Come programmato, si è svolto questa mattina la seduta aperta del Consiglio Comunale di Matera sulla vertenza CallMat in vista della riunione che si terrà dopodomani a Roma presso il Mimit – Ministero delle Imprese e del Made in Italy e che si spera sia risolutiva per dare tranquillità ai lavoratori e alle loro famiglie. A seguire le note diffuse dai gruppi consiliari e dalle personalità esterne che vi hanno partecipato e da cui è emersa l’unità della Città a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori.
Progetto comune Matera: Su CallMat il Ministro Urso dia risposte chiare e certe per salvare l’occupazione
“Su iniziativa dell’opposizione si è tenuta, oggi, la seduta del Consiglio comunale di Matera, aperto alla partecipazione dei lavoratori, dei sindacati e dei rappresentanti delle altre istituzioni, sulla crisi della CallMat, che presenta il rischio di licenziamento per 350 lavoratori.
Abbiamo ribadito che una realtà economica con un numero così grande di occupati non può sparire dal tessuto economico e sociale della città.
La crisi nasce dell’interruzione della committenza della TIM, che è l’unica a disposizione della CallMat.
Al di là di ragionamenti complessi e generali sulla transizione digitale e sull’intelligenza artificiale, che certamente incidono sull’impiego delle risorse umane, la vertenza CallMat deve trovare una risposta precisa, concreta e risolutiva nella riunione che si terrà il 10 giugno presso il MIMIT ( Ministero delle Imprese e del Made in Italy)
L’azione del MIMIT è decisiva per persuadere la TIM a conservare, in favore della CallMat, le commesse necessarie per mantenere gli attuali livelli occupazionali.
Sarebbe inammissibile e intollerabile che la TIM rinunciasse alle competenze e capacità lavorative materane per favorire altre realtà territoriali, che non soffrono delle stesse emergenze lavorative della Basilicata. Troppo spesso il Governo ignora il Sud e le sue difficoltà.
Il consiglio comunale di Matera ha indirizzato un forte ed unitario appello al Mimit perché svolga questo ruolo attivo e determinante nei confronti della TIM, esprimendo il sostegno di tutta la città alla giusta e condivisibile lotta dei lavoratori e dei sindacati per tutelare l’occupazione.
Risposte negative o dilatorie sarebbero ingiustificabili e comporterebbero una diretta e univoca responsabilità nei confronti dei lavoratori e della città.”
CallMat, Cupparo: al tavolo nazionale chiederemo responsabilità e impegni concreti
«La vertenza CallMat richiede serietà, responsabilità e soprattutto soluzioni concrete. Per questo motivo la Regione Basilicata è impegnata su un doppio fronte: da una parte sostenere le ragioni dei lavoratori al tavolo nazionale affinché vengano assunti impegni chiari e verificabili da parte di tutti i soggetti coinvolti; dall’altra costruire percorsi alternativi capaci di offrire prospettive occupazionali più stabili e durature». Lo dichiara l’Assessore regionale allo Sviluppo Economico Francesco Cupparo che aggiunge: «Siamo perfettamente consapevoli delle difficoltà che stanno vivendo i lavoratori e le loro famiglie. Proprio per questo non siamo rimasti fermi ad attendere gli sviluppi della vertenza. La Regione ha già stanziato 10 milioni di euro attraverso una misura specifica finalizzata ad attrarre nuovi investimenti e nuove attività economiche sul territorio, con particolare attenzione ai settori dei servizi e alle iniziative in grado di assorbire forza lavoro già formata e qualificata. L’obiettivo è favorire l’arrivo di nuovi operatori economici e creare le condizioni per la ricollocazione dei lavoratori coinvolti nella crisi CallMat. È un percorso che guarda al futuro e che nasce dalla consapevolezza che il mercato sta cambiando profondamente. Affidare le prospettive occupazionali ad una situazione di monocommittenza non può rappresentare una soluzione strutturale. Occorre invece diversificare, attrarre nuovi investimenti e ampliare le opportunità di impiego». «Naturalmente – precisa Cupparo – oggi non è il momento di esprimere giudizi sull’efficacia della misura regionale. Abbiamo messo a disposizione risorse importanti e uno strumento concreto; attendiamo adesso gli esiti del bando e le manifestazioni di interesse degli operatori economici. Le valutazioni si faranno sui risultati. Ciò che conta è che la Regione sta facendo la propria parte con azioni concrete. Mentre al tavolo nazionale continueremo a sostenere ogni iniziativa utile alla tutela dei lavoratori, parallelamente stiamo lavorando per creare opportunità aggiuntive e percorsi di ricollocazione che possano garantire maggiore continuità occupazionale e maggiore stabilità nel tempo». «La sfida – conclude Cupparo – è accompagnare una fase di trasformazione del mercato senza lasciare indietro nessuno, creando nuove occasioni di lavoro e rafforzando l’attrattività della Basilicata per chi vuole investire e fare impresa sul nostro territorio». Giusy Lo Vecchio: «È stato importante partecipare oggi al Consiglio comunale aperto di Matera dedicato alla vertenza CallMat. Ho apprezzato in particolare il clima di responsabilità istituzionale e l’unitarietà d’intenti emersa nel corso del confronto. Di fronte a una vicenda che coinvolge centinaia di lavoratori e le loro famiglie, il territorio ha saputo lanciare un messaggio forte e importante: istituzioni, parti sociali e rappresentanti politici devono procedere insieme, senza divisioni, nella ricerca di soluzioni concrete. Questa unità rappresenta un valore aggiunto e una condizione essenziale per affrontare con maggiore forza il confronto nazionale. Il prossimo 10 giugno saremo al tavolo ministeriale portando la voce di un territorio che chiede risposte, impegni e prospettive. Una voce unitaria che rafforza la credibilità delle nostre richieste e che testimonia la volontà comune di difendere il lavoro e il futuro di tante famiglie lucane».
Vertenza Callmat, Cifarelli: “la città unita per difendere il lavoro. al Mimit servono soluzioni concrete per salvare tutti i posti di lavoro”
“La convocazione del Consiglio Comunale aperto dedicato alla vertenza CallMat rappresenta un passaggio importante perché consente all’intera città di ritrovarsi unita attorno a una vicenda che non riguarda soltanto i lavoratori coinvolti o una singola azienda, ma un intero comparto produttivo che va difeso e rilanciato. CallMat rappresenta un presidio occupazionale fondamentale per Matera e per la Basilicata. Dietro questa vertenza ci sono circa 350 lavoratori e altrettante famiglie che oggi vivono una condizione di forte incertezza a causa della riduzione delle attività e delle profonde trasformazioni che stanno interessando il settore dei servizi avanzati, dei call center e del customer care. Per questo considero particolarmente importante il clima di unità istituzionale che si è registrato nel corso del Consiglio comunale. Quando si parla di lavoro non devono esistere appartenenze politiche o divisioni di parte. È necessario costruire una posizione comune della città e delle istituzioni per difendere un patrimonio di professionalità costruito in anni di lavoro e sacrifici. Matera non può immaginare il proprio futuro affidandosi esclusivamente ad una sola vocazione economica. Il turismo rappresenta una risorsa straordinaria e strategica, ma una comunità solida deve poter contare anche su attività produttive, servizi innovativi, industria e occupazione qualificata. Una città che concentra il proprio sviluppo in un unico settore rischia di diventare fragile e vulnerabile. Difendere CallMat significa difendere il diritto di Matera ad avere un’economia diversificata e capace di creare opportunità per i giovani e per le famiglie. Desidero ringraziare la Regione Basilicata per la partecipazione al Consiglio comunale aperto e, in particolare, l’assessore allo Sviluppo Economico Francesco Cupparo e il direttore generale Lo Vecchio, la cui presenza testimonia l’attenzione delle istituzioni regionali verso una vertenza che merita il massimo impegno da parte di tutti. Particolarmente significativo è stato il voto unanime con il quale il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno che impegna le istituzioni a sostenere tutte le iniziative utili alla tutela dei lavoratori e alla costruzione di un percorso di transizione capace di coniugare innovazione tecnologica e salvaguardia occupazionale. Si tratta di un atto politico importante che consegna al tavolo nazionale una posizione chiara e condivisa dell’intera città di Matera. Nel corso del dibattito è emersa con forza anche la necessità di dare attuazione concreta agli impegni assunti negli ultimi mesi. In sede ministeriale erano state annunciate importanti risorse per accompagnare processi di riqualificazione, digitalizzazione e riconversione produttiva. Oggi è necessario che tali risorse si traducano rapidamente in investimenti e opportunità reali per i lavoratori. Allo stesso modo occorre accelerare tutti i progetti in grado di valorizzare le competenze professionali presenti nel sito di Matera, a partire dalle iniziative legate alla digitalizzazione dei servizi pubblici e sanitari. La sfida dell’innovazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale non può essere affrontata scaricandone i costi sui lavoratori. Al contrario, deve diventare un’occasione per creare nuova occupazione qualificata, formazione e nuove opportunità industriali. Mi auguro che il confronto sviluppatosi oggi e l’ordine del giorno approvato all’unanimità possano rafforzare la posizione della città in vista del prossimo incontro presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Da quel tavolo ci aspettiamo risposte concrete, tempi certi e un percorso credibile capace di garantire continuità produttiva e occupazionale. L’obiettivo deve essere chiaro e condiviso da tutti: non perdere neanche un posto di lavoro e costruire le condizioni affinché Matera continui ad essere una città che produce lavoro, competenze e futuro.”
Vertenza Callmat, Mega (Cgil Basilicata): Regione e Mimit rispettino gli impegni assunti”
Il segretario generale della Cgil Basilicata, Fernando Mega, è intervenuto oggi al Consiglio comunale di Matera sulla vertenza Callmat, che mette a rischio 350 posti di lavoro. Mega ha richiamato a responsabilità Regione Basilicata, Tim e Ministero affinché si tutelino i posti di lavoro e le professionalità maturate. “La vertenza CallMat – ha detto Mega – rappresenta uno dei casi più rilevanti di crisi occupazionale che hanno interessato il settore dei contact center nel Mezzogiorno e potrebbe non essere un caso isolato. La crisi è un primo segnale delle possibili conseguenze nel mondo del lavoro della crescente diffusione di sistemi di automazione e intelligenza artificiale nel settore del customer care. Ecco perché è fondamentale l’intervento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e della Regione Basilicata affinché rispettino gli impegni assunti in precedenza sulla riconversione professionale e sul reinserimento lavorativo dei dipendenti coinvolti dalla crisi. Il Mimit ha annunciato la disponibilità di circa 5 milioni di euro per la digitalizzazione e riqualificazione delle attività, mentre la Regione Basilicata si è impegnata a stanziare ulteriori 10 milioni di euro per iniziative finalizzate al reimpiego dei lavoratori. Impegni rimasti solo sulla carta e di cui oggi non vi è traccia”.
CallMat, consigliere Bigherati: «Dal Consiglio Comunale un messaggio chiaro al Ministero: tutelare lavoro e famiglie»
“Il Consiglio Comunale aperto dedicato alla vertenza CallMat ha rappresentato un momento importante di confronto istituzionale su una vicenda che da oltre due anni coinvolge centinaia di lavoratori e le loro famiglie. Quando si parla di lavoro non esistono appartenenze politiche. Esistono persone, famiglie e comunità che chiedono certezze sul proprio futuro. Per questo la difesa dei posti di lavoro deve continuare a rappresentare una priorità assoluta per tutte le istituzioni. In questi anni sono stati compiuti sforzi significativi. Sono stati evitati licenziamenti, sono stati aperti tavoli di confronto e sono state individuate soluzioni temporanee che hanno consentito di gestire una situazione particolarmente complessa. È doveroso riconoscere il lavoro svolto dalle organizzazioni sindacali, che hanno mantenuto alta l’attenzione sulla vertenza, così come l’impegno dei lavoratori che, nonostante le difficoltà e l’incertezza, hanno continuato a dimostrare professionalità, competenza e senso di responsabilità. Allo stesso modo è giusto riconoscere gli sforzi messi in campo dalle istituzioni regionali e nazionali. La proposta della Regione Basilicata, che prevede un investimento di circa 15 milioni di euro finalizzato alla digitalizzazione degli archivi e alla creazione di nuove opportunità occupazionali, rappresenta un percorso che merita attenzione e approfondimento. Tuttavia, dopo oltre due anni di confronti, rinvii e soluzioni temporanee, le famiglie attendono ancora risposte definitive. Attendono tempi certi, procedure operative e soprattutto garanzie occupazionali. Nessuna famiglia può vivere nell’incertezza per un periodo indefinito e nessun lavoratore può costruire il proprio futuro affidandosi esclusivamente alle promesse. Dietro ogni posto di lavoro c’è una persona, una famiglia, una storia e un pezzo della nostra comunità. Quando si perde un lavoro non si perde soltanto uno stipendio ma si perdono serenità, sicurezza e prospettive. Per questo Matera e la Basilicata non possono permettersi di perdere neanche un solo posto di lavoro. L’approvazione condivisa dell’ordine del giorno da parte del Consiglio Comunale rappresenta un segnale importante di unità istituzionale. Su temi come il lavoro e la tutela delle famiglie la città ha saputo parlare con una sola voce, superando ogni divisione politica. Dal Consiglio Comunale di Matera è emerso un messaggio chiaro rivolto alla Regione Basilicata e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la vertenza CallMat deve essere affrontata con il massimo impegno e la massima determinazione, accelerando ogni percorso utile a garantire continuità occupazionale e prospettive concrete per i lavoratori coinvolti. Dopo due anni di sacrifici e incertezza, i lavoratori CallMat e le loro famiglie meritano risposte concrete, tempi certi e il pieno rispetto della dignità del lavoro.”
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Vito Bubbico
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