Un’impellente priorità è, senza alcun dubbio, la ferma azione contro le truffe agli anziani. Questo triste fenomeno delinquenziale non si esaurisce in un mero assalto patrimoniale, ma rappresenta un atto di vile aggressione psicologica e morale alle fasce più vulnerabili e preziose della società. Gi anziani, cresciuti nel rispetto dei principi e dei doveri civili, vengono cinicamente depredati non solo dei loro risparmi, ma soprattutto della fiducia nel prossimo, subendo ricadute devastanti fatte di umiliazione, vergogna e isolamento. A questa turpe pratica criminale, condotta da vere e proprie bande senza scrupoli, si sta cercando di rispondere colpo su colpo. I presidi dell’Arma di Fermo hanno intensificato gli sforzi ed attuato articolate strategie operative, ottenendo risultati repressivi tangibili e concreti: nell’ultimo anno 20 soggetti sono stati deferiti a piede libero all’Autorità Giudiziaria mentre 9 truffatori sono stati arrestati in flagranza di reato, permettendo il recupero di preziose somme di denaro e di refurtiva dal significativo valore affettivo.
Un altro caposaldo dell’azione dei carabinieri di Fermo è stato e continuerà ad essere la prevenzione e la repressione della criminalità giovanile e minorile. I fenomeni di devianza, bullismo, abuso di alcol e uso di droghe rischiano di pregiudicare lo sviluppo sano delle nuove generazioni. Sul piano del contrasto e della repressione, l’attenzione dell’Arma resta massima, specialmente contro chi specula sulla vita dei ragazzi. Il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti rappresentano una piaga corrosiva: le ripetute attività nel territorio fermano, o i molteplici arresti per spaccio di eroina, cocaina e hashish, dimostrano l’incessante e tenace pressione investigativa. Ma anche in questo ambito, l’approccio non può limitarsi alla repressione.
La criminalità giovanile si contrasta innanzitutto promuovendo valori sani e la scuola si conferma il presidio democratico più importante della Nazione. Il Colonnello Troiani ha perciò evidenziato il ruolo di coloro che sono gli interpreti più autentici di quella che è una vera e propria missione civile: quella di formare con energia e passione i cittadini di oggi e di domani attraverso l’educazione civica e la cultura della legalità; i dirigenti e gli insegnanti presenti alla cerimonia, in rappresentanza degli istituti superiori del fermano, “Montani”, “Temistocle Onesti”, “Ostilio Ricci”, “Fracassetti”, “Betti” e “Leonardo Da Vinci”, ai quali il comandante Troiani ha rivolto un sentito ringraziamento, ricordando la metafora di uno dei grandi padri costituenti, Piero Calamandrei, il quale definiva “sarti” gli intellettuali, i giuristi e gli educatori, visti come “artigiani” che avevano il compito di tessere e adattare la stoffa della legalità alla carne della società, per creare una rinnovata coscienza civile e democratica nel popolo italiano, di chi doveva “cucire” addosso all’Italia uscita dal fascismo e dalla guerra una nuova veste democratica, modellata come un abito su misura, sui bisogni reali, sui diritti e sulla sensibilità morale dei cittadini. Nelle parole appassionate del Colonnello Troiani, “i nuovi sarti” sono i dirigenti scolastici ed insegnanti che con la capacità di tessere reti con il territorio, aprire le porte alle istituzioni, alle associazioni e alle forze dell’ordine, catalizzano la trasformazione delle scuole in veri e propri laboratori di cittadinanza attiva. L’Arma nell’alveo del coordinamento operato dalla Prefettura, ed insieme alle altre forze di polizia, quest’anno ha condotto una straordinaria campagna di diffusione della legalità nelle scuole di ogni ordine e grado, incontrando migliaia di studenti negli istituti di formazione in seminari e dibattiti aperti, per tradurre concetti astratti come la giustizia, la responsabilità e il rispetto del bene comune in gesti quotidiani e comprensibili, per ascoltare i dubbi dei ragazzi, accogliendone le provocazioni e trasformandole in occasioni di dibattito e crescita critica.
Un’altra emergenza è il drammatico fenomeno della violenza di genere, manifestazione criminale strutturale, fortemente radicata in disuguaglianze storiche e culturali. Anche l’Arma dei Carabinieri fermana sta affrontando questa piaga con la massima determinazione, avvalendosi sotto la guida solerte e sempre attenta della locale Procura della Repubblica, di un apparato penale tra i più avanzati in Europa per la tutela delle vittime. L’attenzione verso i soggetti più vulnerabili resta altissima e si traduce quotidianamente in azioni decise: numerosi sono i deferimenti per maltrattamenti in famiglia e atti persecutori, così come l’esecuzione tempestiva di misure cautelari quali allontanamenti dalla casa familiare e divieti di avvicinamento. Con un’incessante attività di tutela, moltissime donne sono state protette e indirizzate verso percorsi di salvezza presso i centri antiviolenza. Dal giugno 2025 ad oggi, le operazioni di repressione e di analisi del fenomeno, condotte dalle nostre articolazioni territoriali hanno consentito l’attivazione del Codice Rosso con conseguente arresto in flagranza di 5 individui e il deferimento in stato di libertà di 81 soggetti, per un totale di 86 casi che hanno visto coinvolti 54 italiani e 32 stranieri. Tuttavia, su questa tragedia pesano come macigni diversi fattori di ordine culturale, sociale ed economico e pertanto, l’azione predisposta e da programmare per il futuro deve essere incentrata sul “fare sistema” e “fare rete”. E’ stato attivato un approccio sistemico e multidisciplinare, operando fianco a fianco con l’Autorità Giudiziaria, le Aziende Sanitarie Territoriali, i Centri Antiviolenza e con le encomiabili organizzazioni no-profit del territorio. Continua l’azione sinergica e la preziosa collaborazione con il Soroptimist Club, che ha concesso in comodato quest’anno alla Stazione di Sant’Elpidio a Mare un supporto informatico ad elevata mobilità, che consente di agevolare l’attività di refertazione e di snellire ed umanizzare il più possibile le incombenze burocratiche. La Stanza tutta per sé, progettata per garantire alle vittime un’interlocuzione riservata, protetta e adeguata al momento della denuncia, resta un vanto ed un privilegio per questa caserma. È indispensabile perseverare agendo alla radice, contribuendo a cambiare la mentalità e la cultura, iniziando dai banchi di scuola, incrementare le campagne di sensibilizzazione per incentivare le denunce e promuovere programmi educativi che insegnino il rispetto reciproco, la gestione non violenta dei conflitti e l’uguaglianza.
L’intensità dell’azione operativa è inoltre arricchita in maniera formidabile grazie al preziosissimo lavoro dei Reparti Speciali: i Carabinieri Forestali in prima linea per la “prossimità ambientale”, i Nuclei Tutela del Lavoro, della Salute e del Patrimonio Culturale, che insieme ai reparti territoriali realizzano un binomio operativo dalle grandi potenzialità.
“I risultati operativi si realizzano perché al centro della nostra Istituzione c’è l’Uomo” ha detto il comandante Troiani: “…non c’è efficienza senza una ferrea bussola etica, basata su militarità, competenza, coraggio e umiltà. L’umiltà, in particolare, è una virtù decisiva: essa genera la capacità di apprendere, di comprendere i bisogni del cittadino e di mettersi quotidianamente al suo servizio, anteponendo il bene comune al proprio interesse. Traendo linfa dal de Amicitia di Cicerone, dall’esse quam videri, cioè dall’essere più che sembrare, rifiutiamo la cultura dell’apparire per radicarci in quella dell’essere, fatta di affidabilità, integrità e azioni tangibili.”
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