La stampa 3D desktop continua a evolvere verso sistemi sempre più automatizzati, e la Elegoo Centauri Carbon 2 Combo s’inserisce in questa tendenza con un approccio diretto: portare in una fascia di prezzo contenuta funzioni che fino a poco tempo fa erano riservate a macchine ben più costose. Parliamo di una CoreXY a camera chiusa, capace di gestire fino a 4 colori in modo nativo e progettata per lavorare con filamenti tecnici. Il listino ufficiale è di 439 euro, ma il prezzo reale sul mercato scende spesso sotto i 400 euro in promozione. Una proposta che, sulla carta, mette pressione a competitor ben più affermati.
La recensione in un minuto
La Centauri Carbon 2 Combo punta a coprire un’ampia gamma di esigenze in un solo prodotto. Offre una struttura CoreXY chiusa, un ugello in acciaio temprato fino a 350 °C, un piano riscaldato fino a 110 °C e un sistema multicolore CANVAS a 4 canali integrato di serie. A questo si aggiungono calibrazione automatica a 121 punti, una rete di oltre 30 sensori, telecamera con rilevamento AI e filtro HEPA con carbone attivo.
I punti di forza principali sono il rapporto tra dotazione e prezzo, la compatibilità estesa con materiali abrasivi e l’elevato grado di automazione. Tra i limiti, va considerato che il sistema Canvas può non essere compatibile con tutte le bobine di filamento (ad esempio quelle Prusa che hanno un foro centrale più piccolo.
Com’è fatta
La Centauri Carbon 2 Combo adotta la tecnologia FDM a filamento fuso con cinematica CoreXY racchiusa in una camera chiusa, una configurazione pensata per garantire stabilità termica durante la lavorazione dei materiali tecnici. Il volume di stampa è di 256 × 256 × 256 mm, mentre le dimensioni complessive della macchina sono pari a 500 × 480 × 743 mm per un peso di 19,35 kg. Si tratta quindi di un corpo robusto, lontano dalla leggerezza delle FDM aperte entry-level, e questa massa contribuisce alla rigidità strutturale necessaria per le velocità elevate.
Il cuore del sistema di estrusione è un ugello standard da 0,4 mm in acciaio temprato, capace di raggiungere i 350 °C. La scelta del materiale dell’ugello non è casuale, perché l’acciaio temprato resiste all’usura provocata dai filamenti abrasivi come quelli caricati in fibra di carbonio o vetro. Il piano riscaldato arriva a 110 °C ed è un piatto PEI bifacciale: un lato texturizzato adatto ad ABS, PLA e TPU, e un lato definito “cool plate” pensato per il PLA con temperature attorno ai 30 °C. Il diametro del filamento gestito è quello standard da 1,75 mm.
Sul fronte delle prestazioni dichiarate, la velocità massima raggiunge i 500 mm/s, con un’accelerazione che arriva fino a 20.000 mm/s² e un valore di default di 10.000 mm/s². Il produttore consiglia però 250 mm/s come velocità di riferimento per stampe di qualità, indicazione che chiarisce la natura del picco massimo. L’interfaccia è affidata a un touchscreen capacitivo da 5 pollici, mentre la calibrazione si appoggia a un sistema di auto-livellamento a 121 punti e a una rete di oltre 30 sensori distribuiti nella struttura, dedicati a monitoraggio e taratura automatica.
La dotazione si completa con una telecamera integrata dotata di rilevamento AI e funzione time-lapse, un sistema di filtrazione dell’aria con filtro HEPA e carbone attivo, e la connettività via USB e Wi-Fi. La versione Combo integra di serie il sistema multi-filamento CANVAS, che gestisce fino a 4 colori o materiali in ingresso e utilizza tag RFID insieme a sensori intelligenti per riconoscere le bobine e automatizzare i cambi. Lato software, la macchina è supportata ufficialmente da ELEGOO Slicer e OrcaSlicer, con compatibilità per i formati STL, OBJ, 3MF e STEP, oltre all’integrazione con l’app Elegoo Matrix per il monitoraggio remoto.
Esperienza d’uso
Durante i test abbiamo concentrato l’attenzione su tre aspetti che definiscono il valore reale di una macchina come questa: la gestione dei materiali tecnici, l’efficacia del sistema multicolore e il livello di automazione complessivo. Sul primo punto, l’ugello in acciaio temprato e le temperature raggiungibili confermano la vocazione della stampante verso filamenti caricati e abrasivi. La macchina è in grado di stampare con successo materiali tecnici e caricati in fibra di carbonio, e qui emerge un concetto fondamentale: il limite reale non è quasi mai la meccanica, ma il filamento. La possibilità teorica di arrivare a 500 mm/s resta tale, perché per ottenere risultati puliti con materiali esigenti occorre lavorare a velocità decisamente più basse, vicine ai 250 mm/s suggeriti dal produttore.
Il sistema multicolore CANVAS rappresenta il valore aggiunto della versione Combo. La gestione fino a 4 colori avviene in modo automatizzato grazie al riconoscimento RFID delle bobine e ai sensori intelligenti, che semplificano l’assegnazione dei materiali e i cambi rispetto alle soluzioni manuali. Questo approccio rende la stampa multicolore accessibile anche a chi non vuole occuparsi della configurazione filamento per filamento. Va però ricordato che il sistema si ferma a 4 colori simultanei, un tetto che per la maggior parte dei progetti domestici e semi-professionali è più che sufficiente, ma che pone un confine preciso per chi sogna composizioni più articolate. Ovviamente dovete considerare i limiti del singolo ugello, che limita la velocità rispetto alle soluzioni con due o più testine di stampa e crea maggiore scarto. Inoltre abbiamo notato l’incompatibilità con alcune bobine di filamento, ad esempio quelle Prusa, che hanno un foro centrale più contenuto e non si infilano fisicamente sui supporti.
Il grado di automazione è probabilmente l’elemento che colpisce di più nell’uso quotidiano. La calibrazione completamente automatica, che combina il livellamento a 121 punti con la rete di oltre 30 sensori, riduce sensibilmente l’intervento manuale richiesto all’utente. La macchina gestisce in autonomia l’asse Z, il livellamento e le condizioni operative, e questo si traduce in un avvio delle stampe più rapido e meno soggetto a errori. La telecamera integrata con rilevamento AI, unita al monitoraggio via Wi-Fi attraverso l’app Matrix, permette di seguire le stampe lunghe senza presidio costante, un vantaggio concreto quando si lavora con materiali tecnici che richiedono tempi prolungati.
La qualità costruttiva si rivela in linea con le aspettative per la fascia di prezzo. La struttura CoreXY chiusa, la movimentazione su canne lisce, il piatto bifacciale e il touchscreen moderno restituiscono la sensazione di una macchina solida e ben assemblata, soprattutto considerando il posizionamento sotto i 400 euro. La camera chiusa, abbinata al filtro HEPA con carbone attivo, aumenta il comfort durante le stampe con ABS, ASA e materiali caricati, riducendo la dispersione di particolato e composti volatili. Per quanto riguarda la rumorosità, va detto che durante le fasi ad alta velocità una CoreXY chiusa con ventilazione attiva tende a generare un livello sonoro medio, in linea con macchine analoghe della stessa categoria.
L’insieme di questi elementi disegna una stampante pensata per offrire un’autonomia operativa elevata rispetto alle FDM più economiche. Restano comunque validi i rischi standard della tecnologia, come inceppamenti o distacchi dal piatto, che richiedono un controllo periodico anche quando l’automazione è spinta. Nel complesso, l’esperienza è quella di una macchina che lavora con poche sorprese una volta impostata correttamente.
La versione che abbiamo provato, la Emojii Edition, si distingue per un design del case esterno con stencil dedicate, una grafica personalizzata per il menu del touchscreen, e il piatto di stampa, dove la superficie PEI è abbinata a una superficie con effetto olografico dove la superficie viene stampata con delle emojii.
Verdetto
La Elegoo Centauri Carbon 2 Combo riesce a concentrare in un solo prodotto una combinazione di caratteristiche che, nella sua fascia di prezzo, è difficile trovare altrove. Tra i pregi spiccano la struttura CoreXY chiusa con filtrazione HEPA, il sistema multicolore a 4 canali integrato senza moduli esterni aggiuntivi, l’ugello a 350 °C con compatibilità estesa ai filamenti in fibra di carbonio e un livello di automazione che semplifica l’uso quotidiano. Il prezzo reale, spesso inferiore ai 400 euro, rende l’insieme particolarmente competitivo, considerando che molte alternative richiedono moduli supplementari o partono da listini più alti per offrire dotazioni paragonabili.
Tra gli aspetti da valutare sono il sistema a singola testina che aumenta lo spreco di filamento e limita la velocità rispetto ai modelli a testina multipla, e l’incompatibilità con alcune bobine.
Questa stampante è consigliata a chi cerca una soluzione chiusa, versatile e multicolore per lavorare anche con materiali tecnici e abrasivi senza affrontare spese elevate, e a chi apprezza un alto grado di automazione. È meno indicata per chi necessita di un numero di colori superiore o di prestazioni di velocità reali estreme.
In ogni caso, considerando il prezzo veramente contenuto, che giustifica alcune mancanze ed eleva enormemente il rapporto tra prezzo e prestazioni, conferiamo alla Centuri Carbon 2 il nostro Award.
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Andrea Ferrario
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