Via Francigena, boom del giro d’affari: quanto spende al giorno (in media) chi la fa


Roma, 4 giugno 2026 – Antica via di pellegrinaggio che nel Medioevo collegava Canterbury a Roma, la Via Francigena attraversa oggi l’Italia dalle Alpi al Salento, tra colline toscane, borghi medievali, strade bianche e città d’arte. Uno dei percorsi di viaggio lento più estesi d’Europa, oggi torna al centro dell’interesse turistico internazionale.

Il cammino odierno della Via Francigena

Il cammino italiano inizia a 2.473 metri di quota, poco dopo il valico alpino del Passo del Gran San Bernardo, scende verso Aosta tra i pascoli, proseguendo lungo il Piemonte con Vercelli e Pavia. Entra in Lombardia e poi raggiunge l’Emilia-Romagna lungo la Pianura Padana fino a Fidenza, e affronta l’unica vera salita appenninica del nord al Passo della Cisa. Da lì, dopo un breve lembo di tratto in Liguria, comincia una sezione particolarmente scenografica, una delle più fotografate dell’intero tracciato: la Toscana della Francigena, tra strade bianche, cipressi e borghi medievali. Il percorso entra poi nel Lazio attraversando Viterbo e raggiungendo la Capitale. Il cammino esce da Roma lungo il Parco dell’Appia Antica, scende sulla costa pontina, entra in Campania e si inerpica sull’Appennino sannita. Una volta in Puglia, il percorso tocca il Gargano e prosegue fino al Santuario di Santa Maria di Leuca, dove Adriatico e Ionio si incontrano. È il porto da cui i pellegrini medievali si imbarcavano per la Terra Santa, e oggi rappresenta il punto più meridionale del cammino europeo.


Per la prima volta unita in un unico viaggio

Visit Italy, piattaforma culturale per la promozione del turismo italiano, è stata scelta dalla Regione Lazio, nell’ambito del piano di promozione della Via Francigena sostenuto dal Ministero del Turismo, per il lancio internazionale della campagna dedicata all’itinerario. “La Via Francigena è uno dei cammini più antichi e identitari d’Europa. Il lavoro fatto negli anni da territori, enti e comunità locali ne ha valorizzato la ricchezza tratto dopo tratto. Oggi possiamo compiere un passo ulteriore: raccontarla come un unico grande viaggio culturale europeo, capace di attraversare l’Italia da nord a sud e di parlare a un pubblico molto più ampio di quello religioso, interessato alle comunità, ai paesaggi, ai paesi e ai territori meno conosciuti che questo cammino mette in relazione”, spiega Ruben Santopietro, Ceo di Visit Italy.

La Via Francigena

Le motivazioni che spingono a partire non sono solo spirituali

A differenza di altri pellegrinaggi, la Francigena non richiede di essere percorsa per intero: la sua lunghezza e la varietà dei territori la rendono modulabile per stagione, durata e tipologia di viaggiatore, ed è progettata per essere accessibile sia a piedi che in bicicletta. I dati dell’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) ci raccontano che le motivazioni di partenza non sono più solo legate alla religiosità del pellegrinaggio: il 41,5% sceglie la Francigena per un’esperienza di condivisione, il 28,2% per ragioni spirituali, il 25% per interesse culturale e il 23,4% per finalità turistiche. Il percorso, che nel solo 2025 ha visto distribuire quasi 20.000 credenziali AEVF del pellegrino, con un incremento del 35,95% rispetto all’anno precedente e una presenza internazionale del 53%, ci racconta come il turista di oggi non voglia più solo visitare l’Italia, ma viverla a passo lento, attraversando borghi, paesaggi interni e territori meno noti. Per la Francigena, che attraversa l’intera penisola toccando piccoli centri, aree rurali e città d’arte, questo significa essere al centro della nuova mappa del viaggio italiano.

Il giro d’affari legato alla Via Francigena

Il giro d’affari e l’impatto economico della Via Francigena hanno registrato una crescita straordinaria, trainati in particolare dalla spinta del Giubileo. L’indotto diretto e indiretto generato dalla Via Francigena ha raggiunto una stima di circa 25 milioni di euro (in aumento rispetto ai 20 milioni registrati negli anni precedenti). Questo volume d’affari è generato principalmente dalle spese per l’alloggio, la ristorazione, il trasporto bagagli, le assicurazioni e l’acquisto di attrezzature e prodotti locali lungo i borghi attraversati dal cammino. Si stimano circa 100.000 persone in cammino lungo i 3.200 km dell’itinerario che collega Canterbury a Roma. Nel corso dell’anno giubilare si è registrato un incremento del +34% nelle credenziali distribuite (oltre 19.000) e i Testimonium (i passaporti ufficiali di fine percorso a Roma) consegnati sono più che raddoppiati, superando quota 12.000 (+117%). Gli stranieri rappresentano il 53% dei camminatori totali, con oltre 50 nazionalità rappresentate (in forte crescita i flussi da Stati Uniti, Canada e Brasile). Secondo il dossier di settore “Italia, Paese di Cammini”, l’identikit economico del viandante mostra che la spesa media giornaliera del camminatore si aggira sugli 87,29 euro (comprensiva di vitto e alloggio). I pellegrini camminano in media per 7,4 giorni a tappa (spesso completando tratti diversi anno dopo anno). Questo tipo di turismo favorisce la destagionalizzazione (i mesi preferiti per partire sono maggio e settembre) e rigenera le micro-economie di piccoli borghi e aree interne che si trovano al di fuori dei circuiti turistici di massa.

Investimenti pubblici e futuri sviluppi

Per sostenere e strutturare questo volume d’affari, il Ministero del Turismo e le Regioni hanno investito pesantemente sul percorso. Sono stati stanziati complessivamente oltre 35 milioni di euro per la valorizzazione, la messa in sicurezza dei tracciati, la manutenzione straordinaria e la digitalizzazione (con il lancio di nuove app e portali dedicati). Singole regioni come la Toscana (storica capofila) e la Puglia (per la Via Francigena nel Sud, che ha visto un incremento di camminatori del 249% in quattro anni con un impatto locale di oltre 12 milioni di euro per l’intero sistema dei cammini pugliesi) continuano a investire fondi dedicati per migliorare la ricettività laica e religiosa.


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