“Continuiamo a camminare insieme, con entusiasmo, umiltà e determinazione, fieri della nostra storia e pronti a dare sempre il meglio di noi stessi per il bene delle straordinarie comunità della nostra amata provincia bresciana, che in ciascuno di noi troverà sempre un punto di riferimento fermo, sicuro e fraterno”. Riportiamo di seguito l’intervento integrale del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Brescia, Colonnello Alberto Raucci, alla cerimonia di ieri.
INTERVENTO COMANDANTE PROVINCIALE DEI CARABINIERI
Autorità civili, militari e religiose, a nome di tutti i Carabinieri della Provincia di Brescia, benvenuti nella nostra casa sin dal 1911, la Caserma intitolata alla Medaglia d’Argento al Valor Militare Capitano Giuseppe Masotti.
Grazie per aver voluto, con la Vostra presenza, arricchire l’importante ricorrenza nella quale celebriamo i 212 anni della nostra istituzione.
Ringrazio vivamente, sua eccellenza il Prefetto, dott. Andrea POLICHETTI, la sua concreta vicinanza è fondamentale per il nostro servizio.
Analoghi e vivi sentimenti di riconoscenza esprimo ai Parlamentari, agli Assessori e ai Consiglieri Regionali; ai massimi esponenti dell’Autorità Giudiziaria qui presenti, nonché ai vertici di tutte le Forze di Polizia e Forze Armate.
Un caro saluto al Presidente della Provincia e a tutti i Sindaci del territorio intervenuti. Un ringraziamento particolare alla Sindaca di Brescia, Laura CASTELLETTI, anche per la collaborazione offerta nell’organizzazione della cerimonia.
Un sentito saluto a tutti i rappresentanti delle Associazioni di categoria e volontariato, ai componenti dell’Associazione Nazionale Carabinieri e di tutte le associazioni combattentistiche e d’Arma, oltreché ai referenti delle Associazioni professionali a carattere sindacale militare.
Grazie anche a voi, cari ragazzi, e ai Dirigenti delle vostre Scuole, il Liceo delle Scienze Umane De Andrè di Brescia, l’Istituto Comprensivo di Cividate Camuno e l’Istituto Alberghiero Caterina de’ Medici di Gardone Riviera. Voi siete qui oggi in rappresentanza degli oltre 16.500 alunni che abbiamo incontrato nelle scuole (in appuntamenti per la diffusione della cultura della legalità) e oltre 10.000 ragazzi con cui abbiamo dialogato nel corso di numerose iniziative sul territorio: solo tramite un dialogo senza filtri con le nuove generazioni si può giungere a costruire, insieme, una comunità più consapevole, inclusiva e intimamente sicura, riducendo gli spazi del disagio sociale.
In questa giornata di festa, il nostro pensiero più commosso e deferente va a coloro che, prima di noi, hanno difeso i nostri stessi valori fino all’estremo sacrificio.
Quest’anno, la nostra memoria storica si fa ancora più solenne, poiché ricorre l’85° anniversario della “Battaglia di Eluet El Asel” e della “Battaglia di Culqualber”, in Africa Orientale, che valsero alla Bandiera dell’Arma una Medaglia d’Argento e una d’Oro al Valor Militare.
Nel solco di quell’eroismo antico, ricordiamo tutti i servitori dello stato caduti nell’adempimento del dovere, a cui si sono aggiunti di recente le vittime della tragica esplosione del 13 ottobre 2025 a Castel d’Azzano: il Luogotenente Carica Speciale Marco PIFFARI e il Brigadiere Capo Qualifica Speciale Valerio DAPRÀ – originari di questa Provincia – e il Carabiniere Scelto Davide BERNARDELLO.
Oltre a loro, vorrei ricordare anche tre militari di questo Comando, che hanno perso la vita, nel corso di inseguimenti o conflitti a fuoco con pericolosi criminali negli scorsi anni: la Medaglia d’oro al Valor Militare Mar.Ca. Luigi DI BERNARDO nel 1971 a Clusane d’Iseo, la Medaglia d’Argento al Valor Militare App. Lorenzo FORLEO nel 1977 a Carpenedolo e la Medaglia d’oro al Valor Civile Car.Sc. Massimo URBANO nel 2000 a Urago d’Oglio.
A loro e ai familiari dei Carabinieri deceduti in servizio e non va il nostro più caloroso e fraterno abbraccio.
Solo tre giorni fa, l’Italia intera ha celebrato l’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana. A quella carta costituente hanno contribuito ben 9 illustri cittadini bresciani.
Noi Carabinieri sentiamo il dovere di difendere quei valori costituzionali non come ideali astratti, ma come un impegno concreto verso la nazione, orientando il nostro agire grazie a una solida bussola etica, i cui quattro punti cardinali sono: la militarità, la competenza, il coraggio e l’umiltà.
La militarità è per noi una cornice di disciplina e onore condiviso, è l’armatura etica che dà ordine e forza al nostro agire.
In un mondo caratterizzato da sfide sempre più articolate e stratificate, la sola buona volontà non basta. È necessaria la competenza quale dovere dell’efficacia operativa: dobbiamo essere costantemente preparati, aggiornati e tecnicamente ineccepibili.
Il terzo punto cardinale della nostra bussola è il coraggio. Non solo il coraggio operativo, inteso come capacità di dominare la paura per adempiere il proprio dovere, ma anche quello morale di essere sempre coerenti con il giuramento prestato.
Il quarto punto cardinale è l’umiltà, quale virtù che dà misura al nostro agire, quale costante consapevolezza di essere al servizio della comunità e mai al di sopra della legge. Un Carabiniere umile sa ascoltare, riconosce i propri limiti, accoglie le fragilità altrui con umanità ed empatia.
Questa solida architettura di valori sostiene una cultura dell’essere che deve fermamente prevalere su quella dell’apparire.
In un’epoca dominata dall’estetica della superficie e dalla ricerca del consenso immediato, occorre comprendere, che nel medio – lungo termine il vero riferimento è ciò che siamo.
Dall’essere Carabinieri discende la dedizione quotidiana con cui serviamo le nostre comunità, quale dovere morale che ci lega a esse, sempre, specialmente nei momenti di maggiore vulnerabilità.
Questo grande sforzo non viene compiuto in solitudine.
La sicurezza è un bene collettivo che richiede una sinergia istituzionale forte, leale e quotidiana.
Grazie alla piena sintonia d’intenti con i vertici delle Forze di Polizia e Forze Armate, l’illuminato coordinamento del Prefetto e l’autorevole guida della Procura Distrettuale, della Procura per i Minorenni e dell’Autorità Giudiziaria in generale, qui a Brescia, possiamo davvero considerarci tutti “compagni di viaggio” nello stringere le maglie della legalità e contrastare efficacemente ogni forma di criminalità e di disagio sociale.
In quest’ultimo anno abbiamo perseguito gravi delitti, arrestando gli autori dei due omicidi verificatisi in Provincia, ed eseguendo diverse misure cautelari, talune delle quali nei confronti di minori autori di atti persecutori, rapine ed estorsioni. Pochi numeri possono fornire la dimensione dell’impegno profuso e delle attività svolte dall’Arma nei 205 Comuni della Provincia, con la sua spina dorsale costituita dalle 81 Stazioni Carabinieri e dai Reparti Speciali.
Nell’ultimo anno, l’Arma di Brescia ha proiettato sul territorio 113.285 pattuglie (una media di oltre 300 al giorno, con più di 70 pattuglie costantemente attive in ogni momento della giornata), ha impiegato oltre 4.000 unità in servizi di ordine pubblico e ha garantito la risposta a oltre 26.000 richieste di pronto intervento.
Abbiamo proceduto per il 90% dei reati complessivamente denunciati, individuando i colpevoli nel 72,5% dei casi scoperti da tutte le Forze di polizia (nell’88,6% di questi casi hanno operato le Stazioni Carabinieri), arrestando 1.025 persone e denunciandone in stato di libertà 10.075.
La nostra azione si è articolata nei diversi settori operativi: sono stati 450 gli stranieri tratti in arresto e 113 i clandestini rintracciati e accompagnati in Questura; oltre 200 le misure di prevenzione personali notificate a seguito di proposta dell’Arma, grazie alla quotidiana collaborazione con la Questura, la Procura e il Tribunale di Brescia. Uno sforzo imponente ha riguardato il settore delle armi, con più di 31.000 controlli effettuati e oltre 2.500 armi consegnate per la distruzione.
Altissima resta l’attenzione nell’ambito dei reati rientranti nel cd. “Codice rosso”: 68 gli arresti eseguiti, 1.639 le persone denunciate, mentre sono 250 i braccialetti elettronici che seguiamo ogni giorno. All’efficiente rete antiviolenza di Brescia sono state avviate dall’Arma 166 donne.
Negli ultimi 12 mesi, inoltre, abbiamo individuato gli autori di 35 truffe ai danni di anziani e abbiamo svolto incontri presso centro anziani e parrocchie nell’intera Provincia. Dobbiamo cercare di rendere le maglie della rete “istituzionale – familiare e sociale” sempre più strette, nella consapevolezza che l’isolamento delle persone anziane è un’opportunità strategica per gli offender.
Accanto alla prevenzione di prossimità, l’Arma bresciana mantiene altissima l’attenzione nel contrasto alla criminalità organizzata. Come dimostrato dalla recente sentenza del 6 maggio scorso del Tribunale di Brescia, che ha riconosciuto in primo grado l’operatività di una “locale” di ‘Ndrangheta in Provincia, la presenza di infiltrazioni mafiose è una minaccia concreta che impone a tutta la società civile, agli operatori economici e alle istituzioni di mantenere la guardia davvero alta, poiché la legalità non si delega, ma si costruisce insieme.
Non misurabile in termini quantitativi è, invece, quanto riesce a fare l’Arma grazie alla presenza capillare sui territori, sia nel garantire una profonda e rassicurante vicinanza alle popolazioni, sia in termini di patrimonio informativo alla base delle valutazioni e delle decisioni che vengono assunte nei vari tavoli istituzionali, con particolare riferimento alla Prefettura e alla Procura.
La tutela dei cittadini, d’altronde, oggi non può prescindere dalla salvaguardia dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, come ci ricorda il dettato dell’articolo 9 comma 3 della Costituzione. Grazie all’integrazione della componente Forestale nell’Arma, avvenuta ormai quasi dieci anni fa, siamo oggi una delle Forze di Polizia Ambientale più strutturate ed efficaci d’Europa, a protezione della bellezza della nostra terra per le future generazioni.
In generale, la componente forestale dell’Arma e i reparti Speciali hanno contribuito al deferimento di persone fisiche e giuridiche ai sensi del decreto legislativo 231 del 2001, a sequestri preventivi e sanzioni amministrative per milioni di euro nei diversi ambiti di competenza: ambientale (dimostrando nei fatti la validità del principio secondo cui “chi inquina paga”), agroalimentare, giuslavoristico (in materia di intermediazione illecita e sfruttamento lavorativo), sanitario. Oltre 15 sono le tonnellate di alimenti non idonei al consumo umano che sono state sequestrate.
Di primissimo piano anche le competenze raggiunte in materia di investigazione informatica e informatica forense, oltreché nel settore delle indagini in materia di criptovalute. Qui a Brescia il Comando Provinciale può avvalersi di una Sezione Cyber appositamente costituita.
Mi avvio alla conclusione, rivolgendo il mio ringraziamento più profondo, affettuoso e grato a tutti i Carabinieri del Comando Provinciale di Brescia. Come vostro Comandante, è con un orgoglio che va oltre il dovere istituzionale che vi ringrazio per la vostra generosità, per la vostra diuturna resilienza e per il silenzioso spirito di sacrificio con cui operate.
Questo mio grazie, tuttavia, non sarebbe completo senza un ideale, grande abbraccio alle nostre famiglie. A mogli, mariti e figli va la gratitudine più commossa dell’Arma: sono loro che sostengono nell’ombra i nostri sacrifici e sopportano con straordinaria pazienza il peso delle nostre assenze, quando il dovere ci chiama altrove.
Continuiamo a camminare insieme, con entusiasmo, umiltà e determinazione, fieri della nostra storia e pronti a dare sempre il meglio di noi stessi per il bene delle straordinarie comunità della nostra amata provincia bresciana, che in ciascuno di noi troverà sempre un punto di riferimento fermo, sicuro e fraterno.
Viva l’Arma dei Carabinieri! Viva la Repubblica! Viva l’Italia!
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Redazione BsNews.it
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