Vedere Night City scorrere sul display di uno smartphone, e potercisi muovere quasi tranquillamente al suo interno, ha qualcosa di profondamente assurdo. Eppure è esattamente ciò che ho fatto con il REDMAGIC 11S Pro: ho scaricato i miei giochi Steam direttamente sul telefono, ho avviato la modalità grafica Steam Deck e ho guardato The Witcher 3 girare a 59 FPS stabili in mappa aperta, con una resa visiva sorprendentemente vicina a quella della console portatile di Valve.
Cyberpunk 2077 oscillava fra i 25 e i 35 FPS, anche se con molte incertezze sul versante grafico, mentre Black Myth: Wukong arrancava attorno ai 20 con qualche stutter di troppo. E non è un caso isolato: nei test in emulazione locale visti in giro per la rete, sullo stesso smartphone, Red Dead Redemption 2 tiene i 50 FPS all’aperto e sfiora i 60 al chiuso, mentre Resident Evil 9 vola fino a 60 FPS a 720p con dettagli bassi. Numeri che, su un dispositivo che su uno smartphone, fino a un paio d’anni fa erano semplicemente fantascienza.
Collegando poi un mouse e una tastiera Bluetooth, o un controller compatibile, il REDMAGIC 11S Pro cambia identità: non sembra più uno smartphone ma un handheld a cui manca solo il guscio con i pulsanti. La domanda, a quel punto, sorge spontanea: se uno smartphone costruito con i giusti criteri, riesce a far girare i tripla A di Steam oggi con tutti questi compromessi, che ne sarà dei PC handheld fra qualche anno?
La risposta breve è che gli handheld possono dormire sonni tranquilli. Quella lunga è molto più interessante, perché racconta dove sta davvero andando il gaming mobile.
Partiamo da ciò che il REDMAGIC fa bene, perché è tanto. Sotto la scocca batte uno Snapdragon 8 Elite Gen 5 nella versione “Leading”, che non è il classico chip preso dalla catena di montaggio: REDMAGIC seleziona i die migliori del wafer attraverso più round di test e tiene solo quelli capaci di restare stabili a 4,74 GHz, la stessa frequenza della variante “for Galaxy” montata sui Galaxy S26 e ben oltre i 4,61 GHz a cui si fermano gli altri flagship con questo SoC.
Il risultato è un punteggio che supera i 4,3 milioni su AnTuTu e, soprattutto, un carico sostenuto senza quel thermal throttling che castra parecchi rivali, incluso il top di gamma di Samsung. Dopo oltre un’ora di gioco intenso la scocca frontale tocca a amalpena i 43,7 gradi e il retro si ferma a 38,5: cifre notevoli che sono merito di una camera di vapore 4D, del raffreddamento a liquido fluorurato e della ventola che gira fino a 24.000 giri al minuto. È un pezzo di ingegneria incredibile, e il fatto che riesca a tenere testa a una Steam Deck su un titolo come The Witcher 3 lo dimostra senza remore.
È un risultato straordinario. Ma la strada è ancora lunga
Il punto è come ci arriva. Per far girare un gioco Windows su un processore come lo Snapdragon, software come GameHub (o l’analogo Winlator) impilano una serie di traduttori: Box64 converte le istruzioni x86 in linguaggio ARM, Wine traduce le chiamate di sistema di Windows, DXVK e VKD3D trasformano le DirectX in Vulkan.
Tutto questo accade in tempo reale, mentre il gioco è in esecuzione. In altre parole, lo smartphone raggiunge il livello di una Steam Deck facendo molta più fatica, perché deve tradurre ogni cosa al volo. I PC handheld, dal canto loro, l’x86 lo eseguono nativamente: l’APU della Steam Deck, lo Z2 Extreme della ROG Ally X, il chip Intel della Claw non traducono nulla, perché quel codice è già casa loro. Se ci pensate, ha senso: il telefono fa un’imitazione eccezionale di un PC, l’handheld un PC lo è e basta.
Questa differenza non è un dettaglio, si paga in tre valute molto concrete. La prima è l’energia: l’emulazione x86 è vorace, e per quanto i 7.500 mAh e il sistema di dissipazione del REDMAGIC siano fra i migliori in circolazione, una sessione di gaming Steam prosciuga la batteria a un ritmo ben diverso da quello di un titolo nativo, dove invece il telefono si comporta in modo esemplare. Gli handheld, con i loro 50-80 Wh, sono nati apposta per reggere quel tipo di carico per ore, non per tradurlo.
La seconda è la compatibilità. I layer di traduzione inciampano spesso: avvii falliti, schermate nere, crash improvvisi, audio rotto, e una marea di parametri da sistemare a mano prima che un gioco parta come si deve. E c’è il capitolo anti-cheat, che da solo taglia fuori buona parte dei titoli competitivi, perché i sistemi a livello kernel semplicemente non partono dentro un ambiente emulato.
La terza è la stabilità dell’ecosistema. L’emulazione su Android resta un territorio da “smanettoni”: container da configurare, preset di Box64 da calibrare, driver grafici da scegliere uno per uno. Ed è un mondo fragile, come ha ricordato lo sviluppo di Winlator, finito in pausa fra accuse e segnalazioni di malware.
C’è del fermento positivo, intendiamoci, il driver open source Turnip per le GPU Adreno promette di migliorare resa e compatibilità degli emulatori più avanzati, ma siamo ancora nel campo del “work in progress”, non in quello dell’esperienza pronta all’uso.
Ma se quindi sembra tutto negativo, come mai l’arrivo del REDMAGIC 11S è così importante? Semplicemente per due aspetti molto importanti: il primo è il prezzo. La crisi delle memorie ha fatto schizzare i listini dei portatili da gioco, con Steam Deck OLED rincarato fino al 46% e gli altri handheld che toccano, se non superano in più occasioni, il tetto dei 1.000 euro.
In questo scenario il REDMAGIC 11S Pro, che parte da 799 euro nel taglio 12+256 GB, si rivela essere un device molto più versatile e, per certi versi, economico. Laddove l’handheld è principalmente un pc travestito da console portatile, lo smartphone è un device che tutti usiamo quotidianamente e che è oramai onnipresente nella vita di tutti i giorni.
Spendere una cifra importante per uno smartphone, che può anche far giocare titoli di una certa caratura, restituisce una sensazione diversa di investimento, rispetto all’acquistare un handheld da affiancare ai device già in possesso.
Il secondo è dato dalla mera potenza bruta. Se da un lato gli handheld continuano a migliorare, e il nuovo Intel G3 ne è una chiara dimostrazione, superando i limiti precedenti e garantendo prestazioni comunque migliori rispetto a uno smartphone, il fatto che il REDMAGIC riesca a fae quello che fa, abbatte tutte quelle barriere che fino a ieri ammorbavano il mondo del gaming mobile.
Non si tratta più di giochini “rubasoldi” o pensati per nicchie precise di giocatori, ma di sdoganare la possibilità di acquistare un titolo da Steam, seppur non recentissimo, e poterlo giocare comodamente dal proprio smartphone che, grazie a delle batterie sempre più capienti e a processori sempre più performanti, stanno iniziando a diventare delle vere e proprie “conosle da gioco mature”.
Ed è proprio qui la chiave per leggere tutto questo nella giusta prospettiva. Emulare Steam sul REDMAGIC 11S Pro non sostituisce uno Steam Deck, ma dimostra fin dove può arrivare il silicio mobile, e questa dimostrazione è riuscitissima.
Il divario con gli handheld dedicati, oggi, non è più una questione di sola potenza bruta, ma di software, ecosistema e maturità. Ed è un divario che non si colma in un ciclo di prodotto: serviranno ancora anni di lavoro e, probabilmente, un numero crescente di porting ARM nativi che taglino di netto la tassa dell’emulazione.
Ma già solo il fatto che il REDMAGIC 11S Pro possa farlo oggi, pianta una bandierina importante. È un punto di partenza, non un punto di arrivo. La domanda vera, allora, non è se gli handheld debbano preoccuparsi oggi, ma quanto manca al giorno in cui un consumatore irterrà sufficiente il proprio smartphone per giocare in mobilità senza troppi compromessi alla sua libreria di titoli. Una generazione? Due? Quando succederà, ne riparleremo. Ma quel giorno, statene certi, è sempre più vicino.
Come funziona l’offerta Early Bird?
Per accompagnare il lancio globale di REDMAGIC 11S Pro, l’azienda ha messo a punto una promozione Early Bird pensata per premiare gli utenti più veloci. Il meccanismo è semplice ma particolarmente vantaggioso: acquistando un voucher al costo simbolico di 1 euro, si ottiene uno sconto immediato di 30 euro da utilizzare sull’acquisto dello smartphone.
I vantaggi, però, non si fermano al risparmio economico. Il voucher include infatti anche l’esclusivo REDMAGIC Mora Magnet Badge in omaggio e, soprattutto, garantisce l’accesso anticipato alle vendite con ben 24 ore di anticipo rispetto all’apertura ufficiale al pubblico.
La campagna si sviluppa secondo un calendario preciso. I Voucher Early Bird saranno disponibili dal 3 giugno alle 14:00 CEST fino al 9 giugno alle 14:00 CEST. Proprio a partire da quel momento scatterà l’Early Bird Access: tutti gli utenti in possesso del voucher potranno completare l’acquisto del proprio REDMAGIC 11S Pro prima del resto del mercato, approfittando sia dello sconto sia della finestra di accesso privilegiata.
L’apertura delle vendite globali è invece fissata per il 10 giugno alle 14:00 CEST, quando lo smartphone sarà disponibile per tutti attraverso la Global Open Sale.
Timeline della promozione:
- Voucher Early Bird: dal 3 giugno al 9 giugno ore 14:00 CEST
- Early Bird Access: 9 giugno ore 14:00 CEST
- Global Open Sale: 10 giugno ore 14:00 CEST
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Andrea Maiellano
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