Green Tour 2026: fondi al turismo per investimenti green e digital


Green Tour è la misura – disciplinata dal decreto 16 marzo 2026 – che punta allo sviluppo dell’offerta turistica nel territorio nazionale attraverso interventi in grado di favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici, la digitalizzazione dell’ecosistema turistico, le filiere turistiche, gli investimenti per il rispetto dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) e il turismo sostenibile.

L’intervento mobilita ben 109 milioni di euro previsti dalla Legge di Bilancio 2026 e prevede contributi a fondo perduto che possono arrivare al 30% delle spese ammissibili, entro il tetto massimo di 4,5 milioni di euro.

Con la pubblicazione del Decreto Direttoriale n. 96263 del 18 giugno 2026 sono stati definiti fissati i termini per la presentazione della domande: dal 15 luglio al 15 settembre 2026.

Ecco cosa sapere!

Chi può accedere alle agevolazioni Green Tour 2026 per le strutture turistiche

I beneficiari sono gli operatori che svolgono attività d’impresa nel turismo, individuati attraverso specifici codici ATECO. Rientrano tra questi alberghi, strutture ricettive extralberghiere, bed and breakfast, case e appartamenti per vacanze, campeggi, villaggi turistici, marina resort, ristoranti, catering, centri termali e benessere, parchi tematici, stabilimenti balneari e attività legate a congressi e fiere.

Sono ammesse anche imprese non direttamente classificate in tali codici, purché attive da almeno tre anni e in grado di dimostrare un fatturato prevalentemente realizzato con imprese della filiera turistica.

Tra i requisiti richiesti figurano l’iscrizione al Registro delle imprese, l’attività effettiva dell’impresa, la sede legale in Italia, la contabilità ordinaria e la regolarità sotto il profilo fiscale, previdenziale e assicurativo. Il decreto consente inoltre la presentazione di programmi in forma aggregata tramite reti soggetto, purché costituite da non più di cinque imprese e già iscritte da almeno tre anni.

Gli interventi agevolati dal Green Tour 2026

I programmi di investimento ammissibili devono essere finalizzati, in via prevalente, al miglioramento dell’efficienza energetica e/o alla produzione di energia da fonti energetiche rinnovabili, attraverso una combinazione di:

  • interventi “trainanti”;
  • interventi “aggiuntivi trainati”;
  • interventi di “digitalizzazione trainati”;
  • interventi “accessori”.

Sul fronte edilizio ed energetico, la misura finanzia interventi finalizzati al miglioramento di almeno due classi di efficienza energetica degli edifici.

Tra le opere espressamente richiamate ci sono coibentazione dell’involucro, sostituzione di serramenti e superfici vetrate, pareti ventilate, tetti verdi e giardini verticali, schermature solari, sistemi di climatizzazione passiva, efficientamento dell’illuminazione e degli impianti interni, sostituzione di caldaie con sistemi ad alta efficienza, climatizzazione centralizzata con controllo intelligente, rimozione dell’amianto se strettamente funzionale all’intervento, oltre a demolizione e ricostruzione, ripristino di edifici crollati o demoliti, nuove pavimentazioni con materiali sostenibili e installazione di pergotende bioclimatiche.

Accanto a questi interventi, il decreto ammette anche impianti e attrezzature per la tutela ambientale: fotovoltaico, solare termico, pompe di calore, sistemi di accumulo per l’energia prodotta in sito e soluzioni per il recupero e l’uso dell’acqua piovana.

Molto interessante anche il capitolo dedicato alla digitalizzazione degli edifici.

Sono agevolabili il cablaggio strutturato, le infrastrutture per dati e banda interna, le dotazioni per automazione e controllo degli impianti, il collegamento a sistemi efficienti di teleriscaldamento e teleraffrescamento, le colonnine di ricarica e il miglioramento dell’efficienza energetica degli impianti di riscaldamento e raffrescamento. In pratica, il decreto premia i progetti che combinano efficientamento energetico e building automation, tema sempre più centrale nella progettazione delle strutture ricettive.

Non solo involucro e impianti: tra le spese ammissibili rientrano anche la costruzione o riqualificazione di impianti sportivi, wellness, centri congressi e spazi per eventi, nonché gli interventi per migliorare accessibilità e inclusività delle strutture. A questo si aggiungono software, licenze, brevetti e know-how collegati a digitalizzazione, sostenibilità e destagionalizzazione.

Importi finanziabili e intensità del Green Tour 2026 per le imprese turistiche

I programmi di investimento devono avere una dimensione importante: la spesa ammissibile va da un minimo di 1 milione a un massimo di 15 milioni di euro e gli interventi devono essere avviati dopo la presentazione della domanda. La conclusione del programma è fissata, in via generale, entro 24 mesi dalla concessione delle agevolazioni.

Il contributo diretto alla spesa può arrivare al 30% dei costi ammissibili, con un limite massimo di 4,5 milioni di euro.

La misura prevede poi condizioni particolari per alcuni interventi puntuali su singoli elementi edilizi, per i quali l’intensità può ridursi al 25% o al 15% nei casi indicati dal regolamento europeo richiamato dal provvedimento. Sono inoltre previste maggiorazioni per piccole e medie imprese, per investimenti che migliorano in modo significativo la prestazione energetica dell’edificio e per interventi localizzati in aree assistite, sempre nel rispetto dei limiti fissati dal regime di aiuto applicabile.

E’ prevista possibilità di affiancare al contributo anche un finanziamento agevolato per la quota residua dell’investimento; il decreto rinvia comunque all’avviso attuativo e ai successivi atti gestionali la definizione operativa delle modalità di accesso ed erogazione.

Spese tecniche e consulenze: c’è spazio anche per i professionisti

Per i tecnici c’è un altro punto da guardare con attenzione: il decreto ammette, per le sole PMI, anche le spese di consulenza strettamente connesse agli interventi, entro il limite del 4% dell’importo complessivo ammissibile del progetto. È il passaggio più vicino al riconoscimento delle spese professionali, e rende la misura particolarmente interessante anche per le attività di supporto tecnico-specialistico che accompagnano la definizione e l’attuazione dell’investimento.

Va però fatta una precisazione importante: il decreto parla espressamente di “consulenze” e non elenca in modo analitico le singole voci professionali. Per questo, sul piano operativo, sarà decisivo verificare nell’avviso e nella modulistica ministeriale se e in quale misura potranno essere ricondotte a questa voce le spese di progettazione, asseverazione, diagnosi energetica, direzione lavori o altre prestazioni tecniche specialistiche.

Green Tour 2026: domanda, progetto e criteri di valutazione

Ciascuna impresa proponente può presentare la domanda di accesso alle agevolazioni esclusivamente tramite la procedura informatica, accessibile nell’apposita sezione dedicata all’intervento agevolativo del sito web del Soggetto gestore (www.invitalia.it), a partire dalle ore 12:00 del giorno 15 luglio 2026 e fino alle ore 17.00 del giorno 15 settembre 2026, secondo le modalità indicate al presente articolo.

Dal punto di vista tecnico-procedurale, il progetto dovrà essere corredato da un documento progettuale redatto da un tecnico abilitato, contenente anche la stima quantitativa dell’aumento prevedibile di presenze turistiche o pernottamenti e l’asseverazione sulla disponibilità delle autorizzazioni necessarie nei tempi del cronoprogramma.

Le domande saranno valutate in graduatoria sulla base di un punteggio massimo di 100 punti, con soglia minima di ammissibilità fissata a 60.

Tra i criteri premiali pesano, oltre alla rilevanza strategica del progetto, il risparmio energetico ottenuto, la presenza di sistemi di automazione, il ricorso a fonti rinnovabili, la sostenibilità economico-finanziaria, le ricadute occupazionali, la capacità di destagionalizzare i flussi, le certificazioni ambientali, la parità di genere e gli interventi per l’accessibilità.

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 Alfonso Roma

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