiamo qualcosa di interessante. Vogliamo sicuramente crescere in questo ambito. Nuove varietà e specialità sono importanti perché permettono di distinguersi. Bisogna continuare a innovare”.
Nuova serra come prossimo passo
E Vitaetom continua a innovare: attualmente sta lavorando alla progettazione di una nuova serra, con un focus sull’efficienza energetica e su una strategia di coltivazione a prova di futuro. “Vogliamo investire in una serra con doppi schermi e pareti isolate. Tutto ciò che serve per poter andare avanti con successo nei prossimi vent’anni. È la base per la prossima fase dell’attività”, sottolinea Koen.
L’investimento arriva in un momento in cui l’orticoltura in serra si trova ad affrontare sfide importanti. Energia, sostenibilità ed efficienza produttiva stanno assumendo un ruolo sempre più centrale. Secondo Koen, è fondamentale prendere decisioni ora. “Certo, si potrebbe aspettare altri cinque anni, ma prima o poi bisognerà farlo. Se si vuole progredire, bisogna assicurarsi che l’azienda sia pronta per il futuro”.

Il piano prevede di iniziare i lavori dopo l’estate. “Se tutto andrà secondo i piani e i permessi verranno concessi, speriamo di iniziare la demolizione all’inizio di ottobre. Dopodiché, vogliamo realizzare la nuova struttura durante l’inverno ed essere pronti per la prossima stagione”.
Secondo Koen, la scelta del periodo non è casuale. “L’inverno non è il periodo più semplice dell’anno per effettuare lavori di costruzione, ma è quello in cui si perde meno produzione”. Con questo investimento, la Vitaetom punta a continuare a svilupparsi nel settore delle specialità biologiche. “Non vogliamo crescere solo per il gusto di crescere. L’obiettivo è crescere in modo mirato e fornire prodotti per i quali c’è domanda”, conclude Koen.
Per maggiori informazioni:
Koen Van Hauteghem
Vitaetom
Krijgsbaan 151
2070 Beveren-Kruibeke-Zwijndrecht – Belgio
+32 476 24 58 10
[email protected]
www.facebook.com/vitaetom
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