la scienza assolve o condanna?  Abbiamo controllato quello che dicono davvero gli studi internazionali – UOMINI LIBERI



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Quando si parla di inceneritori il dibattito si divide quasi sempre in due tifoserie. Da una parte chi li presenta come impianti moderni, sicuri e indispensabili. Dall’altra chi li considera una minaccia per la salute e per l’ambiente.

La realtà, come spesso accade, è più complessa.

Negli ultimi anni sono stati pubblicati numerosi studi in Gran Bretagna, Germania, Italia, Australia e Stati Uniti. Nessuno di essi afferma che gli inceneritori siano completamente innocui.

L’ultimo documento ufficiale arriva dal Regno Unito. Nel 2025 la UK Health Security Agency ha pubblicato una revisione sistematica degli studi europei sugli inceneritori costruiti dopo l’entrata in vigore delle più severe normative ambientali europee. La conclusione è che gli impianti moderni, se correttamente gestiti e controllati, non rappresenterebbero un rischio significativo per la salute pubblica.

Una conclusione che viene spesso utilizzata dai sostenitori degli impianti per affermare che il problema non esiste.

Ma basta leggere le stesse pubblicazioni scientifiche fino in fondo per scoprire che la questione è meno semplice.

Una vasta revisione internazionale pubblicata nel 2020 sull’Australian and New Zealand Journal of Public Health ha esaminato decine di studi epidemiologici. Gli autori hanno individuato associazioni tra la vicinanza agli inceneritori e alcune forme tumorali, malformazioni congenite, aborti spontanei e mortalità infantile. Allo stesso tempo hanno evidenziato che molti di questi dati riguardano impianti vecchi, costruiti quando i sistemi di filtraggio erano molto meno efficaci di quelli attuali.

Tradotto: gli inceneritori del passato hanno lasciato più di un dubbio sanitario, mentre quelli moderni devono ancora essere osservati per periodi sufficientemente lunghi per arrivare a conclusioni definitive.

Anche un’importante revisione internazionale sui cosiddetti impianti Waste to Energy ha sottolineato che le tecnologie più avanzate riducono notevolmente le emissioni, ma che il rischio dipende fortemente dalla qualità della gestione, dal tipo di rifiuti trattati e dall’efficienza dei controlli.

E qui emerge un primo interrogativo.

Chi garantisce che un impianto funzioni sempre nelle condizioni ideali descritte dai progetti?

Perché una cosa è la teoria. Un’altra è la gestione quotidiana per decenni.

C’è poi un aspetto che raramente entra nel dibattito pubblico: le ceneri.

Anche gli studi più favorevoli agli inceneritori riconoscono che il vero problema non finisce nel camino. Dopo la combustione rimangono tonnellate di ceneri contenenti metalli pesanti, diossine e altre sostanze che devono essere trattate, trasportate e smaltite in modo rigoroso.

In altre parole, l’inceneritore non elimina i rifiuti. Li trasforma.

Secondo i dati ambientali nazionali, il settore dell’incenerimento continua inoltre a contribuire alle emissioni di diossine, cadmio e altre sostanze inquinanti, pur in misura molto inferiore rispetto al passato.

Anche in Germania, paese spesso indicato come modello europeo, il dibattito non è affatto chiuso. Berlino ha recentemente deciso di inserire gli impianti di incenerimento nei meccanismi di controllo delle emissioni di CO₂, riconoscendo che il tema climatico rimane aperto.

E allora la domanda diventa un’altra.

Se la scienza non ha definitivamente condannato gli inceneritori moderni ma neppure li ha completamente assolti, è davvero questa la tecnologia sulla quale costruire il futuro della gestione dei rifiuti?

Mentre molte città europee investono su riduzione dei rifiuti, riciclo avanzato, recupero delle materie prime ed economia circolare, altre continuano a puntare sulla combustione.

La vera sfida non è decidere se un inceneritore sia meno pericoloso di quelli costruiti quarant’anni fa.

La vera domanda è se abbia senso investire oggi centinaia di milioni di euro in una tecnologia che continua a produrre emissioni, ceneri e polemiche, quando il resto del mondo sta cercando soluzioni che riducano la quantità stessa dei rifiuti da smaltire.

Perché il problema non è soltanto quanto sia sicuro un inceneritore.

Il problema è capire se rappresenti il futuro oppure il passato che cerca ancora di sopravvivere.

Sì, e la cosa interessante è che gli studi stranieri non dicono tutti la stessa cosa. La conclusione più corretta è che gli inceneritori moderni emettono molto meno rispetto a quelli degli anni ’80 e ’90, ma il dibattito scientifico sui rischi sanitari non è affatto chiuso.

La cosa interessante è che gli studi stranieri non dicono tutti la stessa cosa. La conclusione più corretta è che gli inceneritori moderni emettono molto meno rispetto a quelli degli anni ’80 e ’90, ma il dibattito scientifico sui rischi sanitari non è affatto chiuso….LEGGI

Ecco alcuni degli studi e delle revisioni più autorevoli.

Regno Unito: revisione governativa 2025

L’agenzia sanitaria britannica ha pubblicato una revisione sistematica degli studi europei e britannici sugli impatti sanitari degli inceneritori moderni. Il documento analizza il possibile effetto degli inquinanti emessi dagli impianti sulle popolazioni residenti nelle vicinanze….LEGGI

 

Revisione internazionale (2020)

Una revisione sistematica pubblicata sulla rivista Environment International ha esaminato 63 studi epidemiologici. Gli autori hanno trovato associazioni con alcuni tumori, malformazioni congenite e problemi della gravidanza, ma hanno anche sottolineato che molti studi riguardano vecchi impianti e che le prove sui moderni inceneritori sono ancora limitate….LEGGI

Australia e letteratura mondiale

Una revisione del 2020 pubblicata su Australian and New Zealand Journal of Public Health ha evidenziato possibili collegamenti con alcuni tumori, aborti spontanei, mortalità infantile e anomalie congenite, pur precisando che le metodologie degli studi sono spesso eterogenee e che servono ulteriori ricerche sugli impianti di nuova generazione…LEGGI

Inghilterra: studio sui grandi inceneritori industriali

Uno studio epidemiologico inglese non ha trovato un aumento significativo dell’incidenza o della mortalità per cancro nelle aree vicine ai grandi impianti esaminati. È uno degli studi più citati dai sostenitori degli inceneritori moderni…LEGGI

Organizzazione Mondiale della Sanità

L’OMS ricorda che l’incenerimento effettuato in modo non corretto o con materiali inadatti può produrre diossine e furani, sostanze cancerogene per l’uomo, oltre a residui di ceneri che devono essere gestiti con attenzione…LEGGI 

Germania e Nord Europa

Molti studi recenti condotti attorno agli impianti più moderni non hanno evidenziato aumenti statisticamente significativi di tumori o malattie respiratorie. Tuttavia, diversi ricercatori continuano a chiedere monitoraggi biologici e sanitari a lungo termine perché alcuni contaminanti possono accumularsi nel suolo, nella vegetazione e nella catena alimentare. …LEGGI

Il vero punto debole: le ceneri

Anche gli studi più favorevoli agli inceneritori riconoscono che il problema non è soltanto il camino. Le ceneri pesanti e le ceneri leggere contengono metalli pesanti e altre sostanze che richiedono trattamenti e smaltimenti controllati. Alcune revisioni scientifiche sottolineano che una parte del rischio ambientale si trasferisce proprio alla gestione delle ceneri. …LEGGI




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