Milano, 4 giugno 2026 – Una residenza condivisa di una settimana in un campus creativo nel cuore della Calabria; incontri e workshop con coach, producer, compositori e l’obiettivo di realizzare brani legati a temi contemporanei e socialmente rilevanti: sono questi gli elementi che hanno fatto di Music for Change Award – la manifestazione ideata e promossa da Musica Contro le Mafie – un appuntamento imperdibile.
Domenica 31 maggio i sette finalisti della diciassettesima edizione del premio, che il prossimo 9 ottobre si contenderanno il titolo di vincitore dell’anno, hanno presentato per la prima volta, nel corso del Private Boot up stage, le canzoni nate durante i giorni di convivenza a un pubblico ristretto e ad alcuni critici e giornalisti musicali. Il risultato del lavoro di questi giovanissimi artisti – seppure non ancora definitivo – promette bene, perché il talento non passa mai inosservato e la forza di musica e parole, legata ad argomenti caldi della contemporaneità, è sempre un’arma vincente.
Music for change e la Sound village academy
Ad aprire le porte della Sound village academy ospitata nel Parco d’Arte Alt Art di Rende (CS) – che dal 24 al 31 maggio ha accolto i sette artisti finalisti – è stato Gennaro De Rosa, presidente di Musica contro le Mafie APS, con Giulia Cancedda, la Village Lead dell’edizione numero 17 del premio.
Insieme a loro, nel corso della settimana di residenza, si sono alternati nell’incontro con i ragazzi, esperti del settore musicale (tra cui Taketo Gohara, producer di Brunori Sas, Vinicio Capossela, Motta e molti altri) ed ospiti legati al mondo della legalità e dell’industria discografica. Lo scopo è, infatti, preparare i finalisti non solo ad un confronto artistico ma anche e soprattutto renderli sempre più consapevoli del ruolo sociale, formativo ed educativo che la musica può ricoprire.
Music for Change, infatti, anno dopo anno, si candida ad essere non solo un premio musicale capace di offrire il più ampio sistema di opportunità ai nuovi music creator, ma anche e soprattutto a diventare un main stage europeo dedicato alla musica per il cambiamento.
Gli artisti e i brani presentati
Dopo una fase di pre-selezione degli artisti (che sono diventati 150 durante i casting e 40 per le semifinali) sono stati, infatti, scelti da una giuria di esperti i sette finalisti a cui sono stati assegnati dei temi su cui costruire un progetto nel corso della residenza artistica. Da qui il contest è entrato davvero nel vivo.
‘Amplify Democracy’, il tema che vuole raccontare di partecipazione, cittadinanza e cambiamento ha individuato nel piglio scanzonato e sfrontato di Federico Baldi e della sua ‘Come i Fantasmi’ una voce ideale; ‘Eco Mood’, legato alla sostenibilità e al rispetto ambientale, ha trovato nella sensibilità di Fremir e nella sua ‘Alla mia festa’ la forza per convincere il pubblico ad empatizzare con la sofferenza del nostro pianeta.
Gli Youngover, unica band (dallo sguardo un po’ retrò) selezionata per la finale e composta unicamente da capelloni, ha saputo raccontare nel brano ‘Splendide cornici’ la tematica quanto mai attuale dell’ ‘Offline/Online’, collegata alle connessioni, ai loro pregi ma anche ai loro rischi.
Livrea, giovanissima artista dalla voce ipnotica, ha scelto invece di partire dalla storia di Eva e dalla sua curiosità tipicamente femminea per raccontare nella canzone ‘Mela’ il suo punto di vista su ‘Equality’, parità di genere e identità.
‘Nine to Five’, tema nato per supportare l’impegno civile e il lavoro come sinonimo di opportunità e dignità, ha trovato nello stile indie-pop di Luisiana e nella sua ‘Poste Italiane’ l’interprete perfetto.
A Janaki, la più giovane del gruppo, è stato affidato il tema ‘Crossroads’, legato alle contaminazioni culturali e ai suoni in movimento, e questa assegnazione le ha dato l’opportunità di raccontare le sue origini cubane in ‘Terra Viva’.
Andera, l’anima punk-rock della finale, ha scelto invece di cantare in ‘Adesso guardami’ le fragilità e le voci di chi si sente invisibile e al margine, tematiche legate al tema ‘Borders’.
Ciò che colpisce di questi giovanissimi interpreti e autori, oltre all’evidente talento e alla capacità che ciascuno di loro ha avuto di adattarsi pienamente – seppure non senza difficoltà – al tema assegnato, è l’estrema eterogeneità. Tra i finalisti trova spazio il pop, ma anche l’elettronica, il rock, un tocco di grunge e la mimica perfetta del teatro-canzone alla Giorgio Gaber. Una varietà artistica che è il segno tangibile della possibilità di trovare nelle giovani generazioni la voglia di sperimentare ma soprattutto la necessità di mostrare, sin da subito, la propria identità artistica.
Non brani e cantanti fotocopia, eccessivamente vincolati dalle logiche di mercato, ma giovani creators che sentono forte il bisogno di esprimersi e mostrarsi in maniera precisa e riconoscibile, così da trasformare la loro urgenza creativa nel vero motore del futuro del comparto musicale e culturale.
Le prossime tappe del contest
I pezzi presentati nel corso del Private Boot up stage non sono del tutto completi e definitivi, anzi, l’incontro/scontro con un pubblico ristretto e con i pochi critici è diventato anche l’occasione per “pulire” e affinare le creazioni e le composizioni che vedranno davvero la luce nel prossimo autunno.
Nella mattinata del 9 ottobre, infatti, Federico Baldi, Fremir, gli Youngover, Livrea, Luisiana, Janaki e Andera si esibiranno nella tappa finale di Music For Change Award, al teatro Alfonso Rendano di Cosenza e in quella giornata sarà eletto il vincitore della diciassettesima edizione del contest. A lui (o a lei) andranno 10.000 euro per realizzare il primo tour, la possibilità di aprire il concerto dell’Uno Maggio Libero e Pensante a Taranto 2027 e tante altre opportunità. Indipendentemente da chi solleverà la coppa, però, viste le innegabili doti e le immense sensibilità dei sette finalisti, si può dire con certezza che il cambiamento tanto agognato e sperato nel settore musicale, sta già per cominciare.
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