Kansas City (Stati Uniti) 17 giugno 2026 – La sesta notte italiana dei Mondiali 2026 è un vero e proprio assolo, è una nottata sotto la luce della Stella più luminosa dell’ultimo ventennio di calcio giocato. Il talento accecante di Leo Messi illumina il debutto dell’Argentina, realizza una tripletta per il 3-0 albiceleste, raggiungendo così Klose in vetta alla classifica dei migliori marcatori di tutti i tempi al Mondiale a quota 16 reti segnate. Successo al debutto per i campioni in carica, così come debutta con i tre punti anche la Norvegia. Haaland sigla una doppietta nel 4-1 degli scandinavi contro l’Iraq, mandando un chiaro segnale alla Francia nella lotta per il primato del Gruppo I.
Iraq-Norvegia
Comincia da Foxborough, sobborghi di Boston, la sesta notte italiana dei Mondiali 2026. Dopo il match tra Francia e Senegal, scendono in campo Iraq e Norvegia, completando così il quadro del primo turno per il Gruppo I. Per questa sfida l’Iraq si affida all’esperienza dei suoi due pilastri: il portiere, nonché capitano, Hassan, e il bomber Hussein, i quali sono leader carismatici e tecnici di una rosa abbastanza giovane nei suoi interpreti. In casa norvegese invece l’uomo da tenere d’occhio è Haaland, a guidare un tridente talentuosissimo con Sorloth e Nusa, mentre alle loro spalle Odegaard avrà in mano le chiavi del centrocampo.
La Norvegia accusa un pizzico di emozione nei primi minuti. Per gli scandinavi è il ritorno nella competizione 28 anni dopo l’ultima volta, con una squadra tra le più giovani di tutto il torneo e questo viene evidenziato dal leggero timore con cui approcciano il match. L’Iraq invece prova con grande orgoglio a spingersi in avanti per togliere ossigeno alla manovra avversaria. Come ha spiegato in conferenza stampa dal ct degli asiatici, Arnold, il peso della qualificazione si è già tolto dalle spalle degli iracheni, per questo ora si può giocare con la mente sgombra e questo crea non poche difficoltà agli avversari.
Il cooling-break porta però consiglio ai norvegesi, i quali sbloccano la gara pochi istanti dopo la ripresa del gioco. Contropiede guiato da Nusa, il quale premia la sovrapposizione di Wolfe. Il cross rasoterra dell’esterno norvegese trova perfettamente la spaccata di Haaland, il quale realizza il vantaggio norvegese. Guai però a dare per chiuso il match, perché l’Iraq sa rispondere eccome e dieci minuti dopo il vantaggio europeo, trova subito il pareggio. È il 39′ quando gli asiatici combinano benissimo sulla corsia di sinistra. Jasim gioca l’uno contro uno per servire il taglio interno di Al Ammari. Il centrocampista arriva sul fondo e crossa meravigliosamente per lo stacco nel cuore dell’area di Hussein, il quale fa il resto. Colpo di testa a schiacciare la sfera perfetto, dove Nyland non può arrivare e parità a Foxborough. Il pareggio vale oro per l’Iraq, ma dura solo quattro minuti, perché al 43′ sbaglia in costruzione la formazione mediorientale. Pallone pigro di Tahseen per Hassan, su cui si avventa Haaland, che anticipando il portiere avversario firma l’1-2 con il quale si conclude la prima frazione di gara.
Nel secondo tempo prova a reagire la formazione irachena, coraggiosa a tenere un ritmo elevato del pressing. Il risultato è una sfida di difficile gestione da parte della Norvegia, costretta a giocare con grande attenzione su ogni possesso. Con il passare dei minuti però subentra anche un pizzico di stanchezza in casa Iraq ed è qui che la Norvegia chiude i conti. Subito dopo il cooling-break del secondo tempo la squadra di Solbakken, esattamente come nella prima frazione, colpisce. Odegaard calcia un corner perfetto mentre Ostigard sfonda per vie centrali e di testa schiaccia in porta il gol della sicurezza norvegese. La gara è così in cassaforte, ma nei minuti di recupero arriva anche il gol che vale il primato momentaneo nel girone, quando la sponda aerea di Haaland viene sfortunatamente deviata da Hussein nella propria porta, dopo il mancato colpo di testa di Thorstvedt.
L’autorete del bomber iracheno è l’ultima immagine della sfida del Gillette Stadium. La Norvegia supera per 1-4 l’Iraq e conquista il momentaneo primato nel Gruppo I, lanciando la sfida alla Francia per il primo posto.
Argentina-Algeria
Dal Nord degli Usa, il Mondiale si sposta a Sud e lo fa per un motivo ben preciso. Nell’Arrowhead Stadium di Kansas City, Missouri, arriva una delle partite più attese del primo turno: il debutto dei campioni in carica dell’Argentina. Gli avversari della squadra dominatrice del girone di qualificazione sudamericano sono i ragazzi dell’Algeria, pronti a rovinare il debutto dell’Albiceleste, come fece l’Arabia Saudita quattro anni fa.
Per la prima di questi Mondiali Scaloni sceglie un 4-4-2 atipico, con Messi libero di spaziare su tutto il fronte offensivo al fianco di Lautaro Martinez in avanti.Panchina almeno inizialmente per l’altro “italiano” dell’Argentina, Nico Paz. Un tempo allenatore e giocatore della Lazio, Vlado Petkovic oggi guida l’Algeria e di fronte si ritrova proprio un suo ex pupillo ai tempi della biancoceleste. Una bellissima sfida nella sfida tra allievo e maestro. Per la sfida il tecnico svizzero di origine bosniaca sceglie uno sfrontato 4-3-3 ricco di talento. Davanti tutta la fantasia del tridente con Hadj Moussa, Gouiri e Chaibi. In mediana l’esperienza di Bentaleb a dettare i tempi, mentre in porta il figlio di Zizou: Luca Zidane.
Le due squadre aprono il match dando spettacolo per gli oltre 70mila presenti a Kansas City. Messi ci mette appena cinque minuti per sbloccarla, ma il dieci argentino è in fuorigioco al momento di ricevere il pallone e vede la sua rete annullata da Marciniak. Lo stesso capita a Chaibi tre minuti più tardi, a testimonianza di un’Algeria tutt’altro che spettatrice della sfida. È un match fisico con tanti contrasti e anche diversi falli, spesso di matrice argentina.
Serve un colpo da campione per accendere il match tra due squadre molto ben chiuse in difesa, e a chi chiederlo se non a lui, a Messi. Il dieci al 17′ si accende di colpo: riceve intorno ai venti metri e lascia partire un mancino celestiale, che buca i guanti di Zidane per insaccarsi sotto l’incrocio dei pali. È 1-0 a Kansas City, il colpo della pulce, è il suo quattordicesimo centro della carriera ai Mondiali e non sarà l’ultimo perché nel mirino, già in questa sfida, c’è il primato di Miroslav Klose a quota 16.
Nel resto del primo tempo la gara non si accende. Esattamente come nella prima parte di gara le due squadre sono molto ben organizzate nella loro fase difensiva e questo lascia davvero poco spazio allo spettacolo. Finisce 1-0 la prima frazione, con appena quattro tiri per parte e solo la rete di Messi nello specchio della porta.
Il secondo tempo comincia con la stessa impostazione del primo, ma poco alla volta la difesa algerina comincia a perdere la marcatura degli attaccanti argentini. Per il gol bisogna però attendere ancora lui, ancora Messi, a mettere la firma sul raddoppio albiceleste. Mac Allister è bravo a costruirsi lo spazio per calciare forte dal limite dell’area. Zidane respinge come può un tiro molto potente e rasoterra, ma sulla ribattuta arriva la pulga, che con freddezza mette in porta il raddoppio argentino e la sua rete numero 15 ai Mondiali. Lo spettacolo di Leo però è tutt’altro che finito. Il raddoppio arriva intorno all’ora di gioco, mentre la rete che vale il trono in cima all’Olimpo dei bomber Mondiali attende solo un ulteriore quarto d’ora. Il dieci argentino lancia il contropiede, facendo sponda su Nico Gonzalez, entrato pochi secondi prima. Pallone di ritorno dell’ex Juve e Fiorentina proprio per Leo, il quale stoppa, si coordina e con il suo interno a giro rasoterra infila l’angolino basso, dove Zidane non può nulla. È 3-0 per l’Argentina sull’Algeria, Messi raggiunge così Klose in vetta alla lista dei migliori marcatori di tutti i tempi ai Mondiali.
La terza rete di Messi è seguita da una meravigliosa standing ovation, che coincide con la sua uscita dal campo in favore del debutto Mondiale di Nico Paz. L’Algeria nel finale cerca di rendere meno pesante il passivo, senza successo. L’Argentina vince per 3-0 il suo debutto Mondiale, è la notte di Leo Messi, quella in cui raggiunge Klose in vetta alla classifica dei migliori marcatori di tutti i tempi ai Mondiali, realizzando la tripletta più anziana della storia di questa competizione.
I tabellini delle gare e classifiche
Iraq-Norvegia 1-4: 29′ Haaland (N), 39′ Hussein (I), 43′ Haaland (N), 77′ Ostigard (N), 90+7′ aut. Hussein (N).
Iraq (4-4-2): Hassan; Ali (73′ Saadoon), Tahseen, Hashem, Doski; Bayesh (78′ Meme), Ismaeel (59′ Iqbal), Al Ammari, Jasim (73′ Qasem); Hussein, Al Hamadi (59′ Farji).
A disposizione: Talib (P), Basil (P), Sulaka, Younis, Amyn, Yousif, Al Reeshawee, Yakob, Sher, Putros. All. Graham Arnold.
Norvegia (4-3-3): Nyland; Ryerson, Ajer, Heggem, Wolfe (73′ Ostigard); Odegaard (81′ Berg), Berge, Arusnes (73′ Thorstvedt); Sorloth (73′ Bobb), Haaland, Nusa (73′ Schjelderup).
A disposizione: Tangvik (P), Selvik (P), Thorsby, Strand Larsen, Bjorkan, Aasgaard, Hauge, Langas, Falchner. All. Stale Solbakken.
Arbitro: Pierre Atcho (Gabon).
Ammoniti: Zahseen (I).
Classifica Gruppo I: Norvegia 3, Francia 3, Senegal 0, Iraq 0.
Argentina-Algeria 3-0: 17′, 60′ e 76′ Messi.
Argentina (4-4-2): E. Martinez; Montiel (46′ Molina), Romero (80′ Otamendi), Li. Martinez, Medina; De Paul, Mac Allister, Fernandez, Almada (55′ Gonzalez); Messi (80′ Paz), La. Martinez (55′ Alvarez).
A disposizione: Musso (P), Rulli (P), Senesi, Tagliafico, Paredes, Barco, Lo Celso, Palacios, Simeone, Lopez, All. Lionel Scaloni.
Algeria (4-3-3): Zidane; Belghali, Mandi, Bensebaini, Ait-Nouri; Boudaoui (64′ Aouar), Bentaleb (81′ Boulbina), Maza (81′ Zerrouki); Hadj Moussa (64′ Mahrez), Gouiri (64′ Amoura), Chaibi.
A disposizione: Mastill (P), Benbot (P), Abada, Tougai, Belaid, Benbouali, Hadjam, Titraoui, Ghdjemis, Chergui. All. Vladimir Petkovic.
Arbitro: Szymon Marciniak (Polonia).
Ammoniti: nessuno.
Classifica Gruppo J: Argentina 3, Austria* 0, Giordania* 0, Algeria 0. *una partita in meno.
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