La guida completa per convertire file IFC in DXF


L’interoperabilità è fondamentale per il successo dei progetti BIM e per questo la conversione da IFC a DXF gioca un ruolo chiave per la corretta comunicazione delle informazioni durante i processi di progettazione, esecuzione o manutenzione di una costruzione.

I professionisti del settore dell’architettura, dell’ingegneria e delle costruzioni (AEC) affrontano quotidianamente sfide legate alla collaborazione tra software diversi. Questa guida completa esplora i passaggi necessari per convertire file IFC in DXF senza intoppi, analizzando strumenti affidabili e i vantaggi pratici che ne derivano. Scoprirai come migliorare i flussi di lavoro e garantire la precisione nei tuoi progetti.

Che cosa sono i formati IFC e DXF?

Il formato Industry Foundation Classes (IFC) è uno standard fondamentale per il Building Information Modeling (BIM). La sua forza principale risiede nell’interoperabilità: consente a diversi software di scambiare informazioni sui modelli edilizi senza perdere dati critici. Grazie all’IFC, architetti, ingegneri e costruttori possono collaborare efficacemente utilizzando piattaforme diverse, garantendo che tutti i dettagli essenziali siano mantenuti durante il ciclo di vita del progetto.

Il formato Drawing Exchange Format (DXF) invece è uno dei formati più diffusi per i disegni CAD. Permette lo scambio di dati tra varie applicazioni CAD ed è ampiamente utilizzato per rappresentazioni tecniche 2D e 3D. La conversione in DXF è particolarmente utile per la creazione di piante, sezioni e prospetti che devono essere compatibili con software CAD come AutoCAD e altri strumenti di progettazione.

Perché convertire un file IFC in DXF?

Nell’ambito della progettazione e costruzione, l’efficienza e la collaborazione tra i diversi professionisti sono fondamentali. Spesso, tuttavia, ci si trova ad affrontare il problema di compatibilità tra formati utilizzati dai software BIM e quelli dei tradizionali CAD. Qui entra in gioco la conversione dei file IFC in DXF, una soluzione strategica per ottimizzare i processi e favorire l’interoperabilità. Ecco perché questa trasformazione è così importante:

  • necessità di interoperabilità: la conversione da IFC a DXF è essenziale per garantire la compatibilità tra i vari software CAD. Ad esempio, un architetto che utilizza un BIM Authoring (Revit, ArchiCAD, Edificius, ecc.) potrebbe aver bisogno di condividere disegni tecnici con un ingegnere o un’impresa che lavora ancora con disegni 2D in CAD (AutoCAD, ZWCAD, ecc.). Il formato DXF rappresenta il ponte tra le piattaforme BIM e CAD.
  • miglioramento dei flussi di lavoro: questa conversione consente di:
    • creare piante, sezioni e prospetti direttamente dal modello 3D;
    • condividere disegni tecnici dettagliati con appaltatori e subappaltatori;
    • assicurare che tutte le parti coinvolte abbiano accesso a rappresentazioni grafiche accurate e aggiornate.

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Collaborare con chi usa software CAD

Uno dei principali vantaggi della conversione IFC-DXF riguarda la compatibilità con i software CAD più diffusi sul mercato. Sebbene il BIM stia diventando uno standard consolidato nel settore delle costruzioni, molti professionisti continuano a utilizzare strumenti CAD tradizionali per attività specifiche quali progettazione esecutiva, dettaglio costruttivo, rilievi tecnici e aggiornamento degli elaborati di cantiere.

Un file IFC contiene una struttura dati complessa composta da:

  • geometrie tridimensionali;
  • proprietà tecniche degli oggetti;
  • classificazioni;
  • relazioni tra elementi;
  • informazioni prestazionali e manutentive.

Tali informazioni non sempre possono essere lette o gestite correttamente da un software CAD convenzionale. Convertendo il modello in DXF, la componente geometrica viene resa immediatamente accessibile anche a chi utilizza applicazioni come AutoCAD, DraftSight, BricsCAD, ZWCAD o altri sistemi compatibili.

Questo approccio favorisce una collaborazione multidisciplinare più efficace perché:

  • elimina la necessità di acquistare software BIM dedicati;
  • riduce i problemi di interoperabilità;
  • consente lo scambio rapido di elaborati tecnici;
  • permette ai consulenti esterni di intervenire direttamente sui disegni.

Nei progetti complessi, dove collaborano architetti, strutturisti, impiantisti e imprese esecutrici, la disponibilità di file DXF derivati dal modello IFC contribuisce a semplificare il coordinamento tra discipline diverse.

Ottenere piante, sezioni e prospetti da un modello BIM

Il modello IFC contiene la rappresentazione tridimensionale completa dell’opera e costituisce una fonte centralizzata di informazioni geometriche e tecniche. Attraverso la conversione in DXF è possibile estrarre automaticamente viste bidimensionali utilizzabili per la documentazione progettuale.

Le elaborazioni più comuni comprendono:

  • piante architettoniche;
  • sezioni verticali;
  • sezioni orizzontali;
  • prospetti esterni;
  • dettagli costruttivi;
  • tavole esecutive.

Dal punto di vista tecnico, il software di conversione applica piani di taglio e criteri di visualizzazione al modello IFC, generando rappresentazioni vettoriali che mantengono le coordinate originali degli elementi.

Rispetto alla ridisegnazione manuale, questo processo offre numerosi vantaggi:

Aspetto Estrazione da IFC Disegno manuale
Precisione geometrica Molto elevata Variabile
Tempi di produzione Ridotti Elevati
Aggiornamento modifiche Automatico Manuale
Coerenza con il modello Garantita Non sempre garantita

Un ulteriore beneficio consiste nella possibilità di rigenerare rapidamente le tavole ogni volta che il modello BIM viene aggiornato. Questo approccio riduce il rischio di incoerenze documentali e migliora il controllo delle revisioni durante tutto il ciclo di vita del progetto.

Condividere elaborati 2D con imprese, fornitori e subappaltatori

Non tutti gli operatori coinvolti nella realizzazione di un’opera necessitano dell’accesso al modello BIM completo. In molti casi, imprese esecutrici, fornitori di componenti e subappaltatori richiedono esclusivamente elaborati grafici 2D per svolgere le proprie attività operative.

La conversione IFC-DXF permette di distribuire documentazione tecnica in un formato universalmente riconosciuto, semplificando la comunicazione tra progettazione e costruzione.

Tra gli elaborati più frequentemente condivisi troviamo:

  • layout di cantiere;
  • piante quotate;
  • tavole di carpenteria;
  • schemi impiantistici;
  • dettagli costruttivi;
  • elaborati per prefabbricazione.

L’utilizzo del formato DXF offre diversi vantaggi pratici:

  • dimensioni dei file generalmente inferiori rispetto ai modelli BIM completi;
  • maggiore velocità di apertura e consultazione;
  • compatibilità con sistemi CAD economici o gratuiti;
  • possibilità di integrazione con software CAM e macchine CNC.

Nel settore della prefabbricazione, ad esempio, i file DXF vengono frequentemente utilizzati per guidare processi di taglio, lavorazione e produzione automatizzata di elementi costruttivi, trasformando direttamente le geometrie provenienti dal modello BIM in dati utilizzabili in officina.

Misurare, annotare e modificare disegni in ambiente CAD

Una volta convertito in DXF, il contenuto del modello IFC può essere gestito mediante gli strumenti tipici dei software CAD. Questo consente agli utenti di effettuare operazioni di controllo, personalizzazione e integrazione senza intervenire direttamente sul modello BIM originario.

Tra le attività più comuni figurano:

  • inserimento di quote;
  • annotazioni tecniche;
  • etichette e simbologie;
  • verifiche dimensionali;
  • modifiche grafiche locali;
  • preparazione di tavole per stampa.

La natura vettoriale del formato DXF permette di eseguire misurazioni estremamente accurate. Gli utenti possono rilevare:

  • lunghezze;
  • superfici;
  • distanze;
  • angoli;
  • coordinate.

Inoltre, il DXF supporta la gestione di layer, blocchi, stili di quota e retini, elementi fondamentali per organizzare il disegno secondo gli standard aziendali o le normative di progetto.

Dal punto di vista operativo, questa flessibilità risulta particolarmente utile quando è necessario produrre rapidamente elaborati personalizzati per specifiche esigenze di cantiere o per richieste provenienti da clienti e fornitori. In tali contesti, la possibilità di modificare e annotare direttamente il file DXF rappresenta un vantaggio significativo rispetto all’utilizzo esclusivo del modello IFC, che richiede software BIM e competenze specialistiche per essere gestito correttamente.

Perché convertire file IFC in DXF?

Nell’ambito della progettazione e costruzione, l’efficienza e la collaborazione tra i diversi professionisti sono fondamentali. Spesso, tuttavia, ci si trova ad affrontare il problema di compatibilità tra formati utilizzati dai software BIM e quelli dei tradizionali CAD. Qui entra in gioco la conversione dei file IFC in DXF, una soluzione strategica per ottimizzare i processi e favorire l’interoperabilità. Ecco perché questa trasformazione è così importante:

  • necessità di interoperabilità: la conversione da IFC a DXF è essenziale per garantire la compatibilità tra i vari software CAD. Ad esempio, un architetto che utilizza un BIM Authoring (Revit, ArchiCAD, Edificius, ecc.) potrebbe aver bisogno di condividere disegni tecnici con un ingegnere o un’impresa che lavora ancora con disegni 2D in CAD (AutoCAD, ZWCAD, ecc.). Il formato DXF rappresenta il ponte tra le piattaforme BIM e CAD.
  • miglioramento dei flussi di lavoro: questa conversione consente di:
    • creare piante, sezioni e prospetti direttamente dal modello 3D;
    • condividere disegni tecnici dettagliati con appaltatori e subappaltatori;
    • assicurare che tutte le parti coinvolte abbiano accesso a rappresentazioni grafiche accurate e aggiornate.

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Quando convertire un file IFC openBIM in un formato CAD 2D?

Convertire un file IFC in formati come DXF, DWG o altri CAD non riguarda solo il cambio di formato, ma implica spesso la trasformazione di un modello 3D in piante o sezioni 2D. Questo passaggio è fondamentale per ottenere disegni tecnici utili soprattutto nella realizzazione di manufatti edilizi e impiantistici.

Il formato IFC, essendo aperto, facilita lo scambio di dati tra tutti gli stakeholder del processo di costruzione. Sebbene la progettazione avvenga spesso in ambiente BIM, durante l’esecuzione diventa essenziale condividere con imprese edili e impiantistiche disegni 2D in formato CAD (come DXF o DWG) per rappresentare dettagli costruttivi in modo chiaro e preciso.

La vera sfida non consiste semplicemente nel convertire un file, ma nel trasformare un modello BIM in formato IFC in piante, sezioni e prospetti 2D che evidenzino dettagli costruttivi fondamentali per la realizzazione del manufatto. Inoltre, è spesso indispensabile generare disegni 2D per specificare apparecchiature, finiture e arredamenti da includere nel progetto.

Ecco alcune situazioni in cui la conversione può essere particolarmente utile:

  • produzione di disegni tecnici da modelli BIM/IFC:
    • creazione di piante, sezioni e prospetti a partire da modelli 3D senza dover utilizzare software BIM avanzati;
    • esportazione di file in formati standard DXF per condivisione e utilizzo successivo;
  • comunicazione e presentazione del progetto:
    • miglioramento della comunicazione con clienti, appaltatori e altri stakeholder attraverso rappresentazioni visive chiare;
  • misurazioni dirette e analisi del modello:
    • calcolo rapido di misure di elementi o superfici da disegni 2D estratti direttamente dal modello 3D.
  • collaborazione in processi OpenBIM:
    • possibilità di aggiornare automaticamente i disegni tecnici 2D da condividere con diversi operatori in base alle modifiche del modello BIM in formato aperto openBIM.

Passaggi per convertire file IFC in DXF

La conversione di file IFC in DXF può sembrare complessa, ma con i giusti strumenti e un approccio organizzato, è un processo rapido e semplice. Seguendo una serie di passaggi chiari, è possibile trasformare i dati BIM in disegni tecnici 2D pronti per essere condivisi o modificati in software CAD. Ecco come procedere:

  • utilizzare strumenti compatibili con openBIM:
    per iniziare, apri il file IFC utilizzando un software compatibile o uno strumento online come usBIM.blueprint. Questo strumento è progettato per leggere e interpretare i dati IFC, consentendo di generare disegni tecnici senza difficoltà;
  • creare viste 2D dal modello 3D:
    con strumenti come usBIM.blueprint, puoi:
    • creare piante, sezioni e prospetti impostando la profondità di taglio direttamente dalla tastiera;
Piante, sezioni e prospetti dal modello 3D

Piante, sezioni e prospetti dal modello 3D

    • nascondere elementi non necessari per generare disegni tecnici più chiari;
    • misurare elementi o superfici direttamente dal modello 3D.
Misurazione degli elementi dal modello 3DMisurazione degli elementi dal modello 3D

Misurazione degli elementi dal modello 3D

  • esportare in formato DXF:
    una volta generati i disegni desiderati:
    • assegna un nome ai tuoi documenti per organizzarli al meglio;
    • esporta i disegni in formato DXF per garantire la compatibilità con software CAD di terze parti;
    • salva i file nel cloud per una condivisione facile e immediata.
Esportazione file DXFEsportazione file DXF

Esportazione file DXF

Per approfondire tutti gli step per la conversione di un file IFC in DXF guarda il video di seguito:

YouTube VideoYouTube Video

Strumenti online gratuiti per la conversione da IFC a DXF

Tra i migliori strumenti online per la conversione di file IFC in formato DXF, usBIM.blueprint si distingue per la sua semplicità e potenza nel generare disegni tecnici 2D come piante, sezioni e prospetti direttamente da modelli BIM.

Questo software, completamente integrato nella piattaforma cloud usBIM, consente di lavorare su modelli IFC senza dover installare software BIM complessi, rendendolo una soluzione accessibile per professionisti e imprese.

L’interfaccia intuitiva permette di selezionare facilmente le parti del modello da rappresentare, scegliendo tra viste personalizzate o filtri avanzati per migliorare la leggibilità e la presentazione. Ogni disegno tecnico, dinamicamente collegato al modello 3D, si aggiorna automaticamente con eventuali modifiche, garantendo coerenza e precisione.

Con la possibilità di misurare direttamente elementi e superfici dal modello e di esportare i risultati in formati CAD standard (DXF), usBIM.blueprint non solo facilita la creazione di disegni dettagliati, ma migliora anche la collaborazione grazie al supporto per processi OpenBIM.

Questo strumento rappresenta un’opzione ideale per chi desidera trasformare rapidamente un modello 3D in documentazione tecnica di alta qualità, senza la necessità di formazione avanzata o costosi investimenti in software proprietari.

Vantaggi della conversione da IFC a DXF

La conversione da IFC a DXF non è solo una questione di compatibilità tecnica, ma un’opportunità per migliorare la qualità e l’efficienza del lavoro. Questo processo offre numerosi vantaggi che facilitano la comunicazione tra i professionisti e ottimizzano i flussi operativi. Ecco perché integrare questa pratica nei tuoi progetti può fare la differenza:

  • interoperabilità migliorata:
    grazie al formato DXF, i tuoi disegni tecnici possono essere aperti e modificati in numerosi software CAD, garantendo una maggiore flessibilità;
  • precisione nei dettagli tecnici:
    la conversione permette di ottenere disegni dettagliati, utili per:
    • la definizione di apparecchiature e finiture;
    • l’elaborazione di documentazione tecnica per pratiche edilizie o catastali.
  • maggiore efficienza:
    con strumenti come usBIM.blueprint, puoi automatizzare molte fasi del processo, riducendo il tempo necessario per creare documentazione tecnica accurata.

Chi può trarre vantaggio dall’utilizzo del software per la conversione da IFC a DXF?

L’utilizzo di un software dedicato alla conversione da IFC a DXF offre benefici concreti a diverse figure professionali nel settore edilizio. Per gli architetti, rappresenta uno strumento prezioso per produrre rappresentazioni tecniche dettagliate senza la necessità di padroneggiare software complessi. Gli ingegneri possono sfruttare la precisione offerta dal software per analizzare e condividere informazioni tecniche tra le diverse discipline coinvolte. Anche le imprese di costruzione trovano vantaggi significativi, ottenendo documentazione tecnica pronta per l’uso senza dover sostenere alti costi per software avanzati. I clienti e committenti, dal canto loro, beneficiano della possibilità di visualizzare facilmente i progetti, rendendo più chiara la comprensione delle soluzioni proposte. Infine, i facility manager possono contare su documentazione aggiornata e precisa per gestire in modo più efficiente la manutenzione degli edifici.

Convertire file IFC in DXF è una pratica indispensabile per migliorare la collaborazione e garantire l’interoperabilità nei progetti BIM. Grazie a strumenti come usBIM.blueprint, questo processo diventa più semplice e accessibile, consentendo ai professionisti del settore AEC di risparmiare tempo e risorse. Implementa queste strategie nel tuo flusso di lavoro accedendo gratuitamente online ad usBIM.blueprint e scopri come ottimizzare la gestione dei tuoi progetti!

Leggi l’approfondimento: “openBIM standards

Cosa si perde convertendo IFC in DXF?

La conversione di un file IFC in DXF comporta inevitabilmente una perdita di informazioni. Questo accade perché i due formati sono stati progettati per scopi differenti: l’IFC è uno standard aperto per la condivisione di modelli BIM ricchi di dati e relazioni, mentre il DXF è un formato principalmente orientato alla rappresentazione grafica e allo scambio di geometrie in ambiente CAD.

Durante la conversione, la maggior parte delle informazioni geometriche viene mantenuta, ma numerosi dati informativi, semantici e relazionali tipici del BIM vengono semplificati o eliminati. Per questo motivo il DXF non deve essere considerato un sostituto del modello IFC, bensì una sua rappresentazione grafica destinata alla consultazione, modifica o distribuzione degli elaborati tecnici.

Comprendere quali dati vengono persi durante il processo di conversione è fondamentale per scegliere il formato più adatto alle esigenze operative del progetto e per evitare problematiche legate alla gestione delle informazioni lungo il ciclo di vita dell’opera.

Proprietà BIM e metadati

Uno degli aspetti maggiormente penalizzati nella conversione da IFC a DXF riguarda la perdita delle proprietà informative associate agli oggetti BIM. Nel modello IFC ogni elemento edilizio non è rappresentato soltanto dalla sua geometria, ma contiene una serie di attributi e parametri che descrivono caratteristiche tecniche, prestazionali e gestionali.

Ad esempio, una parete può contenere informazioni quali:

  • codice identificativo univoco;
  • stratigrafia costruttiva;
  • trasmittanza termica;
  • resistenza al fuoco;
  • produttore e modello;
  • data di installazione;
  • informazioni manutentive.

Questi dati sono generalmente organizzati in Property Set (Pset) e associati agli oggetti tramite strutture informative standardizzate. Durante l’esportazione in DXF, tali proprietà non vengono trasferite oppure vengono conservate solo in forma molto limitata attraverso attributi o layer, perdendo gran parte della loro utilità originaria.

Di conseguenza, il file DXF risultante mantiene la rappresentazione grafica degli elementi ma non conserva la capacità di interrogare il modello per ottenere dati tecnici avanzati. Questo limita fortemente le attività di analisi, computazione, gestione patrimoniale e facility management che caratterizzano l’approccio BIM.

Materiali, texture e relazioni tra oggetti

Un’altra categoria di informazioni che viene generalmente persa durante la conversione riguarda i materiali, le texture e le relazioni logiche tra gli elementi del modello. Nel formato IFC ogni oggetto può essere associato a materiali specifici, stratigrafie multilayer e sistemi costruttivi complessi che contribuiscono alla definizione tecnica dell’opera.

Ad esempio, una parete BIM può essere composta da:

  • intonaco interno;
  • muratura portante;
  • isolamento termico;
  • rivestimento esterno.

Queste informazioni vengono archiviate nel modello IFC come dati strutturati e utilizzate per analisi energetiche, verifiche prestazionali e computazioni quantitative. Nel DXF, invece, tali informazioni vengono generalmente convertite in semplici entità geometriche prive di significato costruttivo.

Anche le relazioni tra oggetti vengono significativamente ridotte. Nel modello BIM possono esistere collegamenti tra elementi che descrivono, ad esempio:

  • appartenenza a uno specifico piano;
  • connessioni strutturali;
  • aggregazioni funzionali;
  • relazioni spaziali tra ambienti e componenti;
  • dipendenze tra sistemi edilizi e impiantistici.

Durante la conversione in DXF queste relazioni vengono generalmente eliminate, poiché il formato CAD non è progettato per gestire strutture informative di questo tipo. Il risultato è un insieme di linee, polilinee, retini e blocchi che rappresentano l’edificio dal punto di vista grafico ma non ne descrivono più l’organizzazione logica e informativa.

Oggetti parametrici e semantica BIM

La perdita più significativa riguarda probabilmente gli oggetti parametrici e la semantica BIM. Nel modello IFC ogni elemento è definito come un’entità intelligente appartenente a una specifica categoria costruttiva, dotata di proprietà, comportamenti e regole di funzionamento.

Ad esempio, una finestra non è semplicemente una geometria composta da linee e superfici, ma un oggetto che il software BIM riconosce come serramento e che possiede caratteristiche quali:

  • altezza e larghezza parametrica;
  • tipologia di apertura;
  • prestazioni energetiche;
  • materiali del telaio;
  • informazioni sul produttore;
  • associazione automatica alla parete ospitante.

Quando il modello viene convertito in DXF, questi oggetti intelligenti vengono trasformati in entità geometriche statiche. Una porta, una finestra, una colonna o una trave diventano semplicemente linee, archi, polilinee o blocchi privi di comportamento parametrico.

Viene inoltre persa la semantica BIM, ovvero la capacità del software di comprendere la natura degli elementi rappresentati. Nel file DXF non esiste più distinzione tra un muro, una soletta o un elemento impiantistico se non attraverso convenzioni grafiche stabilite dall’utente.

Questa perdita di semantica impedisce l’esecuzione automatica di molte funzionalità avanzate tipiche del BIM, come:

  • computi metrici automatici;
  • analisi energetiche;
  • clash detection;
  • verifiche normative;
  • simulazioni 4D e 5D;
  • gestione del ciclo di vita dell’edificio.

Per questo motivo, quando è necessario preservare il patrimonio informativo del progetto, il file IFC dovrebbe sempre essere mantenuto come formato di riferimento, utilizzando il DXF esclusivamente per esigenze di rappresentazione grafica, interoperabilità CAD e distribuzione degli elaborati tecnici.

FAQ sulla conversione da IFC a DXF per ottenere disegni CAD 2D da modelli BIM

Che cosa sono i formati IFC e DXF?

Il formato IFC (Industry Foundation Classes) è uno standard aperto per il Building Information Modeling (BIM) che consente lo scambio di informazioni tra diversi software senza perdita di dati. Il formato DXF (Drawing Exchange Format), invece, è uno dei formati CAD più diffusi per la rappresentazione e lo scambio di disegni tecnici 2D e 3D tra applicazioni differenti.

Perché convertire un file IFC in DXF?

La conversione da IFC a DXF permette di migliorare l’interoperabilità tra software BIM e CAD, facilitando la condivisione di elaborati tecnici con professionisti che utilizzano strumenti CAD tradizionali. Consente inoltre di generare piante, sezioni e prospetti direttamente dal modello BIM e di distribuire documentazione tecnica aggiornata e precisa.

È possibile ottenere piante, sezioni e prospetti da un modello IFC?

Sì. Attraverso la conversione del modello IFC è possibile estrarre automaticamente piante architettoniche, sezioni verticali e orizzontali, prospetti, dettagli costruttivi e tavole esecutive. Questo processo garantisce elevata precisione geometrica e coerenza con il modello BIM originale.

Quando è utile convertire un modello IFC in un formato CAD 2D?

La conversione è particolarmente utile durante la fase esecutiva del progetto, quando è necessario condividere elaborati tecnici 2D con imprese, fornitori, subappaltatori e altri stakeholder che lavorano prevalentemente in ambiente CAD. È inoltre vantaggiosa per effettuare misurazioni, verifiche dimensionali e produrre documentazione tecnica standard.

Quali sono i passaggi per convertire un file IFC in DXF?

Il processo prevede l’apertura del file IFC con un software compatibile, la generazione di viste 2D come piante, sezioni e prospetti, l’eventuale filtraggio degli elementi non necessari e infine l’esportazione dei disegni nel formato DXF. I file ottenuti possono essere utilizzati e modificati in qualsiasi software CAD compatibile.

Quali vantaggi offre la conversione da IFC a DXF?

La conversione migliora l’interoperabilità tra piattaforme BIM e CAD, facilita la collaborazione tra professionisti, riduce i tempi di produzione degli elaborati tecnici e consente di ottenere disegni accurati pronti per essere annotati, quotati e condivisi con tutti i soggetti coinvolti nel progetto.

Cosa si perde durante la conversione da IFC a DXF?

Durante la conversione vengono generalmente mantenute le informazioni geometriche, mentre si perdono gran parte dei dati informativi del BIM, come proprietà degli oggetti, metadati, materiali, relazioni tra elementi, oggetti parametrici e semantica BIM. Per questo motivo il DXF deve essere considerato una rappresentazione grafica del modello IFC e non un suo sostituto completo.

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 Cristina Fratello

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